Magenta, si chiude la vicenda del giovane senza nome: un parente lo riporta a casa

Si chiude con un ritorno a casa la vicenda del giovane rimasto per settimane senza identità tra le strade di Magenta. Nei giorni scorsi un parente è arrivato in città e lo ha riportato con sé, ponendo fine a una storia che per mesi aveva incuriosito, commosso, ma anche preoccupato la comunità locale. L’uomo, circa trent’anni, era comparso a Magenta lo scorso dicembre. Nessuno sapeva da dove venisse né come fosse arrivato in città.
Per giorni era stato visto aggirarsi tra via Roma, piazza Liberazione e piazza Kennedy, incapace di spiegarsi o comunicare con chi provava ad avvicinarlo. Parlava infatti una lingua incomprensibile, o forse una sequenza di suoni che nessuno riusciva a interpretare. Il suo comportamento e le difficoltà nel comunicare lasciavano intuire una condizione di forte fragilità. A offrirgli un primo aiuto era stato un cittadino di Magenta, che senza esitare gli aveva dato ospitalità e un pasto caldo. Per settimane la sua presenza era rimasta avvolta nel mistero, fino a quando un dettaglio casuale aveva acceso una possibile pista. Su un gruppo social di quartiere di Milano era comparso infatti l’appello alla ricerca del figlio scomparso dal quartiere Baggio.
A notare la somiglianza con il giovane visto a Magenta era stato il cuoco di un kebab in piazza Kennedy. Da lì era partita la segnalazione ai carabinieri, che avevano avviato le verifiche e rintracciato la famiglia. La situazione, tuttavia, appariva complessa. Ora però la vicenda sembra aver trovato una conclusione: un parente è arrivato a Magenta e lo ha riportato a casa.
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