{"id":660607,"date":"2025-12-19T10:44:59","date_gmt":"2025-12-19T09:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=649615"},"modified":"2025-12-19T10:44:59","modified_gmt":"2025-12-19T09:44:59","slug":"magenta-e-corbetta-la-betty-la-sara-su-par-ades-addio-bettycuore-contiamo-sia-un-arrivederci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=660607","title":{"rendered":"Magenta (e Corbetta): la Betty la sara su (par ades). Addio Bettycuore, contiamo sia un arrivederci"},"content":{"rendered":"<p>Non versate delle cazzo di lacrime di coccodrillo, perch\u00e9 bar e ristoranti sono cose serie, forse la cosa pi\u00f9 seria che rimane in  quest&#8217;epoca liquida che al bancone preferisce ormai e di gran lunga l&#8217;onanismo social. Pertanto quando un locale chiude o si congeda \u00e8 un po&#8217; colpa di tutti. Anche tua, che stai leggendo. O mia, che scrivo. Poi ovviamente siamo tutti diversi, unici, singoli (non \u00e8 sempre un male: se le teste di minchia non si replicano, non \u00e8 un male), e la vita di comunit\u00e0 non  fa pi\u00f9 per noi. E allora siamo qui a scrivere in chiusura di un locale che non \u00e8  mai stato solo un bar o un ristorante. <\/p>\n<p><strong>E&#8217; stato un Place to Be, una folata di squilibrio positivo in un mondo deflagrato dall&#8217;esposizione mediatica e televisiva del wine and food (insc\u00ec disan..), ma che ha molto pi\u00f9 a che fare col sangue, il sudore e la merda (di formichiana memoria) che con Master Chef <\/strong>(accettate un consiglio spassionato: i grandi chef, le grandi cucine, conosceteli, leggeteli, studiateli, mangiateci, andateci a parlare, non state a ridere come beoti mentre maltrattano un por fioeu che di giorno vende assicurazioni e la sera si fa le pippe con le riduzioni di balsamico da abbinare a un risotto di cui non conosce manco le origini).<\/p>\n<p><strong>Ue&#8217; Provera che pippone, ma sta ghe ados? Alura tal disi; la Betty, al secolo Elisabetta Cerri, quela dal Bettycuore, a Magenta taca la piasa dal merca, la sara su. Chiude, per i non autoctoni (giargianes..). Per ora andr\u00e0 a svernare nella Valle di Emile Chanoux (quel d&#8217;Aosta, tavan.. a l&#8217;\u00e8 la piasa), poi.. vidarem<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma chi l&#8217;\u00e8, la Betty? Nel suo sito la descrivono cos\u00ec, o meglio si descrive cos\u00ec: <\/p>\n<p>Il mio nome \u00e8 Elisabetta, ma voi potete chiamarmi Betty. La mia passione \u00e8 il mio lavoro, e il mio lavoro \u00e8 la mia vita! Le esperienze ed i viaggi che ho intrapreso nei primi anni della mia carriera hanno influenzato la mia cucina e il modo di intendere questa nobile professione. Dall\u2019italia alla germania, passando per la francia fino ad arrivare agli stati uniti ho imparato dagli chef pi\u00f9 abili, imparando svariate lingue, l\u2019arte di ricevere e affinando le mie tecniche culinarie.<\/p>\n<p>Esperienze<br \/>\nNel 1989 torno in italia e avvio la mia prima societ\u00e0 di catering a Milano lavorando nelle location pi\u00f9 esclusive del jetset, per matrimoni ed eventi istituzionali\u2026un periodo memorabile!<br \/>\nNel 2000 apro il mio primo locale in provincia, \u201cBetty e basta\u201d nella storica Villa Massari.<br \/>\nQualche hanno pi\u00f9 tardi accetto la sfida spostandomi nel centro storico di Magenta, aprendo il mitico \u201cDRY\u201d in Piazza Liberazione.<br \/>\nNel 2015 i miei obiettivi si espandono, il centro mi sta stretto e cos\u00ec mi sposto in una location pi\u00f9 ampia e completa, inizia il viaggio di Bettycuore che ancora oggi sto percorrendo insieme a mia sorella Gabriella.<\/p>\n<p><strong>A me non ha mai convinto troppo, sta&#8217; roba. Del resto non l&#8217;ho scritta io. L&#8217;errore madre, madornale di queste righe \u00e8 l&#8217;aver dimenticato la madre di tutto, l&#8217;origine. Non la grande mamma di sangue per la Betty e sua sorella Gabriella, andata in Cielo dopo aver dispensato sorrisi e vitalit\u00e0 corbettina. <\/strong><\/p>\n<p>E quindi? Quindi..<\/p>\n<p><strong>La madre \u00e8 Corbetta, la terra trasformata per sempre da Carlo Alberto Pisani Dossi e Luciano Prada (e non certo dal sindaco di Tik Tok, non fatevi perculare); tutto nasce l\u00ec e da l\u00ec. La follia intrinseca, il sottofondo musicale, l&#8217;esprit, la Heimat (ossia, l&#8217;anima profonda) \u00e8 tutta l\u00ec: Betty Cerri \u00e8 Corbetta, \u00e8 sempre stata e sempre sar\u00e0.<\/strong> Ce lo ricordiamo per quando andavamo ai banconi di una della sue creature, negli anni a cavallo dei Dieci prima dello sbarco in piazza Liberazione a Magenta (bel locale, bellissimo palazzo Donarini, difettava un&#8217;anima cittadina, forse), perch\u00e9 dalla Betty c&#8217;era figa. Motore instancabile dei locali, assieme ovviamente al buon cibo.<\/p>\n<p>Betty Cerri \u00e8 stata e sar\u00e0 sempre Corbetta, la sua signature \u00e8 quella, e per fortuna. Se vuoi andare con le cozze da Magenta a Bangkok, sulle orme di Forrest Gump, l&#8217;avocado toast di New York, la pasta con Alicine del Forte, i paccheri ai 5 pomodori, una pasta con puntarelle come solo a Roma puoi apprezzare, una caprese con i pomodori superlativi dell&#8217;Oruboni (al secolo il fruttivendolo pachistano da me ribattezzato il Maestro, caro come il fuoco ma dispensatore di grandi bont\u00e0 vegetali di ogni genere, scoperto grazie alla Betty), da Bettycuore devi, anzi dovevi, passare.<\/p>\n<p>Estro e Corbetta a patto che i voli pindarici li fai sul sottofondo consistenete e  solido di una tradizione rispettata: la cucina, Gualtiero Marchesi ed Ezio Santin docent, \u00e8 anzitutto saper fare e mantecare un risotto, compulare un arrosto magari con un delizioso fondo bruno, padroneggiare le basi, le fondamenta. Poi, nel caso, ti metti le ali alla Icaro, ma attento all&#8217;atterraggio, non siete mica Ferran Adri\u00e0 o Bottura o meglio ancora il sommo Fulvio Pierangelini (occhio, a 73 anni ha appena aperto un locale in via della Spiga a Milano, posto da sciuri in un 5 stelle, ma forse ritroveremo l&#8217;antico fuoco del pi\u00f9 grande Genio della cucina del Ventesimo secolo ed oltre).<\/p>\n<p><strong>E infatti la Betty ci ha sempre fatto andare via di testa con la lasagna, il risotto, lo spaghetto, il pat\u00e8 che a Natale se l&#8217;\u00e8 sempre giocata con quello di Peck. La tradizione. Corbetta. <\/strong><\/p>\n<p>Poi certo, ci si stanca. Il tempo passa, anni fa passarono dalla Betty frotte di imberbi pubescenti, bellissime ventenni in minigonna, rampolli della neo borghesia est ticinia che da tempo fa rimpiangere quella caciarona della Peralza (entrambe con pingui conti in banca e pochi libri sugli scaffali, ma almeno quelli avevano costruito industrie solide, alla manifattura e all&#8217;economia reale davano del tu), noi contenti per lei e il cassetto (sensa dan\u00e8, ta ve da nisuna part, nella ristorazione come in ogni altro ambito del commercio, sembra banale ma spesso si esaltano i ristotanti di grande stile e architetti altisonanti, ma la ristorazione la fai per il cliente, non per far parlare gli scribacchini come me, che peraltro in questo settore sono marchettari incalliti).<br \/>\n<strong><br \/>\nLoro, secondo me, l&#8217;animo profondo della Betty non l&#8217;avevano mai colto. Non avevano capito, Corbetta, il Ligria, l&#8217;\u00e8 tua l&#8217;\u00e8 mia l&#8217;\u00e8 morta l&#8217;umbria, Cerri Barbell, i trani, il record italiano nel consumo di Campari, la giesa granda, il Dossi, sempar lu,  il Boemo Paulin e il Daniele Cucchiani, i Gamba de Legn e il Giovanni Parini. O ta pasa da l\u00ec, o ta capis un casu.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La nostra cucina \u00e8 conosciuta per la sua inconfondibile &#8220;raffinattezza creativa&#8221; che si sposa perfettamente con l&#8217;ampia cantina di etichette pregiate. Qui troverai un ambiente amichevole e caloroso, tanto da sentirti come a casa. Bettycuore \u00e8 sinonimo di famiglia. Il cuore pulsante del ristorante siamo noi, due sorelle: Gabriella ed Elisabetta, per gli amici Betty. La nostra storia ha origine tanto tempo fa, ma ci\u00f2 che conta \u00e8 il viaggio che ci ha portato fino a qui, nella citt\u00e0 di Magenta, in questa storica Villa in stile liberty che fa da scrigno del nostro mondo, fatto di tradizione, creativit\u00e0 e passione per la ristorazione.<\/p>\n<p>Men\u00f9 alla carta<br \/>\nLa nostra cucina \u00e8 conosciuta per la sua &#8220;raffinatezza creativa&#8221;<br \/>\nEntr\u00e9e<br \/>\n\u201cUN GIRO IN ROMAGNA\u201d LA MIA SELEZIONE DI SALUMI, L\u2019INSALATA RUSSA DELLA MIA MAMMA\u20ac 15<br \/>\n(My selection of hams and salamis, Russian salad) Allergeni 2,13,14<br \/>\nFAVE, CICORIA E BURRATA\u20ac 15<br \/>\n(Broad beans, chicory and burrata cheese) Allergeni 3<br \/>\nLe mie cozze al gorgonzola\u20ac 15<br \/>\n(My mussels with gorgonzola) Allergeni 3,4<br \/>\nLe lumache in Borgogna\u20ac 15<br \/>\n(Bourguignonne snails) Allergeni 3,12,13<br \/>\nIl tentacolo in autunno\u20ac 18<br \/>\n(Autumn tentacle) Allergeni: 4,7,8,11,12,14<br \/>\nI primi piatti<br \/>\nI RAVIOLI DI BURRATA ALLA CARBONARA\u20ac 16<br \/>\n(Carbonara burrata ravioli) Allergeni 3,9,14<br \/>\nGli spaghetti ai ricci di Mare\u20ac 28<br \/>\n(Spaghetti with sea urchins) Allergeni 4,5,8<br \/>\nIl risotto alla milanese con o senza l\u2019ossobuco\u20ac 15 &#8211; \u20ac 30<br \/>\n(Milanese risotto with or without ossobuco) Allergeni 3,9,12<br \/>\nLA MIA PASTA DEL CUORE\u20ac 15<br \/>\n(My favourite pasta) Allergeni 3.5,9<br \/>\nGLI GNOCCHI AL BLEU D\u2019AOSTE\u20ac 15<br \/>\n(Gnocchi with Bleu d\u2019Aoste cheese) Allergeni: 2,3,9,11,13<br \/>\nGLI STRASCINATI CON LE CIME DI RAPA\u20ac 15<br \/>\n(Strascinati with turnip tops) Allergeni 5,9,14<br \/>\nI secondi piatti<br \/>\nIl medaglione di tonno con l\u2019insalata di finocchi ed arance\u20ac 25<br \/>\n(Tuna medallion with fennel and orange salad) Allergeni 12,2<br \/>\nBLACK COD ARROSTO\u20ac 25<br \/>\n(Roast Black Cod) Allergeni: 5,9,7,13<br \/>\nIL FRITTO DI GAMBERI E CALAMARI\u20ac 20<br \/>\n(Fried squids and shrimps) Allergeni 5,8,9<br \/>\nLe quaglie ripiene al foie gras\u20ac 30<br \/>\n(Foie gras\u2013stuffed quails) Allergeni 1,2,3,4,5,6,7,8,9,11,12,13,14<br \/>\nIl ganassino brasato al Cannonau\u20ac 20<br \/>\n(Braised pork cheek in Cannonau wine) Allergeni 3,9,12<br \/>\nIl filetto di manzo e i suoi contorni\u20ac 28<br \/>\n(Beef fillet with vegetables) Allergeni 3<br \/>\nIL MENU BIMBI &#8211; \u20ac 20,00<br \/>\nLa milanesina panata con le chips<br \/>\n(Meatbreaded with chips) Allergeni 3, 9<br \/>\nBibita a scelta<br \/>\n(Choose your drink)<br \/>\nIl gelato<br \/>\n(Ice cream) Allergeni 3<br \/>\nDESSERT &#8211; \u20ac 8,00<br \/>\nSono fatti in casa e variano ogni giorno.<br \/>\nIl personale di sala sar\u00e0 ben lieto di illustrarveli<\/p>\n<p>SU PRENOTAZIONE<br \/>\nLa Cass\u0153ula<br \/>\nI PIATTI TIPICI&#8221;<\/p>\n<p>Ecco, la cassoeula.. Menu mal. Tutta roba tratta dal sito (che non ho scritto io, si vede..).<\/p>\n<p>Ho chiesto all&#8217;intelligenza artificiale di definirmi la Betty associata all&#8217;estro in cucina: ma rispondu insc\u00ec.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;estro in cucina \u00e8 come un lampo di genio che ti colpisce all&#8217;improvviso. \u00c8 quel momento in cui il tuo istinto prende il sopravvento e ti fa creare qualcosa di completamente nuovo e originale. \u00c8 il gusto di sperimentare, di provare, di sbagliare e di imparare.<\/p>\n<p>Il talento, invece, \u00e8 la base su cui si costruisce l&#8217;estro. \u00c8 la tecnica, la pratica e la dedizione che ti permettono di realizzare le tue idee. Ma \u00e8 anche la capacit\u00e0 di improvvisare, di adattarsi e di creare qualcosa di nuovo e interessante.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;imprevedibilit\u00e0. Quello che rende la cucina cos\u00ec affascinante e imprevedibile. Un ingrediente che non c&#8217;\u00e8, un utensile che non funziona, un errore che diventa un&#8217;opportunit\u00e0. \u00c8 tutto questo che rende la cucina un&#8217;avventura, un viaggio di scoperta e di crescita&#8221;.<\/p>\n<p>Tanto vi dovevo. Scrivo questo pezzo perch\u00e9 non avrei mai voluto scriverlo, la Betty il 6 maggio 2024 a pranzo mi fece tornare al piacere della tavola dopo un mese d&#8217;ospedale, la Rianimazione e la quasi morte, e pure alcuni piatti indefinibili serviti ai degenti, e la dovr\u00f2 sempre ringraziare. Per il resto.. dopo i 35 anni si esce una volta in meno a settimana, le uscite si diradano e noi non siamo quasi mai dove vorremmo essere.<\/p>\n<p>Dalla Betty quando ci siamo stati abbiamo vissuto l&#8217;inatteso godimento dell&#8217;estro, abbiamo aspettato, mangiato pinse paradisiache e la volta dopo meno (Corbetta, si sa, \u00e8 umorale e ridanciana.<\/p>\n<p>&#8220;Dunque mi siedo. Accendo il tabacco e riprendo il testo, Indice: Parole povere; Storia di un titolo; Salvacondotto (in forma di prologo); Proverbi, motti, facezie, massime, locuzioni, detti popolari; Modi di dire, frasi fatte, scherzi di parole; Filastrocche, nenie, tiritere, conte, litanie, pive, cantilene; Richiami, inviti, mottetti del mondo animale; Invocazioni, sospiri, lamenti, ingiurie, scongiuri, grida, giuramenti, battibecchi, sfoghi, spavalderie e altro; Indovinelli; Commiato dal numero 13; Note, Controritratto d\u2019autore, a cura del medesimo. Di s\u00e9 scrive: \u201cUmanista, uomo di fantasia, esteta del quotidiano, scrivano di contado\u201d. Quando s\u2019incarta con la morte in quella nebbia spessa, il Luciano Prada scrive d\u2019arte per il Corriere della sera e nel 1994 il Corriere era ancora il Corriere. Questo volume, oggi, dopo quarant\u2019anni, oh, certo, quando usc\u00ec fu un gran dire\u2026 chi scrive ha met\u00e0 del proprio sangue originario di Corbetta, mia madre Maria detta Angela, i miei nonni Giuseppina Sala e Francesco Cislaghi residenti in corte di propriet\u00e0 lungo la via Manzoni, ora tutti in dimora, ed io bimbo andavo, accompagnato dal nonno presso la Malpaga, alla terra, la vigna, a dorso di cavallo, di asino, munsi una vacca, decapitai, istruito dal vecchio caporalmaggiore degli alpini Grande Guerra, un gallo feroce che mi aveva beccato allo zigomo, trattenuto al ceppo, con una roncola e arrostito nel forno a legna della cucina economica in ghisa\u2026 quando usc\u00ec il Caldarina fu clamore, allora, quarant\u2019anni fa, in molti si riconobbero o direttamente o per ceppo (ripetizione voluta ad indicare dapprima l\u2019albero e di poi l\u2019origine che in lombardismo coincidono) di famiglia e la lingua che si parlava nelle case, la lingua era il dialetto tanto che, quando si andavano ad esprimere in italiano, l\u2019italiano pareva lingua tradotta. Oggi, dopo quarant\u2019anni e tutto quel mondo a dimora, e definitivamente significando che mai pi\u00f9 risorger\u00e0, il libro assume valore antropologico. Una mappa, come da indice riportato, precisa, ampia e dettagliata, di un modo di vivere, costume, tradizione, culto, cultura, seppellito. Andrebbe ripubblicato. Un libro ricchissimo. Le Note presenti a chiusura danno la dimensione di come l\u2019Autore avesse lavorato in prospettiva. Emerge la Sua capacit\u00e0 di cogliere, dal vernacolo, la lingua colta, classica, riferendo autori, italiani e stranieri, che collimano nel detto, sia alto che basso. Un libro che un qualche studente potrebbe affrontare per una tesi di laurea\u2026 le fotografie di Gianni Saracchi, tutte in bianco e nero restituiscono la fissit\u00e0 e la profondit\u00e0 abissale delle lapidi cimiteriale a tal punto che sembra osservino il lettore il che procura il chiasmo dell\u2019anima, mentre i disegni di Patrizia Comand, pur richiamando squarci riconoscibili del paese che fu gi\u00e0 affrescano una scena metafisica. Libro d\u2019anime, quindi. Ed a questa chiamata devo la mia bagatella&#8221;. Emanuele Torreggiani<\/p>\n<p><strong>Alura fioeu, Bettycuore saluta e chiude, ultima cena sabato 20 dicembre, alle 22 il brindisi, niente (superbo) pat\u00e8 natalizio quest&#8217;anno, sulle sue e nostre tavole (magari un tuchetin, Betty, tal dumandi).<\/strong> Presto sui monti resi iconici dal film di Luca Marinelli e Alessandro Borghi, tratti dalle pagine di Paolo Cognetti che ha cercato la pace e il silenzio in  Val d&#8217;Ayas, possiamo capirlo da gente che come noi ha l&#8217;esprit della pianura (num da la basa, gent alegar, fioeu da piasa).<\/p>\n<p>C&#8217;ha promesso che  torna. Sperem. Al netto e al lordo delle sue follie da discepola corbettese di Mel Brooks (la Betty sembra uscita da Mezzogiorno e mezzo di fuoco, questa \u00e8 per cultori), ci mancher\u00e0 e tanto. Mi mancher\u00e0 e tanto. <\/p>\n<p>Dove lo porter\u00e0, il suo talento nomade? CE lo riporter\u00e0, inteso chi da num?<br \/>\n\u00abIl nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell\u2019istruzione o della cultura. \u00c8 un uomo di fede\u00bb. E insieme un\u2019autoanalisi, che gli permettesse di rispondere a una domanda elementare: \u00abPerch\u00e9 divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?\u00bb.<br \/>\nAnatomia dell\u2019irrequietezza viene pubblicato in Inghilterra simultaneamente all\u2019edizione italiana (1996). Bruce Chatwin, edizioni Adelphi.<\/p>\n<p>Ecco, senza la Betty qualsiasi grande piatto rischier\u00e0 di stufarci, di non emozionarci, di ricaccarci nel mondo dei fantasmi e del buio fatto di banale e stant\u00eca ripetitivit\u00e0 (posto che buio e fantasmi sono compagni assidui, per chi spadella in cucina da decenni: il cuoco \u00e8 sempre circondato di gente, ma alla fine \u00e8 solo).<\/p>\n<p>Adieu Betty, grazie a te e grazie alla Gabriella. Come direbbe il grande Luciano Prada da Corbetta, a buon rivederci.<\/p>\n<p>So long, per te. E per la tua inguaribile follia. Errori tanti, generosit\u00e0 altrettanta, cuore ovunque, anche quando venivo e non c&#8217;eri.<\/p>\n<p>&#8220;Ma dua l&#8217;\u00e8 la Betty?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E ti tal se?&#8221;<\/p>\n<p>Appunto. Va beh, andiamo dalla Titta e beum un Campari, per cercare di (ri)sentire la pi\u00f9 grande perla di saggezza da bancone di un bar distillata dal leggendario Ceruti:<br \/>\n&#8220;Piroli, ma par ves insc\u00ec ignurant te fai la scoeura?&#8221;.<\/p>\n<p>Sa sintum prest.<\/p>\n<p>Fabrizio Provera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non versate delle cazzo di lacrime di coccodrillo, perch\u00e9 bar e ristoranti sono cose serie, forse la cosa pi\u00f9 seria che rimane in quest&#8217;epoca liquida che al bancone preferisce ormai e di gran lunga l&#8217;onanismo social. Pertanto quando un locale chiude o si congeda \u00e8 un po&#8217; colpa di tutti. Anche tua, che stai leggendo. 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