Autore: Fabrizio Valenti

  • Magenta, Calcio il sogno per la Serie D è ancora vivo: tutto rimandato di una settimana

    Magenta, Calcio il sogno per la Serie D è ancora vivo: tutto rimandato di una settimana

    “Plodari” esaurito ieri in ogni ordine e posto per sostenere il Magenta verso la vittoria. Si è visto davvero il tifo delle migliori occasioni.

    Atmosfera caldissima, pubblico da favola con il sostegno incessante degli “Eagles Ultras Magenta” alla squadra di Mister Lorenzi.

    I Vicentini sono un avversario arcigno e iniziano la gara con un pressing asfissiante. Stanno corti e il Magenta ha meno spazio del solito. Si prova a giocare anche di rimessa ma la difesa dell’Altavilla è sempre ben piazzata.

    Ne escono 45 minuti molto equilibrati con momenti di studio e qualche occasione per entrambe le parti, ma senza vere e proprie palle gol. A parte un bel tiro di Jordan Pedrocchi di poco a lato.

    La ripresa è la fotocopia del primo tempo. Anche se il Magenta spinge con maggiore decisione. Ci alcune ripartenze in cui manca un po’ di precisione. Servirebbe maggior lucidità anche sui calci piazzati.

    Ma il peso della finalissima nazionale play off andata per la Serie D si sente tutto. Soprattutto sul giovane bomber Avinci. Nel finale il Magenta deve subire un ritorno dei vicentini. Ma la partita resta tutto sommato bloccata. Alla fine lo zero a zero è giusto. Tutto rimandato tra una settimana.

    Il Magenta potrà sperare in due risultati utili: la vittoria e il pareggio ma segnando almeno un goal, dato che a questi livelli è ancora valido il vecchio regolamento del goal fuori casa che vale doppio.

    Alla fine il pubblico ha applaudito convinto tutta la squadra. La convinzione di poter fare il miracolo c’è ancora tutta. I Magentini si stanno intanto preparando per andare al seguito dei loro beniamini.

    Poco più di 200 Km separano la Città della Battaglia da Altavilla Vicentina che tra una settimana dovrà colorarsi di gialloblù. Avanti Magenta, il sogno continua!

  • Addio al Professor Angelo Mattioni, da lui abbiamo imparato l’importanza dell’autonomia dei popoli

    Addio al Professor Angelo Mattioni, da lui abbiamo imparato l’importanza dell’autonomia dei popoli

    Abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare il Professor Angelo Mattioni all’epoca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

    Da studente di Giurisprudenza, oltre alle materie del mio indirizzo Internazionale (un nome… un destino…), ero molto appassionato del funzionamento dello Stato, nonché, della conoscenza della nostra Carta Costituzionale così come quelle degli altri Paesi. Mentre trovavo di una noia mortale tutto quanto riguardava il diritto privato e civile, le consideravo beghe da ladri di polli…. e da lì (visto che per difendere i criminali ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco …e la poesia dell’innocente condannato per sbaglio era già andata a farsi benedire…) si capiva che difficilmente avrei intrapreso la carriera forense…o comunque difficilmente sarei stato un buon avvocato…

    Avevo scelto espressamente di poter frequentare la sua materia Diritto Regionale. Erano i cosiddetti ‘esami complementari’ che solo sulla carta erano meno ‘importanti’ degli altri, in quanto, visto che te li sceglievi e te li mettevi tu nel piano di studi, li seguivi con molta passione ed attenzione.

    Fu così che conobbi il professor Mattioni. All’epoca non sapevo che i figli Attilio ed Ersilio sarebbero poi diventati miei colleghi giornalisti.

    Per me lui era solo il Prof. di Diritto Regionale (insegnava anche Diritto Costituzionale ndr), che con grande chiarezza e con la possibilità di usare solo gli appunti (ovviamente completi e infatti non persi una sua lezione) per affrontare l’esame (e superarlo con successo).

    Molta chiarezza espositiva ma anche concretezza diversamente da altri ‘Soloni’ le cui lezioni (non si sa bene il perché…) non c’azzeccavano praticamente nulla con il programma della materia. Tant’è che l’aula – un po’ come quando la tua squadra alla fine del primo tempo perde già 5 a 0 … – con il passare delle settimane si svuotava in modo esponenziale.

    Con il Prof. Mattioni era diverso, chi c’era ci rimase in classe fino alla fine. Anche perché essendo il suo un insegnamento a scavalco tra la Facoltà di Giurisprudenza e quella di Scienze Politiche, soprattutto per noi, abituati a lezioni in stanzoni con tanto di piccionaia stile terzo anello di San Siro, c’era l’enorme valore aggiunto del contatto diretto con il Prof.

    Cosa che non a caso – salve rarissime eccezioni – si poteva apprezzare solo, appunto, nei cosiddetti ‘complementari’.

    Dicevamo della sua pragmaticità che affiancava alla conoscenza profonda del Diritto Pubblico, e di risulta del Diritto Regionale.

    I rimandi pratici erano continui. Era l’epoca delle Leggi Bassanini e dei primi tentativi dello Stato Leviatano centralista – tanto detestato dalla Lega di Bossi ai tempi sulla cresta dell’onda – di iniziare a decentrare i suoi poteri dando così applicazione in primis alla seconda parte dell’articolo 5 della Costituzione “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali” cosa fino a quel momento totalmente disattesa.

    Con il Prof. poi gli articoli dedicati al regionalismo e al decentramento inseriti nel Titolo V della Costituzionale erano materia di discussione quotidiana.

    Il tema d’altronde era di straordinaria attualità e pur trovandoci ancora negli anni Novanta, nessuno avrebbe mai pensato (allora) che oggi anno 2024 del Signore siamo ancora qui con un referendum votato ormai un lustro fa e sponsorizzato dalla Lega (ma non solo) del tutto lasciato sulla carta….
    Ma questa è un’altra storia.

    Indubbiamente da un docente del genere, oltre al rigore scientifico con cui si approcciava alla dottrina, ti restava addosso l’importanza di quell’autonomia regionale. Che poi uno la declinasse fino alle estreme conseguenze (Secessione chiedeva Bossi con l’ampolla del Dio Po in mano sic!) oppure restasse nel dettato costituzionale, poco importava.

    Ciò che contava era l’aver compreso che il nostro Paese era costituito in primis dagli Enti Locali e non viceversa, come la vulgata boiarda romanocentrica per troppo tempo aveva portato avanti ..

    Un insegnamento profondo che ci portiamo dietro a distanza di tanti anni, al pari di quella Libertà dei Popoli in cui abbiamo sempre creduto.

    Accanto a tutto questo quello sguardo mite, quel rotacismo appena accennato nel suo eloquio ben cadenzato, che poi (combinazioni della vita) avremmo ritrovato nei figli Attilio ed Ersilio…

    A loro in primis e a tutta la famiglia Mattioni, vanno le condoglianze e la vicinanza sincera da parte di tutta la redazione di Ticino Notizie.

    Buon viaggio Prof.

    F.V.

  • Magenta. PD sempre più stracotto. Lo stile e l’eleganza non si comprano un tot al chilo…

    Magenta. PD sempre più stracotto. Lo stile e l’eleganza non si comprano un tot al chilo…

    Possiamo capire che oggi non esista più un galateo politico. Ma francamente mai ci saremmo aspettati di vedere un attacco – per carità legittimo – all’Amministrazione di Luca Del Gobbo da parte del Partito Democratico utilizzando l’immagine della Battaglia di Magenta e della sua rievocazione storica, ma più ancora – davvero una caduta di stile bovina con il rispetto che portiamo per quel genere animale – strumentalizzando il tutto in chiave elettorale, mettendo in chiosa il matitone e il simbolo del PD ricordando di andare a votare “Bene” sabato e domenica, in occasione delle Europee e delle Amministrative.

    Ora non sta noi prendere le difese della Giunta Del Gobbo entrando nei meriti dei presunti rincari in capo alle famiglie. Quei numeri che vengono riportati in questa nota stampa sono l’unica cosa salvabile o meglio ancora che potrebbe diventare oggetto di un confronto politico serio e doveroso.

    Purtroppo, il PD ancora una volta dopo la svolta sempre più a sinistra, secondo uno stile che è un mix tra pauperismo e qualunquismo fine a stesso, con una bella dose di sana censura in stile soviet ex URSS (evidentemente i nipotini di Stalin che sembrano essere i registi di queste note, apparentemente parlano di futuro ma restano ben protesi con lo sguardo al passato….) finisce per compiere il capolavoro dell’ennesimo autogol mediatico.

    Già perché passi per il cattivo gusto di strumentalizzare tutto in vista dell’8 e 9 Giugno, ma il peggio è che i ‘Democratici’ (ma forse solo di nome…) decidono di zittire un loro iscritto di Corbetta.

    Il dottor Vittorio Lanzetti di Corbetta è stato tra i primi a commentare il post del PD con delle riflessioni che sposiamo appieno. Una critica interna costruttiva che però deve aver infastidito qualcuno…

    Infatti, si può avere (e ci mancherebbe!!!) aver idee politiche differenti, ciononostante si può avere un approccio alla politica molto simile. Soprattutto quando questa è intesa a favore della propria comunità.

    E’ stato proprio Lanzetti (nel commento poi sparito misteriosamente) che chiede rispetto per chi in tutti questi mesi ha lavorato per preparare l’evento del 4 Giugno. Ed è sempre lui “a domandare correttamente un briciolo di eleganza polemica ed onestà intellettuale nella critica politica doverosa per una opposizione”.

    Risultato? Il dottor Lanzetti viene bannato come ai tempi della vecchia URSS. E per non saper, né leggere, né scrivere, Giuliana Labria e compagni – perché gira e rigira il PD è tornato lì – decidono di limitare i commenti al post vergato sui social….Chapeau.

    (POI MISTERIOSAMENTE TORNA NEL POMERIGGIO LA POSSIBILITA’ DI COMMENTARE IL POST…DOPO CHE TN GLIELO FA NOTARE ..)

    Sembra di essere tornati ai tempi in cui c’era una Giunta a Magenta che escludeva alcuni giornali poco ‘graditi’ dalle conferenze stampa.

    Il bello o il bruttissimo di questa vicenda è che stavolta ad essere escluso (anzi cancellato) sia stato proprio un componente del loro stesso partito.

    Tanto per far capire la gestione democratica che vige all’interno del PD Magentino.

    Un’interpretazione della Democrazia assai singolare che non a caso ha polverizzato le tracce più moderate e centriste del partito. Quelle più dialoganti e che portavano in dote quella tradizione cattolica e democratica che pare esser ormai evaporata in questo partito.

    Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensano di una tal mossa i vari Paolo Razzano o Enzo Salvaggio…. Ma non andiamo oltre.

    Diciamo solo che la classe (anche quella politica ed istituzionale) non è acqua. E non si compra, un tot al chilo al mercato…

  • Calcio. Il “Memorial  Enrico Cucchi 2024” va ai ragazzi del Sud Tirol

    Calcio. Il “Memorial Enrico Cucchi 2024” va ai ragazzi del Sud Tirol

    Due giornate di vero calcio, due giornate all’insegna dei valori veri dello sport nel nome di Enrico Cucchi.

    Durante questo fine settimana a Robecco sul Naviglio, presso i campi del Concordia Calcio con la collaborazione dell’Amministrazione cittadina, è andato in scena il Memorial Enrico Cucchi giunto alla sua 25 esima edizione. Un quarto di secolo di storia.

    Un torneo fortemente voluto e per il quale si è dato un gran daffare Luciano Cucco, presidentissimo (perchè lui resterà sempre il ‘Presidente’) dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 Kalle Rummenigge.

    Il buon Luciano si è occupato praticamente di tutto: dal contattare le squadre, ben 12 alcune delle quali militanti in serie A, sino all’organizzazione degli sponsor che non mancano mai.

    A conferma che questo è un appuntamento ormai atteso e che rientra di diritto tra quei tornei estivi del Magentino e oltre a cui non si può proprio mancare.

    Naturalmente, la finalità prima è stata quella di ricordare Enrico Cucchi. Centrocampista nato e cresciuto nell’Inter degli anni Ottanta. Dove ha giocato a fianco dei campionissimi del calibro di Zenga, Bergomi, Altobelli, Liam Brady, Kalle Rummenigge… ed ha esordito giovanissimo anche in Europa, in una semifinale di Coppa Uefa Inter Real 2-a 0 nella stagione 84/85 dove Enrico giocò con grande padronanza ed un’esperienza da veterano.

    Poi una carriera che lo ha portato anche in Toscana dove ha ben figurato anche da play difensivo arretrato – una figura nuova nel calcio, da questo punto di vista un vero antesignano del ruolo – prima ad Empoli e poi con Gigliati di Firenze.

    In mezzo un ritorno a casa alla ‘sua’ Inter di Ernesto Pellegrini, per alzare al cielo in una fredda serata di dicembre la prima Supercoppa di lega Italiana contro la Sampdoria. Vittoria netta per 2 reti a zero con un gol siglato proprio da Cucchi.

    Poi venne anche l’esperienza a Bari ma lì anche i primi infortuni e i primi segnali che il ‘brutto male’ era lì ad attenderlo al varco. Purtroppo.

    Oltre alla sua eleganza, alla sua sportività e alle sue doti tecniche, Cucchi ci ha lasciato in dote il ricordo del classico bravo ragazzo. Di quello che pur arrivato a giocare nella Scala del Calcio non si è mai montato la testa.

    Un esempio per tanti ragazzini come quelli che ogni anno si sfidano nelle gare del suo Memorial.

    Ieri a portare il saluto delle Istituzioni per questa 25 esima edizione anche l’Onorevole Umberto Maerna e Silvia Scurati da Bareggio consigliere regionale. Entrambi fieramente nerazzurri.

    Alla fine hanno vinto i ragazzi del Sud Tirol per 2 a 1 in una tiratissima finale ai supplementari contro la Pro Patria di Busto Arsizio.

    Per il terzo e quarto posto l’Empoli ha battuto per 3 a 0 la Varesina.

    Arrivederci all’anno prossimo. Nel nome di Enrico Cucchi e dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 Kalle Rummenigge!

  • Magenta: auguroni di buon compleanno a “Super Tino Viglio”, il decano della politica magentina

    Magenta: auguroni di buon compleanno a “Super Tino Viglio”, il decano della politica magentina

    E sono 85! Super Tino Viglio, classe di ferro, 1939 taglia oggi un altro traguardo importante della sua esistenza. Già perchè nell’ormai lontano 3 Giugno dell’39 quando l’Italia si apprestava a vivere la tragedia della guerra, ecco che il futuro Ingegner Viglio veniva alla luce.

    Un grande professionista ma soprattutto un grande appassionato della sua comunità con il suo storico impegno nei Vigili del Fuoco, ma più ancora tra i banchi del Consiglio comunale.

    La presenza su quegli scranni che lo hanno vista sia consigliere ma spesso anche come assessore risale alla fine degli anni Sessanta. Una vita fa. Lui con grande passione e perseveranza è andato avanti per arrivare alla sua candidatura a Sindaco nel 2012.

    Non ha mai mollato e ha sempre seguito la politica della ‘sua’ Città attivamente. Anche due anni or sono non ha mancato di fare la sua parte per l’elezione dell’amico e per tanti anni collega amministratore Luca Del Gobbo.

    La Balena Bianca, la grande Diccì, per ‘Super Tino’ come per altri politici magentini è stata la grande scuola di formazione, prima civica che politica.

    Poi, l’esperienza con Forza Italia, il sogno Berlusconiano, il PDL, il ruolo di coordinatore cittadino degli “Azzurri”.

    L’avversario politico mai visto come un nemico da abbattere, quanto, piuttosto una ricchezza in più con cui confrontarsi per il BENE COMUNE della propria Magenta.

    Di sicuro, una politica meno urlata, ma fatta con stile, garbo e, soprattutto, autentico rispetto delle Istituzioni.

    Per questo la redazione di TN vuole esprimere la sua vicinanza e i più sinceri auguri di buon compleanno all’Ingegner Tino Viglio, per tutti solo ed unicamente ‘Super Tino’

    F.V.

  • Calcio. Play Off nazionali Eccellenza. Qua si la storia: il Magenta pronto alla Battaglia…. di Termeno

    Calcio. Play Off nazionali Eccellenza. Qua si la storia: il Magenta pronto alla Battaglia…. di Termeno

    Nel giorno della rievocazione storica della Battaglia di Magenta, a poco meno di 400 KM, domani pomeriggio alle 16, andrà in scena un’altra battaglia (anche questa incruenta, ma tiratissima a livello agonistico e sportivo) che vedrà di fronte i nostri ragazzi del Magenta Calcio 1945 e il Tramin Fussball, squadra sud tirolese della cittadina di Termeno, incantevole luogo sulla Via del Vino tra Bolzano e Merano.

    Ma i Magentini con il Presidente Cerri e mister Lorenzi, domani non potranno certo andarci da turisti in Alto Adige. Così come il folto gruppo di supporter che di buon’ora salirà sul torpedone che li condurrà in Sud Tirolo.

    La semifinale di ritorno dei Play Off nazionali si presenta davvero una impresa tosta per il Magenta. Agli Altoatesini infatti basterebbe vincere 1 a 0 per passare. Il Magenta forte del 2 a 1 dell’andata dovrà andare in campo non pensando solo a difendersi ma pur con la consapevolezza che ha dalla sua due risultati su tre.

    L’auspicio e il forte in bocca al lupo a Capitan Pedrocchi e a tutta la compagine giallobù che anche stavolta sul campo di Termeno così come nel 1859 …. sia Magenta a trionfare…

    Così da continuare a cullare il sogno della Serie D che a quel punto sarebbe sempre più vicino. Forza Magenta, avanti dritti alla meta!

  • La città ha salutato Aldo Belletta, un vero magentino doc

    La città ha salutato Aldo Belletta, un vero magentino doc

    Solo una rosa con un fiocchetto giallo e nero, i colori della sua Città. Aldo Belletta se ne è andato così. Con quell’eleganza, ma anche quella discrezione, che erano il suo tratto distintivo.

    Sulla sua bara, come ultime volontà lasciate all’amico fraterno Pietro Pierrettori, c’erano anche queste: “Niente fiori, se non una rosa sulla mia bara accanto ai colori di Magenta”.

    Questo pomeriggio nella Basilica di San Martino, pur essendo un giorno feriale, in tanti hanno trovato il modo di esserci. Già esserci per salutare e ringraziare Aldo per quello che ha fatto per Magenta.

    Il gonfalone del Comune con il Sindaco Luca Del Gobbo, ma anche diversi assessori e consiglieri comunali (Luca Aloi, Alessandro Pellizzari, Maurizio Baroni, Giampiero Chiodini..).

    E poi quelli che aveva incrociato nel suo cammino politico. Ne abbiamo visti davvero parecchi, l’ex Sindaco e Senatore Ambrogino Colombo, il Senatore Sante Zuffada anche lui Sindaco di Magenta, Flavio Cislaghi…gli amici della famiglia socialista da cui proveniva tra cui Piero Bonasegale.

    E poi il mondo dell’associazionismo, con il direttivo della Pro loco e dell’Università del Magentino in testa.

    Quella passione civile che ancora nutriva e scandiva con entusiasmo la vita di Aldo. Come ha avuto modo di ricordare un emozionatissimo e letteralmente devastato dal dolore Pierrettori al termine della funzione religiosa.

    “Quando Aldo andò in pensione, non mi dette neanche il tempo di chiedergli di entrare in Pro loco che lui era già là. La sua presenza mi era di conforto. Se sapevo che Aldo era in sala, ero sicuro che le cose sarebbero andate bene”.

    Già Aldo Belletta e la sua Città, un connubio indissolubile che proseguirà anche dopo il suo trapasso. Come ha fatto presente anche il Prevosto don Giuseppe Marinoni nella sua predica. Dove ha ricordato non solo i tratti caratteriali di Aldo, ma il parallelo tra la sua sofferenza fisica e quella di Gesù sulla Croce.

    “Ho avuto modo di incontrare diverse volte Aldo in quest’ultimo periodo che è corso via troppo velocemente – ha proseguito don Giuseppe – e lui mi ha presentato tutto il suo amore per la famiglia ma anche la sua fede vera e profonda”.

    Un pensiero speciale per Rosalba, i figli Cristiano e Stefano, l’amatissima nipotina Martina.

    “In questo momento state vivendo un autentico terremoto – ha detto il nostro Prevosto – ma Aldo non se ne è andato è solo nella stanza accanto”.

    Con questa speranza nel cuore, è toccato in chiosa all’amico Pietro ringraziare Aldo per quello che ha fatto ma più ancora – come gli aveva domandato il suo fratello acquisito – salutare e ringraziare tutti quelli che questo pomeriggio hanno affollato la Basilica di San Martino.

    “Per me è stato un onore godere della sua amicizia – ha concluso Pierrettori – e per questo sarò sempre devoto alla sua famiglia”.

    Una devozione che tutta Magenta avrà verso chi non solo ha saputo incarnare al meglio la ‘Magentinità’, ma più ancora quel senso civico che tutti dovrebbero avere verso la propria comunità.

    P.S. Domani iniziano le celebrazioni per il 4 Giugno, una festa che Aldo sentiva tantissimo. Siamo sicuri che lui sarà in prima fila (anche se noi potremo vederlo fisicamente) a godersi lo spettacolo e a sentirsi ancora orgoglioso di essere di Magenta, “una bella Città, dove si possono fare tante belle cose”, come amava sempre ricordare.

  • Il Magenta Jazz Festival tocca quota 26 edizioni: un record

    Il Magenta Jazz Festival tocca quota 26 edizioni: un record

    Il Magenta Jazz Festival che quest’anno si può fregiare anche di un logo ad hoc con tanto di pennellata color Magenta è ormai a tutti gli effetti un’eccellenza musicale non solo del territorio, ma più in generale della provincia di Milano.

    Parola del Sindaco Luca Del Gobbo che introducendo la presentazione della 26 esima edizione del Magenta Jazz Festival ha voluto porre l’accento sulla longevità di questa realtà che va avanti grazie alla passione, la competenza e la professionalità dei musicisti della Maxentia Big Band.

    Una storia di cui il Maestro Fiorenzo Gualandris è certamente il simbolo, così come l’impegno costante di Gianni Papa e la nuova verve grazie alla direzione artistica di Eugenia Canale.

    Non è un caso che grazie a questo mix perfetto il Jazz a Magenta e dintorni abbia aumentato i suoi spazi e, soprattutto, occasioni d’incontro con il pubblico. Perché il Jazz, ricordiamolo, non è musica per tutti. Eppure se di qualità, come quello proposto su questi palcoscenici è in grado di attirare a sé sempre nuovi appassionati.

    “Ci siamo allargati – ha detto Gianni Papa – grazie alla nostra partecipazione alla stagione dell’Ideal Magenta”. “Indubbiamente – ha ammesso il Maestro Gualandris – il nostro è quasi un record. Il segreto? L’aver dietro una band come l’Associazione Culturale della nostra Maxentia. La nostra Big Band non è una differenza da poco rispetto alle altre realtà dove vengono organizzati festival jazzistici.”

    Dunque, un pilastro portante su cui contare e che ha permesso quest’anno la direzione artistica di Eugenia Canale di raddoppiare in pratica il Festival.

    Che vivrà così di una sessione estiva che parte il 13 Giugno nel cortile di Casa Giacobbe all’insegna di un tocco d’internazionalità. Arriverà, infatti, a Magenta il pianista polacco Krzysztof Kobylinski in una delle sue poche tappe previste nel suo tour nel Nord Italia – a dimostrazione che la piazza magentina in ambito jazzistico è quotata assai – quindi, sabato 22 giugno inedito in quel di Pontevecchio in villa Castiglioni.
    Prima uscita del Magenta Jazz Festival nella stupenda location della sede del Parco del Ticino, ma soprattutto prima volta in assoluto che il Parco del Ticino in occasione dei suoi primi 50 anni di vita avvia questa inedita collaborazione.
    Di scena un trio speciale Subconscious Trio. “Tre artiste internazionali davvero speciali” ha commentato Canale riferendosi a Monique Chao, Victoria Kirilova e Francesca Remigi.
    Terza e ultima tappa venerdì 28 giugno sempre alle 21 nel cortile di Casa Giacobbe con i Lisa Manara Duo.
    “Sarà una serata davvero interessante – ha concluso Canale – in quanto, assisteremo ad una rielaborazione della musica jazzistica di Capo Verde. Qualcosa di assolutamente inedito con alcune contaminazioni che sfociano addirittura nel Pop”.

    Da segnalare che grazie al supporto dell’Amministrazione comunale tutte le serate saranno ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti.

    Ma non ci si ferma certo qua. Se è vero – come ha fatto sapere la direttrice artistica – che in attesa dell’appuntamento fisso di novembre, l’intenzione è di moltiplicare le occasioni di conoscenza di questo stupendo genere musicale con incontri divulgativi e didattici.

    Insomma è davvero una Magenta a tutto Jazz…

  • Magenta. “Il Giugno Magentino” spicca il volo. Del Gobbo: “Le associazioni forza trainante della città. Il PD dice solo falsità sulla tensostruttura”

    Magenta. “Il Giugno Magentino” spicca il volo. Del Gobbo: “Le associazioni forza trainante della città. Il PD dice solo falsità sulla tensostruttura”

    “Oltre 250 figuranti in campo, 400 bambini coinvolti nel ‘4 Giugno dei Bambini’ oltre 30 mila di sponsorizzazioni che fanno segnare praticamente il 30% in più rispetto all’anno scorso, rispetto ad una voce che a capitolo di bilancio nel periodo 2012-2022 ha fatto segnare sempre un triste zero…”.

    Luca Del Gobbo, primo cittadino di Magenta, è ripartito da qui nel lanciare il Giugno Magentino e ne togliersi più di qualche sassolino dalla scarpa

    “Sicuramente – ha osservato il Sindaco – il fine settimana dedicato alle commemorazioni del 4 Giugno per noi è il trampolino di lancio ideale. Pertanto, ai tanti chiacchieroni e tuttologi del marketing, vorrei far notare che i numeri sopra riportati denotano una certa vitalità. Si può fare meglio? Certamente sì. Però noto entusiasmo anche tra i commercianti. Con la Confcommercio nei giorni scorsi abbiamo avuto un importante incontro alla presenza dei vertici territoriali e provinciali.

    Anche qui c’è fermento: una cinquantina di negozianti hanno già ritirato le bandiere del 4 Giugno in comune, ma soprattutto moltissimi si stanno dando da fare con la creazione di vetrine a tema. Uno sforzo che non andrà perduto perché stiamo raccogliendo le immagini così da andare a premiare questo impegno”.

    Il Sindaco incalza anche su Villa Naj Oleari e sull’idea di Città e, più in generale, su tutti quelli che sanno solo criticare.

    “Io accetto le critiche costruttive non accetto il partito del NO a prescindere…”. “Molti mi criticano perché ricordo il mio passato da Amministratore. Ma sono i fatti, quei fatti che condizionano nel bene o nel male il futuro. Idem dicasi per l’inerzia e le omissioni dei governi a guida PD”.

    “Dà così fastidio – si domanda ironicamente il Sindaco – rammentare che il parco di Casa Giacobbe, così come il coraggio di pedonalizzare la piazza del Comune o, ancora il percorso verde nei parchi cittadini è nato proprio nel mio primo decennio amministrativo?”.

    “Perchè nessuno – prosegue Del Gobbo – non ha continuato quell’opera già tracciata?”.

    “Adesso mi si viene a dire che Magenta è una città ripiegata su stessa… ma a me pare che noi un progetto preciso ce l’abbiamo: dall’allargamento dell’area Naj Oleari con il nuovo piano di recupero, la creazione di un centro diffuso, la nuova piazza Kennedy che a breve presenteremo, il Parco del Crocione ultimato, nuovo spazio di fruibilità in zona sud. Eppoi, ancora i lavori per il Palazzetto dello Sport che finalmente ripartono così da riaprire questa struttura fondamentale per Magenta…”.

    L’affondo di Del Gobbo è anche sulla ‘mala informazione’ e le bugie del PD rispetto alla tensostruttura di piazza Mercato.

    “Quello spazio non è assolutamente chiuso al pubblico. Prova ne è lo spettacolo messo in scena dall’AICIT lo scorso week end. Sono falsità quelle messe in giro dai Dem rispetto ad una fuga da Magenta delle Associazioni: l’Auser, le Scuole, Music Factory solo per citare alcuni soggetti proseguiranno nel suo utilizzo come sempre. Ovviamente nel segno della legalità e del rispetto delle normative”.

    E’ qui che il Sindaco punta l’indice sul “doppiopesismo” tipico del centro sinistra. “Da un lato ribadiscono il loro rispetto della normativa, peccato che poi quando il comune chiede che siano le associazioni a presentare la Scia e a farsi carico dell’iter in materia di sicurezza, ecco che si ribalta la frittata dicendo sbrigativamente che il Comune chiude questi spazi di socialità”.

    “In realtà – aggiunge Del Gobbo – noi siamo al fianco delle associazioni e le supportiamo fornendo loro tutta l’assistenza e le informazioni necessarie affinché questo iter sia completato al meglio. Ma è evidente che non deve essere il Comune a presentare la Scia né tanto meno deve essere l’amministrazione comunale ad assumersi la responsabilità penale e civile di queste iniziative… Noi viceversa forniamo gli strumenti per fare in modo che tutto quanto riguarda i regolamenti in materia di sicurezza venga rispettato e messo in atto al meglio”.

    Una ricostruzione quella del Sindaco decisamente diversa dai ‘fogli’ fatti girare in questi giorni dai Dem…. “Capisco che siano a corto di argomenti. Tuttavia, Magenta non è su Marte, facciamo quello che si fa da tempo in tantissimi altri comuni della zona. In altra parole, ci atteniamo alle leggi…”.

    Tutto chiaro? Si spera. A tal proposito, il Sindaco fa un’ultima puntualizzazione sull’evento da organizzare per i 77 anni ad elevazione a Città di Magenta.

    “Perché il PD non dica come al solito ci abbiamo pensato noi e poi loro l’hanno fatto …. vorrei tranquillizzare i colleghi della Minoranza, che la nostra Amministrazione aveva in animo di organizzare già in questo giugno un’iniziativa con i familiari di Carlo Fontana. Purtroppo, vista l’indisponibilità per questo mese, abbiamo già pensato ad un evento che a questo punto slitterà a settembre. Ma almeno questa volta stiano sereni…. ci avevamo già pensato noi senza i loro preziosi suggerimenti …”.

  • La città dice addio ad Aldo Belletta, esempio autentico di Magentinità

    La città dice addio ad Aldo Belletta, esempio autentico di Magentinità

    “Aldo Belletta ora ha trovato la pace lontano dalla “sua” Magenta. Sarà sempre nel nostro cuore”

    Ieri sera, dopo che già in mattinata l’amico Pietro Pierrettori ci aveva informato sulle condizioni ulteriormente peggiorate, la Pro Loco con questo post ha salutato e ringraziato idealmente a nome di tutti i Magentini e non Aldo Belletta.

    L’Aldone come lo chiamava con grande affetto “il Pietro” non c’è più. Se ne è andato in silenzio, stretto dall’affetto dei suoi cari. Con vicino il nostro Prevosto don Giuseppe Marinoni.

    D’altronde, l’Aldo era così una persona semplice, garbata. Dallo sguardo gentile e sempre sorridente. Per lui il “metass a dree” per la sua città era tutto. Lo faceva stare bene. In una parola, lo rendeva felice.

    Prima attraverso l’impegno politico in Consiglio comunale, quindi, con quello civico, con l’esperienza della Pro Loco e l’Università del Magentino. Di cui era un pilastro.

    L’Aldo era uno che non si tirava mai indietro. Non amava i riflettori. Però c’era sempre. Per il gusto di esserci, per amore della sua Magenta.

    Non c’era iniziativa in Casa Giacobbe o altrove dove non lo trovassi lì ad attenderti con il suo sorriso.
    Era una figura naturalmente ospitale…. quello era il suo ruolo: l’accoglienza, il farti sentire parte vive di una comunità. E ci riusciva benissimo. Ti accoglieva con il suo solare “O buongiorno…”.

    Ci mancherà tantissimo, come è già mancato in questi ultimi mesi di assenza. Quando, il male bastardo (scusate il francesismo) si è presentato all’improvviso. Una autentica doccia fredda per familiari, parenti e amici.

    Per “Il Pietro” fratello acquisito quasi gli avessero tagliato un braccio il giorno in cui ci annunciò de visu la malattia implacabile.

    L’Aldo ha lottato, ha sopportato, lo ha fatto con quella discrezione che era un tratto distintivo della sua Persona.

    Se ne va da questa Vita terrena a 76 anni, avendo fatto le cose per cui credeva e, soprattutto quelle che davvero amava. Un esempio raro di autentica Magentinità.

    Ciao Aldo, ci mancherai.

    FV

    IL RICORDO DEL SINDACO LUCA DEL GOBBO

    Ciao Aldo.
    Tutta Magenta è oggi triste. Perde un amico, un grande uomo appassionato e innamorato della sua Città. Caro Aldo lasci a tutti noi l’esempio di chi nel lavoro, nella politica e nelle istituzioni, ricoprendo anche ruoli importanti nel nostro Comune, e nella vita associativa, punto di riferimento della Pro Loco, ha saputo sempre portare competenza, serietà, grande affidabilità e passione per l’impegno preso.
    Ho avuto l’onore di avere e condividere la tua preziosa amicizia.
    Sono vicino a tutta la tua famiglia e agli amici della Pro Loco in questo doloroso momento.
    Ciao Aldo da lassù, ora che sei nella Vita eterna e nella Luce, veglia sulla tua e nostra Magenta.

    LE PAROLE DI PAOLO RAZZANO ED ENZO SALVAGGIO

    Il “Belletta”. Silenzioso e appassionato servitore della Città. Con la sua discrezione e dedizione è stato un autentico interprete della magentinitá.
    Lo piange la Proloco Magenta e tutta la nostra comunità

    “Gli occhi di Aldo Belletta brillano di gioia, sotto le mura di Casa Giacobbe, luogo che identifica ogni dove la nostra città e che fra pochi giorni vedrà il pensiero di molti andare proprio ad Aldo in occasione del Corteo del IV Giugno.
    Quanto amore da parte sua per i riti più importanti della nostra città e per le attività della PRO LOCO MAGENTA. Il tutto con una gioia nel fare e tanta discrezione che andava di pari passo solo con la buona riuscita degli eventi a cui ti dedicavi.
    È stato importante ricevere da te, Aldo, un esempio di cosa significhi rispetto delle istituzioni e attenzione alla vita della comunità. Domenica sarai ancora con noi.
    Vicinanza al dolore della famiglia e agli amici più cari in questo momento con la preghiera”

    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE LUCA ALOI
    Ciao Aldo, sei stato un esempio e un grande supporto per tutti, me compreso.
    Per descrivere chi fu Aldo Belletta, il suo impegno per la Città e i suoi tanti meriti, credo ci saranno persone ben più autorevoli.

    Per me sei stato una presenza costante in questi anni di crescita: disponibile, instancabile, implacabile lavoratore e cultore delle Azioni fatte bene.
    Pochi comprendono e quindi apprezzano il lavoro dietro le quinte, a un passo dalla ribalta, lì dove tutto deve funzionare minuziosamente perchè il grande spettacolo si compia senza intoppi o indugi.

    Credo che Aldo incarnasse esattamente questo tipo di spirito di servizio. Ho sempre ammirato, l’essere posato ma fermo, sempre diretto e dritto al punto senza mai una parola fuoriposto. Hai dato tanto, Magenta, Pro Loco e tutto ciò che vi gravita attorno erano prioritarie.

    Buon meritato riposo Aldo, ci mancherai tanto, ci mancherai in queste celebrazioni del 4 Giugno e in tutti i momenti della Città!

    “Aldo l’evento è alle 21.00 a che ora ci vediamo” “io alle 20.00 sono lì”
    Un abbraccio alla famiglia, ai tanti amici e ai Magentini che lo avevano a cuore, perdiamo una grande Persona.