{"id":661881,"date":"2026-01-09T15:30:25","date_gmt":"2026-01-09T14:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=651948"},"modified":"2026-01-09T15:30:25","modified_gmt":"2026-01-09T14:30:25","slug":"accordo-ue-mercosur-le-insidie-per-il-comparto-risicolo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/accordo-ue-mercosur-le-insidie-per-il-comparto-risicolo-italiano\/","title":{"rendered":"Accordo Ue-Mercosur: le insidie per il comparto risicolo italiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il potenziale produttivo del Mercosur \u00e8 sei volte superiore a quello dell&#8217;Unione europea:<\/strong> parliamo di 15 milioni di tonnellate di risone contro i soli 2,5 milioni prodotti nel vecchio continente. <\/p>\n<p>In questo scenario, il paese che entra maggiormente in rotta di collisione con il Nostro \u00e8 l&#8217;Uruguay, che produce circa 1,5 milioni di tonnellate di risone &#8211; una cifra speculare alla produzione media italiana &#8211; esportando ben il 95% del proprio raccolto. Una dinamica simile interessa il Paraguay, mentre il Brasile, pur rappresentando il 75% della produzione dell&#8217;area, destina quasi tutto il prodotto al consumo interno. L&#8217;Argentina si attesta invece su una posizione intermedia, esportando il 40% del proprio riso.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo tra Ue e Mercosur, garantendo un accesso a dazio zero per il riso sudamericano senza un analogo trattamento per il prodotto europeo, rappresenta una minaccia concreta. Sebbene il contingente iniziale sia di 10.000 tonnellate (con un aumento progressivo fino a 60.000), il timore \u00e8 che tale quota vada ad appesantire ulteriormente un mercato gi\u00e0 sotto pressione a causa delle importazioni agevolate dai Paesi Meno Avanzati (PMA).<\/p>\n<p>Infatti, pur essendo un volume non di enorme rilevanza, considerato che l&#8217;Unione europea ha importato 1,7 milioni di tonnellate base riso lavorato nella scorsa campagna di commercializzazione, il quantitativo concesso a dazio zero al Mercosur andr\u00e0 ad aumentare la pressione sul nostro prodotto che gi\u00e0 oggi \u00e8 in sofferenza considerando che pi\u00f9 del 60% del riso importato gode di un&#8217;agevolazione tariffaria, quasi sempre totale; il che significa in esenzione del dazio.<\/p>\n<p><strong>A tal proposito, la Presidente dell&#8217;Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, ha espresso una ferma posizione:<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Questa intesa non tutela i nostri risicoltori perch\u00e9 la Commissione europea sembra ignorare il forte malcontento del settore minacciato dall&#8217;assenza di reciprocit\u00e0 e da importazioni agevolate da paesi che non hanno gli stessi standard ambientali, produttivi ed economici dell&#8217;Europa. \u00c8 indispensabile che non entrino nell&#8217;Unione prodotti ottenuti senza il rispetto degli stessi standard di sicurezza alimentare garantiti dalle nostre aziende. L&#8217;Ente Nazionale Risi si adoperer\u00e0 in ogni sede affinch\u00e9 vengano introdotte garanzie reali sulla protezione delle nostre produzioni con efficaci clausole di salvaguardia ed efficienti sistemi di controllo da parte delle autorit\u00e0 preposte sui prodotti importati nell&#8217;Ue.&#8221;<\/p>\n<p>La sfida, dunque, riguarda anche l&#8217;equit\u00e0 delle regole. Senza questo allineamento, il riso coltivato in Italia &#8211; gi\u00e0 penalizzato da costi di produzione tra i pi\u00f9 elevati al mondo a causa dei vincoli normativi e della qualit\u00e0 del lavoro \u2013 si troverebbe a competere in una posizione di insostenibile svantaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il potenziale produttivo del Mercosur \u00e8 sei volte superiore a quello dell&#8217;Unione europea: parliamo di 15 milioni di tonnellate di risone contro i soli 2,5 milioni prodotti nel vecchio continente. 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