{"id":658968,"date":"2025-11-26T12:30:01","date_gmt":"2025-11-26T11:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=646365"},"modified":"2025-11-26T12:30:01","modified_gmt":"2025-11-26T11:30:01","slug":"vittuone-ieri-la-prima-marcia-in-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=658968","title":{"rendered":"Vittuone, ieri la prima Marcia in rosso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Si \u00e8 svolta ieri mattina la prima Marcia in Rosso: oltre 200 ragazzi della scuola secondaria di primo grado &#8220;E. Fermi&#8221; (tutte le sezioni), insieme ai docenti, hanno sfilato per le vie del paese in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.<\/strong><\/p>\n<p>La manifestazione \u00e8 stata organizzata dall&#8217;assessore con deleghe alle Pari Opportunit\u00e0 e alla Pubblica Istruzione Francesca Ceriani, in collaborazione con l&#8217;Istituto Comprensivo.<\/p>\n<p>Gli studenti e le studentesse, dopo aver percorso le strade cittadine indossando tutti il segno rosso sul volto, simbolo della giornata, hanno raggiunto piazza Italia, dove hanno mostrato i cartelloni realizzati in classe, letto pensieri e frasi e cantato canzoni sul tema.<\/p>\n<p> In piazza erano presenti anche una rappresentanza dell&#8217;Amministrazione comunale e numerosi cittadini che hanno voluto partecipare a questo importante momento.<\/p>\n<p>IL DISCORSO DEL SINDACO BONFADINI<\/p>\n<p>Sono due anni senza Giulia, ma anche senza Anna, Cinzia, Emilia, Fatimi, Ilaria, Olena, Pamela, Saman, Sara, Tiziana, Veronica e tutte le altre donne ammazzate da relazioni tossiche, malate.<\/p>\n<p>Ammazzate da uomini che dichiaravano di amarle, che non accettavano &#8211; e non accettano &#8211; l\u2019indipendenza, la libert\u00e0, la capacit\u00e0 di scelta delle donne. Cos\u00ec le colpiscono brutalmente, fino alla morte.<\/p>\n<p>Poi ci sono i segni che non si vedono. La violenza psicologica, quella economica. E ci sarebbero i segnali per accorgerci che non va bene. Ma quelli non li vediamo, o non vogliamo vedere.<\/p>\n<p>\u00c8 doloroso trovarci ogni anno e fare la conta di chi manca, abbiamo fatto rumore, abbiamo messo panchine rosse in ogni piazza, abbiamo urlato, abbiamo fatto cortei, ma il contatore delle vittime continua a registrare numeri in aumento.<br \/>\nDa ultimo, abbiamo assistito alla polemica politica per chiedere l\u2019introduzione dell\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0 nelle scuole. \u00c8 fondamentale che venga realizzata al pi\u00f9 presto. Aiuterebbe i ragazzi e le ragazze ad essere migliori nel futuro; aiuterebbe quelle famiglie che non hanno gli strumenti per accompagnare i loro figli nel percorso di crescita. Occorre parlare di educazione affettiva, affiancarli nel conoscere loro stessi, insegnare a gestire le emozioni, imparare a conoscere i confini e chiedere e dare il consenso, rispettare l\u2019altro, credere nella parit\u00e0 e nell\u2019eguaglianza dei generi.<\/p>\n<p>In questo l\u2019Italia \u00e8 tra i fanalini di coda dei Paesi europei, la Svezia gi\u00e0 nel 1955 aveva introdotto nelle scuole i programmi all\u2019educazione sessuoaffettiva.<br \/>\nDi cosa abbiamo paura? C\u2019\u00e8 un urgente bisogno che i ragazzi vengano seguiti da specialisti, la famiglia da sola non pu\u00f2 bastare, un\u2019educazione non \u00e8 pericolosa, ma aiuta a fronteggiare e a prevenire il problema, perch\u00e9 nel silenzio allora parlano, in maniera distorta ed errata, i social, i video pornografici nella rete.<br \/>\nVogliamo Questo? <\/p>\n<p>L\u2019inasprimento delle pene non \u00e8 sufficiente o risolutivo per combattere questo triste fenomeno e comunque le pene e le sentenze arrivano sempre dopo, mentre dobbiamo arrivare prima, con la prevenzione e quindi l&#8217;educazione. Ci ripetiamo infatti sempre che \u00e8 una questione di cultura. Allora lavoriamoci su questa cultura, lasciamo gli esperti lavorare con i ragazzi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 crediamo che l&#8217;unica risposta alla violenza sia educare al rispetto, all&#8217;empatia, alla libert\u00e0 reciproca e questo pu\u00f2 avvenire anche e forse soprattutto nella scuola, il luogo dove si formano le persone. Non si tratta di ideologia, ma di civilt\u00e0. L&#8217;amore non \u00e8 possesso, non \u00e8 il controllo, il rispetto \u00e8 la base di ogni relazione. <\/p>\n<p>Per Gino Cecchettin &#8220;non ci sono ricorrenze&#8221;, pensa spesso alla figlia ogni giorno, ma ha scelto &#8220;di reagire, di dare un senso a quel dolore&#8221;. Non chiede pi\u00f9 punizioni o leggi pi\u00f9 dure&#8221; ma interventi per contrastare prima gli omicidi, e gli interventi sono la prevenzione e quindi l&#8217;educazione, perch\u00e9 l&#8217;educazione affettiva \u00e8 una protezione, non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge qualcosa a tutti: consapevolezza, rispetto e umanit\u00e0. Per Lui l&#8217;educazione all&#8217;affettivit\u00e0 &#8220;serve a partire dalla scuola dell&#8217;infanzia&#8221;. E ha ragione, perch\u00e9 Giulia e le altre sarebbero ancora vive.<br \/>\nAllora forza ragazzi e ragazze fate rumore e insieme impegnamoci affinch\u00e9 questo tragico finale venga riscritto, perch\u00e9 ogni femminicidio toglie il futuro e ci lascia tutti pi\u00f9 poveri e nel dolore.<\/p>\n<p>Grazie alla scuola, agli insegnanti alle ragazze e ai ragazzi e a tutti voi che avete partecipato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta ieri mattina la prima Marcia in Rosso: oltre 200 ragazzi della scuola secondaria di primo grado &#8220;E. Fermi&#8221; (tutte le sezioni), insieme ai docenti, hanno sfilato per le vie del paese in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. 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