{"id":642975,"date":"2025-03-26T18:00:34","date_gmt":"2025-03-26T17:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=611150"},"modified":"2025-03-26T18:00:34","modified_gmt":"2025-03-26T17:00:34","slug":"leonor-fini-una-pittrice-surrealista-a-cura-di-luciana-benotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=642975","title":{"rendered":"Leonor Fini: una pittrice surrealista. A cura di Luciana Benotto"},"content":{"rendered":"<p>A quest\u2019artista dal temperamento impetuoso e di difficile catalogazione per l\u2019eclettismo delle sue tele e per l\u2019indipendenza dalle pi\u00f9 importanti correnti artistiche del Novecento, Milano sta dedicando una mostra a Palazzo Reale che durer\u00e0 sino al 22 giugno 2025. <\/p>\n<p>Ci sono andata spinta dalla curiosit\u00e0 verso una pittrice che non conoscevo e sono rimasta incantata dalle sue opere e dal suo modo di essere donna. Nata a Buenos Aires da un padre italo argentino e da una triestina di origine tedesca, nel 1909, all\u2019et\u00e0 di due anni la piccola Leonor arriv\u00f2 a Trieste coi genitori, perch\u00e9 la madre voleva far conoscere la nipotina ai nonni materni, e nella citt\u00e0 ancora asburgica ci rester\u00e0 con la mamma che, stanca del marito, lo aveva ingannato convincendolo a ripartire per riprendere i suoi affari in Argentina, tanto lei e la piccola lo avrebbero raggiunto di l\u00ec a poco; cosa che per\u00f2 non fece mai, tanto che lui, compresa la situazione, invier\u00e0 a Trieste degli scagnozzi per rapire la bambina. Il terrore che ci\u00f2 potesse accadere nuovamente fece decidere alla signora Fini di rifugiarsi a Pola e di camuffare la bambina da maschietto, cosa che lascer\u00e0 a Leonor, il gusto del mascherarsi.<\/p>\n<p>Cresciuta in una famiglia praticamente matriarcale, dove gli uomini parevano un contorno, si divert\u00ec a leggere tutto quello che trovava nella biblioteca dello zio materno e di sua madre e ci\u00f2 le fece acquisire un\u2019ampia cultura letteraria ed artistica che le diede una formazione mentale aperta e che, una volta adulta, la trasform\u00f2 in una donna dalle idee modernissime, soprattutto sul modo di intendere il maschile e il femminile, e talmente fuori dagli schemi morali dell\u2019epoca, che persino i surrealisti che conobbe poi a Parigi nel 1931 e che la lusingarono per il suo talento, rimasero a dir poco turbati.<\/p>\n<p>Pur non essendo omosessuale, toller\u00f2 quel modo di essere e am\u00f2 uomini eleganti, delicati e dalla sessualit\u00e0 indefinita, sorta di androgini che ritrasse pi\u00f9 volte come giovani dormienti osservati e protetti da una donna o da un ibrido come la sfinge, figura ancestrale che esercita tutti quei poteri che la donna contemporanea aveva perduto, capovolgendo in tal modo lo schema mentale che vedeva gli artisti ritrarre donne nude sdraiate a rappresentazione del desiderio maschile, che invece Leonor non rese pi\u00f9 oggetti, bens\u00ec soggetti desideranti il maschio, ma un maschio non impegnato a mostrare<br \/>\nil suo machismo.<\/p>\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale e poco dopo, le sue opere tesero al macabro e a scenari apocalittici, come nel dipinto Il confine del mondo, dove una bella giovane dalla capigliatura cinerea e leonina emerge dall\u2019acqua scura ove galleggiano teschi di animali dagli occhi vivi e foglie secche accartocciate, su uno sfondo dalle tinte infernali.<\/p>\n<p>Magnifiche le sue nature morte fatte da legni contorti, anch\u2019essi talvolta cogli occhi, da brandelli di cortecce che paiono ricci di violini, da rampicanti, da gusci d\u2019uova, simbolo di rinascita, e qui presumo di speranza di ritorno alla normalit\u00e0 nel dopoguerra.<\/p>\n<p>La pittrice, alla ricerca di un proprio ruolo in un mondo dominato dagli uomini, predilesse temi in cui la donna era vista come un\u2019amazzone, una dea, una maga, una fata, una sirena, una strega, a suggerire che un tempo, nel mondo matriarcale, le donne erano libere di esprimere i loro poteri, di controllare la natura ed anche la vita e la morte.<\/p>\n<p>Tramite le sue figure femminili con l\u2019armatura affermava poi che la donna pu\u00f2 essere artefice del proprio destino. Nella sua lunga e straordinaria vita, si spense a quasi novant\u2019anni, frequent\u00f2 moltissimi intellettuali e artisti, tra i quali: Achille Funi, Max Ernst, Dal\u00ec, Anna Magnani, Elsa Morante, Mario Praz, Alberto Savinio, Strehler\u2026 si occup\u00f2 di scenografie, disegn\u00f2 costumi teatrali, mobili, ornamenti; insomma, tanto di cappello alla sua poliedricit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p><strong>A cura di Luciana Benotto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quest\u2019artista dal temperamento impetuoso e di difficile catalogazione per l\u2019eclettismo delle sue tele e per l\u2019indipendenza dalle pi\u00f9 importanti correnti artistiche del Novecento, Milano sta dedicando una mostra a Palazzo Reale che durer\u00e0 sino al 22 giugno 2025. 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