{"id":652857,"date":"2025-09-02T21:34:15","date_gmt":"2025-09-02T19:34:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/e-morto-emilio-fede-aveva-94-anni-fu-il-primo-ad-annunciare-linizio-della-guerra-del-golfo\/"},"modified":"2025-09-02T21:34:15","modified_gmt":"2025-09-02T19:34:15","slug":"e-morto-emilio-fede-aveva-94-anni-fu-il-primo-ad-annunciare-linizio-della-guerra-del-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/e-morto-emilio-fede-aveva-94-anni-fu-il-primo-ad-annunciare-linizio-della-guerra-del-golfo\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto Emilio Fede, aveva 94 anni. Fu il primo ad annunciare l\u2019inizio della guerra del Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 \u00a0<strong>Si \u00e8 spento a 94 anni Emilio Fede.<\/strong> Nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Il giornalista e scrittore era ricoverato in una residenza sanitaria alle porte di Milano.<strong> I funerali si svolgeranno gioved\u00ec presso la parrocchia Dio Padre a Milano 2<\/strong>. E\u2019 stato <strong>direttore del TG1, Studio Aperto e ha condotto il TG4 dal 1\u00ba giugno 1992 al 28 marzo 2012. <em>\u201cHanno attaccato, hanno attaccato\u201d.<\/em> <\/strong>Era il 16 gennaio del 1991 ed Emilio Fede, nella sua seconda vita da giornalista nelle reti del Biscione,<strong> \u00e8 il primo ad annunciare l\u2019inizio della guerra del Golfo.<\/strong> Dal suo piccolo telegiornale, Studio Aperto, nel giorno del debutto su Italia1, riesce a rifilare un buco enorme alla concorrenza, in primis alla corazzata Rai, all\u2019azienda che per 25 anni \u00e8 stata casa sua e dove lui da semplice cronista arriva a dirigere il tg della rete ammiraglia. E qualche mese dopo altro buco: \u00e8 il primo in tv a dare la notizia della cattura dei due piloti italiani Bellini e Cocciolone.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.italpress.com\/emilio-fede-quella-notte-in-cui-tutto-ebbe-inizio-di-claudio-brachino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>EMILIO FEDE, QUELLA NOTTE IN CUI TUTTO EBBE INIZIO \/ DI CLAUDIO BRACHINO<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><strong>La vita e la carriera di Emilio Fede da Barcellona Pozzo di Gotto ha un prima e un dopo l\u2019incontro con Silvio Berlusconi.\u00a0<\/strong>Nel prima c\u2019\u00e8 il Fede giornalista della tv di Stato, che si forma in quella straordinaria palestra che fu il Tv7 di Sergio Zavoli, del Fede inviato di guerra in Africa, delle mine in Angola esplose ad un passo dai suoi piedi, delle sue inchieste. Nel dopo c\u2019\u00e8 l\u2019esperienza di Fininvest ma anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il <strong>cerchio magico berlusconiano svelando i party di Arcore. <\/strong><\/p>\n<p>Nel 1976 viene promosso alla conduzione del Tg1. Nel 1977, con l\u2019addio al bianco e nero Fede viene scelto per condurre l\u2019edizione di lancio del tg a colori. La scalata nella redazione del telegiornale del primo canale tocca il suo apice nel 1981 con l\u2019affidamento della direzione della testata. E\u2019 lui che decide di seguire la sorte del piccolo Alfredino Rampi con una lunga diretta; posiziona le telecamere dinanzi quel pozzo di Vermicino che inghiotte un bimbo di sei anni e le speranze di un\u2019Italia incollata alla tv. Un anno e mezzo alla direzione, prima di passare il testimone ad Albino Longhi. In Rai rimarr\u00e0 fino all\u201987, da un lato un processo per gioco d\u2019azzardo, dall\u2019altro equilibri politici modificati decretano la fine dell\u2019esperienza di Fede alla Rai. Ed \u00e8 a quel punto che si reinventa, che intuisce le potenzialit\u00e0 di quella sterminata prateria rappresentata dalle \u201cantenne\u201d private.<\/p>\n<p>Nell\u201987 l\u2019esperienza a ReteA ma \u00e8 il 1989 l\u2019anno della svolta, l\u2019anno in cui stringe una collaborazione con Silvio Berlusconi, del quale sar\u00e0 collaboratore \u201cfedelissimo\u201d. Nomen omen. I suoi detrattori, accusandolo di faziosit\u00e0, lo scherniscono modificando le vocali del cognome accostandolo ad un pedissequo animale da compagnia. Ingaggia battaglie con alcuni tra le voci critiche sollevatesi nei confronti dell\u2019imprenditore dalle ambizioni istituzionali. Come quando nel 1994 chiede la testa di <strong>Indro Montanelli,<\/strong> direttore de <em>\u201cIl Giornale\u201d,<\/em> reo di essere contrario alla discesa in politica dell\u2019allora Cavaliere. Diventa il simbolo di un giornalismo militante, partigiano, senza contare i suoi esilaranti fuori onda che alimentano intere puntate di<em> \u201cStriscia\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 noti, quando sconsolato ammette la figuraccia; ne nasce un tormentone televisivo diventato il titolo della sua biografia uscita ad aprile scorso: \u201c<em>Che figura di merda\u201d.<\/em> Alle critiche si sono anche unite le multe fioccate dall\u2019Agom per il mancato rispetto della par condicio in diverse occasioni. Berlusconiano fino al midollo, non ha mai nascosto n\u00e9 l\u2019amicizia n\u00e9 la stima trascesa nell\u2019adulazione verso l\u2019ex presidente del Consiglio. Un rapporto incrinatosi negli ultimi anni. Mediaset nel 2012 lo solleva dalla direzione del Tg4; due anni dopo lo licenzia definitivamente.<\/p>\n<p><strong>Anche il caso Ruby lo allontana dal suo ex datore di lavoro<\/strong>. I giudici di Milano gli riconoscono un ruolo importante nelle feste di Arcore, condannandolo per favoreggiamento della prostituzione. Sconter\u00e0 gli arresti, vista l\u2019et\u00e0, tra i domiciliari e i servizi sociali, tra Milano e la Napoli della quale \u00e8 stato sempre innamorato.<\/p>\n<h3><strong>LE REAZIONI<\/strong><\/h3>\n<p><em>\u201c\u00c8 con dispiacere che ho appreso la notizia della scomparsa di Emilio Fede, volto storico del giornalismo televisivo che ha accompagnato milioni di italiani per oltre mezzo secolo. Una lunga carriera la sua, iniziata in Rai negli anni Sessanta, proseguita poi da direttore del Tg1 e infine al Tg4. \u2018Sono caduto, ma non ho mai smesso di essere Emilio Fede\u2019, disse una volta: ed \u00e8 con queste sue parole che lo voglio ricordare. Alle figlie Sveva e Simona e ai suoi cari giungano le condoglianze pi\u00f9 sentite, mie personali e del Senato della Repubblica\u201d.<\/em> Lo scrive su Facebook il <strong>presidente del Senato, Ignazio La Russa.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cIl mio cordoglio per la scomparsa di Emilio Fede. Giornalista e volto noto del panorama televisivo italiano, \u00e8 stato a lungo un protagonista dell\u2019informazione. Ai suoi familiari e a tutti i suoi cari esprimo la mia vicinanza\u201d.<\/em> Cos\u00ec il <strong>Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cCi ha lasciati Emilio Fede. Verr\u00e0 ricordato come un grande giornalista, anche nella fase da giovane inviato in Africa. Direttore del Tg1 prima e poi del Tg4. Di lui resteranno le sue iconiche conduzioni, interprete di un nuovo modo di fare informazione, moderna e all\u2019avanguardia. Un uomo buono con il quale spesso mi sono confrontato. Esprimo le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Riposa in pace, Emilio\u201d.<\/em> Lo scrive su X il <strong>vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cSaluto un amico con il quale abbiamo raccontato fatti con seriet\u00e0 e a volte con ironia. Una lunga storia nell\u2019informazione, attraverso il tempo e gli eventi. Buon viaggio Emilio\u201d<\/em>. Lo scrive sui social il presidente dei senatori di Forza Italia, <strong>Maurizio Gasparri<\/strong>.<\/p>\n<p>La Presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia ed Europarlamentare del Ppe,<strong> Letizia Moratti: <\/strong><em>\u201c<\/em><em>Con Emilio Fede se ne va un protagonista assoluto dell\u2019informazione italiana. Un uomo che ha segnato la storia del giornalismo televisivo con professionalit\u00e0, determinazione e passione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSe ne \u00e8 andato Emilio Fede, e tanti \u2013 anche solo per ragioni di et\u00e0 \u2013 ne ricorderanno solo il crepuscolo professionale e giudiziario. Sarebbe sommamente ingeneroso\u201d.<\/em> Lo scrive su Facebook<strong> Enrico Mentana.<\/strong><em> \u201cEmilio Fede, vent\u2019anni prima di Berlusconi e del tg4, era gi\u00e0 l\u2019anchorman pi\u00f9 conosciuto dei tg italiani<\/em> \u2013 ricorda l\u2019attuale direttore del tg di La7 -.<em> L\u2019ho incontrato al tg1 nel 1980, e le nostre vite professionali si sono intrecciate a pi\u00f9 riprese. L\u2019ho avuto anche come direttore nel 1982, un\u2019era geologica fa. Facemmo poi, nello stesso gruppo, telegiornali completamente diversi, ma con gli occhi di oggi potrei dire che sdogan\u00f2 un genere oggi ampiamente diffuso, quello dei programmi giornalistici apertamente schierati\u201d. \u201cUmanamente, anche quando eravamo molto distanti per scelte professionali, non fu mai sleale. Il resto \u00e8 storia che abbiamo raccontato negli ultimi 15 anni\u201d,<\/em> conclude Mentana.<\/p>\n<p>\u201c<em>Si \u00e8 spento a 94 anni Emilio Fede, giornalista e conduttore televisivo nato a Barcellona Pozzo di Gotto. Inizi\u00f2 la sua carriera in Rai negli anni \u201950, arrivando a ricoprire ruoli di primo piano nel giornalismo televisivo. Fu direttore del TG1 e, per oltre vent\u2019anni, direttore e volto del TG4, diventando uno dei personaggi pi\u00f9 noti del panorama mediatico italiano\u201d.<\/em> Cos\u00ec su Instagram la <strong>Regione Siciliana<\/strong> ricorda <em>\u201cil suo legame con la terra d\u2019origine e si unisce al cordoglio dei familiari e di quanti lo hanno conosciuto e seguito nella sua lunga carriera\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u2013 Foto IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli MILANO (ITALPRESS) \u2013 \u00a0Si \u00e8 spento a 94 anni Emilio Fede. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Il giornalista e scrittore era ricoverato in una residenza sanitaria alle porte di Milano. I funerali si svolgeranno gioved\u00ec presso la parrocchia Dio Padre a Milano 2. 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