{"id":662365,"date":"2026-01-15T19:00:13","date_gmt":"2026-01-15T18:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=652725"},"modified":"2026-01-15T19:00:13","modified_gmt":"2026-01-15T18:00:13","slug":"il-fascino-della-fama-letteraria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=662365","title":{"rendered":"Il fascino della fama letteraria"},"content":{"rendered":"<p>Chi scrive poesie e\/o romanzi, solitamente lo fa per trovare o ritrovare se stesso (magari su consiglio di uno psicologo come usa negli Usa), lo fa perch\u00e9 ha qualcosa da dire, lo fa perch\u00e9 vuole che una certa esperienza non vada perduta; insomma, i motivi sono vari, ma indipendentemente da ci\u00f2, tutti sperano che le loro parole in versi o in prosa gli donino almeno un pizzico di riconoscimento dei lettori, e alcuni pi\u00f9 ambizioni sognano addirittura la fama con la effe maiuscola, quella Fama che nel mondo classico era nientemeno che una dea alata dotata di una tromba e di una palma d\u2019alloro. E se essa non dovesse venire in vita? Che venga almeno post mortem, cos\u00ec come scrisse Foscolo nella chiusa del sonetto \u201cAutoritratto\u201d: Morte, tu mi darai fama e riposo.<\/p>\n<p>Avere questo riconoscimento non \u00e8 da tutti perch\u00e9 si sa che ieri come oggi, per farcela, bisogna avere fortuna e, soprattutto, conoscere qualcuno che possa dare una mano. A tal proposito affront\u00f2 l\u2019argomento il pi\u00f9 importante scrittore svedese vissuto a cavallo tra \u2018800 e \u2018900, ovvero August Strinberg, il quale, con la sua penna graffiante, ne parl\u00f2 nel suo primo e satirico romanzo \u201cLa stanza rossa\u201d, che scrisse trentenne in appena sei mesi. Riporto uno stralcio del testo, perch\u00e9 pu\u00f2 di certo interessare gli aspiranti autori per il modo spregiudicato con lo cui racconta.<\/p>\n<p>Arved Falk voleva incominciare subito dal potente Smith\u2026voleva incominciare da quel temuto dalle mille braccia il quale poteva fare uno scrittore in dodici mesi, anche se la stoffa non era della migliore qualit\u00e0. Si conosceva il suo metodo, ma nessuno osava valersene perch\u00e9 era necessaria, per questo, una dose di spudoratezza senza paragone. Lo scrittore di cui egli si occupava era certissimo di conquistarsi un nome, e perci\u00f2 Smith era assediato dagli scrittori senza nome. Per fare intendere come niente potesse resistergli e come egli fosse veramente capace di mandare avanti chi voleva, infischiandosene del pubblico e della critica, si raccontava spesso questo episodio.<\/p>\n<p>Il giovanetto, che ancora non aveva scritto nulla, aveva messo insieme un brutto romanzo e l\u2019aveva portato a Smith. Per caso piacque a Smith il primo capitolo \u2013 egli non leggeva mai oltre il primo capitolo \u2013 ed egli decret\u00f2 che il mondo dovesse salutare un nuovo scrittore. Il libro venne fuori. Sul verso della copertina si leggeva: \u201cSangue e spada, Romanzo di Gustavo Sj\u00f6holm: Quest\u2019opera del giovane e promettentissimo scrittore, il cui nome \u00e8 conosciuto e apprezzato, da molto tempo, in una vasta cerchia di lettori\u2026ecc. ecc\u2026 La profondit\u00e0 nel tratteggio dei caratteri\u2026 la chiarezza\u2026la vigoria\u2026 deve essere raccomandato vivamente ai nostri lettori di romanzi\u201d.<\/p>\n<p>\u2026 In conclusione: dopo otto mesi, Gustavo Sj\u00f6holm era effettivamente un nome. E il pubblico, s\u2019intende, non poteva farci nulla. Dovette accettarlo.<\/p>\n<p>Chi sono oggid\u00ec i signori Smith? Di certo pi\u00f9 d\u2019uno, e sono certa che chi sta tentando o ha gi\u00e0 tentato la strada della scrittura, conosce la risposta. Insomma, Strindberg ebbe un bel coraggio a mettere nero su bianco come stavano le cose.<\/p>\n<p>Anche Dante accenn\u00f2 della fama nell\u2019XI canto del Purgatorio, parlando di miniatori, pittori e naturalmente di scrittori. Dicendo che la fama non \u00e8 nulla di fronte al trascorrere del tempo e che gli uomini sono destinati a essere dimenticati, tanto che un nuovo artista scaccia sempre la fama di chi lo ha preceduto:<\/p>\n<p>Credette Cimabue ne la pittura<br \/>\ntener lo campo, e ora ha Giotto il grido,<br \/>\ns\u00ec che la fama di colui \u00e8 scura:<\/p>\n<p>cos\u00ec ha tolto l\u2019uno a l\u2019altro Guido<br \/>\nla gloria de la lingua; e forse \u00e8 nato<br \/>\nchi l\u2019uno e l\u2019altro caccer\u00e0 del nido.<\/p>\n<p>Insomma, cos\u00ec come Guido Cavalcanti (il poeta amico dell\u2019Alighieri) ha oscurato Guido Guinizzelli (precursore della scuola stilnovista), ora lo stesso Dante (con un pizzico di superbia) prevede che lui medesimo prender\u00e0 il loro posto, e visto che \u00e8 divenuto il padre della nostra lingua, non sbagli\u00f2 la sua previsione.<\/p>\n<p>E sempre a proposito della fama, viene in mente un altro autore: Dino Buzzati. Ne Il deserto dei tartari, romanzo metafora della fuga del tempo, egli narra la vita del tenente Giovanni Drogo e quella dei soldati nella remota fortezza Bastiani, vita che scorre nell\u2019attesa dell\u2019arrivo dei Tartari, il cui attacco darebbe un senso alla loro vuota esistenza fatta di rigidi regolamenti, guardie, lettere che arrivano occasionalmente da luoghi civilizzati\u2026 mentre giorni, mesi e anni scorrono inesorabili. Buzzati, in un\u2019intervista raccont\u00f2 che per scrivere il suo romanzo, si era ispirato alla redazione del Corriere della Sera dove lavorava; infatti, il presidio militare era proprio la redazione e i suoi colleghi erano i militari della fortezza che sognavano un poco di fama che sarebbe potuta arrivare, magari grazie ad uno scoop o a un servizio giornalistico fortunato. E invece vivevano nella grigia routine.<\/p>\n<p>Naturalmente tutto ci\u00f2 era ed \u00e8 scoraggiante per chi non pu\u00f2 fare a meno di scrivere, soprattutto (a mio avviso), per quelle ottime penne che non riescono a farsi conoscere, mentre come affermava Strindberg: Il giovanetto, che ancora non aveva scritto nulla, \u2026dopo otto mesi, \u2026era effettivamente un nome.<br \/>\nCosa fare allora? Prima di tutto non desistere perch\u00e9 verseggiare e raccontare \u00e8 un piacere irrinunciabile, poi continuare a cercare le occasioni, magari in compagnia di Spes, ovvero della Speranza, l\u2019ultima dea dell\u2019Olimpo che porta sempre con s\u00e9 un fiore, e che \u00e8 amica della mutevole Fortuna che, come racconta Torquato Tasso nel canto XV della Gerusalemme Liberata, mentre funge da nocchiero di una magica imbarcazione in viaggio verso le isole Fortunate, indossa una gonna particolare che muta continuamente prendendo mille colori diversi, cos\u00ec che ogni uomo la vede sempre diversa da come era prima per quante volte si giri a guardarla:<\/p>\n<p>La sua gonna or azzurra ed or vermiglia<br \/>\nDiresti, e si colora in mille guise.<br \/>\nS\u00ec ch\u2019uom sempre diversa a s\u00e9 la vede<br \/>\nQuantunque volte a riguardarla riede. <\/p>\n<p>Insomma, la ruota della sua gonna gira, e la Fortuna va e viene, ma quando ella ci appare, bisogna fare quello che suggeriva Ludovico Ariosto nel suo Orlando furioso, ovvero: affrettarsi a prenderla per i capelli che ha solo sulla fronte, visto che dietro \u00e8 calva, ad indicare che una volta passata \u00e8 poi impossibile riprenderla. <\/p>\n<p><strong>Luciana Benotto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi scrive poesie e\/o romanzi, solitamente lo fa per trovare o ritrovare se stesso (magari su consiglio di uno psicologo come usa negli Usa), lo fa perch\u00e9 ha qualcosa da dire, lo fa perch\u00e9 vuole che una certa esperienza non vada perduta; insomma, i motivi sono vari, ma indipendentemente da ci\u00f2, tutti sperano che le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":662366,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,10],"tags":[38],"localita":[67],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-662365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-cultura-e-tempo-libero","tag-in-evidenza","localita-turbigo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/662365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=662365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/662365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/662366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=662365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=662365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=662365"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=662365"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=662365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}