Monza, rissa e spaccio: due nordafricani accompagnati al Cpr di Gradisca
MONZA Nella giornata di giovedì 1 giugno il Questore della Provincia di Monza e della Brianza, Marco Odorisio, ha disposto l’accompagnamento al Cpr di Gradisca d’Isonzo di un cittadino tunisino e di un cittadino egiziano, ambedue giovanissimi e irregolari sul territorio nazionale. Il tunisino entrava per la prima volta in Italia a luglio del 2021 da Lampedusa irregolarmente come minore straniero non accompagnato.
Si allontanava subito dalla comunità per minori alla quale era stato affidato e iniziava a fornire generalità diverse in occasione dei diversi controlli delle Forze dell’Ordine. Nel mese di agosto del 2021 veniva denunciato in concorso con altri giovani cittadini stranieri per furto aggravato di capi di abbigliamento in un negozio di Genova e per ricettazione, essendo stato trovato in possesso di un cellulare di cui non sapeva giustificare la provenienza e di altri capi di abbigliamento. Il giorno successivo veniva nuovamente denunciato per ricettazione, in quanto trovato con uno zaino contenente un computer portatile. Nuovamente accompagnato presso la comunità, se ne allontanava ancora e pochi mesi dopo veniva arrestato a Lecco perché trovato in possesso di 19 dosi di cocaina per circa 12 grammi e di un pezzo di hashish di circa 24 grammi. In occasione dell’arresto opponeva resistenza agli operatori. Per tali reati il Tribunale di Lecco lo condannava alla pena di sette mesi e 15 giorni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Nella notte fra il 31 maggio e il 1 giugno, gli agenti dell’Upgsp della questura di Monza e della Brianza intervenivano al Policlinico di Monza in quanto il giovane tunisino si era presentato al Pronto soccorso con una ferita di arma da taglio asserendo di essersela procurata mentre andava in bicicletta. Una volta accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della questura, gli agenti apprendevano che nei pressi della Stazione Ferroviaria di Lecco si era verificata una rissa con accoltellamento fra giovani nordafricani, per cui era verosimile che il cittadino tunisino vi potesse essere coinvolto. Pertanto, essendogli stato notificato il provvedimento di rigetto del permesso di soggiorno emesso dal Questore di Genova in considerazione della parziale e incostante adesione al programma di integrazione, vista la sua irregolare presenza sul territorio nazionale, il Questore di Monza e della Brianza disponeva l’accompagnamento presso il Cpr.



