{"id":657486,"date":"2025-11-05T19:41:51","date_gmt":"2025-11-05T18:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/intesa-sanpaolo-e-sda-bocconi-nasce-il-blue-economy-monitor\/"},"modified":"2025-11-05T19:41:51","modified_gmt":"2025-11-05T18:41:51","slug":"intesa-sanpaolo-e-sda-bocconi-nasce-il-blue-economy-monitor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=657486","title":{"rendered":"Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi, nasce il Blue Economy Monitor"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Il capitale naturale blu e la mobilit\u00e0 sostenibile sono al centro delle due ricerche del Blue Economy Monitor di Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management presentate oggi a Milano. L\u2019Osservatorio promosso dal Gruppo guidato da Carlo Messina nasce con l\u2019obiettivo di analizzare i diversi aspetti dell\u2019economia del mare e di monitorarne le dinamiche di sviluppo, per diffondere una maggiore conoscenza delle opportunit\u00e0 legate a un settore in forte crescita a livello mondiale che pu\u00f2 vedere il nostro Paese protagonista. Per generare opportunit\u00e0 concrete di crescita, innovazione e sviluppo sostenibile, accompagnando al tempo stesso i giovani nella comprensione delle trasformazioni e nel potenziamento delle competenze necessarie, \u00e8 fondamentale una collaborazione sempre pi\u00f9 sinergica tra istituzioni, universit\u00e0 e imprese.<br \/>Le due analisi offrono un quadro aggiornato delle opportunit\u00e0 economiche e ambientali legate alla gestione sostenibile del mare e alle sfide che il sistema produttivo italiano \u00e8 chiamato ad affrontare nella transizione verso modelli di sviluppo pi\u00f9 resilienti e decarbonizzati. <br \/>Il primo studio \u00e8 dedicato al \u201cCapitale Naturale Blu\u201d, con un\u2019analisi focalizzata sul ruolo delle strategie aziendali nella mitigazione degli effetti delle attivit\u00e0 antropiche sugli oceani, evidenziando le opportunit\u00e0 legate alla conservazione e all\u2019uso sostenibile delle risorse marine. A livello globale, il valore dello stock di Capitale Naturale Blu \u00e8 stimato in oltre 24.000 miliardi di dollari, di cui 5.600 miliardi nel Mediterraneo. Questi ecosistemi producono flussi economici tra 1.500 e 2.600 miliardi di dollari annui, con una crescita attesa fino a 3.000 miliardi entro il 2030. In Italia, l\u2019economia del mare ha generato nel 2022 un valore aggiunto lordo di 64,6 miliardi di euro, per un impatto complessivo sul PIL di 178,3 miliardi e oltre 1 milione di addetti. Il Paese si colloca tra i primi cinque Stati membri UE per contributo all\u2019economia del mare, con una posizione di leadership nei settori del turismo costiero, della cantieristica navale, del trasporto marittimo e della pesca e acquacoltura.<br \/>Tra i settori emergenti, le maggiori potenzialit\u00e0 riguardano le energie rinnovabili marine (in particolare l\u2019eolico offshore), le biotecnologie blu, le soluzioni digitali per la gestione degli ecosistemi marini e le infrastrutture sostenibili. Le esperienze nelle Aree Marine Protette dimostrano che la conservazione pu\u00f2 generare benefici economici superiori ai costi, promuovendo turismo sostenibile e nuova occupazione.<br \/>Per cogliere pienamente queste opportunit\u00e0, la ricerca evidenzia la necessit\u00e0 di un approccio integrato che combini una visione strategica di lungo periodo, un quadro regolatorio stabile, e strumenti finanziari innovativi, tra cui blue bond, fondi di investimento sostenibile e meccanismi di pagamento per servizi ecosistemici.<br \/>La seconda ricerca dell\u2019Osservatorio analizza il ruolo del trasporto marittimo, settore cruciale per l\u2019economia italiana e globale, oggi al centro di una profonda trasformazione verso la decarbonizzazione. Il comparto, che rappresenta la modalit\u00e0 pi\u00f9 efficiente dal punto di vista energetico, \u00e8 responsabile di circa il 2,9% delle emissioni globali di gas serra, con proiezioni in aumento fino al 130% entro il 2050 in assenza di misure correttive. In Italia, il trasporto marittimo \u00e8 fondamentale per la coesione economica e sociale: il 52,7% dei traffici merci e oltre il 90% dei passeggeri avviene su rotte domestiche, a supporto anche delle oltre 80 isole abitate. L\u2019Italia detiene posizioni di leadership in Europa nei segmenti Ro-Ro e crociere e di rilievo nei container, ma la transizione energetica richiede ingenti investimenti e un coordinamento pi\u00f9 efficace tra pubblico e privato.<br \/>Le principali barriere individuate riguardano gli alti costi infrastrutturali, la frammentazione decisionale, le procedure autorizzative complesse e la lentezza del rinnovo della flotta, oltre ad una bassa accettabilit\u00e0 sociale di alcuni investimenti per la decarbonizzazione. Le attuali politiche nazionali, basate su GNL, bio-GNL e cold ironing, potranno ridurre le emissioni solo di una quota limitata (meno del 5% entro il 2030), se non integrate con misure pi\u00f9 incisive. Le raccomandazioni dello studio includono: il rafforzamento del green public procurement nelle gare di servizio pubblico; la creazione di green corridors sulle principali rotte nazionali (es. Napoli-Palermo, Livorno-Olbia); lo sviluppo coordinato delle infrastrutture portuali per carburanti alternativi; il sostegno alla carbon capture a bordo e alle tecnologie di efficienza energetica; un uso mirato dei fondi derivanti dall\u2019ETS europeo, che potrebbero generare per l\u2019Italia tra 333 e 419 milioni di euro a partire dal 2026.<br \/>\u201cTra i trend emergenti, la blue economy e i fondali marini offrono straordinarie potenzialit\u00e0 di crescita per il nostro Paese \u2013 ha commentato Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo -. Sostenere la ricerca in questo ambito significa alimentare la competitivit\u00e0, la distintivit\u00e0 italiana e costruire ecosistemi virtuosi, in cui istituzioni, imprese e universit\u00e0 collaborano per preparare le nuove generazioni alle sfide globali e alle trasformazioni sempre pi\u00f9 rapide e costanti\u201d.<br \/>\u201cLa blue economy amplia il concetto dell\u2019economia del mare, integrando i principi di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale \u2013 ha spiegato Stefano Caselli, Dean SDA Bocconi School of Management -. Essa si concentra sull\u2019uso responsabile delle risorse dell\u2019oceano per promuovere la crescita economica, migliorare i mezzi di sussistenza e creare occupazione, garantendo al contempo la salute degli ecosistemi marini. Siamo grati a Intesa Sanpaolo che, con la sua collaborazione, ci consente di affrontare un tema cos\u00ec fondamentale per l\u2019economia e l\u2019ambiente\u201d.<br \/>Il Blue Economy Monitor si inserisce in un pi\u00f9 ampio Ecosistema dedicato alla Blue Economy ed ai Fondali Marini, che coinvolge partner nazionali ed internazionali di rilievo come l\u2019Universit\u00e8 PSL di Parigi, SRM Centro Studi e Ricerche, One Ocean Foundation e primarie realt\u00e0 aziendali.<br \/>In questo contesto, Intesa Sanpaolo \u201cconferma il proprio impegno nel supporto a scuole e universit\u00e0, promuovendo iniziative educative e progetti formativi che favoriscono la conoscenza della Blue Economy e lo sviluppo di competenze multidisciplinari\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo \u2013<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it MILANO (ITALPRESS) \u2013 Il capitale naturale blu e la mobilit\u00e0 sostenibile sono al centro delle due ricerche del Blue Economy Monitor di Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management presentate oggi a Milano. 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