{"id":660432,"date":"2025-12-16T21:15:46","date_gmt":"2025-12-16T20:15:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=649275"},"modified":"2025-12-16T21:15:46","modified_gmt":"2025-12-16T20:15:46","slug":"beatificati-124-martiri-spagnoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=660432","title":{"rendered":"Beatificati 124 martiri spagnoli"},"content":{"rendered":"<p>Non conoscevo questa ulteriore beatificazione di 124 tra sacerdoti, religiosi e laici, tutti vittime della guerra civile spagnola (le fonti che ho letto non scrivono chi sono stati a ucciderli, ma si fa riferimento a un generico odio degli atei). Ho appreso la notizia dal Papa Leone XIV, che all\u2019Angelus del 14 dicembre ha ricordato il martirio. \u201cNon eroi, n\u00e9 combattenti per una ideologia, bens\u00ec testimoni del vero coraggio, racchiuso nella capacit\u00e0 di soffrire \u201cper amore della verit\u00e0 e della giustizia\u201d. <\/p>\n<p>(Beatificati 124 martiri spagnoli, Semeraro: testimoni per amore di verit\u00e0 e giustizia, 13.12.25, Vatican News). Cos\u00ec il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha definito i 124 martiri della diocesi spagnola di Ja\u00e9n, beatificati stamani, sabato 13 dicembre, nella cattedrale cittadina intitolata all\u2019Assunzione di Maria. <\/p>\n<p>La messa \u00e8 stata concelebrata dal vescovo Sebasti\u00e1n Chico Mart\u00ednez, ordinario locale, e dai suoi due predecessori, Ram\u00f3n del Hoyo L\u00f3pez e Amadeo Rodr\u00edguez Magro, insieme a numerosi cardinali, presuli e sacerdoti provenienti da diverse regioni del Paese. <\/p>\n<p>Una storia dolorosa e luminosa. Presiedendo il rito in rappresentanza di Leone XIV, il porporato ha rammentato \u201cla storia al tempo stesso dolorosa e luminosa\u201d, collocata \u201cnelle vicende della guerra civile del secolo passato\u201d, dei nuovi beati, la cui proclamazione \u00e8 stata accompagnata dal suono delle campane e da un fragoroso applauso dell\u2019assemblea. <\/p>\n<p>Si tratta di centodieci sacerdoti, una religiosa dell\u2019ordine di Santa Chiara e tredici laici. Essi possono essere racchiusi principalmente in due gruppi: il primo, guidato da don Manuel Izquierdo Izquierdo, conta 58 compagni; il secondo, legato alla figura di don Antonio Monta\u00f1\u00e9s Chiquero, ne comprende 64. Tutti furono vittime di una guerra alla quale andarono incontro con un\u2019unica arma: l\u2019amore. Tanto che morirono perdonando i loro carnefici. E questi testimoni e martiri che \u201csi sono donati totalmente\u201d per amore, aiutano a scegliere, \u201canche nelle piccole alternative della quotidianit\u00e0, il bene alla comodit\u00e0, sapendo che proprio cos\u00ec viviamo veramente la vita\u201d, ha commentato Semeraro.<\/p>\n<p>I nuovi beati spagnoli, invece, sono \u201cla testimonianza pi\u00f9 alta della fede cristiana\u201d, quella che \u201cincarna l\u2019amore totale per Cristo e per i fratelli, trasformando la sofferenza in redenzione e il sangue in seme di evangelizzazione\u201d. Il loro esempio, ha messo in luce il porporato, non \u00e8 un qualcosa da ritenere concluso nei secoli scorsi. <\/p>\n<p><strong>Anzi:<\/strong> \u201cOggi ci sono pi\u00f9 martiri che nei primi tempi della Chiesa\u201d, come osservato da Papa Francesco in pi\u00f9 occasioni. L\u2019evento ecclesiale riporta alla memoria un capitolo doloroso della storia della Chiesa spagnola durante la persecuzione religiosa degli anni Trenta del XX secolo. La persecuzione non risparmi\u00f2 quasi nessun angolo della diocesi: l\u2019intero territorio fu attraversato da una spirale di violenze che colp\u00ec soprattutto il capoluogo, Martos, Linares e Mancha Real. Nicola Gori, il postulatore, ha descritto l\u2019ambiente dove i religiosi sono stati martirizzati. Nemmeno i paesi pi\u00f9 piccoli o le comunit\u00e0 rurali pi\u00f9 isolate sfuggirono a questa ondata di violenza, che spesso si manifest\u00f2 in incendi, distruzioni di chiese, devastazioni di archivi parrocchiali, profanazioni di immagini sacre. A ci\u00f2 si aggiunsero esecuzioni rapide e crudeli, prive di qualsiasi parvenza di legalit\u00e0 o giustizia. <\/p>\n<p>I sacerdoti venivano uccisi perch\u00e9 considerati simboli dell\u2019identit\u00e0 cristiana; i laici, perch\u00e9 incarnavano nelle loro comunit\u00e0 la forza viva della fede che si voleva cancellare. (Nicola Gori, con la forza disarmata della fede, 12.12.25, Osservatore Romano) Nonostante il clima di terrore crescente, \u00e8 significativo osservare come molti di questi sacerdoti e laici scelsero deliberatamente di rimanere accanto alla propria gente. Non fuggirono, pur avendone la possibilit\u00e0. Preferirono condividere le ore pi\u00f9 difficili, continuando il ministero, visitando i malati, offrendo conforto spirituale e sostegno morale. In questa prossimit\u00e0, cos\u00ec rischiosa ma cos\u00ec profondamente evangelica, la loro testimonianza acquista una forza particolare. Non fu solo un martirio improvviso, ma una fedelt\u00e0 quotidiana che si fece, giorno dopo giorno, dono totale. La coerenza, la serenit\u00e0 interiore, la capacit\u00e0 di perdonare e di non venire meno ai propri doveri pastorali o cristiani costituiscono un modello che ancora oggi ispira credenti e comunit\u00e0. <\/p>\n<p>La loro morte continua a produrre frutti, ricordando che il sacrificio, quando \u00e8 unito alla carit\u00e0, diventa seme fecondo di speranza. Non \u00e8 la prima volta che la Chiesa beatifica gruppi cos\u00ec numerosi di religiosi spagnoli, praticamente finora ne ha riconosciuti quasi duemila, c\u2019\u00e8 da chiedersi, come si fa a rimanere insensibili di fronte alla beatificazione pi\u00f9 estesa della Storia della Chiesa. Martiri vittime sempre degli stessi gruppi anarco-comunisti. In totale, tra religiosi e laici cattolici, sono stati quasi settemila sempre assassinati dai rivoluzionari anarco-comunisti. Qualche anno fa ho letto e presentato due volumi ben documentati dove si inquadra la feroce persecuzione in Spagna tra il 1931 e il 1939 nei confronti della Chiesa spagnola. <\/p>\n<p>In Italia sono rari i libri su questo argomento. Il primo \u00e8 di Arturo Iannaccone, \u201cPersecuzione. La repressione della Chiesa in Spagna fra Seconda Repubblica e Guerra Civile (1931-1939)\u201d, Lindau (2015). Certamente lo studio pi\u00f9 completo in lingua italiana sull\u2019argomento. Il secondo \u00e8 di Giovanni Formicola, \u201cDifesero la fede, fermarono il comunismo\u201d, sottotitolo: \u201cLa Cristiada, Messico 1926-1929; la Cruzada, Spagna 1936-1939\u201d. Nei libri si sostiene che la Chiesa tardivamente, forse per non apparire troppo filo franchista, riconosce tutti questi martiri. A proposito dell\u2019alzamiento del generale Franco, nei testi si afferma che la Chiesa spagnola alla fine fu costretta ad appoggiare i nazionalisti per sfuggire alla furia omicida dei rivoluzionari comunisti. <\/p>\n<p>Pio XI a due mesi dell\u2019alzamiento, ricevendo dei pellegrini spagnoli, denuncia, \u00ab[\u2026] quella fiamma di odio e di pi\u00f9 feroce persecuzione confessatamente riserbata alla Chiesa ed alla Religione Cattolica [\u2026] la Nostra benedizione s\u2019indirizza, in maniera speciale, a quanti si sono assunti il pericoloso compito di difendere e restaurare i diritti e l\u2019onore di Dio e della religione [\u2026]\u00bb. <\/p>\n<p>I vescovi spagnoli collettivamente si esprimono poi un anno dopo l\u2019alzamiento, il 1\u00b0 luglio 1937, a favore della cruzada dei nazionalisti. Successivamente Pio XII, appena eletto, con un telegramma, esprime felicitazioni al generale Franco dopo la proclamazione della vittoria. E quindici giorni dopo un Radiomessaggio al popolo spagnolo, cos\u00ec si esprime: \u00abcon immensa gioia [\u2026] per il dono della pace e della vittoria\u201d. <\/p>\n<p>Nel libro di Iannaccone ci\u00f2 che colpisce pi\u00f9 di ogni altro elemento \u00e8 il lunghissimo elenco, pubblicato in appendice, ben 66 fitte pagine di nomi di preti, monaci, suore, religiosi, laici cattolici uccisi violentemente dai miliziani repubblicani anarco-comunisti prima e durante la cosiddetta Guerra Civile spagnola. Una pagina di Storia volutamente a lungo omessa o trascurata dalla storiografia, perlomeno fuori dalla Spagna franchista. Per troppi anni si \u00e8 nascosto il sacrificio immane cui furono sottoposti i cattolici, in una delle pi\u00f9 feroci persecuzioni del cristianesimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non conoscevo questa ulteriore beatificazione di 124 tra sacerdoti, religiosi e laici, tutti vittime della guerra civile spagnola (le fonti che ho letto non scrivono chi sono stati a ucciderli, ma si fa riferimento a un generico odio degli atei). 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