{"id":643326,"date":"2025-04-04T15:00:42","date_gmt":"2025-04-04T13:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=612532"},"modified":"2025-04-04T15:00:42","modified_gmt":"2025-04-04T13:00:42","slug":"non-finisce-qui-tigre-forza-federica-brignone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=643326","title":{"rendered":"Non finisce qui, tigre.. Forza, Federica Brignone!"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cNon vi nascondo che la frattura \u00e8 impegnativa, l\u2019osso si \u00e8 rotto in modo significativo\u201d. Sono state le prime parole proferite del Dottor Panzeri che, insieme al Dottor Accetta, ha messo mano al ginocchio di Federica Brignone, infortunato seriamente solo qualche ora prima a causa di una caduta nella prova di gigante dei Campionati italiani in corso di svolgimento in Val di Fassa. Il braccio che impatta sul palo, la torsione innaturale, l&#8217;articolazione che va in sofferenza. Frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, la diagnosi impietosa. Pi\u00f9 il legamento crociato. Trentaquattro anni, Federica \u00e8 al primo infortunio serio della carriera e, dicono i medici, ci\u00f2 sar\u00e0 fondamentale per la migliore ripresa possibile.<\/strong><\/p>\n<p>Lo sci \u00e8 questo, la possibilit\u00e0 di farsi male scendendo a cento all&#8217;ora su attrezzi che negli anni sono diventati via via pi\u00f9 corti e, per dirla come l&#8217;immenso Hermann Maier, \u201cmicidiali\u201d in quanto a pericolosit\u00e0 deve essere realisticamente messa in conto. Questa volta \u00e8 toccato a Fede, beffardamente proprio nell&#8217;ultimo atto di una stagione irripetibile che l\u2019ha vista trionfare in Coppa del Mondo, con l&#8217;aggiunta delle \u201ccoppette\u201d di specialit\u00e0 della discesa e del gigante. Con quella del Super G che le \u00e8 sfuggita di un soffio, solo perch\u00e9 la meravigliosa Lara Gut s&#8217;\u00e8 inventata un&#8217;ultima gara irreale sopravanzandola in classifica in volata. Insomma, quasi una razzia completa. Una stagione da cannibale, la sua, che l\u2019ha definitivamente consacrata tra le migliori sciatrici di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Ma lo sport d\u00e0 e lo sport toglie, cos\u00ec, nell&#8217;appuntamento seppur significativo e di festa ma agonisticamente meno prestigioso dell\u2019anno, Fede \u00e8 incappata in un brutto guaio. Nulla ovviamente di irrisolvibile ma ad attenderla \u00e8 una lunga riabilitazione, purtroppo nel periodo che porta dritto alle Olimpiadi casalinghe alle quali Fede ha sempre dichiarato di tenerci un sacco. Ma \u00e8 prematuro fasciarsi la testa ora che di tempo fortunatamente ce n&#8217;\u00e8 e, al contempo, dubbi sulle qualit\u00e0 di recupero miracoloso di questi atleti straordinari non ce ne sono. Intanto, a Fede vanno i nostri migliori auguri, oltre al ringraziamento per una stagione memorabile che non si vedeva alle nostre latitudini dai tempi eroici di Tomba e Compagnoni, l\u2019\u00e9lite azzurra alla quale Brignone fa parte a pieno titolo.<\/p>\n<p>Il ginocchio, quindi, la kryptonite degli sciatori. Un mondo, quello della neve, pieno di esempi di ritorni che fanno ben sperare e che \u00e8 salutare rinverdire in questi frangenti non auspicabili. Meno grave nell\u2019esito, ma erano tempi in cui la sala operatoria risultava decisamente pi\u00f9 invasiva di oggi, fu l&#8217;infortunio di Pirmin Zurbriggen che, tuttavia, senza fare un pliss\u00e9 pass\u00f2 dal lettino d&#8217;ospedale al gradino pi\u00f9 alto del podio mondiale di Bormio 1985, per chi se lo ricorda, domando con ancora i cerotti sul ginocchio operato la pista \u201cStelvio\u201d. Quella vera, nella sua versione originale, prima che la si rendesse giustamente meno terrificante.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;analogia che si spera essere ancora pi\u00f9 aderente \u00e8 proprio di Deborah Compagnoni. La pi\u00f9 forte gigantista di questo ed eventuali altri mondi, ad Albertville, dopo aver vinto l&#8217;oro del Super G il giorno precedente, cadde rovinosamente, per ironia del destino proprio nel suo gigante, e il suo urlo di dolore in mondovisione \u00e8 ancora oggi impossibile da dimenticare. Piangemmo anche noi con lei. Ginocchio, manco a dirlo, distrutto e la paura di non tornare pi\u00f9 quella meravigliosa ballerina delle nevi di prima. Invece, Deborah si prender\u00e0 con immutata grazia altri due ori nelle due successive Olimpiadi, oltre a svariati successi. Ed erano, appunto, altri tempi, quando una caviglia malconcia, per esempio quella di Marco Van Basten, poteva significare l\u2019addio ai sogni di gloria. A distanza di anni, Deborah, parlando di quell&#8217;episodio, lo ha definito nelle pagine del suo libro come il \u201cmomento cruciale\u201d della carriera. Male che diventa bene, la difficolt\u00e0 che assurge a trionfo, e speriamo che Fede potr\u00e0 raccontare qualcosa di simile quando avr\u00e0 detto basta con lo sci.<\/p>\n<p>Poi, sempre per chi la ricirda, c&#8217;\u00e8 la storia al limite dell&#8217;impossibile di Hermann Maier, l\u2019Herminator di fine anni Novanta. Uno che dava del tu alla paura, spaventandola. Nell&#8217;estate del 2001, il campione austriaco sub\u00ec un incidente in moto. Arriv\u00f2 ad un millimetro dall\u2019amputazione della gamba e per cinquecento giorni fu considerato un ex sciatore anche dai pi\u00f9 ottimisti. Cinquecento. Aveva gi\u00e0 vinto in precedenza tre Coppe del mondo, la sua era la forza pi\u00f9 bestiale mai ammirata sulla neve. Un iradiddio, un torrente che spezza gli argini, l\u2019archetipo della forza muscolare. Poi l&#8217;incidente. L&#8217;impatto fu devastante, fin\u00ec gi\u00f9 nel fosso a bordo strada profondo una decina di metri, con la gamba destra che sub\u00ec uno schiacciamento terribile: frattura esposta di tibia e perone. Sette ore sotto i ferri per restituirlo almeno ad una vita normale, la terapia intensiva, poi il responso: \u201csar\u00e0 quasi impossibile rivederlo in gara&#8221;. Figuriamoci.<br \/>\nHermann non solo ritorn\u00f2 a fare ci\u00f2 che gli riusciva meglio ma lo fece da campione del mondo. Con una gamba che per chiunque altro avrebbe significato pensione ma i campioni, inutile ripeterlo, hanno risorse feline. Sette vite, se non di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Insomma, i precedenti dal lieto fine sono davvero tanti. Precedenti ai quali, siamo certi, si aggiunger\u00e0 anche quello di Federica Brignone. In bocca al lupo, Tigre. Ci rivediamo al solito posto pi\u00f9 forti di prima.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon vi nascondo che la frattura \u00e8 impegnativa, l\u2019osso si \u00e8 rotto in modo significativo\u201d. 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