{"id":660516,"date":"2025-12-17T21:15:23","date_gmt":"2025-12-17T20:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=649416"},"modified":"2025-12-17T21:15:23","modified_gmt":"2025-12-17T20:15:23","slug":"dal-disastro-politico-di-allende-alla-dittatura-di-pinochet-a-cura-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=660516","title":{"rendered":"Dal disastro politico di Allende alla dittatura di Pinochet. A cura di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Mentre mi appresto a realizzare l\u2019intervento sulla politica disastrosa di Allende che ha portato alla dittatura di Pinochet, proprio dal Cile, arrivano ottime notizie: Jos\u00e8 Antonio Kast, leader del Partito Repubblicano \u00e8 il nuovo presidente del Paese andino. Padre di nove figli \u00e8 un bel vedere nella foto di gruppo che circola sulla rete. Avremo modo in futuro di scrivere sulla sua politica. Intanto la stampa mainstream ha iniziato a infangarlo, proprio accostandolo al famigerato generale Augusto Pinochet. Allora torniamo ad analizzare quegli anni \u201970. <\/p>\n<p>Il Golpe militare che pose fine alla \u201cvia cilena al socialismo\u201d di Salvador Allende. Anche in questo intervento parto da un libro, uno dei pochi, pubblicato ormai due decenni fa, scritto da Mario Spataro, \u201cPinochet. Le scomode verit\u00e0\u201d, edizioni Settimo Sigillo (2003) Spataro prima di occuparsi della dittatura di Augusto Ugarte Pinochet, che ricordo, era un oscuro generale, racconta i tre anni intensi di politica sovietizzata di Salvador Allende, a partire dal 1970, quando \u00e8 diventato presidente del Cile grazie all\u2019aiuto della Democrazia Cristiana. <\/p>\n<p>Il cardinal Raul Silva Henriquez, arcivescovo di Santiago, celebr\u00f2 un solenne Te Deum di ringraziamento per la sua vittoria. Purtroppo anche molti uomini di Chiesa cileni (tra cui spicca l\u2019Arcivescovo di Santiago del Cile, cardinal Raul Silva Henriquez) caddero nella trappola della mano tesa ai cristiani ingenui dal neo-marxismo gramsciano o \u201ccomunismo dal volto umano\u201d ed accettarono di camminare assieme ai progressisti e ai marxisti, schierandosi aprioristicamente contro Pinochet e facendo cos\u00ec il gioco del comunismo internazionale, che a quei tempi era ancora guidato da Mosca e che si ammantava della nuova dicitura di \u201cEuro-comunismo\u201d, escogitato da Enrico Berlinguer proprio in occasione del golpe cileno del 1973, rifacendosi alla dottrina gramsciana. <\/p>\n<p>\u201cCominci\u00f2 cos\u00ec la pi\u00f9 grande campagna di disinformazione che il Novecento abbia mai conosciuto. Posto sugli altari quand\u2019era ancora in vita, il presidente cileno venne trasformato, dopo la sua tragica morte, in icona della libert\u00e0, della giustizia e dell\u2019eguaglianza\u201d. Simmetricamente, il generale Augusto Pinochet che con un colpo di stato pose fine al suo fallimentare tentativo di instaurare il socialismo, \u00e8 additato quale simbolo d\u2019infamia. Tuttavia, per comprendere il Golpe occorre analizzare la politica di Allende che ha avuto un solo intento quello di fare la rivoluzione con la sua Unidad Popular, la coalizione che lo aveva sostenuto e che annoverava, accanto ai partiti di ispirazione marxista, i cattolici di sinistra. Il testo di Spataro \u00e8 stato letto e presentato sul quotidiano Libero da Renato Bersana, (Il mito di Salvador Allende, 3.8.2003, libero) Per prima cosa rivolse le sue attenzioni alla stampa: \u201cDovere supremo di un giornalista \u2013 disse \u2013 \u00e8 servire non la verit\u00e0 ma la rivoluzione\u201d. <\/p>\n<p>Cerc\u00f2 quindi di espropriare El Mercurio, il principale quotidiano del Paese. Nel 1972 furono introdotte norme che vietavano la diffusione di notizie che non fossero state approvate dalla Officina de Radiodiffusioni de la Presidencia de la Repubblica, cio\u00e8 dalla censura. All\u2019indomani della sua elezione una folla di piccoli risparmiatori terrorizzati corse in banca per ritirare i propri risparmi. Aveva presagito quel che sarebbe accaduto, se le premesse della campagna elettorale fossero state mantenute. Lo furono. Con il voto favorevole dei democristiani, Allende fece approvare una modifica costituzionale che facilitava le nazionalizzazioni forzate, anche per \u201ceccessivi profitti\u201d. Meno di un anno pi\u00f9 tardi, lo Stato controllava il 90% delle miniere, l\u201985% delle banche, l\u201984% delle imprese edili, l\u201980% delle grandi industrie, il 75% delle aziende agricole ed il 52% delle imprese medio-piccole.<\/p>\n<p>La produzione croll\u00f2, l\u2019inflazione raggiunse il 400% medio, con punte del 700%. Cominciarono a scarseggiare, insieme ai beni di consumo, anche quelli di prima necessit\u00e0, che vennero razionati. Il \u201cmovimento liberatore di enormi proporzioni che ha portato alla presidenza del Cile un uomo chiamato a realizzare improrogabili atti di giustizia\u201d, come scrisse il premio Nobel Pablo Neruda, cominci\u00f2 a praticare espropriazioni illegali, tollerate, se non incoraggiate, dal governo. Il Movimento de Izquierda Revolucionaria (MIR), qualcosa di simile alle nostre BR, s\u2019impadron\u00ec con la violenza di case e negozi, oltre che di circa 2.000 aziende agricole. La commissione parlamentare incaricata di far luce sul fenomeno venne sciolta d\u2019autorit\u00e0. In poco pi\u00f9 di un anno l\u2019intero paese, esclusa ovviamente la nomenclatura del regime, fu alla miseria e alla fame, in preda alle continue violenze delle formazioni paramilitari. Allende ricevette il premio Lenin per la pace. Aveva dimostrato di aver appreso a puntino la lezione, come ci racconta Spataro con dovizia di documenti. <\/p>\n<p>Per reprimere lo scontento, aveva sull\u2019esempio cubano istituito i Jap, le Juntas de abastecimento popular, comitati locali che avevano lo scopo di \u201csegnalare il rispetto dei prezzi controllati\u201d, ovvero una rete di commissari politici, circa 15.000, che tutto potevano controllare, oltre, naturalmente, a denunciare i comportamenti controrivoluzionari. Nonostante la repressione durissima, esercitata soprattutto dalle squadracce del Mir, il popolo, quello vero, riusc\u00ec a far sentire la propria voce: la marcia delle casalinghe e lo sciopero degli autotrasportatori lasciarono chiaramente intendere che la collettivizzazione avrebbe incontrato pi\u00f9 difficolt\u00e0 del previsto.<\/p>\n<p>Allende cerc\u00f2 allora l\u2019appoggio dell\u2019esercito, facendo entrare nel governo tre ministri militari. Il tentativo si concluse dopo cinque mesi con le loro dimissioni. Era il marzo 1973. \u201cQuando capimmo che l\u2019opposizione conservatrice ci avrebbe impedito di impadronirci dello Stato\u201d \u2013 dichiar\u00f2 il leader comunista Luis Corvalan \u2013 \u201cintensificammo i nostri preparativi per la lotta armata\u201d. Allende si trov\u00f2 nella condizione di scegliere se subire o guidare una rivoluzione pi\u00f9 radicale di quella che egli aveva tentato. O la dittatura militare o la dittatura del proletariato: altre vie non erano rimaste. In parlamento aveva gi\u00e0 perso la maggioranza, l\u2019esercito non faceva mistero dei propri malumori, i cileni erano allo stremo. Nel mese di luglio, la Democrazia Cristiana offr\u00ec al presidente il proprio appoggio, a patto che venissero sciolti i gruppi paramilitari della sinistra. <\/p>\n<p>La proposta venne respinta. L\u201911 settembre i carri armati del generale Pinochet, comandante in capo delle forze armate, portarono l\u2019attacco ai centri del potere. Allende, asserragliato con i suoi nel palazzo della Moneda, resistette, rifiutando la via dell\u2019esilio. Quando vide che tutto era perduto, diresse verso di se la mitraglietta con la quale avrebbe dovuto difendersi. Appena la notizia si diffuse, alle finestre delle case apparvero bandiere esposte in segno di gioia.<\/p>\n<p>Il governo Pinochet dovette, soprattutto nei primi anni, disarmare il terrorismo di sinistra. Fu una guerra civile durissima e le guerre civili, come ammonisce il presidente Mao, non sono pranzi di gala. Completata la transizione alla democrazia, il generale lasci\u00f2 il potere, costume insolito tra i dittatori. Ma l\u2019odio dell\u2019Europa nei suoi confronti non \u00e8 mai scemato, fino ad arrivare al parossismo del giudice Garzon, che cerc\u00f2 d\u2019arrestarlo con l\u2019accordo dell\u2019Inghilterra socialdemocratica. Neppure il ben pi\u00f9 sanguinario Pol Pot ha mai avuto una cos\u00ec cattiva stampa, n\u00e9 da destra n\u00e9 da sinistra. Per anni, abbiamo assistito alle lagne degli Inti Illimani hanno risuonato da ogni palco, fino a stendere dalla noia perfino i compagni pi\u00f9 fedeli alla causa. El Pueblo unido jam\u00e0s ser\u00e0 vencido. <\/p>\n<p>Allende rappresent\u00f2 il Sessantotto realizzato. Quello che per i cileni fu un incubo, da noi rappresent\u00f2 il sogno per il quale i salotti democratici hanno continuato a trasalire di sdegno e di speranza. Pinochet, per salvare il suo paese, non us\u00f2 certo i guanti bianchi. Tranquilli: l\u2019avrebbero criminalizzato lo stesso, anche se fosse stato pi\u00f9 mite di La Pira. In uno interessante studio di Marco Respinti su Il Domenicale (\u201cLui \u00e8 peggio di me\u201d, 16.12.2006, n. 50) <\/p>\n<p>Lo studioso milanese mette a confronto Pinochet, il dittatore cileno, da sempre la bestia nera delle sinistre, con il despota cubano Fidel Castro, considerato un modello. Citando Sergio Romano scrive: Pinochet, \u201cdeve essere collocato nel suo contesto storico e, nei limiti del possibile, spiegato\u201d. E Romano, in sintesi, descrive com\u2019era l\u2019America Latina, dopo la rivoluzione castrista del 1959, si oscillava fra avventure populiste, colpi di Stato militari, tentativi rivoluzionari e guerriglia urbana. Anche Respinti fa una breve analisi di come si giunse al Golpe militare dell\u201911 settembre 1973. Il Cile insorse, la popolazione scese nelle strade prima a manifestare il malcontento, poi a invocare l\u2019intervento dei militari. Davanti alle caserme le massaie sbeffeggiavano i militari lanciando granturco urlando, \u201cgallinos!\u201d, \u201cpolli\u201d, rimproverando la pavidit\u00e0. Frei, il presidente DC, appoggi\u00f2 l\u2019azione di Pinochet. Secondo Romano, \u201cAllende non sarebbe caduto cos\u00ec rapidamente se il putsch delle forze armate non fosse stato preceduto dalle clamorose proteste dei ceti sociali e delle categorie professionali (i camionisti ad esempio) che erano scesi in piazza per protestare contro una politica economica visibilmente sbagliata e una inflazione galoppante\u201d. L\u2019azione di Pinochet s\u2019inquadr\u00f2 nell\u2019\u201dOperazione Condor\u201d, concertata con gli Usa per impedire la comunistizzazione dell\u2019Iberoamerica.<\/p>\n<p> Pinochet rimasto al potere fino al 1990, intanto il 5 ottobre 1988, aveva perso il Referendum per prolungamento del suo mandato (il 56% dei cileni gli votarono contro) e, quindi, a norma di Costituzione, indisse elezioni libere per l\u2019anno successivo. Lasci\u00f2 la presidenza l\u201911 marzo 1990, rimanendo Capo dell\u2019Esercito fino al marzo 1998 e poi senatore a vita. Poi mentre era in viaggio a Londra, il giudice Garzon cerc\u00f2 di incriminarlo, ma tutto fin\u00ec nel nulla. Certo dei 17 anni di governo militare cileno rimangono gli interrogativi delle uccisioni di 2.095 persone e di 1.102 scomparse. Poi per\u00f2 c\u2019\u00e8 il \u201cmiracolo del Cile\u201d, anzi due, per Respinti. L\u2019economia del Paese \u00e8 stata risanata, dopo il disastro comunista di Allende. Infine, andrebbe letto il \u201ctestamento politico\u201d del generale, per conoscere il suo pensiero, la rivista Cristianit\u00e0 lo ha pubblicato integralmente ne riparliamo prossimamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre mi appresto a realizzare l\u2019intervento sulla politica disastrosa di Allende che ha portato alla dittatura di Pinochet, proprio dal Cile, arrivano ottime notizie: Jos\u00e8 Antonio Kast, leader del Partito Repubblicano \u00e8 il nuovo presidente del Paese andino. Padre di nove figli \u00e8 un bel vedere nella foto di gruppo che circola sulla rete. 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