{"id":643273,"date":"2025-04-03T12:35:18","date_gmt":"2025-04-03T10:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=612344"},"modified":"2025-04-03T12:35:18","modified_gmt":"2025-04-03T10:35:18","slug":"rapita-a-como-e-uccisa-a-galliate-prosegue-il-processo-mazzotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=643273","title":{"rendered":"Rapita a Como e uccisa a Galliate: prosegue il processo Mazzotti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nuova udienza, ieri mattina a Como, del processo nei confronti di tre imputati accusati di essere i mandanti del sequestro di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).<\/strong><\/p>\n<p>   In veste di testimoni, la corte d&#8217;Assise ha ascoltato i fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. &#8220;Ricevemmo la notizia della morte di nostra sorella il primo settembre &#8211; ha detto Vittorio, faticando a contenere la commozione -. Non posso dimenticarlo anche perch\u00e9 era il compleanno di nostra madre, che proprio il giorno in cui compiva 50 anni venne a sapere che sua figlia non c&#8217;era pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p>   Vittorio Mazzotti ha spiegato che &#8220;Cristina era la piccola di casa, una ragazza brava e diligente&#8221; e &#8220;dopo il rapimento mio padre rispose alla prima telefonata. Gli chiesero 5 miliardi di lire di riscatto. Lui rispose che non era in grado di pagare e quelli replicarono minacciandolo di mandargli indietro la figlia a pezzettini. Pap\u00e0 era un uomo giovane e forte che ne aveva vissute e viste di tutti i colori, ma non sopportava quelle minacce. Alle successive telefonate risposi io&#8221;.<\/p>\n<p><strong>   Il pagamento del riscatto, ha ricordato ancora Vittorio Mazzotti, aliment\u00f2 la speranza di rivedere Cristina, ma i giorni passarono senza notizie. <\/strong>&#8220;Il primo settembre mio zio and\u00f2 in questura a Como per chiedere informazioni e, siccome non tornava, anch&#8217;io mi misi al volante con un altro zio per sincerarmi di che fine avesse fatto. Per strada incrociammo la sua auto. Ci fermammo. Lui scese e in lacrime ci diede la notizia della morte di Cristina&#8221;.<\/p>\n<p>   Del giorno in cui si venne a sapere del ritrovamento del cadavere ha parlato anche Marina Mazzotti: &#8220;Ricordo la disperazione dei miei genitori\u2026 Si misero a letto, e mio fratello e io ci mettemmo a letto accanto a loro sperando di poterli consolare. Ma c&#8217;era poco da consolare&#8221;.<\/p>\n<p>   Gli imputati sono Giuseppe Calabr\u00f2, 74 anni, reggino di San Luca residente a Bovalino (Reggio Calabria) detto &#8220;u&#8217; duttiricchiu&#8221;, Antonio Talia, 73 anni, di Africo (Reggio Calabria) e il reggino Demetrio Latella, 71 anni, detto &#8220;Luciano&#8221;, residente nel Novarese l&#8217;uomo una cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento ma che a Latella fu attribuita dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto a fine 2006.<\/p>\n<p>   Il quarto imputato, Giuseppe Morabito \u00e8 deceduto per malattia alla fine dello scorso novembre, a processo gi\u00e0 avviato.<\/p>\n<p>   Si torna in aula il 16 aprile quando l&#8217;imputato Calabr\u00f2 dovrebbe sottoporsi all&#8217;esame, unico dei tre ad avere accolto l&#8217;invito del tribunale. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuova udienza, ieri mattina a Como, del processo nei confronti di tre imputati accusati di essere i mandanti del sequestro di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara). 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