Lealtà Azione a Magenta, la riflessione a bocce ferme di Paolo Razzano

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – L’ospitata di Lealtà e Azione “estorta” nei locali della Parrocchia di Pontenuovo non può rappresentare solo una brutta pagina della storia della nostra città.
È una vicenda che insegna, ancora una volta, come il vivere democratico non sia scontato e si debba costituire ogni giorno. Non è normale che un’associazione politica debba organizzare degli eventi sotto mentite spoglie e tenere nascosta la località, fino al giorno prima.
È evidente che queste organizzazioni sono consapevoli di non poter agire in maniera trasparente. In un suo recente libro, il neoministro della cultura Giuli ha teorizzato che i nostalgici del fascismo possono essere quantificati nel 2% del corpo elettorale.
Esistono, votano e si organizzano. E non bisogna sottovalutarli, come purtroppo hanno fatto i responsabili della sala parrocchiale. Perché giovedì sera, una volta venuti a conoscenza del reale programma dell’evento, la disponibilità dello spazio andava ritirata.
Questa vicenda richiama anche la responsabilità di tutti – Amministrazione comunale compresa – a un rinnovato e più forte impegno per l’educazione all’antifascismo. Perché qui destra/sinistra non c’entra nulla. Qui c’entra dentro/fuori i valori della nostra Costituzione”
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