{"id":648474,"date":"2025-07-01T13:32:43","date_gmt":"2025-07-01T11:32:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=626914"},"modified":"2025-07-01T13:32:43","modified_gmt":"2025-07-01T11:32:43","slug":"metti-un-pomeriggio-londinese-con-fabio-fognini-perle-di-bellezza-tennistica-a-wimbledon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=648474","title":{"rendered":"Metti un pomeriggio londinese con Fabio Fognini: perle di Bellezza tennistica, a Wimbledon"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando il tabellone di Wimbledon ha preso forma, in molti si sono rammaricati per l&#8217;esordio impossibile di Fabio Fognini, sorteggiato proprio contro Carlos Alcaraz, il pi\u00f9 forte di tutti. Noi di TicinoNotizie.it, invece, tristi lo eravamo decisamente di meno, pregustando l&#8217;idea di una possibile partita esplosiva. Non tanto par l&#8217;incertezza del risultato, anche se a conti fatti non si \u00e8 andati nemmeno troppo lontani dal boom, quanto per la quantit\u00e0 di talento contemporaneamente in campo e, in ragione di ci\u00f2, per la bellezza alla finestra.<\/strong><\/p>\n<p>Noi, nel rapporto con lo sport, non siamo mai stati quelli del &#8216;se&#8217;. Nello specifico, se Fognini avesse avuto la testa, se Fognini avesse avuto pazienza, se Fognini si fosse incazzato di meno. Se. Perch\u00e9 ci sono buonissime ragioni per pensare che proprio tutto ci\u00f2, che \u00e8 vero ma solo parzialmente significativo, gli abbia consentito di esplorare traiettorie tennistiche meravigliose. Che \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 ci interessa. Senza vincere quasi nulla &#8211; peraltro, dimenticando un Montecarlo e svariati altri tornei (otto) non proprio minori oltre che un best ranking da top ten &#8211; come da anni gli si rimprovera ad minchiam. Non essendo ossessionati dalla conta dei quindici, privilegiando gli uomini ai robot e il pennello alla clava, ancora noi possiamo vantarci di essere tifosi del Fogna fin dalla notte dei tempi. Per almeno due motivi che ci inorgogliscono. Il primo \u00e8 perch\u00e9 Fabio, tolto l&#8217;inarrivabile Panatta, rappresenta il miglior talento dedito al tennis che sia nato entro i nostri confini nell&#8217;Era Open. <\/p>\n<p>S\u00ec, anche pi\u00f9 dell&#8217;Innominabile che, a differenza dei suoi beceri tifosi, lo sa benissimo da s\u00e9. Il secondo, invece, \u00e8 perch\u00e9 negli anni che pi\u00f9 bui non potessero essere, quelli del pane duro e del buon Sanguinetti capofila azzurro, Fabio ha tenuto in piedi la baracca. Pi\u00f9 lo denigravano e pi\u00f9, lui, la maglia azzurra la onorava. Da italiano vero, come avrebbe detto Toto Cutugno, con i vizi e le virt\u00f9 latine che ci accomunano quando di riffa o di raffa finiamo per dare il meglio. Spaccone fuori, ma con simpatia, quel rapporto diretto con gli d\u00e8i, tenerone dentro. Come oggi, all&#8217;atto di chiedere la maglia all&#8217;avversario, che potrebbe essere suo figlio, per regalarla a Federico che suo figlio lo \u00e8 davvero e predilige Alcaraz.<\/p>\n<p><strong>Fognini, l&#8217;unico italiano che &#8211; per bocca di Bertolucci &#8211; avrebbe potuto giocare come Agassi, di mezzo volo Fabio \u00e8 docente universitario, pu\u00f2 vantare un dato, ma non \u00e8 il solo, che attesta ci\u00f2 che noi andiamo dicendo da sempre, trattasi di un fenomeno vero. <\/strong>Tre volte pi\u00f9 bravo di Rafa Nadal sul rosso, quattro in totale, che di partite sulla sua superficie preferita ne ha perse una manciata in tutta la carriera. E che, soprattutto, non avrebbe accettato di perdere manco a rubamazzetto, figuriamoci sguazzando nel mattone tritato. Senza praticamente il servizio, se proprio gli si vuole trovare il deficit pi\u00f9 impattante del suo gioco.<\/p>\n<p> Mica la testa, chissenefrega, perch\u00e9 con una battuta almeno da primi cento al mondo, senza reclamare quella di Karlovic, sarebbero state molte le partite avverse che avrebbe finito per incamerare grazie a qualche punto facile in pi\u00f9 per le mani. Nonostante la sua gestione immancabilmente naif della contesa e, altres\u00ec, cos\u00ec poco redditizia in uno sport psicotico come il tennis.<\/p>\n<p>Oggi, i soliti professori del &#8220;chi vince \u00e8 sempre il pi\u00f9 bravo&#8221;, turpi epiloghi di Boniperti e anche del wining ugly di Gilbert e sodali, ci diranno che Alcaraz non \u00e8 poi cos\u00ec avvezzo a partire forte nei tornei e che, appunto, gli capiti spesso di perdere set a casaccio, soprattutto nei primi turni. Non che Fabio, con la pancia da birra in lattina, senza mai piegare le gambe prima di impattarea la pallina manco a sparargli, con in mente mille altre cose pi\u00f9 affascinanti della sua disciplina e la bestemmia facile, per quattro ore gli sia stato, se non superiore, almeno alla pari nel gioco e, spesso, capace di confonderne gli oliati pensieri. Cos\u00ec poco abituato, l&#8217;epocale Carlitos, a trovare cotanta fantasia allo specchio.<\/p>\n<p>&#8220;Questo pu\u00f2 giocare fino a cinquant&#8217;anni&#8221;, ha urlato il murciano al suo angolo dopo l&#8217;ennesima magia di Fognini, con il risultato impresso sul tabellone del campo pi\u00f9 prestigioso al mondo ancora tutto in bilico. E non si immagina endorsement migliore di questo. Giocatore che spogliato di tutto ci\u00f2 che va a comporre un tennista, quindi di solo braccio e forse si sbaglia in eccesso perch\u00e9 \u00e8 stanco pure quello, sa ancora inchiodare Alcaraz alle sue responsabilit\u00e0; uno che sul prato iconico semmai ce ne fosse uno non ci perde da un secolo. Al punto che un pubblico mediamente preparato come quello londinese trovi il modo di tributare al taggiasco un lungo applauso che purtroppo profuma d&#8217;addio. Gi\u00e0, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un altro Wimbledon per Fabio che ha deciso di chiudere la carriera al termine di questa stagione. Con l&#8217;incontro di oggi che esemplifica alla perfezione i suoi quindici anni di professionismo, spesi con andatura sinusoidale, su \u00e8 gi\u00f9 per gli antipodi delle montagne russe. Dal disastro alla meraviglia tutto compreso.<\/p>\n<p>Fabio, fosse un calciatore, non sarebbe un Cassano o un Balotelli, come lo dipingono quelli che non la smettono di dare troppa importanza alla sua costanza psichica ballerina. Sarebbe, piuttosto, un Dejan Savicevic, il Genio, bench\u00e9 sia grande tifoso nerazzurro. Uno che in buona disegnava parabole nel cielo di Atene e che, qualora svogliato, riportava la maglia negli spogliatoi senza nemmeno una spiegazzatura.<\/p>\n<p> Fabio, per\u00f2, questo triplo salto carpiato lo ha ripetuto, e lo ripete, almeno dieci volte a partita.<strong> Prima che ritorni la luce di un tennis, il suo, che troppo in fretta comincer\u00e0 a mancarci maledettamente. Nel bene o nel male, tanto, spesso, si fatica ad ordinare gli addendi.<\/p>\n<p>Che dici, Pascal, &#8216;sta palla, alla fine, \u00e8 sulla riga o no?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il tabellone di Wimbledon ha preso forma, in molti si sono rammaricati per l&#8217;esordio impossibile di Fabio Fognini, sorteggiato proprio contro Carlos Alcaraz, il pi\u00f9 forte di tutti. Noi di TicinoNotizie.it, invece, tristi lo eravamo decisamente di meno, pregustando l&#8217;idea di una possibile partita esplosiva. 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