{"id":644373,"date":"2025-05-03T19:00:56","date_gmt":"2025-05-03T17:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=616274"},"modified":"2025-05-03T19:00:56","modified_gmt":"2025-05-03T17:00:56","slug":"ce-ancora-chi-dice-attenti-al-lupo-un-convegno-a-palazzo-pirelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=644373","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 ancora chi dice &#8230; &#8220;Attenti al lupo!&#8221; . Un convegno a Palazzo Pirelli"},"content":{"rendered":"<p>Il convegno Attenti al lupo! A confronto per una corretta gestione, vista la situazione venutasi a creare anche in Lombardia a causa della diffusa presenza e delle predazioni di bestiame da parte di questo grande carnivoro, \u00e8 stata fortemente voluto dall&#8217;Intergruppo di Lavoro &#8220;Grandi Carnivori&#8221; di Regione Lombardia e da dieci consiglieri regionali di FdI, Lega e FI. <\/p>\n<p>Si terr\u00e0 dalle 10 alle 17 di gioved\u00ec 8 maggio p.v. a Palazzo Pirelli di Milano. Ha collaborato all&#8217;evento l&#8217;Associazione Nazionale per la Tutela dell&#8217;Ambiente e della Vita Rurali. Per accrediti e informazioni: convegnolupo@gmail.com  Ecco la scaletta e gli orari degli interventi:<\/p>\n<p>\u2013\tOre 10,30, introduzione del consigliere regionale Giacomo Zamperini, presidente della Commissione Montagna, e del consigliere regionale Floriano Massardi, presidente della Commissione Agricoltura.<br \/>\n\u2013\t10,50, relatore prof. Adriano Martinoli (zoologo dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Insubria), titolo dell&#8217;intervento: &#8220;Il lupo: dalla contrapposizione verso un modello di gestione condiviso&#8221;.<br \/>\n\u2013\t11,15, relatore prof. Marco Musiani (zoologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna), titolo dell&#8217;intervento: &#8220;Lupi e bestiame in Eurasia e Nord America: esperienze di campo&#8221;.<br \/>\n\u2013\t11,40, dr. Spartaco Gippoliti (zoologo, esperto in biologia della conservazione), titolo dell&#8217;intervento: &#8220;Il lupo in Italia, dalla biologia della conservazione al rewilding antispecista&#8221;.<br \/>\n\u2013\t12,05, vari allevatori e agricoltori che testimonieranno i problemi dati dal lupo.<br \/>\n\u2013\t12,25, relatore Robi Ronza, giornalista esperto di problemi della montagna, titolo dell&#8217;intervento: &#8220;La demitizzazione del lupo quale premessa culturale del confronto&#8221;.<br \/>\n\u2013\t12,45, Interventi dei consiglieri regionali.<br \/>\n\u2013\t13, pausa con buffet.<br \/>\n\u2013\t14, vari allevatori e agricoltori che testimonieranno i problemi dati dal lupo.<br \/>\n\u2013\t14,20, relatore dr. Aldo Oriani (naturalista storico), titolo dell&#8217;intervento:<br \/>\n&#8220;Presenza del lupo nella Lombardia e nel Piemonte orientale nell&#8217;Ottocento&#8221;.<br \/>\n\u2013\t14,40, relatore Giovanni Todaro (giornalista naturalista e scrittore), titolo dell&#8217;intervento:<br \/>\n&#8220;Il lupo: disinformazione e fake news &#8220;.<br \/>\n\u2013\t15,00, relatore prof. Annibale Salsa (antropologo, studioso del paesaggio alpino), titolo dell&#8217;intervento: &#8220;Valori in conflitto: il paesaggio antropico e il rewilding&#8221;.<br \/>\n\u2013\t15,20, pausa caff\u00e9.<br \/>\n\u2013\t15,40,  Interventi consiglieri regionali.<br \/>\n\u2013\t16,00, relatore dr. Michele Corti (presidente dell&#8217;Associazione Nazionale per la Tutela dell&#8217;Ambiente e della Vita Rurali), titolo dell&#8217;intervento: &#8220;Lupo e vita rurale: allarme sociale e rischi per l\u2019incolumit\u00e0 pubblica&#8221;.<br \/>\n\u2013\t16,20, Conclusioni: Giacomo Zamperini e Floriano Massardi.<br \/>\n\u2013\tOre 16,35, temine del convegno<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p>\u2013\tL&#8217;ultimo censimento effettuato da ISPRA, ossia l&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, organismo scientifico del Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica, nel 2020-2021 (mentre in Germania tale censimento \u00e8 annuale) stabil\u00ec che in Italia continentale vivevano mediamente 3.307 lupi (poi ricalcolati in 3.600). Da allora il numero \u00e8 aumentato, forse almeno 1.500-2.000 in pi\u00f9. Ma anche solo con i 3.307 di media del 2021, l&#8217;Italia risulta avere la pi\u00f9 grande popolazione di lupi d&#8217;Europa, pi\u00f9 di Spagna o Romania. In Lombardia vi sarebbero circa 100 lupi, in almeno 21 branchi, dalle zone alpine a quelle di pianura, ma la stima \u00e8 senza dubbio errata per difetto, con ogni probabilit\u00e0 il numero \u00e8 di circa 200-300. In tutte le dodici province lombarde il lupo \u00e8 presente.<\/p>\n<p>\u2013\tL&#8217;italia, da sola, ha pi\u00f9 lupi sommati di: Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Repubblica Ceca, Ungheria, Danimarca, Slovenia, Portogallo, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. L&#8217;area appenninica del Parmense-Piacentino, ed \u00e8 un dato scientifico, ha una densit\u00e0 di quasi 11 lupi ogni 100 km quadrati (10 km x 10), la pi\u00f9 alta al mondo, pi\u00f9 della Russia, Canada o Mongolia. Rispetto ai circa 100 lupi stimati in Italia dal prof. Luigi Boitani nel 1971 (quando fu protetto), oggi sono aumentati almeno di 40 volte, e in Europa almeno di 18 volte.<\/p>\n<p>\u2013\tI lupi non solo hanno ormai saturato ogni area adatta, ma entrano dentro le citt\u00e0 come Milano e Roma, predando anche gatti e persino piccoli cani al guinzaglio come avvenuto a Palombaro. Non \u00e8 vero che il lupo regola la propria popolazione e quindi si autolimita, in quanto se c&#8217;\u00e8 un minimo di copertura ma prede a sufficienza (incluso il bestiame) non fa altro che ridurre il territorio, tanto che ormai si \u00e8 arrivati persino a  circa 30 km\u00b2 per branco o famiglia.<\/p>\n<p>\u2013\tAnche con l&#8217;impiego di cani adeguati da protezione e in buon numero, l&#8217;uso di recinti elettrificati e la presenza del pastore le predazioni del bestiame da parte dei lupi si verifica spesso.  In Italia le attivit\u00e0 pastorali conseguentemente cessate sono oltre 20.000.<\/p>\n<p>\u2013\tDa anni l&#8217;art. 16 della Direttiva Habitat permette l&#8217;abbattimento in deroga dei lupi se troppo numerosi, se fanno troppi danni al bestiame sebbene ben protetto e se attaccano le persone, cosa che avviene legalmente negli altri stati aderenti come noi alla stessa Direttiva (anche centinaia di esemplari abbattuti ogni anno, come in Francia e Nord Europa). Ma nessun lupo in Italia \u00e8 mai stato abbattuto dalle autorit\u00e0, persino quelli che hanno ripetutamente attaccato e ferito bambini, come la lupa di Vasto nel 2022-23, e nonostante sia previsto (anche nel caso di esemplari di specie particolarmente protette, come il lupo e l&#8217;orso) pure dalle legge sulla tutela della pubblica incolumit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013\tLe ultime persone (bambini) vittime di attacchi antropofagici di lupi in Lombardia risalgono alla prima met\u00e0 del XIX secolo, mentre in Italia (Abruzzo) risalgono al XX secolo. L&#8217;ultima vittima in Mugello, Toscana, dove un uomo adulto ferito fu soccorso e trasportato all&#8217;ospedale di Marradi, dove spir\u00f2. Ne diede notizia anche il giornale Messaggero del Mugello dell&#8217;11 marzo 1923. Il 16 aprile scorso in occasione del recente dibattito nelle commissioni parlamentari sul parere da fornire sulla proposta di direttiva europea che sancisce il declassamento del lupo da Specie rigorosamente protetta a Specie protetta, ISPRA e Ministero dell&#8217;ambiente hanno riferito che tra il 2017 e il 2024 in Italia vi sono stati 19 attacchi alle persone con feriti da parte, in diverse occasioni, di 7 lupi. L&#8217;8 maggio, tra l&#8217;altro lo stesso giorno del convegno in oggetto in Regione Lombardia, il Parlamento europeo si riunir\u00e0 in plenaria a Strasburgo nell&#8217;atto comunitario conclusivo dell&#8217;iter di declassamento del lupo iniziato alla fine del 2023.<\/p>\n<p>\u2013\tIUCN (International Union for the Conservation of Nature) \u2013 la pi\u00f9 autorevole istituzione scientifica internazionale che si occupa di conservazione della natura \u2013  ha stabilito che la specie \u00e8 tutt&#8217;altro che a rischio e pertanto l&#8217;ha depennata alla categoria Rischio Minimo (LC, Least Concern). Nel 2013, nel mondo si stimavano gi\u00e0 circa 300.000 lupi. La sottospecie italiana \u00e8 stata infine passata al pi\u00f9 tranquillizzante livello Quasi Minacciata (NT, Near Threatened).<\/p>\n<p>\u2013\tDal 1971 attraverso i progetti LIFE europei, con fondi pubblici anche italiani, \u00e8 stata erogata una cifra pari a circa 60 milioni di euro per il lupo e l&#8217;orso, ossia oltre 110 miliardi di lire. Solo per quanto riguarda la mitigazione dei danni al bestiame (reti, cani, cartelli, ecc.) dal 1992 al 2019 in Europa sono stati erogati 3,6 milioni di euro l&#8217;anno, che portano all&#8217;enorme cifra di ben 97,2 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere altri 36 milioni di euro per i relativi progetti, per un totale di 133,2 milioni di euro. Dal 2019 ci sono stati altri LIFE e altri contributi, andati quasi sempre agli stessi referenti.<\/p>\n<p><strong>(fonte: comunicato stampa ricevuto in redazione)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno Attenti al lupo! 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