{"id":643586,"date":"2025-04-11T11:17:25","date_gmt":"2025-04-11T09:17:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=613591"},"modified":"2025-04-11T11:17:25","modified_gmt":"2025-04-11T09:17:25","slug":"tennis-montecarlo-a-muso-duro-la-grande-occasione-del-magnifico-lorenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=643586","title":{"rendered":"Tennis. Montecarlo, a Muso duro: la grande occasione del Magnifico Lorenzo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tra qualche ora Lorenzo Musetti, il Magnifico, si giocher\u00e0 (ore 14.30, diretta su Sky Sport) contro la sua bestia nera Tsitsipas, che non ha mai battuto in cinque confronti diretti dei quali quattro proprio sulla terra battuta, l&#8217;approdo alla semifinale del torneo di Montecarlo. Sarebbe la seconda volta in carriera dopo il 2023 quando a sbarrare la sua strada fu l&#8217;amico Jannik Sinner.<\/strong><\/p>\n<p> Torneo, per lui, fin qui a due facce. Perch\u00e9, se per due turni ha dovuto faticare oltremodo per venire a capo di avversari decisamente alla sua portata rischiando pure di lasciarci le penne soprattutto con il ceco Lehecka, negli ottavi ha concesso solo le briciole ad un Berrettini che era apparso in buona condizione nei giorni precedenti e che, invece, ieri non \u00e8 mai riuscito ad entrare in partita.<\/p>\n<p>Nella peggiore delle ipotesi, Lorenzo,il prossimo luned\u00ec, sar\u00e0 il numero quattordici del ranking mondiale col paradosso di veder far passare sottotraccia un risultato oggettivamente eccezionale. Drogati, cos\u00ec come sono i fruitori del tennis attuale, dal famigerato effetto Sinner, in ragione del quale un quarto di finale in un Masters 1000 ha smesso di essere, anche per i sedicenti addetti ai lavori, un traguardo degno di menzione. Memoria corta, perch\u00e9, al contrario, sarebbe il caso di ricordare che fino a pochissimo tempo fa per trovare un italiano nelle fasi finali dei tornei pi\u00f9 prestigiosi occorreva un mezzo miracolo e l&#8217;impresa veniva giustamente tributata dagli aficionados, pochi, come tale. Anni di vacche magre nelle quali a vincere erano sempre e soltanto gli altri e ci si aggrappava, dal ritiro del divino Panatta in poi, alla robotica meticolosit\u00e0 operaia dei vari Gaudenzi e Furlan o alla genialit\u00e0 estemporanea di Can\u00e9 e Camporese. <\/p>\n<p>Ma anche alla follia di Fognini. Uno che, intanto, a tennis ci sapeva giocare meglio degli attuali e pi\u00f9 vincenti connazionali e che ha avuto la sfortuna di vivere i suoi anni migliori insieme ai vari Federer, Djokovic e Nadal. Mica con Zverev, Medvedev e Fritz. E, appunto, i trofei li sollevavano sempre gli avversari. Oggi, sempre per la memoria corta di cui sopra &#8211; unita alla malaugurata calcistizzazione del tifo, tipica di quando un campione straordinario richiama l&#8217;attenzione di gente che non conosce nulla di una determinata disciplina che assurge a nazionalpopolare dall&#8217;oggi al domani &#8211; che Musetti timbri un quarto di finale di prestigio \u00e8 salutato come routine, un atto quasi dovuto.<br \/>\nCambiamo i tempi. Lorenzo che, sebbene abbia dichiarato di aver disputato contro Berrettini la sua miglior partita della stagione, ha nelle corde un tennis ancora migliore, quello che gli servir\u00e0 per rompere il tab\u00f9 Tsitsipas che, come detto, lo ha sempre fatto fuori anche se spesso al termine di confronti piuttosto equilibrati.<\/p>\n<p>Musetti, non serve ribadirlo, oggi \u00e8 per distacco il giocatore pi\u00f9 talentuoso in casa Italia. Un aspetto che, se non significa ovviamente essere il pi\u00f9 vincente perch\u00e9 nella conta dei trofei Sinner \u00e8 decisamente pi\u00f9 efficace, fa lo stesso di lui una benedizione epocale. Senza dimenticare che si tratta di uno che luned\u00ec rischia di essere ad un passo dalla Top Ten, sempre a proposito di eccellenza non adeguatamente riconosciuta. Talento, quindi, nell&#8217;accezione tommasiana per la quale talento, appunto, significa la capacit\u00e0 di svolgere con semplicit\u00e0 azioni che risultano proibitive per gli altri. Nel perimetro di questa definizione, Lorenzo, allo stato attuale e purtroppo poco entusiasmante del tennis, \u00e8 da collocare tra i primissimi in quanto a qualit\u00e0, variet\u00e0 e fantasia. E se il tennis dei bazooka e dei campi omologati non \u00e8 tipicamente il contenitore pi\u00f9 adatto a chi gioca perennemente in bilico sul cornicione come fa lui, una partita di Musetti \u00e8 ci\u00f2 che, al di l\u00e0 dello score, riconcilia con il gioco meraviglioso che fu di Tilden, di Laver e di McEnroe, di Sampras.<\/p>\n<p>All&#8217;uopo, il match di ieri contro il sempre ammirevole Matteo \u00e8 stato pedagogico, tanto pu\u00f2 essere ampio il gap di qualit\u00e0 tra due tennisti di fascia altissima. Dove la differenza di soluzioni per le mani dei protagonisti pu\u00f2 risultare a tratti demoralizzante. Anche se, alla fine, nel novanta per cento dei casi succede che la poliedricit\u00e0 tennistica sia un inghippo e, al contrario, l&#8217;attitudine sparagnina e routinaria un plus. Applicazione alla disciplina del diavolo del granitico principio pallonaro in virt\u00f9 del quale gli attacchi fanno vendere i biglietti ma sono le difese a far alzare le coppe. Questo tennis &#8211; per la verit\u00e0 lo \u00e8 gi\u00e0 da un po\u2019- dove attrezzi democratici consentono manualit\u00e0 rivedibili e la forza psicofisica si fa sempre preferire in quanto a utilit\u00e0 alla tecnica di base, non ha le stimmate adatte per agevolare i Musetti del mondo ma, lo stesso, sono i Musetti del mondo che rendono giustizia ad un gioco che si sta dimentica sovente di essere geneticamente bellissimo.<\/p>\n<p>Tornando al match di oggi, anche il greco \u00e8 annoverabile tra coloro che alla pallina danno del tu. Prototipo del giocatore talentuoso in chiave moderna, Tsitsipas ha probabilmente raccolto meno di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Bello da vedere, rovescio ad una mano che con i tempi che corrono \u00e8 gi\u00e0 un evento, competenza in tutti i settori del gioco, buonissima mano che pu\u00f2 essere ferro e pu\u00f2 essere piuma. Insomma, uno per il quale pu\u00f2 valere la pena di incollarsi qualche ora alla televisione. Sesta testa di serie qui nel Principato, ha sofferto all\u2019esordio contro Thompson, onesto mestierante, per poi fare la voce grossa contro Borges, esibendo una buona condizione. Se Musetti non dovesse incappare in una di quelle giornate nelle quali il dialogo testa-braccio \u00e8 difficoltoso, \u00e8 lecito attendersi un match divertente, dove per i bookmakers, pi\u00f9 bravi di noi a fare previsioni, ad essere favorito e Stefanos ma non di molto.<\/p>\n<p>Lorenzo, che avr\u00e0 dalla sua gran parte del pubblico (quasi) di casa, ha, pertanto, la chance di tornare in semifinale a due anni di distanza con la prospettiva di un successivo match alla sua portata contro il vincente della sfida tra l&#8217;eterno Dimitrov e De Minaur. Sognando un po\u2019, ci\u00f2 prima dell&#8217;ultimo atto, magari contro Alcaraz, in quello che sarebbe l&#8217;incrocio a maggiore quantit\u00e0 di talento sul pianeta tennis.<\/p>\n<p><strong> Appuntamento, quindi, a questo pomeriggio dove, con buona pace dei sinnerologi dell&#8217;ultima ora, per il tennis azzurro passer\u00e0 dal Club che fu tanto caro a Gianni Clerici &#8211; che per Musetti avrebbe nutrito un amore viscerale &#8211; un treno importante. Da inguaribili romantici del gioco che fu pallacorda, a Lorenzo il Magnifico chiediamo soltanto di fare ci\u00f2 che gli riesce meglio: pennellare tennis. A Muso duro.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra qualche ora Lorenzo Musetti, il Magnifico, si giocher\u00e0 (ore 14.30, diretta su Sky Sport) contro la sua bestia nera Tsitsipas, che non ha mai battuto in cinque confronti diretti dei quali quattro proprio sulla terra battuta, l&#8217;approdo alla semifinale del torneo di Montecarlo. 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