{"id":644990,"date":"2025-05-16T13:52:59","date_gmt":"2025-05-16T11:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/startup-costabile-luiss-pochi-investimenti-in-agrifoodtech-invertire-rotta-o-declino\/"},"modified":"2025-05-16T13:52:59","modified_gmt":"2025-05-16T11:52:59","slug":"startup-costabile-luiss-pochi-investimenti-in-agrifoodtech-invertire-rotta-o-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/startup-costabile-luiss-pochi-investimenti-in-agrifoodtech-invertire-rotta-o-declino\/","title":{"rendered":"Startup, Costabile (Luiss): &#8220;Pochi investimenti in AgriFoodTech, invertire rotta o declino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E&#039; uno dei pilastri dell&#039;economia del nostro Paese, riconosciuto in tutto il mondo. Ma per far s\u00ec che mantenga la sua leadership servono investimenti in nuove tecnologie e innovazione. Che in Italia, invece, scendono sempre di pi\u00f9, penalizzando le tantissime startup, che, spesso vanno a cercare fortuna all&#039;estero. Stiamo parlando dell&#039;agroalimentare, settore di punta del made in Italy e traino del nostro Pil, che oggi per\u00f2 si trova davanti a sfide decisive, come spiega ad Adnkronos\/Labitalia Michele Costabile, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese (marketing) all&#039;universit\u00e0 Luiss di Roma dove dirige Luiss X.ITE &#8211; centro di ricerca su tecnologie e comportamenti di mercato, che ha realizzato il primo &#039;Rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare. Il contributo della startup economy&#039;, nell&#039;ambito del progetto promosso da Federalimentare e sostenuto da Confagricoltura. \u00a0&quot;Noi come Italia -spiega Costabile- oggi arriviamo addirittura ad avere un peso dell&#039;agroalimentare sul Pil che \u00e8 stabilmente del 30%, con turisti che vengono in Italia attratti alla bellezza del Paese e dal cibo, prima di ogni altra cosa. Visto che il resto del mondo sta investendo tanto sull&#039;agroalimentare per il futuro, per riuscire a soddisfare le esigenze di una popolazione che arriver\u00e0 nei prossimi 20-25 anni a 9 miliardi di persone, se noi non facciamo questo stesso investimento oggi, il domani che si costruisce oggi ci vedr\u00e0 con una posizione meno rilevante&quot;. E i numeri che emergono dal Rapporto evidenziano invece uno scenario negativo per il sostegno alle startup di settore. Nel 2024, infatti, sono stati investiti in startup agri&amp;foodtech poco pi\u00f9 di 100 milioni di euro, in calo rispetto al valore degli investimenti nel 2023 (poco pi\u00f9 di 140 milioni di euro; -28%) e nel 2022 (poco pi\u00f9 di 150 milioni di euro; -36% il decremento 2024 su 2022).\u00a0Una situazione drammatica visto che, come sottolinea Costabile, &quot;in tutti i settori del mondo ormai la gran parte dell&#039;innovazione o arriva o \u00e8 stimolata dalle startup, e non a caso si parla di startup economy&quot;. E senza innovazione si ferma la crescita. &quot;I numeri sono da brivido, dobbiamo agire. Perch\u00e9 gi\u00e0 oggi, per stare al passo con gli altri Paesi,  non per stare meglio degli altri, dovremmo investire 5 volte quello che stiamo facendo&quot;, sottolinea Costabile. Confrontando infatti quanto investito in Italia con la media di quattro Paesi europei di riferimento, dal Rapporto emerge che per colmare il gap, per esempio, in rapporto al valore produzione agricola, il valore degli investimenti agri&amp;foodtech dovrebbe essere oltre 500 milioni di euro annui, appunto en 5 volte di pi\u00f9 rispetto al dato reale del 2024. \u00a0Una situazione che sta portando tanti &#039;cervelli&#039; ad andare a cercare fortuna, e investimenti, fuori dal nostro Paese se \u00e8 vero che &quot;sulle 2.500 start-up agroalimentari presenti in Europa circa il 10% potrebbe avere un fondatore, o co-fondatore, italiano. E&#039; un dato che si riserviamo di validare in modo pi\u00f9 puntuale nella seconda edizione del nostro Rapporto&quot;, sottolinea. \u00a0Non c&#039;\u00e8 da perdere tempo, insomma, e servono azioni incisive per sostenere un comparto come l&#039;Agri&amp;foodtech che pu\u00f2 essere decisivo nell&#039;economia del nostro Paese nei prossimi anni. E per Costabile sono diverse le proposte che &quot;riguardano il mondo dell&#039;universit\u00e0, della ricerca, ma anche delle associazioni in categoria delle imprese. Ad esempio cos\u00ec come a Milano, dopo l&#039;Expo, hanno fatto un investimento colossale per creare il Mind. E all&#039;interno del Mind, la punta di diamante \u00e8 lo Human Technopole, oggi bisogna creare un agri-food technopole. Qualcosa si sta facendo a Napoli, con il rettore dell&#039;Universit\u00e0 Federico II, molto capace e competente, che sta spingendo per lo sviluppo di questo agri-tech center, ma non basta. Data la nostra primazia nella filiera agroalimentare, ne dobbiamo avere almeno due in Italia. Oltre alla Campania penso alla food valley in Emilia, perch\u00e9 cos\u00ec c&#039;\u00e8 la prossimit\u00e0 con il mondo delle imprese&quot;, sottolinea Costabile. \u00a0Per Costabile questi due agri-tech center sono fondamentali &quot;perch\u00e8 le persone devono vedere, devono andare a cena insieme, per poter partorire idee nuove e soprattutto per poter trovare la chimica necessaria per realizzarle. L&#039;innovazione passa dall&#039;interazione fisica del corpo delle persone, guardandosi in faccia&quot;, sottolinea. \u00a0E poi per il docente della Luiss \u00e8 necessario che startup e imprese si &#039;parlino&#039;. &quot;Bisogna fare in modo che il mondo delle start-up non sia staccato dal mondo corporate, che non siano due mondi separati. Il corporate guarda le start-up come quattro ragazzini fuori di testa e le start-up guardavano il mondo corporate come dei vecchi dinosauri. Non \u00e8 cos\u00ec. Questi due mondi devono interagire strettamente, ricordando al mondo corporate che ogni grande azienda, prima di diventare grande era una start-up, era bambina, no? Quindi bisogna fare in modo che questi due mondi interagiscono di pi\u00f9. Con risorse economiche, con investimenti, con piani di lavoro congiunto, laboratori di sperimentazione, quindi cose concrete&quot;, ribadisce. \u00a0Ma non basta. &quot;Terzo elemento fondamentale, gli organi governativi e, diciamo, anche le aziende devono capire che gli investimenti devono essere fatti, non solo in misura rilevante, ma anche intelligente. Dobbiamo fare in modo che il mondo privato abbia dei vantaggi nell&#039;investire in venture capital. E i vantaggi sono detrazioni vere e immediate. Io, per esempio, mi trovo a Londra, dove se un privato come me o come lei investe anche solo 10.000 euro in una start-up, gli arrivano 4.000 euro sul bonifico in banca, appena l&#039;investimento viene registrato dalla banca. O come in Canada dove avevano gli stessi problemi dell&#039;Italia e hanno fatto una legislazione per incentivare l&#039;interesse dei privati&quot;, sottolinea. \u00a0Oggi lo scenario in Italia non \u00e8 esaltante, come spiega Costabile. &quot;Oggi in Italia ci sono solo due Fondi che investono veramente sulle start-up. Uno grande e importante che si chiama &#039;Linfa Agrifoodtech innovation fund&#039; e un altro, pi\u00f9 piccolo, &#039;Maia&#039;. Sono pochi, hanno una dotazione di 100 milioni di euro da investire in 5 anni, noi ne dobbiamo investire 500 milioni all&#039;anno. Quindi mancano 2 miliardi e 300 milioni di euro per arrivare a quanto dovremmo investire per essere al passo con gli altri Paesi&quot;, sottolinea il docente della Luiss.\u00a0E per salvare la competitivit\u00e0 di un settore, l&#039;agroalimentare, che &quot;\u00e8 -ricorda Costabile- un elemento essenziale della cultura italiana tanto decantata e apprezzata nel mondo. E gli investimenti in Agrifoodtech hanno un impatto straordinario sul clima perch\u00e8 l&#039;agricoltura e agroalimentare sono i principali responsabili di emissione di Co2 ed \u00e8 normale che quando innovo abbasso queste emissioni con un impatto molto positivo sul clima. Moltissime innovazioni che arrivano dalle startup di questo settore hanno poi un impatto su energia, salute, su nuovi materiali circolari, sulla giustizia sociale rendendo pi\u00f9 accessibile l&#039;alimentazione&quot;, conclude\u00a0\u00a0\u00a0&#8212;lavoro\/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E&#039; uno dei pilastri dell&#039;economia del nostro Paese, riconosciuto in tutto il mondo. Ma per far s\u00ec che mantenga la sua leadership servono investimenti in nuove tecnologie e innovazione. Che in Italia, invece, scendono sempre di pi\u00f9, penalizzando le tantissime startup, che, spesso vanno a cercare fortuna all&#039;estero. 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