{"id":666149,"date":"2026-03-07T11:33:26","date_gmt":"2026-03-07T10:33:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=660040"},"modified":"2026-03-07T11:33:26","modified_gmt":"2026-03-07T10:33:26","slug":"italrugby-vs-albione-il-giorno-in-cui-la-storia-puo-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=666149","title":{"rendered":"Italrugby vs Albione. Il giorno in cui la storia pu\u00f2 cambiare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nessun discorso pu\u00f2 prescindere da un dato: l&#8217;Italia nella sua storia non ha mai sconfitto gli inglesi. Le altre nazioni dell&#8217;orbita Sei Nazioni s\u00ec, l&#8217;Inghilterra no e vorr\u00e0 pur dire qualcosa. In una, forse due, occasioni ci \u00e8 mancato pochissimo &#8211; quella volta a Roma sotto la neve, per chi c&#8217;era &#8211; ma il finale ha sempre sorriso ai pi\u00f9 blasonati avversari.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attualit\u00e0, per\u00f2, racconta una situazione potenzialmente diversa. Quello inglese resta un movimento infinitamente pi\u00f9 strutturato del nostro e la nazionale, in qualche modo, riflette sempre ci\u00f2 che sta a monte. Tuttavia, da quando gli azzurri hanno il privilegio di essere parte del pi\u00f9 antico torneo sportivo al mondo, quella di oggi pomeriggio \u00e8 almeno sulla carta la partita pi\u00f9 equilibrata.<\/p>\n<p>Che non significa automaticamente vittoria, ci mancherebbe, ma lo sguardo degli inglesi all&#8217;uscita dal tunnel dell&#8217;Olimpico sar\u00e0 un po&#8217; meno sicuro del consueto e non \u00e8 affatto un aspetto banale. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla combinazione di due fattori che sembrano remare dalla stessa parte.<\/p>\n<p>Gli inglesi sono usciti a pezzi dal doppio confronto con Irlanda e Scozia, massacrati in campo e pure fuori dalla stampa casalinga. Con il Sei Nazioni ormai compromesso, limitare i danni appare ormai l&#8217;unico obiettivo possibile per loro.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia, al contrario, ha messo in fila tre partite di assoluto valore, sconfiggendo all&#8217;esordio la Scozia, che due settimane fa ha malmenato appunto gli inglesi,<\/strong> prima di perdere in volata contro l&#8217;Irlanda, una partita che avrebbe meritato di vincere, e con grande dignit\u00e0 contro la super corazzata francese che per settanta minuti, fino alla follia di Lynagh, ha vissuto lo spettro della disfatta.<\/p>\n<p>Tre partite, quelle dei ragazzi del vate Quesada, che hanno dato morale e consapevolezza a un roster sufficientemente profondo da assorbire una quantit\u00e0 di defezioni ai limiti della statistica, ed \u00e8 probabilmente questo l&#8217;aspetto strutturale di maggiore importanza. Una decina i possibili titolari appiedati e una decina di innesti che non li hanno fatti rimpiangere, qualcosa di impensabile soltanto qualche mese fa. Cose da inglesi, insomma.<\/p>\n<p>Infatti, l&#8217;unica squadra europea che abbia mai vinto un mondiale, per la circostanza romana d\u00e0 una bella rimescolata alle carte e, francamente, non \u00e8 proprio una buonissima notizia per noi, considerato quanto gli esclusi non abbiano saputo fare nelle scorse partite e la fame che avranno i subentranti, decisi a sovvertire le gerarchie interne.<\/p>\n<p>In casa Italia, Quesada, per la quarta volta di fila, cambia il minimo indispensabile rispetto alla sua idea di formazione titolare. Tre, quindi, le novit\u00e0.<br \/>\nIntanto, il rientro di Brex, assente per motivi familiari contro Irlanda e Francia, a ricomporre con Menoncello la cerniera che tutto il mondo del rugby ci invidia. In mediana, Alessandro Garbisi prende il posto di Fusco e, con il fratello Paolo, cercher\u00e0 di dare fosforo e timing alle folate azzurre. Infine, a causa dell&#8217;infortunio di Capuozzo, all&#8217;ala si rivede il talento cristallino di Pani che, dopo un 2025 speso pi\u00f9 in infermeria che in campo, pare essere tornato l&#8217;eroe di Cardiff, per chi ricorda una delle mete azzurre pi\u00f9 belle di ogni epoca.<br \/>\nAl loro posto tutti gli altri.<\/p>\n<p>La prima linea, innanzitutto. Nicotera con a fianco Ferrari e Fischetti hanno dimostrato non solo di reggere l&#8217;urto, ma di poter fare la voce grossa contro qualunque pari ruolo avversario, chiedere agli irlandesi per credere, e sono pronti a replicare la lezione. Ioane e Lynagh confermati all&#8217;ala insieme a Niccol\u00f2 Cannone e Zambonin in seconda, con Lamaro (capitano), Zuliani e Lorenzo Cannone in terza a completare il quindici di partenza.<\/p>\n<p>Dalla panchina una buona notizia, quella del rientro di Allan, pronto a mettere a disposizione la sua precisione dalla piazzola, oltre a un bagaglio inesausto di esperienza. Di Bartolomeo, Spagnolo, Hasa, Ruzza, Favretto e Marin, infine, sono le ulteriori opzioni in corso d&#8217;opera.<\/p>\n<p>A proposito di panchina, come visto Quesada torna al 5+3, temendo forse di non poter contare su Brex gi\u00e0 in partenza per ottanta minuti o, in una visione pi\u00f9 ottimistica della scelta niente affatto peregrina, per garantirsi pi\u00f9 chance tattiche in un match che resti in bilico fino alla fine.<br \/>\n<strong><br \/>\nObiettivo minimo di oggi per gli azzurri \u00e8 quello di restare attaccati nel punteggio, come gi\u00e0 con la Francia, per instillare il tarlo del dubbio ad avversari che, avendo tutto da perdere, potrebbero rivelarsi vulnerabili in un ipotetico arrivo spalla a spalla.<\/strong> Per fare ci\u00f2, sar\u00e0 indispensabile non metterli nella condizione di poter scappare anzitempo nello score, scrollandosi di dosso dubbi e paure. Bisogna essere realisti, qualora gli inglesi giocassero con poca pressione per noi sarebbe notte fonda.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa per l&#8217;Italia alzare il livello qualitativo della touche, balbettante in Francia, e della battaglia aerea, il nostro limite tecnico pi\u00f9 evidente, oltre che confermare la robustezza del pacchetto di mischia, la prontezza nei raggruppamenti, la capacit\u00e0 di avanzare con la rete difensiva e l&#8217;attitudine al placcaggio. Esercizio, quest&#8217;ultimo, che vede gente come Cannone, Lamaro e Menoncello docenti universitari. Facile a dirsi e un po&#8217; meno a farsi, ma \u00e8 tutto quanto ampiamente nelle corde di Lamaro e compagni.<br \/>\n<strong><br \/>\nMorale: se c&#8217;\u00e8 un pomeriggio che possa assurgere a una prima assoluta \u00e8 forse proprio quello che ci attende.<\/strong> Magari avendo bene in mente un principio cardine dello sport. Non \u00e8 detto che a vincere sia necessariamente il pi\u00f9 forte, talvolta a festeggiare \u00e8 chi \u00e8 animato da una superiore voglia di prevalere. Anche nel rugby, dove il risultato pu\u00f2 sembrare conseguenza di una scienza esatta.<br \/>\nMa non lo \u00e8.<\/p>\n<p><strong>Buon rugby a tutti.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessun discorso pu\u00f2 prescindere da un dato: l&#8217;Italia nella sua storia non ha mai sconfitto gli inglesi. Le altre nazioni dell&#8217;orbita Sei Nazioni s\u00ec, l&#8217;Inghilterra no e vorr\u00e0 pur dire qualcosa. 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