{"id":656234,"date":"2025-10-19T15:56:45","date_gmt":"2025-10-19T13:56:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=641190"},"modified":"2025-10-19T15:56:45","modified_gmt":"2025-10-19T13:56:45","slug":"fatem-la-ragazza-uccisa-a-gaza-ffdul-continua-di-monica-mazzei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=656234","title":{"rendered":"Fatem: la ragazza uccisa a Gaza. FFDUL continua &#8211; di Monica Mazzei"},"content":{"rendered":"<p><strong>La storia pi\u00f9 commovente e straziante raccontata quest&#8217;anno al FFDUL \u00e8 stata, senza nulla voler togliere a tutte le altre, quella di Fatem Hossona, ventenne palestinese che ha vissuto tutta la sua vita a Gaza, che abbiamo potuto conoscere grazie all&#8217;opera &#8220;Put Your Soul On Your Hand And Walk&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Straziante perch\u00e9 sino all&#8217;ultimo giorno, ci rende partecipi della sua vita sotto i bombardamenti israeliani.<\/p>\n<p>Il suo sorriso \u00e8 indimenticabile, perpetuo come una forma di resistenza, il suo inglese praticamente impeccabile, le sue parole mai cariche di odio o di rancore per ci\u00f2 che sta vivendo.<\/p>\n<p>Colgo anzi una specie di ironia che diventa risata: &#8220;Facciamo una vita cos\u00ec semplice, abbiamo sempre avuto poco di tutto&#8230; E loro ci uccidono!&#8221;.<br \/>\nFatem descrive la sua terra &#8220;come l&#8217;unico posto al mondo dove potrebbe vivere&#8221;: che altro c&#8217;\u00e8 oltre a Gaza?<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 certamente retorica, Fatem sa benissimo che esistono tanti altri posti nel mondo e come tanti altri giovani oppressi, dice che vorrebbe vedere Roma; ma il suo legame con la sua terra \u00e8 stretto sino a legarsi con l&#8217;anima, decidendo un destino.<br \/>\nQuell&#8217;anima che d\u00e0 il titolo al docu-film che la vede protagonista (solo di tanto in tanto si affaccia alle video-chiamate in collegamento con la regista, qualche altro membro della sua famiglia), di una serie di conversazioni via telefono con Sepideh Farsi, l&#8217;autrice di questa opera carica di un valore inestimabile.<br \/>\nLe video-chiamate iniziano nell&#8217;aprile 2024, i bombardamenti e la devastazione e le morti improvvise, erano gi\u00e0 quotidiane.<\/p>\n<p>Ma ci vorr\u00e0 qualche mese prima che Fatem pronunci per la prima volta quella parola spaventosa che risponde al nome di carestia.<\/p>\n<p>Attraverso domande semplici, la giovane racconta gli sforzi per vivere una vita normale nonostante tutto.<\/p>\n<p>La regista la invita per la presentazione del film, le chiede se ha un passaporto, ma la ragazza rifiuta&#8230; Ha gi\u00e0 perso nonna e cugini (la loro morte fu agghiacciante), ed evidentemente si sentirebbe in colpa a mettere in salvo solo s\u00e9 stessa.<br \/>\nMi sono sempre domandata come potrebbe essere la vita a Gaza dopo la fine delle ostilit\u00e0, dopo tutti gli orrori che vi sono stati&#8230;<br \/>\nHo sempre pensato che un odio inestinguibile avrebbe creato una frattura insanabile per l&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Fatem invece mi &#8220;risponde&#8221; in modo indiretto:<br \/>\n&#8220;Prima o poi finir\u00e0. Ricostruiremo tutto&#8221;, ha detto alla regista che le ha chiesto come far\u00e0 a continuare a vivere l\u00ec.<br \/>\nNel trascorrere dei mesi, ad ogni squillo che si protrae, respiriamo insieme a Sepideh la tensione: in qualsiasi momento, la vita di Fatem e della sua famiglia potrebbe essere finita&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 sempre con sollievo che vediamo riapparire il suo sorriso.<br \/>\nQuasi estraniata, ci mostra la distruzione delle case attigue alla sua&#8230;<br \/>\n&#8220;Di cosa si muore a Gaza?&#8221;<br \/>\n&#8220;A Gaza si muore di molte cose&#8230; Sotto le bombe&#8230; Di fame&#8230; Di qualche malattia&#8221;, ha risposto Fatem con un sorriso.<br \/>\n\u00c8 sempre pi\u00f9 stanca e &#8220;distratta&#8221;, depressa: la mancanza di cibo incide moltissimo sul suo stato psico-fisico.<br \/>\nSepideh cerca di incoraggiarla perch\u00e9 sa nonostante tutto, che Fatem \u00e8 felice di sentirla.<br \/>\n&#8220;Sono felice di sentirti&#8221;,<br \/>\n&#8220;Anch&#8217;io&#8221;.<br \/>\nUn giorno racconta tra le lacrime della morte della sua pi\u00f9 cara amica&#8230; In sottofondo, udiamo aerei che sorvolano costantemente.<br \/>\nArriver\u00e0 la delusione per il primo &#8216;cessate il fuoco&#8217; non rispettato da Israele&#8230; I primi sfollamenti non pi\u00f9 evitabili&#8230; Attivati in genere dopo azioni di volantinaggio che annunciano i bombardamenti.<br \/>\nSino al tragico epilogo.<\/p>\n<p>Chi era Fatem in una guerra che ha depersonalizzato con le privazioni un intero popolo?<br \/>\nUna poetessa. Una compositrice di musiche e canzoni.<\/p>\n<p>Fatem era una sognatrice ch voleva lavorare come fotoreporter, e durante i mesi di conversazione con Sepideh, le ha girato tutte le foto scattate nei mesi di guerra in Palestina.<br \/>\nNota sulla regista: Sepideh Farsi ha definito le conversazioni con Fatem un ritrovarsi come in uno specchio, dal momento che anche l&#8217;autrice ha vissuto a sua volta tante difficolt\u00e0, in quanto donna realizzatrice di film sulla situazione iraniana.<\/p>\n<p>Dopo la proiezione, \u00e8 seguito un dibattito alla presenza dell&#8217;Alta Consulente per le Crisi Amnesty International Svizzera, Donatella Rovera e della giornalista Anna Maria Selini.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 emerso \u00e8 basilarmente il fatto che l&#8217;impunit\u00e0 concessa a livello internazionale ad Israele, ha permesso un crescendo di privazioni e violazioni dei diritti umani a Gaza, iniziate gi\u00e0 nel 2012, anno dal quale la Rovera gi\u00e0 non aveva pi\u00f9 il permesso di entrare nel territorio, per vigilare e rapportare la situazione.<br \/>\nI palestinesi vivono con poco da molti anni, in realt\u00e0.<br \/>\nLa guerra \u00e8 stata solo l&#8217;apice di una situazione iniziata molto tempo prima.<br \/>\n\u00c8 stato infine descritto il funzionamento delle bombe predefinite, capaci di radere al suolo case abitate da intere famiglie: &#8220;Quando bombardano, sanno esattamente ci\u00f2 che fanno&#8221;.<\/p>\n<p>Ospiti, volti di rilievo alla 12a edizione del FFDUL, ma non solo per il lavoro di grande valore che hanno offerto al mondo nell&#8217;arco di tutta la vita; per il loro prestare voce a chi voce non pu\u00f2 avere, perch\u00e9 subisce una guerra che l&#8217;ha spogliato di tutto oppure perch\u00e9 vive in terre dove anche i diritti umani fondamentali vengono negati quotidianamente ed in modo preoccupante, sempre di pi\u00f9.<br \/>\nGaza oggi pu\u00f2 essere definita la terra apice della cancellazione della persona in quanto tale: cittadini depersonalizzati, affamati, malati; persone che hanno perso famigliari, amici, genitori e figli in un conflitto, ora si spera giunto alla tregua, che \u00e8 stato un crescendo di orrore, fino a che un intero popolo ha rischiato di scomparire.<br \/>\nNon &#8220;solo&#8221; Palestina per\u00f2, e se l&#8217;altra volta vi ho raccontato di Ucraina e immigrazione in Tunisia, oggi scriver\u00f2 di molte altre storie che compongono il mosaico di tutto ci\u00f2 che nella vita di ogni essere umano dovrebbe essere aspettativa scontata.<\/p>\n<p>Mi addentrer\u00f2 quindi nei vari &#8220;episodi&#8221; che hanno caratterizzato questi giorni.<\/p>\n<p>La sera del 14 ottobre, il Cinema Corso di Lugano, ha visto salire sul palco l&#8217;artista mondiale mezzo soprano Christina Daletska, che si \u00e8 esibita in modo toccante, in una prima mondiale, nel bel canto, avvolta nella bandiera ucraina. La composizione \u00e8 opera del Maestro Francesco Hoch.<\/p>\n<p>IMMORTAL, regia di Maja Tschumi, Svizzera-Iraq 2024.<\/p>\n<p>Il film, pervaso di toni cupi, racconta le proteste giovanili che si sono sollevate in Iraq tra il 2019 ed il 2022.<br \/>\nGiovani che affermano del tutto disarmati, il proprio diritto ad un avvenire laico che permetta a tutti, donne comprese, i diritti umani fondamentali di libert\u00e0.<br \/>\nDiverse sono le storie personali che si intrecciano in questo film: c&#8217;\u00e8 Milo, alla ricerca di s\u00e9 stessa, che sogna di lasciare il Paese per trasferirsi a Roma, ma il padre le ha bruciato il passaporto e l&#8217;ha tenuta segregata in casa per un anno intero, quando ha scoperto i suoi propositi.<br \/>\nIn realt\u00e0, la legge irachena permette che ogni individuo, anche di sesso femminile, possa scegliere raggiunta la maggiore et\u00e0, per i propri spostamenti.<br \/>\nUna legge patriarcale non scritta ma radicalmente tramandata invece, non permette realmente una vita libera alle donne.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una sua mica che subisce abusi dal padre, la cui vita \u00e8 persino in pericolo, ma spinta a ritirare ogni volta le denunce dalla sua famiglia, perch\u00e9 poi non saprebbe dove andare&#8230; Un&#8217;ombra oscura \u00e8 rimasta in sospeso: non sappiamo se poi le sia capitato qualche cosa di grave&#8230;<br \/>\nInfine, assistiamo ai racconti di un giovane stilista, che ricerca l&#8217;affermazione della propria autostima in ci\u00f2 che crea, ma finir\u00e0 per strada&#8230;<br \/>\nCi affacciamo ad una societ\u00e0 fondata su clan di grande potere, a seconda della influenza culturale dovuta al grado di rilevanza dei propri contributi al Paese (a volte anche mondiali), negli ultimi 80 anni almeno.<br \/>\nTra le influenze sunnite e sciite che tuttora si irradiano sull&#8217;Iraq, un nuovo pericolo di sta delineando: un irradiarsi della politica islamica iraniana sull&#8217;Iraq, portando a ben peggiori limitazioni e per le donne, ad esempio, all&#8217;imposizione dell&#8217;uso del velo, con la perdita definitiva di ogni libert\u00e0.<br \/>\nPer questo motivo, Milo ha fretta: formata come programmatrice informatica, ha ormai constatato che tutto ci\u00f2 che conta nel suo mondo, \u00e8 l&#8217;aspetto fisico e l&#8217;essere una ragazza servile ed ubbidiente, anche per il datore di lavoro.<br \/>\nCercher\u00e0 di convincere una sua amica a seguirla, ma lei non sembra dare cenno di grande insofferenza per la vita che vive o che potrebbe arrivare&#8230;<\/p>\n<p>Dopo questa proiezione, abbiamo seguito la conferenza con il criminologo iracheno (ma lui preferisce specificare di essere nato nel Kuwait), Dr Ahmed Ajil, esperto di Medio Oriente all&#8217;Universit\u00e0 di Lucerna, intervistato sul posto da Fabrizio Ceppi.<\/p>\n<p>Ho avuto modo di intervenire con un paio di domande ed a questa conferenza, hanno presenziato anche alcune classi scolastiche composte da adolescenti, che si sono mostrati molto attivi, ponendo quesiti interessanti. <\/p>\n<p>Il professore ha innanzitutto cos\u00ec riassunto la situazione in Iraq, dopo la caduta di Saddam Hussein:<\/p>\n<p>&#8220;Saddam era un dittatore che aveva preso il potere nel 1979. Nel 79 era cambiato anche il regime in Iran. A renderlo importante \u00e8 il fatto che la sua influenza creava una barriera all&#8217;influenza dell&#8217;Iran sull&#8217;Occidente. Questo perch\u00e9 il potere persiano \u00e8 sempre stato molto forte e covava l&#8217;idea di irradiarsi su Iraq e altrove&#8230; Nel 2003 con l&#8217;invasione degli USA in collaborazione con la Gran Bretagna, Saddam cade come ben sappiamo.<br \/>\nPer i giovani nati dal 2003 quindi, Saddam non aveva cosi\u00ec importanza. Il vuoto politico che per\u00f2 \u00e8 seguito, ha messo in atto diverse forze che stanno cercando di prendere il sopravvento. I filo iraniani che erano oppressi durante il governo di Saddam, hanno accresciuto dopo la morte del dittatore il proprio potere, portando alla destituzione di un generale importante per la lotta all&#8217;ISIS&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>La mia domanda \u00e8 ruotata attorno alla comprensione della nuova identit\u00e0 che questa attuale giovent\u00f9 irachena cerca di costruirsi, slegandosi da tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 stato in precedenza, e respingendo i dettami e la storia che avevano formato i loro genitori.<\/p>\n<p>La risposta del professore \u00e8 stata:<\/p>\n<p>&#8220;A questa bella domanda posso rispondere innanzittutto con i due slogan della protesta giovanile. Uno era &#8220;Pace! Pace!&#8221;, perch\u00e9 non sono mai state impiegate armi. Il secondo era un inno al pattriottismo: loro rivendicavano una identit\u00e0 irachena, libera da affliazioni settarie e quindi laica. Era comunque ci\u00f2 che anche Saddam Hussein aveva sempre cercato di far prevalere nel popolo come valore primario. Sotto il suo governo era propibito parlare di sciiti o sunniti e quant&#8217;altro, perch\u00e9 cose come queste frammentano solo l&#8217;identit\u00e0 nazionale&#8221;.<\/p>\n<p>BROKEN VOICES, regia di Ondrej Provazn\u00eck<br \/>\nRepubblica Ceca, Slovacchia, 2025<\/p>\n<p>Ambientato nella Repubblica Ceca dei primi anni Novanta, la vicenda \u00e8 basata sulla storia vera della protagonista Katarina e si ispira al tristemente famoso caso dei &#8220;Bambini di Praga&#8221;.<\/p>\n<p>Protagoniste due giovanissime sorelle di 15 e 14 anni.<br \/>\nLa maggiore fa parte da molto tempo della rinomata scuola cittadina dove insegna un celebre docente di canto, e ha davanti a s\u00e9 un avvenire nella musica.<br \/>\nLa pi\u00f9 giovane ne fa parte da meno tempo eppure, per la sua voce molto performante, attira molto presto le attenzioni dello stesso docente che le da sempre pi\u00f9 spazio a scapito delle pi\u00f9 &#8220;anziane&#8221;, scatenando qualche gelosia e qualche piccolo dispetto.<br \/>\nIl ritiro in una localit\u00e0 di montagna, in un albergo con diverse offerte, inclusa una sauna, sar\u00e0 l&#8217;occasione di mettere alla prova le coriste, tra le quali a sorpresa \u00e8 gi\u00e0 stata inclusa anche Katarina, per la selezione finale di 20 cantanti, che si recheranno a rappresentare il loro Stato negli USA.<br \/>\nDurante il soggiorno, Katarina rimane sorpresa nello scoprire la mancanza totale di distanza e pudore tra insegnante e ragazze, soprattutto in occasione della sauna.<br \/>\nIn realt\u00e0, insieme ai commenti un po&#8217; misteriosi e maliziosi delle altre compagne, sar\u00e0 solo una delle prime avvisaglie di ci\u00f2 che dovr\u00e0 succedere&#8230;<br \/>\nNel mentre, anche la gelosia da parte della sorella maggiore diventa pi\u00f9 tangibile: da cosa teme di essere realmente scalzata?<\/p>\n<p>Il linguaggio \u00e8 spesso un po&#8217; nebuloso, anche in forma di immagine, soprattutto quando torna in mente il &#8220;sentiero della morte&#8221; che fungeva da scorciatoia per il rientro dopo la scuola, e che il padre delle ragazze si preoccupava non percorressero, a causa dell&#8217;alloggiarvi di un emerginato&#8230; <\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero solo in quei posti che si cela il pericolo?<\/p>\n<p>La risposta definitiva arriver\u00e0, sconvolgente eppure consumata in un&#8217;atmosfera di quasi &#8220;normalit\u00e0&#8221;, in hotel in America&#8230; <\/p>\n<p>Per Katarina non sembra tanto questo il vero evento traumatico del soggiorno, quanto l&#8217;aver di colpo compreso che subito dopo sarebbe stata completamente ignorata, sia come ragazza che come artista&#8230; <\/p>\n<p>Un bel film che ci catapulta in degli anni che somigliano ai nostri Settanta.<\/p>\n<p>D IS FOR DISTANCE, regia di Christopher Petit ed Emma Matthews, Finlandia, 2025.<\/p>\n<p>Un bel film storia vera, che narra lo sviluppo di una grave forma di epilessia che avrebbe afflitto il protagonista, il giovane Louis.<br \/>\nDa bimbo sano e curioso, a giovane colpito a ripetizione da crisi di &#8220;assenza&#8221; che precedono spesso le crisi convulsive vere e proprie, dolorose e sfiancanti.<br \/>\nLa costruzione creativa del lungometraggio, ci mostra frammenti di favole come Alice nel Paese delle Meraviglie, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 il nome che \u00e8 stato dato alla particolare forma epilettica di Luis, un po&#8217; perch\u00e9 anche la protagonista del famoso racconto diventatava &#8220;assente&#8221; e &#8220;viaggiava&#8221; in un altrove dove non era possibile &#8220;raggiungerla&#8221;.<br \/>\nMolti sono anche i riferimenti storici-politici-religiosi: secolarmente, l&#8217;epilessia ha sempre subito un grave stigma.<br \/>\nFrammenti immaginari o documentari che si mescolano fra loro in sequenze di immagini, creando una vera opera d&#8217;arte.<br \/>\nLouis sar\u00e0 sottosposto a tante cure, tutte sbagliate e con effetti colaterali gravi che lo portano a perdere capacit\u00e0 acquisite, dalle pi\u00f9 semplici a quelle musicali. Solo dipingere lo salva dallo spofondare nel nulla, come in un tunnel senza uscita&#8230;<br \/>\nI medici toglieranno ogni speranza ai suoi genitori.<br \/>\nMa la madre non si arrende e continuer\u00e0 a fare ricerche indipendenti, sino a quando scoprir\u00e0 una cura sapientemente messa a punto a livello medico-farmaceutico a base di cannabis.<br \/>\nSi parte dunque per l&#8217;Olanda, Paese dove il britannico Louis migliorer\u00e0 gradualmente sino a non avere pi\u00f9 crisi per 4 anni e potersi definire guarito.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la posizione inglese a riguardo?<br \/>\nDi completo rifiuto. <\/p>\n<p>Il film contiene una denuncia forte, ma ancora di pi\u00f9 l&#8217;approfondimento seguito alla proiezione, con il regista Chris Petit. <\/p>\n<p>La conferenza ha messo in luce come la lotta della madre di Louis continui tuttora, come quella di tanti inglesi, per garantirsi le cure gratuite come diritto dopo una diagnosi importante, ma anche il riconoscimento e l&#8217;ascolto della voce di pazienti e famiglie, che meglio di tutti conoscono la terapia che li ha condotti al miglioramento, senza l&#8217;aggravio di pesanti effetti collaterali.<br \/>\nLo spettro di un sistema sanitario completamente piegato agli interessi politici ed economici, si espande sino a riferire un fatto ancora pi\u00f9 mostruoso: durante il Covid vigeva l&#8217;ordine di non rianimare pazienti come loro&#8230;<\/p>\n<p>Quale Occidente, dunque?<br \/>\nE quale protezione per i pi\u00f9 fragili?<\/p>\n<p>ONLY ON EARTH, regia di Robin Petr\u00e9.<br \/>\nDanimarca, Spagna, Svezia, 2025.<\/p>\n<p>In Spagna la piaga degli incendi devastanti a causa del cambiamento climatico, non si placa.<br \/>\nOgni estate, di anno in anno, \u00e8 un crescendo di ettari di foreste distrutti e di perdite economiche per allevatori e agricoltori, gente che fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, da generazioni vive in simbiosi con la natura.<br \/>\nNello studio della complicata situazione, emerge come un dato impressionante, il comportamento degli animali selvatici: vi sono testimoni che hanno riferito di aver visto animali ritornare di corsa verso le fiamme, quando hanno trovato l&#8217;uomo al limitare delle foreste in fiamme.<br \/>\nCome \u00e8 possibile abbiano preferito il fuoco? Il fuoco come arma dell&#8217;uomo per costringerli a consegnarsi?<br \/>\nL&#8217;essere umano \u00e8 percepito quindi come una minaccia primaria in una natura che cerca di difendere s\u00e9 stessa&#8230;<\/p>\n<p>Report dalla conferenza stampa con il regista indonesiano GARIN NUGROHO, premiato per i diritti umani dal FFDUL dodicedima edizione, moderata dal giornalista Bruno Bergomi. Il film del regista vincitore, sar\u00e0 proiettato in questo festival in anteprima svizzera: &#8220;Whispers in The Dabbas&#8221;. Va ricordato che lo stesso fu selezionato nel 2000 al Locarno Film Festival, per il lungometraggio  &#8220;PUISI TAK TERKUBURKAN&#8221;, vincendo il Video Pardo d&#8217;Argento.<\/p>\n<p>Nugroho ha volto la sua attenzione alle categorie sociali pi\u00f9 povere e marginali dell&#8217;Indonesia.<br \/>\nIl suo modo di espreimersi durante la conferenza \u00e8 stato molto speciale, poetico, quasi per immagini come il suo lavoro di regista: lo ascolti e spesso vivi come in un film i racconti degli agenti che spesso gli entrano in casa a sorpresa per controllare cosa stia combinando, questa \u00e8 la realt\u00e0 in Indonesia: a comandare e a fare da tramite tra il governo ed il popolo sono quelle poche &#8220;maglie blu&#8221;.<br \/>\nEssendo nato nel &#8217;61, ha vissuto tra i peggiori momenti storici della dittatura che stringe il suo Paese, nonostante si definisca una &#8220;Repubblica Democratica Islamica&#8221;, ma dove principalmente, il pi\u00f9 minacciato resta il diritto di espressione.<br \/>\nIl presidente attuale era niente meno che un generale!<br \/>\nPer decenni ad esempio, gli era stato impedito di entrare negli Stati Uniti, a causa delle sue pesanti violazioni dei diritti umani&#8230; Invece oggi si trova in America, con le nazioni che debbono raccogliere soldi per Gaza! Ci sar\u00e0 un &#8220;motivo&#8221;&#8230;<br \/>\nQuesto generale \u00e8 stato eletto con oltre il 70% dei voti e si tratta di un fattore molto preoccupante!<\/p>\n<p>&#8220;Gli attori di queste dittature sono in realt\u00e0 anche le nazioni che restano silenti nel mondo, che non commentano. Per questo, un festival come questo \u00e8 molto importante, perch\u00e9 ci permette di esprimerci come si deve e liberamente. L&#8217;arte si unisce cos\u00ec a quello che pensiamo e al nostro cuore, accrescendo il pensiero critico e la speranza&#8221;.<\/p>\n<p>Alla domanda su come vengano finanziati nel regime i suoi film, ha risposto che ci sono diversi modi, ma il 90% non viene finanziato dall&#8217;industria cinematografica. Solo due dei mie film \u00e8 stato finanziato dal sistema cinematografico. Sembra un po&#8217; strano, ma di solito sono persone che lo fanno a titolo personale o associazioni. Ho dovuto sopravvvere e non pensare pi\u00f9 di tanto! Mi sono detto che ogni piccola cosa \u00e8 importante, dalla foglia che cade all&#8217;abero che pianti e del quale ti prendi cura&#8221;.<\/p>\n<p>Alla mia domanda se ai suoi concittadini sia permesso vedere i suoi film, ha riposto:<\/p>\n<p>&#8220;Nell&#8217;era di Suharto era molto difficile. Adesso hanno accesso ai miei film. Vi sono dei festival appositi in Indonesia dove \u00e8 possibile vederne le proiezioni ed in pi\u00f9, durante il governo di Suharto ho viaggiato molto per il Paese, e ho sviluppato diverse &#8216;comunit\u00e0 di film&#8217;. In quelle zone i miei film potevano essere proiettati anche allora. Ma i cinema ufficiali non proiettavano i miei lungometraggi&#8221;. <\/p>\n<p><strong>(Nelle foto, Fatem Hossena e la regista Sepideh Farsi)<\/p>\n<p>Monica Mazzei<br \/>\nFreelance culturale per<br \/>\nTicinoNotizie.it<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia pi\u00f9 commovente e straziante raccontata quest&#8217;anno al FFDUL \u00e8 stata, senza nulla voler togliere a tutte le altre, quella di Fatem Hossona, ventenne palestinese che ha vissuto tutta la sua vita a Gaza, che abbiamo potuto conoscere grazie all&#8217;opera &#8220;Put Your Soul On Your Hand And Walk&#8221;. Straziante perch\u00e9 sino all&#8217;ultimo giorno, ci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":656235,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"localita":[97],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-656234","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-tempo-libero","localita-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/656234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=656234"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/656234\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/656235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=656234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=656234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=656234"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=656234"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=656234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}