{"id":659015,"date":"2025-11-26T21:05:10","date_gmt":"2025-11-26T20:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=646478"},"modified":"2025-11-26T21:05:10","modified_gmt":"2025-11-26T20:05:10","slug":"legnano-dice-no-alla-violenza-sulle-donne-con-uno-spettacolo-testimonianza-per-trasformare-il-dolore-in-responsabilita-condivisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=659015","title":{"rendered":"Legnano dice NO alla violenza sulle donne con uno spettacolo testimonianza per trasformare il dolore in responsabilit\u00e0 condivisa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Legnano ha scelto di riempire il Teatro Tirinnanzi, marted\u00ec 25 novembre 2025, non solo per assistere a uno spettacolo, ma per prendere posizione. <\/strong><\/p>\n<p>In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate assieme al suo braccio operativo Ccr Insieme Ets, che gestisce anche la mutua di comunit\u00e0 dei soci, ha promosso una serata intensa \u2013 spettacolo e convegno insieme \u2013 dal titolo \u201cMother Love\u201d, con il teatro colmo di persone, autorit\u00e0 civili e militari, associazioni, dipendenti della banca e tanti cittadini.<\/p>\n<p><strong>Sul palco, la potenza della danza della Scuola \u201cDanza e Danza\u201d di Pregnana Milanese,<\/strong> ideata dalla direttrice Rossana Palmitessa, si \u00e8 intrecciata con la testimonianza della dottoressa e artista Manuela Carnini, in arte Fridami, e con gli interventi dei rappresentanti del territorio. Il ricavato della serata \u00e8 stato devoluto a E.va ODV \u2013 Centro antiviolenza, a cui \u00e8 andato anche un contributo speciale messo a disposizione dalla Bcc.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019amore \u00e8 libert\u00e0\u201d: la testimonianza di Manuela Carnini \/ Fridami<\/strong><\/p>\n<p>A guidare la serata \u00e8 stato il giornalista Marco Linari, che ha scelto di \u201cusare poche parole\u201d, per lasciare spazio a una storia. Quella di Manuela Carnini, ex olimpionica del nuoto sincronizzato ad Atlanta 1996, oggi medico chirurgo vascolare e artista con il nome d\u2019arte Fridami.<\/p>\n<p>Linari ha introdotto il tema partendo dalle parole e dalla loro ambiguit\u00e0: raptus, perdono, difficolt\u00e0, comprensione. Ha citato padre Enzo Bianchi:<\/p>\n<p>\u00abLe parole sono la cosa pi\u00f9 violenta che possa esistere e chi le usa con violenza diventa anche un assassino\u00bb.<\/p>\n<p>Per raccontare il percorso di Manuela, Linari ha utilizzato una sequenza di immagini: casi di femminicidio noti a tutti \u2013 Giulia Cecchettin, Pamela Genini, Giulia Tramontano, Sara Campanella, Beatrice Fraschini \u2013 chiedendo a Manuela di commentarli dal punto di vista di chi la violenza l\u2019ha vissuta dall\u2019interno.<\/p>\n<p>Manuela ha ricordato l\u2019episodio pi\u00f9 traumatico della sua storia, avvenuto proprio il 25 novembre 2018, senza che lei sapesse che quella fosse la giornata contro la violenza sulle donne. Da vittima sopravvissuta \u00e8 poi diventata artista, trasformando il dolore in opere: la Earth Pain Collection, che rappresenta le fasi del dolore \u00abdal buco nell\u2019anima fino alla guarigione\u00bb. L\u2019abito indossato sul palco, \u201cil cuore a memoria\u201d, simboleggiava un dolore profondo che resiste senza dimenticare.<\/p>\n<p>Parlando del caso Cecchettin, Manuela ha raccontato di aver realizzato un\u2019opera la notte della sentenza che escludeva la crudelt\u00e0: ha provato fisicamente a imprimere 75 coltellate su una tela con un coltello da cucina:<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato dolorosissimo e faticoso, non ci ho messo un minuto. Immaginiamo un uomo che si accanisce contro una donna\u2026 Se ce ne sono state 75 vuol dire che alcune non erano mortali. Io, da medico e da artista, non riesco a non vedere la crudelt\u00e0 in tutto questo\u00bb.<\/p>\n<p>La sua storia personale ha avuto al centro anche i figli, testimoni diretti della violenza:<\/p>\n<p>\u00abL\u2019evento pi\u00f9 catastrofico \u00e8 avvenuto davanti ai miei bambini. Mio figlio di tre anni, scendendo dal seggiolone, ha provato a difendermi. Mia figlia \u00e8 caduta dalle mie braccia, con un trauma cranico. L\u00ec ho detto: basta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La testimonianza ha affrontato il tema degli \u201cinsospettabili\u201d \u2013 \u00abanche il mio ex marito \u00e8 un medico\u00bb \u2013 e quello dell\u2019isolamento:<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio mi vergognavo, non capivo cosa mi stesse succedendo. Non volevo preoccupare nessuno, avevo i genitori malati, i fratelli lontani, ero appena sposata. Dicevo: magari ce la faccio, magari con l\u2019amore lo salvo\u2026 Ma ognuno si salva da solo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel dialogo con Linari, Manuela ha insistito su alcuni segnali da riconoscere:<\/strong><\/p>\n<p>lo stalking da parte anche di persone non \u201cufficialmente\u201d partner,<br \/>\nil controllo ossessivo, la geolocalizzazione, il \u201cse ti vesti cos\u00ec non esci\u201d,<br \/>\nil divieto di vedere le amiche.<br \/>\n\u00abNon esiste. L\u2019amore \u00e8 libert\u00e0\u00bb, ha detto con forza, spiegando il percorso che ora la porter\u00e0 nelle scuole per parlare ai ragazzi di relazioni tossiche e dipendenza affettiva.<\/p>\n<p>Ha ricordato anche il momento in cui, durante un episodio di estrema violenza, \u00absi \u00e8 finta quasi morta\u00bb pur di fermare l\u2019aggressione.<\/p>\n<p><strong>Oggi, ha raccontato, Manuela sente di dover \u201capportare frutto\u201d da quanto vissuto: essere testimone e aiuto per gli altri, soprattutto per le nuove generazioni.<\/strong><\/p>\n<p>In chiusura, ha letto una sua poesia dedicata alla denuncia, scritta il giorno della Giornata contro la violenza sulle donne:<\/p>\n<p>\u00abPer ogni donna che subisce violenza ci vuole coraggio per questo atto.<br \/>\nSupera la paura di non essere creduta, protetta.<br \/>\nSupera il giudizio, supera la vergogna.<br \/>\nAscoltatela finch\u00e9 lei possa rimanere in vita, non quando non potr\u00e0 pi\u00f9 parlare.<br \/>\nNon ditele \u201cte la sei cercata\u201d, \u201c\u00e8 colpa tua\u201d, \u201cper un pugno hai fatto tutto questo casino\u201d.<br \/>\nNon mettetela sul banco degli imputati.<br \/>\nNon voltatele le spalle, non sparite, ma amatela.<br \/>\nAmatela forte e rispettatela, non fate gli avvoltoi.<br \/>\nNon sapete in che inferno si \u00e8 imbattuta e che guerra ha dovuto combattere.<br \/>\nSe un giorno dovesse riaprirsi all\u2019amore, avrete un tesoro tra le mani, perch\u00e9 lei ora lo sa bene cos\u2019\u00e8 l\u2019amore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201cCollaborare per crescere\u201d: la riflessione del presidente della Bcc Roberto Scazzosi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019avvocato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di fronte a un teatro gremito, ha scelto la sobriet\u00e0:<\/p>\n<p>\u00abCercher\u00f2 di essere velocissimo: mi ha gi\u00e0 detto tutto Daniela, quindi sulla banca ho ben poco da aggiungere. Vi ringrazio per questa partecipazione che non pensavo cos\u00ec grande, davvero siete in tanti. Ringrazio tutte e tutti voi, le autorit\u00e0 militari, le autorit\u00e0 civili, chiunque ha partecipato a questa serata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un ringraziamento particolare, \u201cdi cuore\u201d, \u00e8 andato alle donne e agli uomini della banca:<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSenza di loro non saremmo stati qui stasera. Si impegnano non solo per questa serata, ma in tante diverse occasioni\u00bb.<\/p>\n<p>Scazzosi ha poi citato la Mutua di comunit\u00e0, rappresentata da Maria Carla Ceriotti, e ha ringraziato la Scuola Danza e Danza di Pregnana Milanese e la direttrice Rossana Palmitessa \u00abper lo spettacolo che ci offriranno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha quindi introdotto il patrocinio di IDE \u2013 Associazione delle Donne del Credito Cooperativo<\/strong>, ricordando il messaggio inviato dalla presidente Teresa Fiordelisi, anche vicepresidente vicaria del gruppo bancario di cui la Bcc fa parte. Nel messaggio, Fiordelisi ringrazia gli organizzatori \u2013 Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, CCR Insieme e TS \u2013 e richiama la drammaticit\u00e0 dei numeri:<\/p>\n<p>\u00abLa ricorrenza del 25 novembre ci ricorda quanto il tema del contrasto alla violenza di genere sia drammaticamente attuale e urgente. Solo nell\u2019ultimo anno nel nostro Paese si sono registrati 76 femminicidi, a cui si aggiungono 67 tentati femminicidi\u00bb.<\/p>\n<p>Lo spettacolo Mother Love, scrive Fiordelisi, \u00e8 \u00abnon solo una performance, ma un manifesto\u00bb in cui, attraverso la danza, \u00absi d\u00e0 forma all\u2019amore, alla maternit\u00e0, alla libert\u00e0, ma anche alle fragilit\u00e0 e alle ferite che troppo spesso restano nascoste\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scazzosi ha poi allargato lo sguardo:<\/strong> \u00abQuando si parla di questi fatti non dobbiamo pensare solo all\u2019omicidio. Ci sono donne obbligate a stare zitte per paura di perdere la casa, un figlio, il lavoro. In questi casi il danno \u00e8 doppio: si subisce la violenza e, dall\u2019altra parte, bisogna stare in silenzio\u00bb.<\/p>\n<p>Da qui il richiamo ai progetti per l\u2019indipendenza economica delle donne \u2013 \u00abuna donna, un lavoro, un conto\u00bb \u2013 promossi anche dal Corriere della Sera e sostenuti dalla banca.<\/p>\n<p><strong>La chiusura \u00e8 un invito collettivo:<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe siamo cos\u00ec in tanti, ognuno nel suo ruolo, e se ognuno ha qualcosa da dire o da fare per aiutarci a eliminare questa piaga, pensiamo a queste due parole: collaborare per crescere. Se tutti insieme mettiamo un pezzettino del nostro impegno, forse un domani questo fenomeno sar\u00e0 diminuito o eliminato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La banca, il territorio e il \u201cgettone\u201d di solidariet\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della serata, il palco ha ospitato il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, dottor Roberto Solbiati, chiamato \u201cper un motivo importante\u201d: annunciare un contributo aggiuntivo per E.va ODV.<\/p>\n<p>La direzione generale, la presidenza e il Consiglio di amministrazione della banca non solo hanno detto subito s\u00ec alla proposta della serata, \u00absi sono fidati\u00bb, ma il direttore ha deciso di fare un passo in pi\u00f9: per ogni dipendente presente in sala, la Bcc ha messo un \u201cgettone\u201d economico, trasformando la partecipazione del personale in un gesto concreto. Un assegno che Solbiati ha consegnato ad E.va ODV, \u201cgrazie a tutti i colleghi che sono qui questa sera\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel suo intervento, il direttore generale ha ricordato:<\/strong> \u00abUno dei principi ispiratori della nostra banca \u00e8 quotidianamente lavorare nell\u2019interesse e per il bene del nostro territorio. Siamo fermamente convinti che oggi sia una straordinaria opportunit\u00e0 per poter, nel nostro piccolo, collaborare con chi ha scelto quotidianamente di operare per il bene. E noi siamo convinti che chi ha fatto questa scelta sta costantemente dalla parte di chi merita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa violenza sulle donne non \u00e8 una questione privata\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Daniela Cazzaniga, responsabile dell\u2019Area territoriale di Busto Garolfo<\/strong> della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha subito restituito dal palco l\u2019immagine di una comunit\u00e0 mobilitata:<\/p>\n<p>\u00abSiete tantissimi, quindi davvero grazie per aver raccolto il nostro invito. Un grazie a tutte le autorit\u00e0 presenti\u2026 E permettetemi un grosso grazie ai miei colleghi: credo che sia l\u2019ennesima conferma che la forza della nostra banca sta nella sua squadra, che quando l\u2019obiettivo \u00e8 importante scende in campo sempre unita\u00bb.<\/p>\n<p>Cazzaniga ha ricordato il ruolo della banca come unica realt\u00e0 locale presente in un territorio che va dall\u2019Alto Milanese al Varesotto: \u00abEssere banca del territorio vuol dire essere vicini a chi su questo territorio vive e lavora, ma per noi vuol dire anche provare tutti i giorni a portare valori importanti: rispetto, solidariet\u00e0, uguaglianza. \u00c8 da questo pensiero che nasce la voglia di realizzare questa serata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il cuore del suo intervento \u00e8 stato un passaggio netto:<\/strong> \u00abLa violenza sulle donne non \u00e8 una questione privata. La violenza sulle donne \u00e8 una ferita che sanguina nel cuore della nostra societ\u00e0 ed \u00e8 una ferita che chiama ciascuno di noi, come cittadino e come essere umano\u00bb.<\/p>\n<p>La serata, ha spiegato, \u00e8 stata pensata in due momenti: prima il \u201clinguaggio magico della danza\u201d, con la scuola di Pregnana Milanese e la direttrice Rossana Palmitessa; poi \u201cla forza di una testimonianza\u201d, quella di Manuela Carnini, che avrebbe condiviso \u00abdolore, sofferenza, ma soprattutto voglia e forza di rinascere\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuesta sera \u2013 ha concluso Cazzaniga \u2013 \u00e8 un piccolo passo concreto per provare a credere che una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta ci possa essere, una societ\u00e0 in cui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 violenza o discriminazione\u2026 Quando una comunit\u00e0 \u00e8 capace di unirsi insieme fa davvero la differenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impegno della citt\u00e0: la voce dell\u2019assessore Maffei<\/strong><\/p>\n<p>Il filo della responsabilit\u00e0 collettiva \u00e8 stato ripreso dall\u2019assessora alla comunit\u00e0 inclusiva del Comune di Legnano, Ilaria Maffei, che ha sottolineato il debito verso le generazioni precedenti:<\/p>\n<p>\u00abIo dico sempre: grazie alle donne della generazione precedente alla mia, che sono riuscite a dire \u201cbasta\u201d, a denunciare. Non \u00e8 facile denunciare la violenza domestica, perch\u00e9 si parla di una violenza perpetrata da uomini di cui dovremmo fidarci: compagni, fidanzati, ex mariti, padri, perfino figli\u00bb.<\/p>\n<p>Maffei ha ricordato come il fenomeno, negli ultimi anni, sia emerso in modo pi\u00f9 evidente anche grazie ai centri antiviolenza, e ha segnato un cambiamento importante:<\/p>\n<p>\u00abQuesta sensibilizzazione ha visto sempre di pi\u00f9 accanto alle donne anche tanti, tanti uomini. Non era scontato fino a qualche anno fa vedere tanti uomini in momenti come questo. \u00c8 un problema che riguarda tutti noi e possiamo uscirne solo insieme\u00bb.<\/p>\n<p>La scelta di devolvere il ricavato a E.va ODV \u00e8 stata definita \u201ccoerente con un lavoro di rete che ogni territorio deve saper costruire attorno alle donne che chiedono aiuto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il corpo che parla: la danza di \u201cMother Love\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Prima della parola, sul palco del Tirinnanzi \u00e8 stato il corpo a parlare. Le giovani danzatrici della Scuola Danza e Danza, guidate da Rossana Palmitessa, hanno costruito un percorso fatto di immagini, gesti, cadute e rialzate. Un linguaggio che, come ha ricordato il messaggio di IDE, ha dato forma \u00aball\u2019amore, alla maternit\u00e0 e alla libert\u00e0\u00bb, ma anche \u00aballe fragilit\u00e0 e alle ferite che troppo spesso restano nascoste\u00bb. In un passaggio delle musiche, le parole \u201cballo finch\u00e9 il mascara mi cadr\u00e0 sulla guancia\u201d hanno anticipato uno dei temi centrali della serata: il confine sottile tra bellezza, dolore e resistenza.<\/p>\n<p><strong>Eva ODV: \u201cAgire la violenza \u00e8 una scelta, fermarla \u00e8 una responsabilit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Raccogliendo l\u2019\u201cassist\u201d di Manuela, sul palco \u00e8 salita Emilia Barni, presidente di E.va ODV. Visibilmente emozionata, ha ringraziato la Bcc, le ragazze della scuola di danza, il dottor Solbiati e l\u2019avvocato Scazzosi \u00absempre molto sensibili e sempre al nostro fianco\u00bb, e il pubblico \u00abper un sostegno veramente importante\u00bb.<\/p>\n<p>Ha tratteggiato la storia del centro: nato nel 2011, con sede a Busto Arsizio e sportelli a Gallarate e Ferno, E.va ODV lavora in stretta collaborazione con ATS, forze dell\u2019ordine, Procura e servizi sociali:<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 molto importante fare un lavoro di rete per essere tutti coordinati a supporto della violenza in tutte le sue forme\u00bb. L\u2019associazione offre assistenza gratuita sociale, psicologica e legale. L\u2019\u00e9quipe \u00e8 formata esclusivamente da professioniste \u2013 psicologhe, psicoterapeute, assistenti sociali, counselor, avvocatesse \u2013 e accoglie donne vittime di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica.<\/p>\n<p>I numeri raccontano un fenomeno in crescita: nel solo 2025, a oggi, il centro ha accolto circa 220 donne, con un\u2019et\u00e0 compresa tra i 13 e gli 80 anni.<\/p>\n<p><strong>Barni ha insistito su un punto spesso sottovalutato: la violenza assistita sui figli, presenti dentro le mura domestiche:<\/strong> \u00abC\u2019\u00e8 ancora la convinzione che i figli non vedono e non sentono. Non \u00e8 cos\u00ec. Vedono, sentono, vivono in una famiglia in cui tutti i cardini sono saltati e poi si comportano di conseguenza\u00bb. Da qui l\u2019importanza di lavorare nelle scuole, per sensibilizzare i pi\u00f9 giovani su controllo, ossessione, mancanza di rispetto e incapacit\u00e0 di accettare un \u201cno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il suo messaggio finale \u00e8 stato un appello chiaro:<\/strong> \u00abAgire la violenza \u00e8 una scelta. Fermarla \u00e8 una responsabilit\u00e0. \u00c8 la responsabilit\u00e0 di tutti noi: di chi vede, di chi sente, di chi giudica, di chi ascolta. Prestiamo attenzione: avviciniamoci, con dolcezza, dove capiamo che c\u2019\u00e8 una donna che sta vivendo una situazione di violenza, cerchiamo di farle capire che deve farsi aiutare.<br \/>\nA tutte le donne voglio dire: non vi dovete vergognare. Chi si deve vergognare \u00e8 chi agisce la violenza, non chi la subisce. Mai pensare di essersela meritata. Non sottovalutate, perch\u00e9 l\u2019escalation dei crimini \u00e8 certa, fino ad arrivare agli esiti pi\u00f9 tragici. Tutte le donne hanno diritto alla propria dignit\u00e0. E a un diritto non si pu\u00f2 e non si deve rinunciare\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Le forze dell\u2019ordine: caserme come \u201cporta della speranza\u201d<\/strong><\/p>\n<p>A chiudere la serata \u00e8 intervenuta anche il tenente colonnello Emanuela Rocca, che ha parlato della prospettiva delle forze dell\u2019ordine. Dopo aver ringraziato la Bcc e tutti i protagonisti, ha definito l\u2019evento \u00abun battito d\u2019ali\u00bb capace di produrre cambiamenti importanti, richiamando l\u2019\u201ceffetto farfalla\u201d.<\/p>\n<p>Ha ribadito la difficolt\u00e0 maggiore: \u00abLa cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 convincere una donna di essere vittima di violenza, darle consapevolezza e portarla alla denuncia\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo ha indicato strade possibili, meno traumatiche del recarsi subito in caserma:<strong> il numero 1522<\/strong> e i centri antiviolenza, che possono accompagnare con delicatezza le donne verso le forze dell\u2019ordine, che devono diventare: <strong>\u00abUna porta della speranza verso l\u2019uscita da questo ciclo di violenza\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla fine, tra un ultimo applauso alle danzatrici di Mother Love e le volontarie di E.va ODV<\/strong> con le cassette per le donazioni all\u2019uscita, il Teatro Tirinnanzi ha restituito l\u2019immagine di una comunit\u00e0 che non si limita a commuoversi, ma sceglie di impegnarsi.<\/p>\n<p><strong>La serata ha ricordato che nessuno si salva da solo,<\/strong> ma anche che \u2013 come ha detto Emilia Barni \u2013 \u00abfermare la violenza \u00e8 una responsabilit\u00e0\u00bb, e che ogni gesto, ogni parola, ogni \u201cno\u201d detto in tempo pu\u00f2 essere davvero, per qualcuno, l\u2019inizio della salvezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Legnano ha scelto di riempire il Teatro Tirinnanzi, marted\u00ec 25 novembre 2025, non solo per assistere a uno spettacolo, ma per prendere posizione. 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