{"id":643149,"date":"2025-03-31T14:35:58","date_gmt":"2025-03-31T12:35:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=611826"},"modified":"2025-03-31T14:35:58","modified_gmt":"2025-03-31T12:35:58","slug":"carlo-pisani-dossi-un-insolito-scapigliato-a-cura-di-luciana-benotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/carlo-pisani-dossi-un-insolito-scapigliato-a-cura-di-luciana-benotto\/","title":{"rendered":"Carlo Pisani Dossi: un insolito scapigliato. A cura di Luciana Benotto"},"content":{"rendered":"<p>Sorge in quel di Corbetta la quattrocentesca villa Pisani Dossi, oggi di propriet\u00e0 degli eredi del conte Carlo, che vi trascorse i suoi ultimi anni, dopo un\u2019esistenza tutt\u2019altro che banale. Lui stesso scrisse infatti di s\u00e9, che era nato settimino e senza l\u2019assistenza di una levatrice, da una madre che, alla fine del marzo 1849, fuggiva dalle ultime cannonate della battaglia di Novara combattuta tra i Piemontesi di re Carlo Alberto e gli Austriaci comandati dal maresciallo Radetzky. <\/p>\n<p>E poich\u00e9 era venuto al mondo a Zenevredo, un paese dell\u2019Oltrep\u00f2 pavese, il cui nome significa \u201cginepreto\u201d, vide predetta proprio da queste cause contingenti, la sua singolare natura e il suo destino intricato, per l\u2019appunto, come un ginepraio. Ancora bambino diede segni precoci delle sue inclinazioni letterarie che gli fecero sfornare, a partire dal 1861, appena dodicenne, versi, poemi in ottave, una commedia per ragazzi e giornalini che propinava ai familiari e agli amici. <\/p>\n<p>Fu proprio questa sua passione qualche anno dopo, a farlo avvicinare ad un gruppo di giovani scrittori milanesi e piemontesi legati da abitudini anticonformiste e ribelli, che conducevano vite sregolate, che amavano abbondanti libagioni a base di vino, l\u2019uso di quella droga che all\u2019epoca era di moda: l\u2019assenzio e il gusto dello scandalo. <\/p>\n<p>Erano costoro i cosiddetti scapigliati, giovani che scrivevano storie che all\u2019apparenza iniziavano come normali, ma che nel loro svolgersi si trasformavano in vicende assurde che raccontavano incubi, il suicidio, la morte e situazioni abnormi come l\u2019amore necrofilo. Furono scrittori, ma pure pittori, che fusero in tutt\u2019uno vita, arte e morte: molti, infatti, finirono i loro giorni uccisi dall\u2019alcol o suicidi o avvelenati dai colori che essi stessi componevano, lasciando in tal senso, un messaggio esistenziale di inquietudine e insicurezza, specchio dei tempi che vedevano il consolidarsi di una borghesia per la quale il valore pi\u00f9 importante era il denaro. Insomma, furono gli ultimi romantici. E se anche il nostro giovane conte Carlo ebbe un destino migliore, vale comunque la pena di curiosare un po\u2019 in quei suoi primi anni legati all\u2019esperienza letterario scapigliata. <\/p>\n<p>Autore precoce, scrisse a soli diciannove anni un volumetto di memorie intitolato \u201cL\u2019altrieri\u201d un testo autobiografico nel quale gi\u00e0 emerge il suo personalissimo stile fatto di un italiano che non si era mai letto, tutto giochi e stranezze lessicali e sintattiche, deformazioni espressive, asprezze ritmiche e timbriche, un impasto di parole latine, di dialetto lombardo, di vocaboli tecnici e gergali. Il suo modo di essere scapigliato e quindi anticonformista, consistette nel suo sperimentalismo linguistico che ne fa un Carlo Emilio Gadda ante litteram. La sua vena narrativa, che si esaur\u00ec in un arco di tempo che va dal 1868 al 1887, comprende opere quali: \u201cVita di Alberto Pisani\u201d un altro testo autobiografico; \u201cLa colonia felice\u201d un romanzo-favola allegorico didascalico; dei racconti, tra i quali \u201cAntonietta\u201d in cui narra l\u2019amore necrofilo di un aspirante suicida e \u201cLe note azzurre\u201d un ricchissimo zibaldone. <\/p>\n<p>Il conte Pisani Dossi si dedic\u00f2 anche al giornalismo collaborando con diverse testate tra le quali \u201cLa Riforma\u201d che all\u2019epoca prestava molta attenzione all\u2019azione politica dello statista Francesco Crispi, grazie al quale Dossi intraprese una brillante carriera diplomatica che lo vide prima, ministro plenipotenziario ad Atene, dove un\u2019altra sua passione: l\u2019archeologia, pot\u00e9 trovare ampia soddisfazione, permettendogli di ampliare la sua collezione privata; poi console a Bogot\u00e0 dove invece si innamor\u00f2 di Carlotta Borsani, che spos\u00f2 e dalla quale ebbe tre figli; infine, negli ultimi anni di attivit\u00e0 politica del primo ministro, Dossi divenne governatore dell\u2019Eritrea. <\/p>\n<p>Abbandonata la carriera diplomatica alla caduta del governo Crispi, avvenuta dopo la disfatta del nostro esercito sopraffatto dalle forze del negus Menelik ad Adua, scontro che cost\u00f2 la vita a ben 7.000 soldati italiani, si ritir\u00f2 nella villa di Corbetta insieme alla famiglia, dove pot\u00e9 continuare a coltivare la sua passione per i reperti antichi, che lo condusse alla scoperta di quattro necropoli sia in terreni di sua propriet\u00e0 che in paesi vicini, ma anche a terminare la splendida villa del Dosso sul lago di Como, dove si ritirava d\u2019estate ospitandovi parenti ed amici, ma anche personalit\u00e0 del mondo politico e artistico dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>A cura di Luciana Benotto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorge in quel di Corbetta la quattrocentesca villa Pisani Dossi, oggi di propriet\u00e0 degli eredi del conte Carlo, che vi trascorse i suoi ultimi anni, dopo un\u2019esistenza tutt\u2019altro che banale. 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