{"id":664700,"date":"2026-02-15T17:36:14","date_gmt":"2026-02-15T16:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=657130"},"modified":"2026-02-15T17:36:14","modified_gmt":"2026-02-15T16:36:14","slug":"a-bollate-le-olimpiadi-arrivano-anche-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=664700","title":{"rendered":"A Bollate le Olimpiadi arrivano anche in carcere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dopo il percorso avviato nelle precedenti edizioni e l&#8217;esperienza significativa maturata nell&#8217;istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, i Giochi della Speranza giungono alla terza edizione, facendo tappa per la prima volta alla Casa di Reclusione di Milano Bollate. <\/strong><\/p>\n<p>Sabato 28 febbraio il carcere si trasformer\u00e0 simbolicamente in un grande campo di gara, confermando la vocazione dell&#8217;iniziativa: utilizzare lo sport come linguaggio universale capace di abbattere barriere, pregiudizi e distanze.<\/p>\n<p>La &#8220;piccola olimpiade in carcere&#8221;, manifestazione promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, dal Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, dalla rete di magistrati Sport e Legalit\u00e0 e dal Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, \u00e8 stata presentata questa mattina nella sede di CASA ITALIA &#8211; MILANO CORTINA 2026, presso la Triennale di Milano.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa si \u00e8 progressivamente consolidata come un progetto educativo e sociale che mette al centro i temi della dignit\u00e0 della persona, della giustizia e dei percorsi di recupero.<\/p>\n<p>Dopo il successo del debutto nella Casa Circondariale di Rebibbia a Roma, rafforzando il valore inclusivo dello sport, i Giochi della Speranza compiono ora un ulteriore passo in un cammino gi\u00e0 avviato: costruire spazi reali di incontro, dialogo e responsabilit\u00e0 condivisa all&#8217;interno degli istituti di pena.<\/p>\n<p>\u00abPortare la speranza in carcere significa offrire alle persone detenute la possibilit\u00e0 di respirare un&#8217;aria di normalit\u00e0 &#8211; le parole di Daniele Pasquini, presidente Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport -, interrompendo schemi, ritmi e abitudini che spesso rendono la quotidianit\u00e0 detentiva monotona, ripetitiva e povera di significato. I Giochi della Speranza rappresentano, in questo senso, molto pi\u00f9 di un semplice evento: generano attesa, preparazione, coinvolgimento e contribuiscono a restituire valore al tempo, aiutando chi partecipa a viverlo con uno sguardo pi\u00f9 aperto e fiducioso\u00bb.<\/p>\n<p>Inserita nel clima e nei valori dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, questa edizione milanese, organizzata in collaborazione con il CSI Milano, assume un significato ancora pi\u00f9 forte. Lo sport diventa terreno comune su cui persone con ruoli diversi possono riconoscersi parte della stessa comunit\u00e0: nella giornata di sabato 28 febbraio, infatti, scenderanno in campo quattro delegazioni \u2013 detenuti, polizia penitenziaria, magistrati e rappresentanti della societ\u00e0 civile \u2013 chiamate a competere fianco a fianco, senza gerarchie o divisioni di sorta, unite dallo stesso spirito.<\/p>\n<p>\u00abIn un momento in cui la citt\u00e0 di Milano \u00e8 attraversata da questo meraviglioso vento olimpico &#8211; spiega Massimo Achini, presidente CSI Milano -, mi emoziona profondamente l&#8217;idea che questa atmosfera, con i valori dei giochi, possa scavalcare muri che normalmente sono invalicabili, per raggiungere luoghi dove non soffierebbe mai, come all&#8217;interno di una casa di reclusione. C&#8217;\u00e8 molta attesa per questa giornata, che non rappresenta un unicum, ma il compimento di un servizio di oltre 700 ore che durante tutto l&#8217;anno il CSI Milano svolge nei vari istituti di pena sul territorio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon abbiamo alternative &#8211; ha ribadito nel corso del suo intervento il giudice e coordinatore della Rete Magistrati Sport e Legalit\u00e0, Fabrizio Basei -, o pensiamo al carcere come un luogo dimenticato, distante dalla societ\u00e0, o lo immaginiamo come luogo dove espiare la pena ma, allo stesso tempo, dove iniziare un percorso nuovo, di reinserimento sociale e di speranza. Ecco, questo \u00e8 il significato profondo di questi Giochi: dare speranza\u00bb.<\/p>\n<p>Il programma di sabato 28 prevede una mattinata di gare dalle 9.30 alle 13.00, con la cerimonia di apertura seguita da tornei e prove sportive, dal calcio alla pallavolo, dal tennis tavolo alle attivit\u00e0 di atletica (velocit\u00e0 e staffetta), fino alle sfide a biliardino e scacchi. Discipline diverse, un unico messaggio: lo sport unisce e rende liberi, anche nei luoghi dove il confine tra &#8220;dentro&#8221; e &#8220;fuori&#8221; appare pi\u00f9 netto. Nel solco delle precedenti edizioni, l&#8217;iniziativa ribadisce che lo sport in carcere non \u00e8 un semplice passatempo, ma uno strumento concreto di educazione alle regole, di cura della persona e di responsabilizzazione, capace di generare speranza reale e prospettiva di futuro. Una speranza che si traduce in impegno, disciplina e consapevolezza, coerente con la funzione rieducativa della pena e con l&#8217;esigenza di promuovere modelli replicabili di attivit\u00e0 sportiva negli istituti penitenziari. Con la terza edizione, i Giochi della Speranza si confermano cos\u00ec come un progetto capace di superare simbolicamente le mura del carcere e di parlare all&#8217;intera comunit\u00e0, ricordando che il valore educativo dello sport non conosce confini e che, anche nei contesti pi\u00f9 complessi, pu\u00f2 diventare occasione reale di rinascita, inclusione e futuro.<\/p>\n<p>Per Michele Robibaro, rappresentante del Dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, \u00abl&#8217;accompagnamento delle persone detenute \u00e8 un gesto di umanizzazione, in continuit\u00e0 con il magistero della Chiesa, che ha pi\u00f9 volte richiamato l&#8217;importanza di restituire fiducia e dignit\u00e0. Lo sport &#8211; ha ricordato &#8211; educa alla disciplina e al lavoro di squadra e in carcere diventa un&#8217;esperienza concreta di libert\u00e0 possibile\u00bb.<\/p>\n<p>Il direttore del carcere di Milano Bollate, Giorgio Leggieri, ha parlato del valore dell&#8217;attesa come forma di speranza e dell&#8217;importanza che \u00abiniziative come questa siano radicate nel territorio, soprattutto in un periodo segnatodalle Olimpiadi. Il carcere viene spesso percepito come luogo di separazione, mentre pu\u00f2 diventare scenario di inclusione sociale, capace di ricomporre e dare normalit\u00e0 a una comunit\u00e0 di oltre 1600 persone\u00bb.<\/p>\n<p>Irene Marotta, direttore Div. IV Gruppi Sportivi del Corpo di Polizia Penitenziaria &#8211; Fiamme Azzurre, ha infine osservato che \u00abil progetto \u00e8 pensato come modello replicabile negli istituti dotati di strutture adeguate. Le quattro rappresentative \u2013 detenuti, magistrati, societ\u00e0 civile e polizia penitenziaria \u2013 incarnano in questo senso l&#8217;idea di una ricomposizione del conflitto attraverso lo sport\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di seguito il programma (orari in via di definizione) di sabato 28 febbraio: <\/p>\n<p>ore 8.00 &#8211; ingresso<\/p>\n<p>ore 9.00 &#8211; cerimonia di apertura e saluti istituzionali<\/p>\n<p>ore 9.30 &#8211; inizio gare<\/p>\n<p>ore 13.00 &#8211; premiazioni finali<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il percorso avviato nelle precedenti edizioni e l&#8217;esperienza significativa maturata nell&#8217;istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, i Giochi della Speranza giungono alla terza edizione, facendo tappa per la prima volta alla Casa di Reclusione di Milano Bollate. 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