{"id":652307,"date":"2025-08-25T14:45:42","date_gmt":"2025-08-25T12:45:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=633837"},"modified":"2025-08-25T14:45:42","modified_gmt":"2025-08-25T12:45:42","slug":"alpi-da-inizio-anno-a-luglio-83-eventi-meteo-estremi-su-regioni-arco-alpino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=652307","title":{"rendered":"Alpi: da inizio anno a luglio 83 eventi meteo estremi su regioni arco alpino"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;arco alpino \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto scacco della crisi climatica. Non solo zero termico in quota e temperature sempre pi\u00f9 calde, ma anche eventi meteo estremi che lasciano il segno rendendo ghiacciai e montagne sempre pi\u00f9 fragili e instabili. <\/p>\n<p>Da inizio anno a luglio, secondo l&#8217;Osservatorio Citt\u00e0 Clima di Legambiente, sono 83 gli eventi meteo estremi registrati nelle regioni dell&#8217;arco alpino. Piogge intense e alluvioni i fenomeni che si ripetono con pi\u00f9 frequenza. La Lombardia con 30 eventi meteo estremi, registrati nei primi sette mesi del 2025, risulta essere la regione pi\u00f9 colpita, seguita da Veneto (18) e Piemonte (17). <\/p>\n<p>E proprio in Lombardia, in Valmalenco, sul ghiacciaio Ventina ha fatto tappa Carovana dei ghiacciai, la campagna di Legambiente che monitora i ghiacciai alpini in collaborazione con CIPRA Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, per toccare con mano gli effetti degli eventi meteo estremi in quota e portare in primo piano il tema dell&#8217;instabilit\u00e0 in montagna accentuata dalla crisi climatica in atto. Particolarmente evidenti le instabilit\u00e0 naturali, ossia frane e colate detritiche torrentizie, osservate nel settore del ghiacciaio Ventina, sorvegliato speciale di questa seconda tappa di Carovana dei ghiacciai, la prima in Italia dopo quella fatta in Svizzera. Il ghiacciaio \u00e8 stato osservato e &#8220;visitato&#8221; lungo il sentiero glaciologico Vittorio Sella, nato nel 1992 per volont\u00e0 del Servizio Glaciologico Lombardo (SGL) e il suo monitoraggio \u00e8 iniziato nel 1895 con i lavori di Marson e proseguito per 130 anni grazie al Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e al Servizio Glaciologico Lombardo (SGL), dagli anni &#8217;90.<\/p>\n<p><strong>Focus Ventina:<\/strong> Un ghiacciaio in forte arretramento e che esprime bene la forte correlazione &#8211; causa ed effetto &#8211; tra variazione di temperature, precipitazione nevose e spostamento della fronte del ghiacciaio, anche in positivo come nel caso dell&#8217;avanzamento evidenziato per gli anni 1973-1988 dalle campagne glaciologiche CGI e SGL. In particolare, per quanto riguarda i ritiri frontali del ghiacciaio, si segnalano poco meno di 700 metri dal 1990 al 2015 (R. Scotti, SGL), e 400 metri dal 2015 ad oggi (M. Gussoni, SGL). Dal punto di vista areale, la superficie del ghiacciaio \u00e8 passata dai 2,10 km2 del 1957 (Catasto CGI) ai 1,87 km2 del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani (C. Smiraglia e G. Diolaiuti, 2015), a 1,38 km2 del 2022 (S. Perona, CGI).<\/p>\n<p><strong>Altro campanello d&#8217;allarme \u00e8 rappresentato dai fenomeni di instabilit\u00e0<\/strong>. Le osservazioni effettuate durante da tappa della Ventina indicano che nell&#8217;area \u00e8 in atto una forte deglaciazione cui si sovrappongono altri fenomeni di instabilit\u00e0 naturale, quali frane e colate detritico-torrentizie. Queste ultime appaiono legate alle forti precipitazioni piovose che sempre pi\u00f9 frequentemente si verificano in alta quota, fenomeni in grado di fluidificare le coltri detritiche e le stesse morene. Preoccupano anche i lembi di ghiaccio morto che rendono instabile la morena laterale destra e rendono pericolosa l&#8217;area frontale del ghiacciaio.<\/p>\n<p>&#8220;La montagna &#8211; dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA ITALIA &#8211; resta un ambiente fragile, che richiede rispetto, esperienza e prudenza. Frane, crolli, valanghe estive e piene improvvise dei torrenti stanno diventando fenomeni sempre pi\u00f9 frequenti e intensi anche in alta quota. Le numerose morene viste sul Ventina ci ricordano quanto la montagna stia diventando insieme ai ghiacciai pi\u00f9 fragile e instabile. Il cambiamento climatico non significa smettere di frequentare la montagna, ma viverla con maggiore consapevolezza e adottare comportamenti di adattamento e rispetto. Per questo \u00e8 fondamentale anche un approccio pi\u00f9 consapevole e attento nei confronti dell&#8217;ambiente montano, occorre prepararsi adeguatamente, conoscere i propri limiti e informarsi bene sulle condizioni del territorio e del meteo. La scelta prudente dell&#8217;itinerario, il confronto con chi conosce la montagna e, quando possibile, l&#8217;accompagnamento da parte di esperti sono strategie essenziali per ridurre i rischi, cos\u00ec come \u00e8 importante andare in montagna senza lasciare tracce senza abbandonare i rifiuti in quota. Un messaggio che abbiamo voluto ricordare con l&#8217;attivit\u00e0 di Clean Up in quota con Puliamo il Mondo.&#8221;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il ghiacciaio della Ventina &#8211; commentano Marco Giardino,<\/strong> vicepresidente Fondazione Glaciologica Italiana e docente Universit\u00e0 di Torino e Mattia Gussoni del Servizio Glaciologico Lombardo e meteorologo di Ilmeteo.it &#8211; ha avuto un arretramento di 400 metri negli ultimi dieci anni, un tasso di regresso cos\u00ec importante che non ha precedenti dal 1895 ad oggi. Ci\u00f2 conferma l&#8217;importanza di questo ghiacciaio come indicatore della trasformazione dell&#8217;ambiente alpino glacializzato. Il suo monitoraggio offrir\u00e0 importanti indicazioni per gestire i problemi connessi alla deglaciazione. Questo regresso accelerato rende impossibile l&#8217;applicazione dei metodi tradizionali per la misura dei ghiacciai, e quindi richiede nuove metodologie tecnologiche come la fotogrammetria da drone, aereo, satellite&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Clean up in quota:<\/strong> la tappa di Carovana dei ghiacciai sulla Ventina \u00e8 stata anche l&#8217;occasione per trattare il tema dei rifiuti abbandonati in quota. Carovana dei ghiacciai lo ha fatto con un&#8217;attivit\u00e0 di Clean Up insieme a Puliamo il Mondo (campagna di volontariato ambientale di Legambiente) lungo il sentiero che porta al ghiacciaio e dove sono stati raccolti diversi rifiuti: plastica, tappi, mozziconi di sigaretta, ma soprattutto tanti fazzoletti di carta e persino un catetere, un tubetto di crema solare e dei calzini. Dall&#8217;attivit\u00e0 di Clen Up \u00e8 emerso che la distribuzione dei rifiuti, raccolti dal team di Carovana dei ghiacciai, \u00e8 legata ai luoghi di stanziamento ma anche all&#8217;effetto &#8220;punto panoramico&#8221; e &#8220;toilette all&#8217;aria aperta&#8221;. All&#8217;iniziativa hanno partecipato diversi volontari, il regionale Legambiente Lombardia e la Fondazione Glaciologica Italiana, rappresentata dal vicepresidente Marco Giardino.<\/p>\n<p><strong>Prossime tappe Carovana dei ghiacciai 2025:<\/strong> Dopo la tappa in Lombardia, Carovana dei ghiacciai 2025 proseguir\u00e0 il suo viaggio lungo l&#8217;arco alpino in Alto Adige sul ghiacciaio Ortles \u2013 Cevedale (dal 23 al 26 agosto), in Germania sul ghiaccio Zugspitze (dal 26 al 29 agosto), e infine in Piemonte sui ghiacciai della Bessanese e della Ciamarella (dal 30 agosto al 2 settembre). Obiettivo della campagna \u00e8 il monitoraggio dello stato di salute dei ghiacciai alpini, in Italia e anche oltre confine, portando in primo piano diversi temi: dagli effetti della crisi climatica in quota e a valle, agli eventi meteo estremi che stanno ridisegnando il profilo della montagna, dall&#8217;overtourism alla tutela della biodiversit\u00e0, dalle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici alle buone pratiche di sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p><strong>TESTIMONIAL DI TAPPA:<\/strong> A sostenere Carovana dei ghiacciai, anche quest&#8217;anno, diversi testimonial del mondo della musica, dello spettacolo, della scrittura, dello sport.  In questa tappa la videotestimonianza della band &#8220;Eugenio in Via di Gioia&#8221; che nelle sue canzoni \u00e8 attenta ai temi ambientali e che ha deciso di sostenere la campagna Carovana dei ghiacciai ricordando l&#8217;importante ruolo dei ghiacciai.<\/p>\n<p>In soccorso dei giganti bianchi. Legambiente con Carovana dei ghiacciai 2025 invita tutti a firmare la petizione on line &#8220;Una firma per i ghiacciai&#8221; per chiedere al Governo azioni concrete partendo dall&#8217;attuazione di 7 interventi indicati nel Manifesto per una governance dei Ghiacciai e salvare il nostro ecosistema. <\/p>\n<p>Per firmare vai su <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/attivati.legambiente.it\/firmaperighiacciai\">https:\/\/attivati.legambiente.it\/firmaperighiacciai<\/a><\/p>\n<p>Segui il viaggio di Carovana dei ghiacciai 2025 anche sui canali social di Legambiente Alpi e di Legambiente:<br \/>\nFacebook | Instagram | Twitter | YouTube<\/p>\n<p>Giunta alla sesta edizione, Carovana dei ghiacciai di Legambiente \u00e8 la campagna di Legambiente in collaborazione con CIPRA Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, con partner sostenitori FRoSTA, Sammontana, partner tecnico Ephoto, media partner La Nuova Ecologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;arco alpino \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto scacco della crisi climatica. 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