{"id":645811,"date":"2025-05-26T20:10:29","date_gmt":"2025-05-26T18:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=621504"},"modified":"2025-05-26T20:10:29","modified_gmt":"2025-05-26T18:10:29","slug":"cosa-nasconde-leditoria-dietro-le-quinte-a-cura-di-luciana-benotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=645811","title":{"rendered":"Cosa nasconde l\u2019editoria dietro le quinte? A cura di Luciana Benotto"},"content":{"rendered":"<p>Cremonese sin nel midollo, so che lei \u00e8 stimato nella sua citt\u00e0 per l\u2019impegno in ambito sociale e politico, ma a pi\u00f9 ampio raggio, per la sua passione per la narrativa; \u00e8, infatti, uno degli organizzatori della Fiera del Libro di Cremona, inoltre collabora nelle vesti di editor con diverse case editrici e, come giurato, in vari premi letterari tra cui i prestigiosi Campiello e Bancarella. Non posso quindi esimermi dal chiederle da dove viene tutta questa passione che la occupa non poco.<\/p>\n<p>La mia passione per la lettura \u00e8 lontana nel tempo. Mi ricordo che in seconda elementare si faceva la cresima e la comunione nello stesso giorno: era un momento importante perch\u00e9 era la prima tappa di una crescita che avrebbe portato all\u2019et\u00e0 adulta. Era l\u2019occasione in cui eri al centro dell\u2019attenzione forse per la prima volta nella vita. Ricordo con piacere i padrini che, pur essendo contadini, fecero dei sacrifici per rendere quella giornata indimenticabile. Mi lasciarono un ricordo concreto tant\u2019\u00e8 vero che arriv\u00f2 il mio primo orologio. Ma quello che colp\u00ec di pi\u00f9 la mia fantasia e la mia attenzione fu un regalo di una cugina di mia madre\u2026 un libro: \u201cIl principe e il povero\u201d di Mark Twain. <\/p>\n<p>Non vedevo l\u2019ora di rimanere solo per leggerlo. Credo che sia il libro che ho letto e riletto pi\u00f9 volte in assoluto nella mia vita e ho ancora quella copia. Cesare Pavese ha scritto che quando noi leggiamo un romanzo, cerchiamo la parte che pi\u00f9 ci rappresenta. Quel libro mi rappresentava, mi immedesimavo in uno dei personaggi; o meglio, vorrei esagerare, sembrava la rappresentazione della mia vita di quel tempo. Ho capito che leggere significava entrare in un mondo in cui si poteva star bene, in cui la fantasia poteva essere la giusta contrapposizione alle difficolt\u00e0 e alle restrizioni di quel tempo. Andavo a cercare i libri che erano in una piccola biblioteca dell\u2019oratorio, li leggevo e li rileggevo, credo che sia in quel tempo che \u00e8 nata la mia passione per la lettura. Ricordo che alle scuole elementari mi chiedevano spesso \u201ccosa farai da grande\u201d, e la mia risposta era sempre la stessa: il bibliotecario. Da adulto mi ha sempre colpito una frase dell\u2019argentino Borges, che in una intervista ha detto: \u201cChe altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quello che ho letto\u201d. Questa frase \u00e8 sempre stata un mantra nella mia vita, in quella che \u00e8 diventata una professione o meglio l\u2019epilogo naturale di una passione.<\/p>\n<p><strong>Come nasce l\u2019idea di organizzare una Fiera del Libro in una citt\u00e0 in cui le kermesse sono musicali e le fiere riguardano prevalentemente il settore agricolo e zootecnico?<\/strong><\/p>\n<p>La Fiera del Libro di Cremona \u00e8 nata da un\u2019idea delle librerie indipendenti della citt\u00e0, lontano nel tempo. Pur facendo svariate ricerche non ho mai trovato una data di inizio della manifestazione, ma ricordo di aver comprato il primo libro di Borges in una bancarella alla fiera del libro nel 1972, pertanto ho ritenuto per comodit\u00e0, per affetto e nostalgia, di considerare questo l\u2019anno d\u2019inizio della fiera di Cremona. L\u2019idea di mettere bancarelle di libri in una zona di passaggio, quale la galleria 25 Aprile e parte del giardino pubblico della citt\u00e0 a mio avviso era geniale, essendo il punto d\u2019incontro di vie centrali della citt\u00e0 e con diversi aspetti interessanti.<\/p>\n<p>Dava la possibilit\u00e0 alle librerie indipendenti (non esistevano ancora le librerie di catena Mondadori, Feltrinelli, Giunti, Libraccio o altre), di mettere su appositi tavoli a fianco delle ultime uscite, oltre ai Best Seller del momento, altri libri a poco prezzo, assolutamente nuovi ma fuori commercio. Con pochi soldi si potevano comperare prime edizioni di romanzi importanti, ma anche scoprire nuovi autori. <\/p>\n<p>Allora il libraio era un po\u2019 come l\u2019attuale farmacista: ti consigliava un autore o un determinato romanzo in base al tuo stato d\u2019animo, all\u2019umore o alle emozioni che vivevi in quel momento. Credo che in quegli anni ho lasciato una piccola fortuna in libri di cui diverse copie conservo ancora gelosamente. Nel 2008 il portavoce delle librerie indipendenti che organizzava la fiera sulla falsariga del Festival della letteratura di Mantova cominci\u00f2 a proporre presentazioni di autori. <\/p>\n<p>Fu in quegli anni che cominciarono casualmente le mie prime presentazioni. Quel libraio si era accorto con quanto entusiasmo e trasporto parlavo di libri e autori e mi chiese se potevo collaborare con lui a presentare romanzi che la fiera proponeva. Da quel 2008 non mi sono pi\u00f9 fermato, e dal 2010 ho cominciato a collaborare anche nella scelta degli autori da presentare facendo da anello di congiunzione con l\u2019amministrazione comunale che permise alle librerie di non pagare pi\u00f9 il suolo pubblico occupato, proprio per l\u2019attivit\u00e0 culturale che proponevano. Allora le presentazioni erano solo al sabato e alla domenica ed erano di un autore solo, spesse volte di autori cremonesi, anche se non mancarono nomi di rilievo. <\/p>\n<p>Dal 2020 quando \u00e8 mancata questa persona a causa del Covid, ho preso in mano la situazione sullo stimolo e l\u2019insistenza degli altri librai e ho cercato di fare una rassegna che potesse soddisfare le esigenze dei lettori cremonesi. Oggi la fiera del libro ha due appuntamenti, uno primaverile da met\u00e0 marzo fino a met\u00e0 maggio e l\u2019altra autunnale da met\u00e0 ottobre all\u20198 di dicembre. Molti sono stati gli autori che hanno presentato i loro lavori alla fiera del libro e con diversi di loro \u00e8 nato un rapporto di stima, di fiducia e amicizia reciproco che ha consolidato nel tempo un rapporto di mutuo aiuto: quando ho bisogno e mi mancano degli autori per completare le presentazioni so a chi rivolgermi e nello stesso tempo ho davvero tante richieste di autori che vogliono ritornare a Cremona. Normalmente le presentazioni primaverili sono intorno alle 40. Qualcuna di pi\u00f9 nel periodo autunnale per il semplice fatto che tante volte, oltre al sabato e alla domenica, presentiamo autori cremonesi al venerd\u00ec.  <\/p>\n<p>Resta gratificante presentare certi autori non solo per il sottoscritto, ma anche per la cittadinanza; a volte le persone mi fermano per strada e mi chiedono di presentare quell\u2019autore o quella scrittrice, naturalmente se tutto \u00e8 fattibile cerco di ascoltare le loro richieste. Mi piace pensare che Cremona non venga ricordata solo come la citt\u00e0 della musica o dei violini, ma anche e mi scuso per la presunzione, per questa piccola e modesta fiera che, pur essendo condotta in modo artigianale, d\u00e0 un buon risultato di ascolto e partecipazione. Attualmente stiamo perfezionando un patto sulla lettura in modo che quando si svolgono le presentazioni non ci siano in concomitanza altri eventi letterari. Credo che questo possa fare la differenza sugli autori che andremo a presentare e che valorizzi sia le librerie indipendenti sia quelle di catena che ormai sono radicate fortemente sul territorio.<\/p>\n<p><strong>Lei ha presentato autori noti e meno noti, dando cos\u00ec spazio anche agli esordienti, di solito un po\u2019 snobbati dalla maggior parte delle manifestazioni letterarie. Ci pu\u00f2 dire il motivo di questa apertura e magari raccontare qualche aneddoto?<\/strong><\/p>\n<p>Le richieste per la fiera del libro degli autori cremonesi sono davvero tante e mi sembra corretto presentarli nella nostra citt\u00e0. Aneddoti ce ne sono stati diversi, mi piace pensare che Giuseppe Lupo, un autore da sempre Marsilio, sia stato\u2026 sdoganato dalla Fiera del libro di Cremona. Lo presentammo ad aprile del 2011, allora era un perfetto sconosciuto e fece una delle prime presentazioni proprio a Cremona. Quell\u2019anno il romanzo che presentammo si intitolava \u201cL\u2019ultima sposa di Palmira\u201d e risult\u00f2 finalista al premio Campiello. Ricordo l\u2019euforia di Giuseppe quando ci sentimmo per questo traguardo, che mi disse: \u201cla vostra fiera mi ha cambiato la vita\u201d. Molti altri autori allora poco conosciuti sono venuti da noi a presentare i loro romanzi prima di aver successo, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Rosa Ventrella, Federico Baccamo, Nicoletta Bortolotti, Livio Gamberini, Gastone Breccia, Alessandro Bertante, Enrico Pandiani, Paola Barbato, Fabio Genovesi, Guido Conti e molti altri.  <\/p>\n<p>\u00c8 grazie a questi autori che sono stato scelto come giurato a premi importanti, quali il Campiello e, per merito delle librerie indipendenti, al premio Bancarella. Un anno presentammo un libro sulla carriera di Francesco Moser \u201cHo osato vincere\u201d della Mondadori; poche settimane dopo fui contattato da un dirigente di questa casa editrice presente alla fiera quel giorno che chiese la mia disponibilit\u00e0 per fare da giurato al Bancarella Sport, inutile dire che accettai all\u2019istante.<\/p>\n<p><strong>Ci chiarisce cosa vuol dire per lei essere un critico letterario e cosa deve fare un buon critico per esserlo veramente?<\/strong><\/p>\n<p>Una domanda che mi mette un po\u2019 a disagio, soprattutto quando mi si chiede cosa deve fare una persona per essere un buon critico letterario. Non sta me dire se sono pi\u00f9 o meno bravo, \u00e8 certo che come tutto quello che facciamo ci sono delle presentazioni che vengono particolarmente bene e altre che nonostante l\u2019impegno non vengono come avresti desiderato. Credo che alla base di tutto ci deve essere senz\u2019altro quell\u2019onest\u00e0 culturale che esuli da eventuali rapporti professionali. Cerco di spiegarmi meglio. Se ho delle collaborazioni con alcune case editrici non devo per forza essere costretto a presentare autori di queste case quando magari quello che mi si propone non mi soddisfa, e conoscendo il territorio cremonese probabilmente non \u00e8 cos\u00ec interessante. <\/p>\n<p>Pertanto, credo che sia importante saper dire \u201cno\u201d a certe richieste. Ritengo sia oltremodo importante non lasciarsi condizionare dai social o dalla sbandierata vincita o partecipazione a premi letterari, poi nelle altre domande toccheremo anche questo argomento. Non \u00e8 detto che un finalista a un premio letterario sia sempre una garanzia per una presentazione vincente. Credo di pi\u00f9 alla sensibilit\u00e0 e alla conoscenza dei gusti letterari delle persone che mi seguono e che mi convincono a fare certe scelte. Penso sia importante non lasciarsi condizionare dal mondo ambiguo e spesso non trasparente di agenti letterari o falsi editori che sbandierano conoscenze e capacit\u00e0, ma che alla resa dei fatti non sono professionali. Per me essere un critico letterario vuol dire andare ad ascoltare le presentazioni degli altri per capire e confrontarsi con la visione di chi fa il tuo stesso mestiere e condivide la tua stessa passione. Vuol dire leggere molto, studiare, partecipare a festival letterari, proprio per vivere questo mondo che per comodit\u00e0, chiamo letteratura. Ma vuol dire anche mettersi in gioco, a volte completamente, scrivendo in modo onesto e ponderato cercando di valorizzare un autore, magari alla prima uscita di un romanzo, ma vuol dire anche essere in grado in modo cosciente, lineare e corretto di valutare il romanzo pi\u00f9 venduto in quel momento, se questi non soddisfa le mie esigenze o le mie aspettative.<\/p>\n<p>Parliamo ora un po\u2019 dei premi letterari. Se si cerca in internet alla voce Premi letterari, appaiono lunghi elenchi e, ad onor del vero, non \u00e8 facile districarsi e capire quelli a cui vale la pena di partecipare, quindi, visto che \u00e8 un addetto ai lavori, le chiedo qual \u00e8 il metro per capirlo ed anche se reputa che nella scelta tra finalisti e vincitori vince davvero sempre il miglior testo.<\/p>\n<p>Il mondo dei premi letterari \u00e8 complesso e di difficile interpretazione per chi non \u00e8 dentro alla macchina di questa attivit\u00e0. Ho grandi dubbi su alcuni premi letterari importanti. Se analizzo certi romanzi finalisti degli ultimi anni e faccio un confronto con altri di 15 o 20 anni fa, mi accorgo che nemmeno il vincitore merita di essere nella cinquina di questi premi. Purtroppo ho toccato con mano, e riprendo le parole di autori finalisti che mi dicono: \u201cTanto sanno gi\u00e0 chi vince\u2026 tanto sanno gi\u00e0 chi vincer\u00e0\u201d. Ricordo che ero stato chiamato nel 2023 alla presentazione dei finalisti di quello che ritengo sia uno dei premi letterari pi\u00f9 importanti in Italia: Il Premio Strega. Ricordo che quando arrivava un finalista in questo salone del Mudec, un fotografo si alzava e andava a immortalarlo. A un certo punto arriva un autore, e subito almeno una decina di fotografi sono andati a fotografarlo e il mio primo pensiero \u00e8 stato: questo sar\u00e0 l\u2019autore che vincer\u00e0; infatti fu cos\u00ec. <\/p>\n<p>In un\u2019altra circostanza ero giurato in un altro premio importante e al mio fianco una persona mi chiese per chi avessi votato. Glielo dissi e gli feci la stessa domanda. L\u2019autore che aveva ricevuto il suo voto era famoso per i suoi romanzi storici, cos\u00ec mi venne spontaneo chiedergli se fosse appassionato di questo genere. Mi rispose che il romanzo non lo aveva nemmeno letto, ma aveva avuto pressioni e aiuti economici dalla casa editrice di quest\u2019autore e che alla fine aveva pensato bene di votarlo. Sono stato anche giurato in un premio dove mi si chiese di votare un determinato scrittore, tra l\u2019altro molto famoso, ma non solo rifiutai, ma votai un altro autore dandone apertamente le motivazioni. Non sono pi\u00f9 stato selezionato per essere giurato in quel premio letterario, credo che questo non sia un dispetto, ma un punto di forza che caratterizza il mio modo di comportarmi. <\/p>\n<p>Credo ci siano serie di premi letterari inutili, soprattutto quelli indicati dalle case editrici a pagamento. Mi sembrano semplicemente delle gratificazioni a chi in definitiva paga per stamparsi un libro. Non li considero veri premi letterari ma una strategia della casa editrice per mantenere alto il numero delle persone che possono stampare con loro un romanzo. Ho visto persone che si sono abbattute perch\u00e9 non sono state finaliste a premi letterari, come ho visto persone che hanno cambiato atteggiamento in modo radicale dopo aver raggiunto un simile obiettivo. Posso dire che a volte anche la scelta dei finalisti a certi premi non \u00e8 sempre cos\u00ec limpida, ma gli interessi economici che gravitano attorno a questi eventi sono cos\u00ec evidenti che a volte mi domando se ha senso continuare a organizzare certi premi. Se si arriva in finale a un premio letterario anche importante, non \u00e8 detto che automaticamente sia un buon romanzo. In questo mondo esiste troppo autostima, molti si ritengono Pasolini, Pavese, Sciascia, la Morante o la Fallaci, ma non \u00e8 proprio cos\u00ec. Dico spesso agli autori: \u201csiate voi stessi e scrivete anche per il piacere di scrivere, poi tutto il resto verr\u00e0 di conseguenza\u201d, ma il primo consiglio che vorrei dare \u00e8 di scrivere per il piacere di farlo.<\/p>\n<p>Oggid\u00ec ci sono un buon numero di persone che hanno velleit\u00e0 letterarie e quindi frequentano costose scuole di scrittura creativa, una formula inventata negli anni Trenta del secolo scorso dal pedagogista statunitense John Dewey e poi esportata anche in Europa e quindi da noi. Taluni sostengono che questi corsi hanno omologato l\u2019arte di scrivere appiattendo la creativit\u00e0 personale e soprattutto la cifra stilistica che un autore dovrebbe avere per farsi riconoscere dagli altri scrittori. Qual \u00e8 la sua opinione in merito?<\/p>\n<p>\u00c8 triste ammetterlo, ma le scuole di scrittura a mio avviso hanno rovinato il mondo letterario e della scrittura in Italia. Quando trovo in cinque righe sette punti mi arrabbio, perch\u00e9 questo non \u00e8 scrivere, questo, passatemi il termine scontato, abusato e gi\u00e0 sentito: \u00e8 lo specchio del linguaggio moderno e la scrittura di oggi risente di tutto questo; testi che rappresentano una serie di parole proprio come quando mandiamo un messaggio, ma questa non \u00e8 letteratura. Questa \u00e8 comunicazione.<\/p>\n<p>Credo ci sia una notevole differenza. Chiss\u00e0 cosa penserebbe oggi Giovannino Guareschi che diceva che l\u2019arte tutta italiana sta nella capacit\u00e0 di raccontare e scrivere storie. L\u2019ho sempre creduto e ci credo ancora, e sono convinto che questo non \u00e8 il modo di fare letteratura. Mi spiace essere cos\u00ec radicale nel mio giudizio, ma \u00e8 la verit\u00e0: non esistono pi\u00f9 l\u2019immaginazione e la fantasia. Se penso poi ai dialoghi, mi accorgo che oggi sono davvero pochi i veri scrittori. Capisco che sia una parte difficile, ma per imparare \u00e8 necessario studiare, leggere e rileggere gli autori che hanno questo talento. Si \u00e8 persa anche la capacit\u00e0 di valorizzare un testo attraverso i dialoghi. Provate anche a pensare alla musicalit\u00e0 di un racconto o di un romanzo, essa esiste sempre meno; \u00e8 un peccato, \u00e8 una caratteristica che va scomparendo, e questo \u00e8 un altro elemento che mi rattrista. <\/p>\n<p><strong>E la punteggiatura? Si usa troppo il punto, si usa poco e male la virgola, il punto e virgola va scomparendo. Credo che un bravo scrittore debba prendere in mano un manuale di punteggiatura e scoprire come usarla correttamente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le ultime statistiche dicono che in Italia la vendita di libri, rispetto al 2024, \u00e8 calata del 3,6% sia per quanto riguarda i romanzi che la saggistica con una perdita di 15,9 milioni di euro: ha pensato a quali potrebbero essere le cause di questa disaffezione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Siamo uno dei popoli in Europa che legge di meno;<\/strong> mi sono sempre domandato il perch\u00e9, quando tutti i giorni si stampano non so quante copie di libri. Ma allora tutti questi libri chi li legge o meglio chi li compera? Io che faccio diverse presentazioni mi accorgo che la vendita dei libri \u00e8 sempre pi\u00f9 in calo. Prendiamo i nostri vicini di casa, i francesi. A marzo ho presentato a Modena un autore che qualche anno fa \u00e8 stato finalista allo Strega: 64 persone presenti, libri venduti 4; lo stesso autore a una presentazione in Francia mi ha detto di aver firmato pi\u00f9 di 300 libri, ed era lo stesso romanzo; certo era una platea con un numero maggiore di persone, ma domandiamoci lo stesso il perch\u00e9. Vado spesso a fiere o festival letterari e tante volte per curiosit\u00e0 mi fermo a guardare quanti libri vende un autore. In un contesto letterario importante, un autore Rizzoli, quindi di una casa editrice famosa, i presenti erano una cinquantina e io sono stato uno di quelli che ha acquistato il libro, e poich\u00e9 mi piace quest\u2019autore mi sono fermato per capire quanti libri potesse teoricamente vendere\u2026 insomma, insieme al mio ha venduto quattro copie e vi posso garantire che \u00e8 un veramente un ottimo autore. Un giorno in un convegno, parlando proprio della difficolt\u00e0 di vendere libri e di leggere, mi \u00e8 arrivata una risposta stranissima: \u201c\u2026se in Italia siamo agli ultimi posti nelle vendite insieme alla Spagna, \u00e8 perch\u00e9 noi abbiamo il sole\u201d. Se questa risposta mi ha fatto in parte sorridere, \u00e8 per\u00f2 anche vero che mi sembra l\u2019alibi comodo di chi non ha argomentazioni concrete per controbattere. In una presentazione all\u2019universit\u00e0 di Padova ricordo che aveva fatto scalpore una mia frase che in parte d\u00e0 continuit\u00e0 a questo discorso: \u201cviviamo in un tempo dove ci sono troppi libri e pochi scrittori, molti poeti e poca poesia\u201d; la provocazione credo sia evidente, ci sono troppi libri mediocri che davvero non vale la pena di leggere e ne soffre tutto il mercato letterario.<\/p>\n<p><strong>Recentemente ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata \u201cL\u2019una\u201d che \u00e8 stata molto elogiata dai lettori. Cosa l\u2019ha spinta a indossare i panni del poeta?<\/strong><\/p>\n<p>Credo di essere una curiosa anomalia. Sono il primo a dire che quando una persona scrive non \u00e8 vero che scrive solo per se stessa, ma scrive per lasciare una testimonianza agli altri, evidentemente predico bene ma razzolo male. Ho sempre scritto poesie da quando avevo quattordici, quindici anni, e adesso che sono vicino ai settanta mi sono accorto che le ho sempre tenute per me; infatti ho decine di Moleskine pieni di poesie. Sono sempre state pochissime le persone che le hanno lette, proprio per una mia scelta personale. Ho sempre pensato che avesse ragione Benedetto Croce quando disse che si pu\u00f2 scrivere poesie fino a diciotto anni, poi o sei un poeta o sei un cretino e siccome so di non essere un poeta per non fare la figura del cretino, non ho mai voluto pubblicare o sono sempre stato restio. <\/p>\n<p>L\u2019Una in verit\u00e0 \u00e8 la mia terza silloge poetica. La prima raccolta fu Amanti di Carta frutto di un\u2019uscita curiosa. Un\u2019autrice aveva scritto un libro a mio avviso bellissimo, e io insistevo affinch\u00e9 lo pubblicasse, ma essendo autobiografico lei non voleva saperne, ma le mie insistenze furono cos\u00ec forti che alla fine indispettita disse: \u201clo pubblico se tu lo fai con le tue poesie\u201d, lei era stata la prima a cui ho fatto conoscere quello che scrivevo. Pensavo che alla pubblicazione del suo romanzo dimenticasse la mia promessa, purtroppo non fu cos\u00ec e usc\u00ec questa raccolta in modo frettoloso, tanto che ho sempre pensato fosse uno sbaglio e oggi ne sono pi\u00f9 che convinto. <\/p>\n<p>In un secondo tempo una casa editrice con cui avevo una collaborazione professionale mi chiese di pubblicare le mie poesie ma, a fronte dell\u2019esperienza precedente negativa, dissi praticamente sempre di no. Poi una poetessa mi chiese di scrivere a quattro mani un libro ed io accettai perch\u00e9 la condizione era oltremodo curiosa: il libro era destinato solo al mercato dell\u2019America Latina, quindi in spagnolo. Quella raccolta aveva come titolo Amore all\u2019Infinito. <\/p>\n<p>L\u2019Una, pur restando sempre del parere che non sono un poeta, \u00e8 una raccolta di cinquantaquattro poesie dove in quasi tutte c\u2019\u00e8 la parola Luna. Luna non \u00e8 solo un astro ma \u00e8 un punto di riferimento, una metafora, \u00e8 donna, scrittrice, moglie, figlia, sorella, sono tutte quelle persone con cui ho fatto un pezzo di strada insieme o se volete, \u00e8 un gioco, un divertimento dove cerco di mascherare le persone dietro l\u2019astro. \u00c8 uscito un lavoro credo interessante e unico nel suo genere in cui sfido le persone a riconoscersi. Accetto tutte le critiche inimmaginabili. Quelle le merito tutte. <\/p>\n<p>La modestia, l\u2019onest\u00e0 e il coraggio delle opinioni non mancano certo a Claudio Ardig\u00f2 di cui, a questo punto, non posso che suggerire la lettura di L\u2019Una, dove potrete scoprire di pi\u00f9 su di lui e sul suo sentire poetico.<\/p>\n<p><strong>I miei romanzi li trovate nelle librerie e nei bookshop on line<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luciana Benotto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cremonese sin nel midollo, so che lei \u00e8 stimato nella sua citt\u00e0 per l\u2019impegno in ambito sociale e politico, ma a pi\u00f9 ampio raggio, per la sua passione per la narrativa; \u00e8, infatti, uno degli organizzatori della Fiera del Libro di Cremona, inoltre collabora nelle vesti di editor con diverse case editrici e, come giurato, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":645812,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,10],"tags":[38],"localita":[67],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-645811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-cultura-e-tempo-libero","tag-in-evidenza","localita-turbigo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/645811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=645811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/645811\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/645812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=645811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=645811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=645811"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=645811"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=645811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}