{"id":642536,"date":"2025-03-14T17:18:50","date_gmt":"2025-03-14T16:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=609563"},"modified":"2025-03-14T17:18:50","modified_gmt":"2025-03-14T16:18:50","slug":"tra-scommesse-on-line-e-vendo-compro-oro-il-de-profundis-commerciale-di-una-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=642536","title":{"rendered":"Tra scommesse on line e vendo compro oro, il de profundis commerciale di una citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta la Magenta da vivere o se preferite &#8211; in perfetto stile anni Ottanta &#8211; la Magenta da bere. <\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80\/&#8217;90 e inizio 2000 il quadrivio composto da Via Roma, Via 4 Giugno, Piazza Liberazione e Via Garibaldi, specie nei sabati pomeriggio, si trasformava in un enorme vasca. Giovani e meno giovani, su \u00e8 gi\u00f9 con un commercio che andava vele spiegate.<\/p>\n<p>Non dico che in quegli anni bastasse alzare una saracinesca per far soldi, per\u00f2, Magenta era considerata una citt\u00e0 elegante, con il suo appeal, che la portava ad essere realmente il punto d&#8217;attrazione per il commercio di un intero territorio. <\/p>\n<p>I giovani senza patente che arrivavano dal circondario, o &#8220;scroccavano&#8221; il passaggio a mamma e pap\u00e0, oppure prendevano la corriera per venire a Magenta &#8230;.Perch\u00e8 a Magenta c&#8217;era&#8230;<\/p>\n<p>Gi\u00f2 oggi chi viene pi\u00f9 a Magenta il sabato pomeriggio ??? Saranno cambiati anche i tempi, lo scenario sar\u00e0 totalmente capovolto, ma fa tristezza vedere una citt\u00e0 che a livello commerciale \u00e8 in ginocchio.<\/p>\n<p>La cartina di tornasole di questa situazione da &#8220;encefalo piatto&#8221; ci arriva dalle ultime due aperture nella centralissima Via Roma. <\/p>\n<p>La dove una volta c&#8217;era la mitica Casa della Scarpa, un nome che ovviamente ai &#8216;Millenials&#8217; non dir\u00e0 nulla, \u00e8 in rampa di lancio un negozio di macchinette on line.<br \/>\nInsomma quei locali dove si entra e non si fa altro che perdere una montagna di soldi&#8230;. E lo si scrive senza offesa per chi fa impresa in questo modo, ma noi li chiamiamo i luoghi della disperazione&#8230;<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, che nel nostro Paese ci sia un problema di ludopatia e di disperati che sperano nel colpo di fortuna \u00e8 ormai cosa notoria. Lo si ribadisce ad ogni pi\u00e8 sospinto in ogni ricerca che poi d\u00e0 fiato a psicologi, sociologi ect ect. <\/p>\n<p>Ma questo degrado sociale \u00e8 anche il degrado di una provincia che ormai ha smesso di sognare. Che ha un suo substrato culturale sempre pi\u00f9 basso e sempre pi\u00f9 triste. Che tira a campare, vecchia e senza troppe aspettative.<\/p>\n<p>Abbiamo sentito e letto l&#8217;intervista all&#8217;Assessore al commercio Stefania Bonfiglio che fa &#8220;melina&#8221; dicendo che manca ancora qualche permesso&#8230;. Ma le macchine on line carissima Steffy alla fine vinceranno&#8230;.. apriranno. E il comune poco pu\u00f2 fare d&#8217;altra parte. Siamo in un Paese libero&#8230;.. Ma viene da chiedersi se poi il libero mercato, se poi sono queste le &#8220;aberrazioni&#8221;, sia la soluzione migliore&#8230;<\/p>\n<p>In attesa dei giochini on line&#8230;.. Bingo !!! -tanto per restare in tema &#8211; fai poco pi\u00f9 di 200\/300 metri a piedi e proprio accanto alla Farmacia della Basilica e in fronte alla nostra Cattedrale, ecco il compro e vendo oro&#8230;.. Anche qui ci mancherebbe nessun biasimo per chi porta avanti una attivit\u00e0 pi\u00f9 che legittima. Del resto chi fa libera impresa e paga le tasse&#8230;. che gli vuoi dire??? E poi se c&#8217;\u00e8 un&#8217;offerta e perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una domanda. Semplice.<\/p>\n<p>Ma, permettete, cos\u00ec si consolida l&#8217;immagine di una citt\u00e0 di poveri Cristi che si vanno a vendere i gioielli di famiglia per pagare le bollette &#8211; e qui non ci sarebbe nulla di male perch\u00e9 occorre sempre far di necessit\u00e0 virt\u00f9 &#8211; oppure roba pi\u00f9 perversa, si vanno a giocare l&#8217;incasso di qualche orologio o collier che magari ha dietro una storia di ricordi e legami importanti &#8230;. Beh  tutto questo ci mette molta tristezza.<\/p>\n<p>Abbiamo toccato il fondo. E ci deve esser totale consapevolezza anche da parte della nostra Confcommercio che sovente esce con dichiarazioni roboanti,  ma che poi deve (dovrebbe) fare i conti con la pochezza di un contesto socio economico sempre pi\u00f9 in caduta libera dove incide pochissimo. Colpa loro? Colpa del Comune? Non crediamo. Affatto. <\/p>\n<p>Il dramma \u00e8 che ci troviamo davanti ad un fenomeno che avanza in modo esponenziale. Condannando all&#8217;irrilevanza le nostre Istituzioni. Trovare qualche commerciante imprenditore coraggioso capace di &#8216;buttarsi&#8217; nella mischia in una situazione del genere, \u00e8 impresa da titani. Qualcuno c&#8217;\u00e8 ancora per fortuna. A loro, a quelli che hanno alzato la claire negli ultimi mesi va tutto il nostro sostegno<\/p>\n<p>Diciamo bravi, anzi bravissimi a chi resiste con le unghie e coi denti. A quei pochi che ci stanno provando. <\/p>\n<p>Ma al fondo ci rimane una sensazione di frustrazione. Altro che Magenta da bere&#8230;. qui il sano e caro commercio di vicinato,  che svolgeva una funzione sociale importantissima e faceva di Magenta un vero Polo attrattore , \u00e8 ormai arrivato all&#8217;ammazzacaff\u00e8&#8230;.De profundis. <\/p>\n<p>F.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta la Magenta da vivere o se preferite &#8211; in perfetto stile anni Ottanta &#8211; la Magenta da bere. Negli anni &#8217;80\/&#8217;90 e inizio 2000 il quadrivio composto da Via Roma, Via 4 Giugno, Piazza Liberazione e Via Garibaldi, specie nei sabati pomeriggio, si trasformava in un enorme vasca. 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