{"id":659852,"date":"2025-12-08T21:30:04","date_gmt":"2025-12-08T20:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=648062"},"modified":"2025-12-08T21:30:04","modified_gmt":"2025-12-08T20:30:04","slug":"larcipelago-gulag-dei-bambini-ucraini-gli-orrori-di-putin-di-cui-nessuno-o-quasi-parla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=659852","title":{"rendered":"L&#8217;Arcipelago Gulag dei bambini ucraini. Gli orrori di Putin di cui nessuno o quasi parla"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 evidente che c\u2019\u00e8 indifferenza per la resistenza degli ucraini, per la guerra che stanno combattendo, non si vedono manifestazioni a loro sostegno. <\/p>\n<p>Forse non si \u00e8 compreso neanche il tipo di guerra che si sta combattendo. Ormai si parla di guerra ibrida, che non \u00e8 la guerra convenzionale che si \u00e8 combattuta nel passato, una guerra diversa che passa dalla diffusione di notizie false, una guerra psicologica che cerca di entrare nei cervelli della gente per fargli credere che sta combattendo una guerra sbagliata. <\/p>\n<p><strong>Non ci sono pi\u00f9 le guerre di una volta, come ha ben spiegato il ministro Crosetto.<\/strong> Non ci sono pi\u00f9 le antiche certezze di un tempo, \u201cMa oggi l\u2019evoluzione della tecnologia militare (la cyber war, la guerra informatica) scuote le antiche certezze\u201d, scrive Panebianco (L\u2019Europa e le nuove guerre, 5.12.25, Corriere della sera) Putin ha scatenato ormai da tempo una guerra informatica senza esclusione di colpi contro l\u2019Europa e le sue infrastrutture. Ma se qualche europeo si azzarda a dire che l\u2019Europa deve difendersi, allora Putin pu\u00f2 sostenere, senza nemmeno mettersi a ridere, che \u00e8 l\u2019Europa a minacciare la guerra alla Russia\u201d. <\/p>\n<p>Inoltre, \u201cil bello o il brutto (sta qui la tragicommedia) \u00e8 che dalle nostre parti pu\u00f2 trovare un bel po\u2019 di persone pronte a dargli ragione e a deprecare l\u2019aggressivit\u00e0 europea, gli istinti (niente meno) guerrafondai dell\u2019Europa\u201d. E\u2019 un capovolgimento della verit\u00e0. <\/p>\n<p>Reso possibile dalla cyber war, una guerra che resta invisibile ai pi\u00f9, della quale l\u2019opinione pubblica rimane ignara. E\u2019 la guerra ibrida e tutto diventa sfumato, anche il confine fra chi vuole difendersi in qualche modo dal nemico e chi tifa per il nemico diventa difficile da definire. La guerra ibrida suscita una nebbia che rende impossibile stabilire il confine. Un\u2019altra palese indifferenza si registra per la deportazione dei bambini ucraini in Russia, Bielorussia e Corea del nord. <\/p>\n<p><strong>Il tema \u00e8 affrontato su Il Foglio, Micol Flammini, (Gli orrori di Putin e dei suoi alleati, 5.12.25, Il Foglio)<\/strong> ma quello che desta pi\u00f9 ripugnanza \u00e8 il voto all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite su una risoluzione per chiedere il ritorno dei bambini ucraini rapiti da Mosca nei territori occupati, novantuno paesi hanno votato a favore, dodici contro e cinquantasette si sono astenuti. Scrive Flammini, \u201cLa risoluzione \u00e8 passata, ma il numero delle astensioni colpisce: in tutto sono sessantanove i paesi all\u2019Onu che non ritengono di dover chiedere la restituzione di minori portati via con la forza, introdotti in orfanotrofi o in famiglie russe, soggetti a russificazione forzata, violenza fisica e psicologica, senza sapere cosa ne sia stato delle loro famiglie di origine\u201d. <\/p>\n<p><strong>Le vittime dei rapimenti di Mosca sono 19.546, secondo l\u2019associazione Bring kids back<\/strong>, che tiene conto dei bambini di cui si conosce la storia, di cui si sanno nomi e cognomi. A questi bisogna aggiungere gli incerti, bambini scomparsi, inghiottiti nel nulla, rimasti sen za famiglia e se vengono aggiunti questi puntini incerti, allora il numero dei bambini deportati, <strong>secondo fonti aperte, potrebbe superare i 700.000<\/strong>. <\/p>\n<p>Flammini ci informa che esiste un sito del governo ucraino dedicato ai bambini vittime della guerra, e qui vengono aggiornati i dati degli scomparsi, dei rapiti, degli uccisi, delle vittime di violenza sessuale. Compare anche il numero di chi fa ritorno: <strong>troppo pochi, soltanto 1.890 sono stati rimandati dalla Russia in Ucraina.<\/strong> <\/p>\n<p>Peraltro, esiste un\u2019inchiesta presentata al Congresso americano dall\u2019esperta legale del Centro regionale ucraino per i diritti umani Kateryna Rashevska, dove svela come l\u2019asse per rifornire l\u2019esercito russo, rimpinguarlo di armi e soldati, funziona anche per torturare i bambini ucraini. <\/p>\n<p><strong>Il Centro regionale per i diritti umani<\/strong> ha documentato l\u2019esistenza di centosessantacinque campi di rieducazione in cui i minorenni vengono militarizzati e russificati. La scoperta \u00e8 nell\u2019estensione di questo arcipelago gulag popolato da bambini ucraini, ma anche nel fatto che questo gulag non si trova soltanto sul territorio russo o nelle zone che Mosca occupa, ma si estende anche in Bielorussia e in Corea del nord, due paesi che partecipano alla guerra del Cremlino contro gli ucraini. Nelle pagine del Rapporto si legge che ci sono inviati nel campo di Songdowon in Corea del nord, a novemila chilometri da casa. Qui viene insegnato ai bambini alcune tecniche militari come distruggere militari giapponesi, americani o coreani del sud. <\/p>\n<p><strong>Il Rapporto del Centro regionale per i diritti umani <\/strong>\u00e8 ricco di dettagli sono importanti. Viene descritto come a diciassette anni, ai ragazzi venga imposto l\u2019arruolamento nell\u2019esercito russo, oppure, se si rifiutano, vengono etichettati come estremisti, terroristi o \u201cportatori di ideologia distruttiva\u201d. <\/p>\n<p><strong>Nel 2024 solo nella regione di Luhansk, ottantasette bambini sono stati mandati in \u201ccentri di riabilitazione sociali\u201d, e settantasei in \u201cistituti psichiatrici per trattamenti forzati\u201d.<\/strong> <\/p>\n<p><strong>La giornalista de Il Foglio fa emergere come la Bielorussia, la Corea del nord non aiutano il Cremlino soltanto nella guerra ma sono disposti a portare avanti \u201canche la sua idea di cancellazione dell\u2019identit\u00e0 ucraina tramite la deportazione dei bambini<\/strong> mostra come l\u2019asse che Mosca ha costruito in questi anni va ben oltre l\u2019economia, supera anche la collaborazione militare, ma \u00e8 la costruzione di un sistema ideologico la cui potenza e vastit\u00e0 non sono ancora state riconosciute\u201d. <\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, pare che i funzionari del Cremlino parlino apertamente del trattamento riservato ai bambini ucraini. E\u2019 raccapricciante quello che racconta la commissaria russa per i diritti dell\u2019infanzia, Maria <strong>Lvova Belova.<\/strong> Recentemente ha raccontato in un\u2019intervista della sua esperienza con l\u2019adozione di un bambino ucraino che proprio non voleva togliersi dalla testa la sua provenienza.<strong> Parlava soddisfatta dei risultati ottenuti: ora il bambino parla russo, non menziona il suo passato, \u00e8 proprio come lo vuole il regime. <\/strong> Che vergogna!<\/p>\n<p><strong>A cura di Domenico Bonvegna<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 evidente che c\u2019\u00e8 indifferenza per la resistenza degli ucraini, per la guerra che stanno combattendo, non si vedono manifestazioni a loro sostegno. Forse non si \u00e8 compreso neanche il tipo di guerra che si sta combattendo. 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