{"id":642818,"date":"2025-03-22T11:46:16","date_gmt":"2025-03-22T10:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=610626"},"modified":"2025-03-22T11:46:16","modified_gmt":"2025-03-22T10:46:16","slug":"milano-sanremo-si-corre-nella-e-per-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=642818","title":{"rendered":"Milano Sanremo, si corre nella e per la storia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oggi \u00e8 il gran giorno. La stagione ciclistica, per la verit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 iniziata da un po\u2019, in un calendario che non conosce soluzione di continuit\u00e0, ma sono in tanti quelli che, fino a quando non c&#8217;\u00e8 la Sanremo, \u00e8 ancora off season. In ogni caso, a fare sul serio si comincia qui. Sui Capi, sulla Cipressa, su e gi\u00f9 dal Poggio, in Via Roma.<\/strong><\/p>\n<p> Piover\u00e0, e non succede da una decade di assistere ad una gara bagnata, e ci\u00f2 potrebbe un po\u2019 rimescolare le carte delle previsioni della vigilia. In condizioni normali non si vede come il vincitore possa non essere incluso nel ristretto gruppo che annovera Pedersen, forse il pi\u00f9 quotato, van der Poel, Pogacar, Philipsen e Matthews. Forse Pidcock. In casa Italia, purtroppo, non c&#8217;\u00e8 molto da mettere sul tavolo anche se Ganna pare sia in grande forma e con la Classicissima ha pure un conto aperto. Magari potrebbe regalarsi una vittoria da finisseur, con sgasata all&#8217;ultimo chilometro alla Tchmil, per chi se lo ricorda. Non sar\u00e0 facile. Ma, appunto, piover\u00e0 e neppure poco, con il ventaglio dei papabili protagonisti che potrebbe allargarsi. <\/p>\n<p>Anche il 23 marzo del 1991, data dell\u2019edizione numero 82 della corsa, Giove Pluvio aveva deciso di essere un fattore decisivo. Trecento chilometri in un clima assai poco raccomandabile, quel giorno, perch\u00e9 il cielo riversa sul percorso tutta l&#8217;acqua possibile. Per l&#8217;Italia, tutta un&#8217;altra Italia rispetto ad oggi, c&#8217;\u00e8 molto per cui sorridere, visto che al via ci sono atleti formidabili del calibro di Bugno, Argentin e Fondriest, per citare solo quelli maggiormente accreditati dei favori del pronostico. Perch\u00e9, a guardare il foglio firma, c&#8217;\u00e8 pure il Diablo, come lo hanno soprannominato gli aficionados. Claudio Chiappucci, piccolo e pugnace (fin l\u00ec) gregario che solo qualche mese prima sulle strade del Tour si era inventato campione, quando ci \u00e8 mancato poco che mettesse tutti nel sacco, salvo poi cedere la maglia gialla sul filo di lana a LeMond. <\/p>\n<p>Poco talento, stile rivedibile in sella, fortuna non troppo amica ma cuore, fantasia e coraggio in quantit\u00e0 industriale. Claudi\u00f2, come lo chiamano i francesi che lo adorano visceralmente per il suo donchisciottesco modo di interpretare la bagarre, ha le chance di vincere una Sanremo praticamente azzerate, non fosse altro per l&#8217;orografia tendente al piatto che mal si sposa con uno scricciolo scalatore come lui. Ma lo sport, e il ciclismo degli anni &#8217;90 non faceva certo eccezione, non \u00e8 affatto scienza esatta e Chiappucci fa di un pomeriggio teoricamente ostile l&#8217;acme della carriera, scrivendo una pagina di ciclismo tra le pi\u00f9 emozionanti di sempre. Alla maniera del Diablo. <\/p>\n<p>Scollinato sul Turchino, quando ancora manca una vita alla fiamma rossa dell&#8217;ultimo chilometro, la resa dei conti, il varesino di Uboldo rompe gli indugi, tra nubi che riversano acqua a catinelle, e si lancia in discesa in un&#8217;azione che solo uno come lui che d\u00e0 del tu all\u2019improvvisazione pu\u00f2 non percepire come folle. Insieme a Claudio, ed ai suoi quadricipiti in forma strepitosa, ci sono il compagno nonch\u00e9 vecchia volpe del pedale Bontempi e quattro corridori assolutamente non banali pronti a raccogliere il suo guanto di sfida. Tra loro, infatti, ci sono Sorensen e Mottet, clienti assai scomodi. L&#8217;ultimo segmento di gara \u00e8 storicamente quello dei Capi, prima, e del Poggio, poi, in vista della citt\u00e0 dei fiori. Piccole asperit\u00e0 rese terribili dalla quantit\u00e0 di chilometri gi\u00e0 messi alle spalle dai corridori e, per l&#8217;occasione, dal clima nefasto di una giornata resa anomala dal meteo che a dire poco primaverile si pecca di ottimismo. <\/p>\n<p>Chiappucci, tra mille dubbi &#8211; pi\u00f9 per chi guarda in poltrona che suoi e, tra questi, il gruppo dei favoriti che insegue senza fare sconti &#8211; ha una certezza. Se vuole vincere la corsa deve imboccare il vialone d&#8217;arrivo in solitaria. Portare con s\u00e9 qualcuno in volata, novantanove volte su cento, significherebbe seconda piazza. Allora, ogni frazione di salita, fossero pure una manciata di metri, \u00e8 una feroce frustata pancia a terra. La tattica del logorio. Infatti, uno per uno si staccano tutti dalla ruota di un Chiappucci diabolico oltre il suo nome, tanto che ai piedi del Poggio \u00e8 il solo Sorensen che prova caparbiamente a restargli incollato alla ruota. Chiappucci \u00e8 in trance agonistica e, quando mancano meno di duemila metri allo scollinamento, al capitano della Carrera passa davanti agli occhi, nitidissima, l&#8217;occasione di una vita. <\/p>\n<p>Uno sguardo di sfida al rivale, tanto per testare la sua condizione, un&#8217;aggiustatina al cambio e un ultimo respiro, prima dello scatto decisivo. Chiappucci scalcia con tutta la forza che ha sulle pedivelle, \u00e8 un puntino piccolo &#8211; che il compianto Gianni Mura era solito chiamare affettuosamente Calimero &#8211; che si allontana inesorabile tra pioggia e nebbia. La picchiata verso Sanremo \u00e8 un mix di incoscienza e voglia di vincere, con il Diablo, discesista di razza, che fa sembrare un cavatappi bagnato, come il Poggio di quel pomeriggio di gloria, un esercizio financo banale. Gli avversari, fradici e sfiancati, lo rivedono solo al traguardo che sprizza gioia da ogni poro, al termine di una delle imprese pi\u00f9 luminose del ciclismo moderno. Quando Jonah Lomu, esagerato campione di rugby scomparso troppo presto, nel celebre claim pubblicitario di quegli anni diceva \u2018nothing is impossible\u2019 probabilmente faceva riferimento ai Chiappucci del mondo. I visionari, geniali e naif, che coltivano dove chiunque altro \u00e8 convinto non possa crescere nulla. <\/p>\n<p><strong>Sanremo \u201891, una vita fa e sembra ieri. Il Diablo non ha vinto molto in una carriera, la sua, limitata dalla compresenza dell&#8217;immenso Indurain di quell&#8217;epoca e da tracciati troppo spesso penalizzanti per i grimpeur di razza poco avvezzi ai lunghi rapporti come lui. Per molti, quindi, Claudio \u00e8 l&#8217;eterno secondo, quello delle battaglie valorose, degnamente combattute ma senza lieto fine. Pu\u00f2 darsi. Ma se il ciclismo \u00e8 uno sport meraviglioso \u00e8 proprio grazie ai Chiappucci del pedale. <\/strong>Personaggi un po&#8217; cos\u00ec, che quando lasciano il segno \u00e8 per sempre, come i diamanti. Come quella Sanremo che non ci siamo ancora stufati di riguardare come fosse sempre la prima volta.<\/p>\n<p>Buona Classicissima a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 il gran giorno. La stagione ciclistica, per la verit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 iniziata da un po\u2019, in un calendario che non conosce soluzione di continuit\u00e0, ma sono in tanti quelli che, fino a quando non c&#8217;\u00e8 la Sanremo, \u00e8 ancora off season. In ogni caso, a fare sul serio si comincia qui. 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