{"id":660916,"date":"2025-12-23T18:02:15","date_gmt":"2025-12-23T17:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=650158"},"modified":"2025-12-23T18:02:15","modified_gmt":"2025-12-23T17:02:15","slug":"salute-listituto-nazionale-dei-tumori-di-milano-guida-linnovazione-nelle-cure-palliative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=660916","title":{"rendered":"Salute. L&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano guida l&#8217;innovazione nelle cure palliative"},"content":{"rendered":"<p>Le cure palliative non sono sinonimo di fine vita. Sono un&#8217;assistenza clinica precoce, concreta e specialistica che affianca le terapie oncologiche per controllare i sintomi, migliorare la qualit\u00e0 della vita e orientare le decisioni cliniche.<\/p>\n<p>\u00c8 la visione moderna che l&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) porta alle cronache scientifiche, grazie a tre studi recentemente presentati al XXXII congresso nazionale della Societ\u00e0 Italiana di Cure Palliative (SICP). Tre contributi che mostrano un settore in fermento, capace di innovare modelli di cura, ottimizzare i percorsi e offrire strumenti utili a oncologi e palliativisti.<\/p>\n<p><strong>UN NUOVO MODO DI PREVEDERE, PER CURARE MEGLIO<\/strong><br \/>\nIl lavoro sul POP score (Palliative Oncologic Prognostic Score), \u00e8 stato premiato con il prestigioso Premio De Martini al Dottor Giacomo Massa (Ricercatore medico INT\u2013Universit\u00e0 degli Studi di Milano), come primo autore.<br \/>\nSviluppato dal team della Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione dell&#8217;INT, il POP score introduce un elemento fino ad oggi assente nei modelli prognostici in cure palliative: l&#8217;indicazione oncologica.<br \/>\nNell&#8217;era delle immunoterapie e delle terapie target, i modelli prognostici tradizionali non bastano pi\u00f9: le nuove terapie possono modificare rapidamente l&#8217;evoluzione della malattia, rendendo necessaria una valutazione pi\u00f9 dinamica e personalizzata.<br \/>\nIl POP score integra sette variabili cliniche facilmente rilevabili, tiene conto dell&#8217;indicazione oncologica di continuare o meno le terapie nei 30 giorni precedenti la visita di cure palliative e fornisce predizioni puntuali di sopravvivenza a 1, 3 e 6 mesi, pi\u00f9 precise delle pi\u00f9 ampie categorie prognostiche usate finora.<br \/>\n&#8220;Questo strumento consente al palliativista di valutare con maggiore precisione la prognosi di un paziente nell&#8217;oncologia contemporanea, inoltre \u00e8 rapido e non costoso, perfetto per la pratica clinica&#8221;, spiega il Dottor Massa. &#8220;\u00c8 pensato per le cure palliative ambulatoriali, non per il fine vita, essendo le cure palliative precoci una realt\u00e0 ancora poco considerata dagli strumenti prognostici disponibili fino a oggi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>CAPIRE IL MOMENTO GIUSTO: IL SUPPORTO DEL PCRS<\/strong><br \/>\nUn secondo studio presenta il Palliative Care Referral System (PCRS), sviluppato in un progetto finanziato dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia. Si tratta di uno strumento operativo, destinato agli oncologi, che li aiuta a cogliere il momento giusto per inviare il paziente alle cure palliative.<br \/>\nLa letteratura dimostra che un invio precoce migliora sintomi, qualit\u00e0 di vita, coordinamento dell&#8217;assistenza e sopravvivenza, ma nella pratica manca spesso un criterio univoco per decidere quando farlo.<br \/>\n&#8220;Il PCRS facilita una valutazione personalizzata del paziente e aiuta a evitare invii tardivi, quando il margine clinico \u00e8 ridotto&#8221;, osserva il Professor Augusto Caraceni, Direttore della Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione dell&#8217;INT. &#8220;Uno strumento semplice che migliora l&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza, senza aggiungere complessit\u00e0 al lavoro del clinico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>APPROPRIATEZZA, SICUREZZA E REALT\u00c0 CLINICA<\/strong><br \/>\nIl terzo contributo \u00e8 una revisione sistematica sulla presenza di disturbi da uso inappropriato di oppioidi nei pazienti oncologici. Nel dibattito internazionale, segnato dalla cosiddetta opioid crisis, c&#8217;\u00e8 il rischio che preoccupazioni nate in contesti diversi portino a stigmatizzare farmaci indispensabili per il controllo del dolore oncologico.<br \/>\nLa revisione mostra che: le evidenze disponibili nella popolazione oncologica sono ancora limitate; nei pazienti oncologici, i casi di uso inappropriato di oppioidi sembrano pi\u00f9 rari rispetto ad altri pazienti con dolore cronico; mancano strumenti diagnostici realmente adatti a questa popolazione. &#8220;Il nostro obiettivo \u00e8 proteggere l&#8217;accesso a farmaci fondamentali, evitando che paure generalizzate portino a sottotrattare il dolore&#8221;, aggiunge Massa.<\/p>\n<p>Questi studi, oltre a guidare la pratica clinica quotidiana, si inseriscono anche nel percorso formativo della Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, diretta dal professor Caraceni che ha sede presso l&#8217;INT, contribuendo a formare nuovi specialisti e a diffondere una cultura pi\u00f9 moderna e consapevole delle cure palliative.<\/p>\n<p><strong>(Nella foto grande l&#8217;equipe dell&#8217;Istituto dei tumori di Milano)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cure palliative non sono sinonimo di fine vita. 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