{"id":649629,"date":"2025-07-16T16:00:10","date_gmt":"2025-07-16T14:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=628948"},"modified":"2025-07-16T16:00:10","modified_gmt":"2025-07-16T14:00:10","slug":"a-palazzo-reale-tutto-il-genio-fotografico-di-man-ray","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=649629","title":{"rendered":"A Palazzo Reale, tutto il genio fotografico di Man Ray"},"content":{"rendered":"<p>Palazzo Reale presenta &#8220;Man Ray. Forme di luce&#8221;, una grande retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell&#8217;arte del Novecento, geniale pioniere di linguaggi visivi che continuano a influenzare l&#8217;arte, la fotografia, il design e la cultura contemporanea. Le sue immagini, pervase da ironia, eleganza, provocazione e libert\u00e0, restano attualissime e testimoniano il ruolo fondamentale che Man Ray ha avuto nel ridefinire i confini dell&#8217;arte del secolo scorso.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione, promossa da Comune di Milano \u2013 Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale, \u00e8 curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca e aprir\u00e0 al pubblico dal 24 settembre 2025 fino all&#8217;11 gennaio 2026.<\/p>\n<p>Pittore, fotografo, regista e innovatore, Man Ray (Philadelphia, 1890 \u2013 Parigi, 1976) \u00e8 stato una figura centrale nelle avanguardie del XX secolo. Nato Emmanuel Radnitsky da una famiglia ebrea di origini russe, adott\u00f2 lo pseudonimo &#8220;Man Ray&#8221; \u2013 unione di &#8220;Man&#8221; (uomo) e &#8220;Ray&#8221; (raggio di luce) \u2013 segnando cos\u00ec l&#8217;inizio di una vita e di una carriera profondamente votate alla sperimentazione artistica. Formatasi nell&#8217;ambiente vivace dell&#8217;arte americana di inizio secolo, la sua personalit\u00e0 artistica si svilupp\u00f2 grazie al contatto con le avanguardie europee e con figure decisive quali Marcel Duchamp, che lo introdusse a linguaggi artistici radicalmente nuovi. Fin dagli esordi, Man Ray affianca alla pittura e al disegno l&#8217;assemblaggio di oggetti e l&#8217;uso della fotografia, inizialmente per documentare le sue opere e quelle dei suoi amici, e ben presto come mezzo creativo autonomo.<\/p>\n<p>Nel 1921 si trasferisce a Parigi, dove entra in relazione con il gruppo surrealista guidato da Andr\u00e9 Breton e stringe rapporti con Louis Aragon, Philippe Soupault, Paul \u00c9luard e Robert Desnos. A Montparnasse conosce Alice Prin, nota come Kiki de Montparnasse, cantante e modella, che diviene compagna dell&#8217;artista: insieme danno vita a una serie di immagini destinate a diventare icone della storia della fotografia, tra cui Le Violon d&#8217;Ingres e Noire et blanche. Kiki appare anche in tre film diretti da Man Ray: Le Retour \u00e0 la raison (1923), Emak Bakia (1926) e L&#8217;\u00c9toile de mer (1928). \u00c8 in questi anni che l&#8217;artista affina alcune delle sue tecniche pi\u00f9 innovative, come la rayografia, procedimento che consiste nell&#8217;esporre oggetti direttamente su carta fotosensibile senza l&#8217;uso della macchina fotografica. Il termine, coniato da Tristan Tzara, esprime perfettamente l&#8217;idea di una composizione creata con la luce, tra sperimentazione e poesia. Alla fine degli anni Venti, con la fotografa Lee Miller \u2013 nuova compagna e musa \u2013 sviluppa la tecnica della solarizzazione, in cui i contorni delle immagini assumono un&#8217;aura luminosa e spettrale, ottenuta attraverso un&#8217;esposizione parziale alla luce in fase di sviluppo.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni Trenta, Man Ray si dedica anche alla fotografia di moda, rivoluzionando il linguaggio visivo del settore con uno stile sofisticato, ironico e tecnicamente innovativo. Collabora con importanti case di moda e stilisti come Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, Jean-Charles Worth e Coco Chanel, pubblicando le sue immagini su riviste internazionali. In parallelo, continua a esplorare le possibilit\u00e0 offerte dal cinema, firmando quattro film fondamentali per la storia dell&#8217;avanguardia europea.<\/p>\n<p>Con Meret Oppenheim realizza nel 1933 la celebre serie Erotique-voil\u00e9e, mentre l&#8217;anno successivo conosce Adrienne &#8220;Ady&#8221; Fidelin, con cui intrattiene una relazione sentimentale e artistica. Dopo la disfatta della Francia nel 1940, Man Ray torna negli Stati Uniti, dove incontra Juliet Browner, ballerina e modella, che diventer\u00e0 sua moglie e musa. Nel 1951 rientra definitivamente a Parigi, dove continuer\u00e0 a lavorare fino alla sua morte, avvenuta nel 1976.<\/p>\n<p>La mostra presenta circa trecento opere, tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo consente di ripercorrere l&#8217;intera parabola creativa dell&#8217;artista attraverso i suoi principali temi e motivi ispiratori: gli autoritratti, dove l&#8217;artista gioca con la propria identit\u00e0 e costruisce personaggi ambigui e camaleontici; i ritratti degli amici intellettuali e degli ambienti culturali europei e americani tra le due guerre; la figura femminile, incarnata nelle sue muse, che attraversa tutta la sua opera come fonte di ispirazione e oggetto di sperimentazione visiva; i nudi, trattati come forme astratte, frammenti simbolici e composizioni di luce; le rayografie e le solarizzazioni, testimonianza della sua incessante ricerca tecnica e poetica; la moda, linguaggio in cui eleganza e avanguardia si fondono con naturalezza; i multipli e i ready-made, espressione della sua adesione allo spirito dadaista e della sua indifferenza verso l&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte; infine il cinema, territorio di libert\u00e0 assoluta e sperimentazione pura, trova ampio spazio nell&#8217;esposizione, con la proiezione dei film Le Retour \u00e0 la raison (1923), Emak Bakia (1926), L&#8217;\u00c9toile de mer (1928), Les Myst\u00e8res du Ch\u00e2teau de D\u00e9 (1929).<\/p>\n<p><strong>Il suggestivo allestimento della mostra \u00e8 stato progettato dallo Studio ZDA-Zanetti Design Architettura.<\/strong><\/p>\n<p>Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, corredato dai testi dei curatori e di Raffaella Perna e da apparati bio-bibliografici.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 inserita nell&#8217;ambito dell&#8217;Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animer\u00e0 l&#8217;Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzer\u00e0 il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l&#8217;Italia ospiter\u00e0 rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.<\/p>\n<p><strong>Corriere della Sera e La Lettura sono media sponsor della mostra.<\/strong>  L&#8217;esposizione si avvale inoltre della collaborazione degli sponsor tecnici Colli&#038;Vasconi e Dual Italia e del partner Coop Lombardia. Radio Monte Carlo \u00e8 radio ufficiale della mostra.<\/p>\n<p><strong>Palazzo Reale<\/strong><\/p>\n<p>Piazza del Duomo, 12 &#8211; Milano<\/p>\n<p><strong>Informazioni e prenotazioni<\/strong><\/p>\n<p>T +39 (0)291446160<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\">www.palazzorealemilano.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\">www.manraymilano.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong><\/p>\n<p>marted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica 10:00 &#8211; 19:30<\/p>\n<p>gioved\u00ec 10:00 &#8211; 22:30<\/p>\n<p>ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura<\/p>\n<p>chiuso luned\u00ec<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong><\/p>\n<p>Open \u20ac 17,00<\/p>\n<p>Intero \u20ac 15,00<\/p>\n<p>Ridotto \u20ac 13,00 -\u20ac 10<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Reale presenta &#8220;Man Ray. 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