{"id":643674,"date":"2025-04-13T17:00:22","date_gmt":"2025-04-13T15:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=613876"},"modified":"2025-04-13T17:00:22","modified_gmt":"2025-04-13T15:00:22","slug":"la-biblioteca-degli-inglesi-di-bordighera-a-cura-di-luciana-benotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=643674","title":{"rendered":"La biblioteca degli inglesi di Bordighera. A cura di Luciana Benotto"},"content":{"rendered":"<p>A Bordighera, al numero 30 della via Romana, sorge un romantico edificio in pietra arenaria a due piani: la famosa Biblioteca Civica Internazionale, considerata fra le pi\u00f9 belle del Mediterraneo, sia per l\u2019aspetto che per il patrimonio librario. Vi si accede da un classicheggiante pr\u00f2nao semicircolare a sei colonne che, nel mese di aprile, \u00e8 in parte ricoperto da una cascata di glicini dall\u2019inebriante profumo. Superato il vestibolo si \u00e8 gi\u00e0 nella grande aula che \u00e8 la sala di lettura.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto interno \u00e8 frutto dell\u2019intervento di ammodernamento realizzato negli anni Ottanta dall\u2019architetto genovese Gianfranco Franchini che, insieme a Renzo Piano e a Rogers, collabor\u00f2 alla realizzazione del Beaubourg parigino, ma l\u2019edificio, che ricorda certe costruzioni vittoriane, risale all\u2019inizio nel Novecento, quando la comunit\u00e0 inglese presente nella cittadina decise che la loro privata biblioteca, che inizialmente aveva avuto sede nella chiesa anglicana e poi nel Museo Bicknell, necessitava di un luogo proprio. <\/p>\n<p>Avere uno spazio culturale tutto per loro era imprescindibile, considerato che la passione degli inglesi per la lettura era di vecchia data, dal momento che la nascita del romanzo borghese nel Settecento, come si sa, \u00e8 una prerogativa tutta britannica: si pensi per esempio a Defoe e al suo \u201cRobinson Crusoe\u201d, ma anche a Fielding col suo \u201cTom Jones\u201d e al \u201cTristram Shandy\u201d di Sterne. La conseguenza di questa nascita diffuse la lettura anche tra i ceti popolari grazie alla creazione di biblioteche circolanti, forma di diffusione che fu adottata anche a Bordighera, dopo il trasloco dal museo.<\/p>\n<p>Pian piano il patrimonio librario bordigotto aument\u00f2 e all\u2019originario nucleo di libri in lingua inglese: romanzi, testi botanici, storici e geografici relativi alla riviera, si aggiunsero volumi in italiano e altre lingue. Inizialmente l\u2019acquisto di nuovi testi fu reso possibile dalle tariffe degli abbonati iscritti alla biblioteca, che funzionava perfettamente grazie alla diligente collaborazione di volontari, e poi da donazioni e generosi lasciti, tra cui quello della regina Margherita che amava molto soggiornare in questa localit\u00e0 dal clima dolce in inverno e mite in estate. <\/p>\n<p>Sino a dopo la Prima Guerra Mondiale la biblioteca continu\u00f2 ad arricchirsi, ma poi, quando soffiarono i venti di guerra del secondo conflitto mondiale, in cui noi eravamo nemici degli inglesi, essi lasciarono in massa Bordighera chiudendo in fretta e furia le loro eleganti ville, e per la biblioteca cominci\u00f2 un periodo di scompiglio; ma prima di lasciare l\u2019Italia Mrs. Margaret Berry, a nome di tutti, accomun\u00f2 nuovamente la biblioteca al Museo Bicknell, ed entrambi furono annessi alla neonata Societ\u00e0 storico-archeologica Ingauna ed Intemelia che diede vita all\u2019Istituto Internazionale Studi Liguri. Poich\u00e9 nel 1941 il Comune di Bordighera venne a sapere che questo Istituto aveva intenzione di trasferire i libri a Torino, propose di acquisirla per non privare la cittadinanza di un patrimonio culturale cos\u00ec prezioso e cos\u00ec avvenne, a titolo gratuito, due anni dopo. <\/p>\n<p>Nel \u201944 fu cos\u00ec riaperta al pubblico, ma per poco tempo perch\u00e9 Bordighera venne bombardata; pertanto, bisogn\u00f2 attendere la fine del conflitto per poterla riaprire, ma sia il patrimonio librario che gli arredi avevano nel frattempo subito danni e cos\u00ec pian piano i libri vennero pazientemente riparati e rilegati, gli utenti ritornarono, gli abbonamenti aumentarono e progressivamente il numero dei testi da allora ai giorni nostri aument\u00f2, comprendendo, oltre ai gi\u00e0 presenti libri in lingua inglese, italiana, francese e tedesca, opere di lingua spagnola, portoghese, olandese, polacca, svedese, norvegese, slovacca, russa, tanto che attualmente il patrimonio supera gli 80.000 testi. <\/p>\n<p>Oggi, per poter usufruire della biblioteca civica basta solo iscriversi, e chi la frequenta per la prima volta pu\u00f2 magari cominciare a prendere in prestito \u201cIl Dottor Antonio\u201d, romanzo dello scrittore e patriota Giovanni Ruffini (1807-1881) che, grazie proprio a questo suo libro, fece conoscere Bordighera e la Riviera dei Fiori ai viaggiatori e ai turisti britannici dell\u2019Ottocento che poi tanto le amarono. <\/p>\n<p><strong>A cura di Luciana Benotto <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bordighera, al numero 30 della via Romana, sorge un romantico edificio in pietra arenaria a due piani: la famosa Biblioteca Civica Internazionale, considerata fra le pi\u00f9 belle del Mediterraneo, sia per l\u2019aspetto che per il patrimonio librario. 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