{"id":640369,"date":"2025-01-10T21:15:19","date_gmt":"2025-01-10T20:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=601051"},"modified":"2025-01-10T21:15:19","modified_gmt":"2025-01-10T20:15:19","slug":"perche-si-nega-la-matrice-islamica-del-terrorismo-jihadista-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=640369","title":{"rendered":"&#8220;Perch\u00e9 si nega la matrice islamica del terrorismo Jihadista?&#8221;. Di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Sia a Magdeburgo che a New Orleans, ma anche a Rimini, \u201cle classi dirigenti hanno un&#8217;unica preoccupazione: negare la matrice islamica jihadista del terrorismo. <\/p>\n<p>Ci sono almeno tre tipi di ragioni per cui lo fanno: ideologiche, politiche e partitiche\u201d. <strong>Lo scrive su Lanuovabussola, il professore Eugenio Capozzi<\/strong>. <\/p>\n<p>L&#8217;effetto di tutto questo \u00e8 la crescita di forze d&#8217;opposizione sempre pi\u00f9 radicali. Addirittura a New York il giorno di Capodanno, mentre ancora venivano raccolti i corpi per le strade di New Orleans, \u201cc\u2019\u00e8 stata una protesta pro Intifada. Una protesta pro-terrorismo. S\u00ec, avete letto bene\u201d, lo rileva Giulio Meotti su Il Foglio del 6 gennaio, riportando una nota giornalistica di Douglas Murray sul New York Post. ( \u201cNew Orleans e le folle che inneggiano al jihad\u201d). <\/p>\n<p>Il giorno di Capodanno, centinaia di persone si sono radunate a Times Square. Oltre ai partecipanti che urlavano agli ebrei che avrebbero dovuto \u2018tornare in Europa\u2019, questi dimostranti hanno anche inneggiato ininterrottamente per il jihad. \u201cPer anni, i cittadini di Israele hanno avuto jihadisti maniaci che li hanno raggiunti e hanno cercato di falciarli per strada. Ma questo ha suscitato solo applausi da parte degli idioti nei campus universitari degli Stati Uniti e dei manifestanti di strada di New York. Poi, poco prima di Natale, la Germania ha avuto di nuovo un assaggio di questa \u2018intifada\u2019. <\/p>\n<p>E\u2019 stato allora che un immigrato saudita ha deciso di travolgere con il veicolo che guidava la folla felice di un mercatino di Natale. Ha ucciso cos\u00ec cinque persone e ne ha ferite quasi duecento. Questa volta, i desideri degli studenti della Columbia e di altri campus universitari sono arrivati nelle strade di New Orleans. Un uomo con una bandiera dell\u2019Isis ha guidato un pick-up tra i festeggiamenti di Capodanno, uccidendo 14 persone e ferendone gravemente decine di altre\u201d. <\/p>\n<p>Se per caso l\u2019attacco di Capodanno non fosse stato jihadista, ma ad esempio, un suprematista bianco di estrema destra, ogni angolo dei nostri media e della nostra politica si sarebbe giustamente schierato per chiedere risposte. Chi lo ha aiutato? Chi lo ha incoraggiato? Chi ha detto che era giusto, anzi buono, fare una cosa del genere? Anche dopo quasi un quarto di secolo, \u00e8 ancora diverso con i jihadisti. Ci sono troppe persone che pensano che ci siano \u2018sensibilit\u00e0 culturali\u2019 che devono essere rispettate. Allora perch\u00e9 siamo cos\u00ec vigliacchi mentre le persone per le strade e nei campus di questa citt\u00e0 in realt\u00e0 invocano il terrorismo mentre i cittadini di New Orleans lo hanno appena subito? Una domanda a cui bisogna rispondere\u201d.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;intervento di Capozzi, il professore napoletano scrive: \u201cOrmai \u00e8 uno schema fisso, un luogo comune, quasi un genere letterario. Davanti ai continui, sempre pi\u00f9 frequenti e minacciosi, episodi di aggressioni violente e attentati motivati dall&#8217;integralismo islamico nei paesi occidentali, i media mainstream e gran parte della classe politica rispondono all&#8217;unisono sempre nello stesso modo: tentando di rimuovere, negare, mascherare il fatto evidente, piuttosto che affrontarlo in tutta la sua gravit\u00e0\u201d. (ISLAM. Le classi dirigenti negano la realt\u00e0 del terrorismo jihadista 4.1.25, Lanuovabq.it) <\/p>\n<p>E&#8217; successo anche per il \u201clupo solitario\u201d di Rimini, con il coltello in mano cercava di colpire contro passanti ignari. Il genere letterario \u00e8 sempre lo stesso: \u201cSe un attentatore si getta con un&#8217;auto contro un mercatino di Natale o una strada piena di turisti i media producono titoli che recitano pi\u00f9 o meno &#8220;Auto sulla folla&#8221;, come se si trattasse di veicoli impazziti senza pilota, e non dell&#8217;atto intenzionale perpetrato da una persona\u201d.<\/p>\n<p>Poi, quando non si pu\u00f2 negare che la strage sia volontaria, comincia sempre la stessa messa in scena, in 4 fasi: 1) si nascondono il pi\u00f9 possibile il nome e la foto dell&#8217;assassino; 2) si premette subito che non \u00e8 detto si tratti di un atto terroristico, e le forze dell&#8217;ordine stanno ancora indagando; 3) ci si affretta a comunicare che l&#8217;assassino ha la cittadinanza del paese in cui l&#8217;attentato \u00e8 avvenuto, o di altra nazione occidentale, anche quando il nome e le fattezze indicano inequivocabilmente l&#8217;origine da un paese islamico; 4) si afferma con sicurezza che il responsabile &#8220;aveva problemi psichiatrici&#8221;. Sono modalit\u00e0, scrive Capozzi, che vengono riprese, in forma difensiva, da rappresentanti dei governi ed esponenti politici anche quando qualcuno evidenzia la gravit\u00e0 e la consistenza della minaccia rappresentata da atti del genere per la convivenza civile e la sicurezza.<\/p>\n<p>In pratica, c&#8217;\u00e8 uno sforzo colossale, sistematico \u201cper negare l&#8217;evidenza, per impedire che il tema della minaccia terroristica islamista costantemente incombente sulle nostre societ\u00e0 venga percepito come tale dalla popolazione, e trattato come questione prioritaria\u201d. Per qualcuno possono sembrare delle esagerazioni quelle del professore, ma non \u00e8 cos\u00ec per chi segue la cronaca di questi fatti. <\/p>\n<p>Naturalmente dietro a questo modo di pensare delle classi dirigenti occidentali, quasi sempre progressiste, ci sono dei moventi di natura ideologica, a cominciare dalla dottrina multiculturalista, secondo la quale, \u201cl&#8217;immigrazione nei paesi occidentali \u00e8 un fenomeno positivo\u201d. <\/p>\n<p>Pertanto, \u00e8 un dovere morale per noi occidentali, accogliere tutti i migranti che provengono da Paesi ex colonizzati e in via di sviluppo come un &#8220;risarcimento&#8221; per i danni che abbiamo causato nel passato. Inoltre, l&#8217;\u201dintegrazione&#8221; degli immigrati nei nostri paesi \u00e8 un fenomeno naturale e ovvio, e se essa non avviene, la colpa va addebitata alla chiusura, al razzismo, all&#8217;intolleranza nostra.<\/p>\n<p>Secondo Capozzi, \u201cSi tratta di petizioni di principio astratte, para-religiose, fondate su una spinta all&#8217;autoflagellazione e sulla convinzione che l&#8217;Occidente nel suo complesso debba &#8220;espiare&#8221; i suoi peccati\u201d. Tuttavia, seguendo le teorie di Samuel Huntington, le classi dirigenti occidentali, non comprendono che le civilt\u00e0 possono soltanto coesistere, ma non fondersi. <\/p>\n<p>In uno stesso territorio, sotto le stesse istituzioni, difficilmente le due religioni monoteistiche non potranno mai produrre una &#8220;integrazione&#8221; piena. Pertanto, le democrazie liberali europee e americane, smettano di ascoltare le sirene ideologiche multiculturaliste, cambino radicalmente linea sull&#8217;immigrazione. Occorre limitare numericamente al massimo l&#8217;accoglienza, e selezionare severamente gli immigrati accettando solo quelli che, per istruzione e cultura, siano pi\u00f9 assimilabili su un piano individuale e qui ritorna il consiglio del cardinale Biffi di tanti anni fa. <\/p>\n<p>Oltre al movente ideologico, per il professore napoletano, le classi dirigenti credono di non avere la forza per fermare l&#8217;invasione migratoria. Infine, il terzo movente \u00e8  legato a calcoli di politica interna e di partito. Cercano di negare il problema del terrorismo islamista e dello &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221; interno ai confini degli stati occidentali per non aumentare il consenso a partiti e movimenti di destra conservatrice e sovranista. <\/p>\n<p>Ma anche questo calcolo si rivela chiaramente un boomerang. Le destre sovraniste sono cresciute nei consensi nelle democrazie occidentali ovunque innanzitutto perch\u00e9 hanno intercettato la rabbia e la frustrazione dei cittadini davanti alla rimozione della questione da parte delle altre forze politiche. E, pi\u00f9 si continua a cercare di &#8220;nascondere la spazzatura sotto il tappeto&#8221;, pi\u00f9 aumentano gli elettori che, per sfondare il muro dell&#8217;indifferenza e della manipolazione, passano dalla loro parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sia a Magdeburgo che a New Orleans, ma anche a Rimini, \u201cle classi dirigenti hanno un&#8217;unica preoccupazione: negare la matrice islamica jihadista del terrorismo. Ci sono almeno tre tipi di ragioni per cui lo fanno: ideologiche, politiche e partitiche\u201d. Lo scrive su Lanuovabussola, il professore Eugenio Capozzi. 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