{"id":655413,"date":"2025-10-07T20:00:45","date_gmt":"2025-10-07T18:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=639737"},"modified":"2025-10-07T20:00:45","modified_gmt":"2025-10-07T18:00:45","slug":"emergenza-giovani-sono-quelli-della-generazione-covid-parla-il-dottor-norman-salvetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=655413","title":{"rendered":"&#8220;Emergenza giovani, sono quelli della generazione Covid&#8221;. Parla il dottor Norman Salvetti"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Stiamo vivendo ancora l&#8217;onda lunga del Covid. Perci\u00f2 i dati sempre pi\u00f9 allarmanti che ci giungono rispetto allo stato di salute mentale, al disagio in cui vivono molti adolescenti sono quelli che io definisco come le conseguenze di quel &#8216;ritiro sociale&#8217; forzato. Senza dubbio la pandemia ha aiutato il proliferare di questa situazione. Tanto che oggi, per alcuni ragazzi, queste forme di relazioni sono diventate la norma&#8221;.<\/p>\n<p><strong>A parlare cos\u00ec analizzando un contesto di assoluta criticit\u00e0 e da prender sempre pi\u00f9 con attenzione, \u00e8 il dottor Norman Salvetti, Psicologo e Psicoterapeuta, collabora da anni con il Poliambulatorio Medico Santa Crescenza di Magenta diretta dal dottor Andrea Rocchitelli. <\/strong><\/p>\n<p>Il dottor Salvetti \u00e8 particolarmente esperto nelle problematiche relative all&#8217;et\u00e0 evolutiva, familiari o personali. Si occupa dei rapporti tra genitori e figli e svolge sovente attivit\u00e0 di consulenza nelle scuole. <\/p>\n<p>&#8220;Purtroppo, il cosiddetto fenomeno dei &#8216;ritirati sociali&#8217; meglio conosciuto in Giappone come degli Hikikomori \u00e8 meno visibile, ma fortemente impattante. Anche perch\u00e9 pi\u00f9 difficile da individuare. Poi c&#8217;\u00e8 la piazza virtuale dei social con tutti i rischi del caso, in quanto, qui non c&#8217;\u00e8 il controllo che ci sarebbe nelle piazze fisiche tradizionali&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 senz&#8217;altro un problema come fatto emergere dal dottor Salvetti, a cui si accompagna il linguaggio. Spesso infatti si parla di bullismo o meglio ancora di cyberbullismo. <\/p>\n<p>&#8220;Qui diventa complicato il controllo &#8211; prosegue lo specialista &#8211; in un luogo fisico, se qualcuno si comporta male, usa violenza fisica o verbale, normalmente, scatta un sentimento di riprovazione. Dunque, c&#8217;\u00e8 la reazione immediata della collettivit\u00e0. Qui invece spesso vengono reiterati una serie di comportamenti a volte in modo anche preterintenzionale nella comunicazione, ma molto pericolosi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dentro a questo scenario la casa torna ad essere luogo centrale ma non di relazioni &#8216;classiche&#8217;<\/strong>. &#8220;Nelle nostre case c&#8217;\u00e8 molta pi\u00f9 elettronica, il genitore spesso \u00e8 impreparato. Non sa bene come gestire queste dinamiche in cui i figli sono un passo avanti, il che con tutti i pericoli del caso&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Giustamente il dottor Salvetti si sofferma sulla poca consapevolezza che spesso caratterizza l&#8217;azione di adolescenti e giovanissimi. <strong>&#8220;Pensiamo solo all&#8217;effetto che pu\u00f2 avere un insulto&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo psicologo e psicoterapeuta inizia ad introdurre in modo centrale il ruolo della scuola<\/strong>. Che non pu\u00f2 e non deve essere necessariamente solo quella dei divieti sull&#8217;uso del cellulare. Ma serve una didattica proattiva, coinvolgente che sappia fare ragione, dialogare e, soprattutto che faccia emergere nell&#8217;adolescente il bisogno d&#8217;incontro.<\/p>\n<p>&#8220;Il corpo intendo dire come fisicit\u00e0 ha necessit\u00e0 di relazionarsi &#8211; sottolinea Salvetti &#8211; i social al contrario, enfatizzano <strong>un&#8217;immagine fasulla <\/strong> che pu\u00f2 essere anche pericolosa per i modelli ad essa associati&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dunque, la scuola come ultimo baluardo dove ancorarsi.<\/strong> &#8220;Perch\u00e9 per fortuna si va ancora a scuola &#8211; prosegue il nostro intervistato &#8211; e qui si pu\u00f2 sul serio lavorare sui temi della prevenzione. Ma in modo pi\u00f9 articolato e strutturato. Sono convinto che si potrebbe e si dovrebbe fare di pi\u00f9 in questi luoghi. In special modo, lo si dovrebbe fare insieme&#8221;.<\/p>\n<p><strong>A tal proposito, il dottor Salvetti sottolinea i vari sportelli psicologici e strumenti che nei nostri istituti sono diffusi ma ancora molto a macchia di leopardo<\/strong>. &#8220;Questi presentano indubbiamente delle lacune: in primis perch\u00e9 non tutte le scuole si sono attrezzate in tal senso. Ma soprattutto perch\u00e9 questi sportelli (che per carit\u00e0 vanno benissimo) fanno presumere che vi sia uno step prima&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E qui la spiegazione del medico \u00e8 molto chiara:<\/strong> &#8220;Mi riferisco, appunto, alle attivit\u00e0 di gruppo che si possono fare in classe. L&#8217;educazione all&#8217;affettivit\u00e0 piuttosto che all&#8217;emotivit\u00e0 sono argomenti che riguardano tutti i ragazzi. Partiamo da qui. Poi va bene anche il resto. Ma lavoriamo in primis sull&#8217;idea di condivisione che permette l&#8217;incontro e il confronto&#8221;. <strong>Merce oggi rarissima nella nostra societ\u00e0. E non solo tra i giovani e giovanissimi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>F.V.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Stiamo vivendo ancora l&#8217;onda lunga del Covid. Perci\u00f2 i dati sempre pi\u00f9 allarmanti che ci giungono rispetto allo stato di salute mentale, al disagio in cui vivono molti adolescenti sono quelli che io definisco come le conseguenze di quel &#8216;ritiro sociale&#8217; forzato. Senza dubbio la pandemia ha aiutato il proliferare di questa situazione. 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