{"id":662800,"date":"2026-01-21T15:30:37","date_gmt":"2026-01-21T14:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=653621"},"modified":"2026-01-21T15:30:37","modified_gmt":"2026-01-21T14:30:37","slug":"cia-protesta-a-strasburgo-a-rischio-40mila-posti-e-giro-daffari-da-22-mld-di-zootecnia-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=662800","title":{"rendered":"Cia protesta a Strasburgo: a rischio 40mila posti e giro d&#8217;affari da 22 mld di zootecnia Made in Italy"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia.<\/strong> Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocit\u00e0 piena e controlli serrati non c&#8217;\u00e8 accordo che tenga. L&#8217;agricoltura ne uscirebbe a pezzi&#8221;. Dalla seconda mobilitazione europea nell&#8217;arco di due mesi, dopo quella a Bruxelles, si leva la voce del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Dati alla mano, lo scenario \u00e8 preoccupante, soprattutto per i comparti pi\u00f9 sensibili: zootecnia e risicoltura in testa.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ANALISI CIA &#8211;<\/strong> La protesta di Cia vuole accendere i riflettori sui numeri drammatici dell&#8217;accordo Ue-Mercosur cos\u00ec com&#8217;\u00e8: circa 40.000 posti di lavoro a rischio in Europa nell&#8217;agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani. &#8220;Non ci fermiamo -ribadisce Fini- pretendiamo nero su bianco la reciprocit\u00e0 degli standard produttivi, sanitari e ambientali, pi\u00f9 controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci&#8221;.<\/p>\n<p><strong>I SETTORI PI\u00d9 COINVOLTI &#8211;<\/strong> Cia rileva che, in uno scenario di aumento dell&#8217;import a condizioni pi\u00f9 favorevoli, una maggiore disponibilit\u00e0 di prodotto pu\u00f2 esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere. Se nel settore zootecnico l&#8217;Italia vanta una filiera forte (la produzione di carni si attesta sui 3,3 milioni di tonnellate), i Paesi del Mercosur sfornano 38,5 milioni di tonnellate di carni, mentre l&#8217;import attuale \u00e8 limitato solamente a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni di euro. La forbice di scala tra capacit\u00e0 produttiva e mercato evidenzia, dunque, ampi margini di crescita che potrebbe avere l&#8217;export di carni dal Mercosur, col rischio di minare la redditivit\u00e0 di un settore che da noi vale circa 22,7 miliardi di euro. Si stima che entro il 2040, l&#8217;import di carni suine e pollame da quei Paesi aumenter\u00e0 del +25%. Nel comparto ortofrutticolo, invece, l&#8217;Ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso. Volumi modesti oggi, ma con che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani.<\/p>\n<p><strong>Sul riso, \u00e8 particolarmente rilevante anche il dato sulla concorrenza dei paesi Mercosur al nostro export:<\/strong> nel 2024 l&#8217;Italia ne ha prodotto 1.448.760 tonnellate per un valore delle esportazioni di 680 milioni euro intra-Ue e 187 milioni extra-Ue: quindi eventuali distorsioni competitive dal via libera all&#8217;accordo potrebbero riflettersi non solo sul mercato interno, ma anche sulle performance sui mercati stranieri.<\/p>\n<p><strong>I CONTROLLI &#8211;<\/strong> Cia lancia soprattutto l&#8217;allarme per la carenza di controlli. In particolare, l&#8217;organizzazione segnala le criticit\u00e0 del settore della carne bovina: un audit Ue, per esempio, ha gi\u00e0 smascherato le falle nell&#8217;export di carne non conforme per la presenza dell&#8217;ormone estradiolo 17-beta. Malgrado il Brasile abbia sospeso volontariamente le esportazioni verso l&#8217;Ue, partite di carne non conformi sono comunque riuscite ad arrivare in Italia. Pi\u00f9 in generale, Cia ricorda come siano state spesso rilevate inefficienze, follow-up lenti e catene del freddo instabili nella logistica. Il Mercosur prevede regolamenti formali ma applicazioni disuniformi e le infrastrutture limitate non garantiscono standard adeguati lungo la filiera. <\/p>\n<p><strong>In merito alla questione dei controlli sulle importazioni dal Mercosur, dunque, per Cia il rischio principale non \u00e8 solo &#8220;di settore&#8221;, ma di fiducia:<\/strong> bastano pochi casi negativi (anche isolati, come per l&#8217;estradiolo) per trascinare i consumatori italiani verso la diffidenza e la sfiducia nei confronti di filiere come quelle di carni, ortofrutta e riso, con effetti reputazionali devastanti per le aziende Made in Italy che rispettano norme Ue molto pi\u00f9 stringenti.<\/p>\n<p>&#8220;Era impensabile non essere qui, insieme alle altre organizzazioni europee, a difendere il futuro del comparto agricolo -conclude Fini-. Per assicurare cibo sano e sicuro a tutti, saremo sempre in prima linea e continueremo a esserlo per dettare le condizioni fondamentali in tutti gli accordi di libero scambio, viste le battaglie che ancora ci aspettano anche per la Pac&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocit\u00e0 piena e controlli serrati non c&#8217;\u00e8 accordo che tenga. L&#8217;agricoltura ne uscirebbe a pezzi&#8221;. 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