Autore: Fabrizio Valenti

  • Magenta, Del Gobbo: “PD nervoso? Lo sarei anch’io al loro posto…”

    Magenta, Del Gobbo: “PD nervoso? Lo sarei anch’io al loro posto…”

    “Comprendo la situazione di oggettiva difficoltà del PD Magentino. Perchè i fatti sono i fatti e il tempo è galantuomo…. ancor di più quando a distanza di vent’anni si scopre che in questa città l’unico Sindaco che ha recuperato aree dismesse si chiama Luca Del Gobbo con la sua Amministrazione. Anch’io sarei in imbarazzo e non saprei bene da che parte incalzare la maggioranza se fossi dall’altra parte. Così capita che vengano fuori discorsi poco coerenti come nell’ultimo consiglio comunale…”.

    Del Gobbo torna sul Piano Naj Oleari dove da un lato ha incassato anche dalla parte delle minoranze la richiesta fare in fretta e dall’altra parte a chiedere all’operatore che vengano realizzate prima le opere per la cittadinanza.

    “Ma questa – ha fatto notare Del Gobbo insieme all’Assessore alla partita Simone Gelli – è una consuetudine che abbiamo sempre rispettato nei Piani di recupero condotti dalle nostre Amministrazioni. Spiace che adesso chi è stato lì per anni con le mani in mano, con un PGT che ha ingessato Magenta, ci siano queste richieste un po’ così in ordine sparso. Perlomeno confuse”.

    Ma su questo l’Amministrazione Del Gobbo appare ‘comprensiva’. “Perchè il PD prima voleva un PGT con la Giunta Labria di quasi 50 mila persone, poi non ha previsto sviluppo per la città e ora si ritrova ancora Del Gobbo che sistema una vicenda che si trascina da anni. Anch’io al loro posto non saprei che pesci pigliare…”.

    Meno tenero è il Sindaco quando si parla di Città Metropolitana e di Beppe Sala.

    “E’ evidente che si sono dimenticati di Magenta. La cosa che però più mi dà fastidio sono le prese per i fondelli ai danni dei ragazzi. Il PD ha raccontato balle dicendo che nell’area ex Laminati grazie all’intervento di Città Metropolitana si sarebbe potuto costruire un nuovo Liceo. Purtroppo in tutti questi mesi abbiamo avuto più incontri con Città Metropolitana e questo tema non si è sfiorato neanche lontanamente. Anzi abbiamo colto ancora una totale latitanza degli enti intermedi…”.

  • Magenta per tre giorni diventa ancora la ‘capitale’ della Protezione Civile del territorio

    Magenta per tre giorni diventa ancora la ‘capitale’ della Protezione Civile del territorio

    Il raggruppamento ProCiv dell’ovest Milano di nuovo protagonista da venerdì a domenica tra Magenta, Corbetta e Cusago con scenari apocalittici in cui gli uomini e le donne volontarie saranno chiamati a mettere in campo tutta la loro professionalità in azioni h24, alcune di queste simulate in contesti serali e notturni.

    Da venerdì 22 a domenica 24 marzo il comando della Protezione civile di Magenta sotto la guida del suo coordinatore Abbiati e dell’Assessore preposto Simone Gelli, nuovamente, saranno protagonisti di queste esercitazioni che indubbiamente segnano una nota di merito per il gruppo magentino.

    Non solo il coordinamento di 150 Volontari, ma l’impegno nell’allestimento di tre situazioni catastrofiche ma fortemente ancorate alla realtà di questi ultimi mesi con il meteo impazzito e le conseguenze del caso per l’ambiente.

    Si parte venerdì a Corbetta con un’azione di esbosco – ha spiegato l’Assessore Gelli – quindi, a Cusago per fronteggiare con motopompe in azioni uno scenario tipico post ‘bomba d’acqua’ con assetto idrogeologico da tutelare, infine, a Magenta con un’azione in notturna con illuminotecnica, tipica situazione di quando si è alla ricerca di persone scomparse.

    Dunque tre contesti di alto profilo in cui le donne e gli uomini della Protezione civile saranno chiamati a metter in campo il meglio del loro bagaglio professionale.

    Da segnalare infine che nella giornata di domenica, saranno coinvolti anche i comandi dei Vigili del Fuoco di Magenta e Corbetta insieme alle Scuole elementari del territorio.

    Il punto di raccolta diventerà Piazza Mercato per una mattinata che servirà soprattutto per avvicinare i più piccoli insieme alle nuove generazioni al mondo dei Volontari in ProCiv.

    La giornata si chiuderà attorno a mezzogiorno con le premiazioni di rito alla presenza delle autorità regionali e di città Metropolitana.

    Il Sindaco Luca Del Gobbo a tal proposito ha voluto ringraziare tutti i Volontari che specialmente in quest’ultimo anno sono stati chiamati ad un surplus di lavoro notevole ma sono riusciti sempre a rispondere al meglio.

  • Magenta: presentato il nuovo sito del Comune. Più vicino ai cittadini e alle loro esigenze

    Magenta: presentato il nuovo sito del Comune. Più vicino ai cittadini e alle loro esigenze

    Il dominio è sempre lo stesso https://comune.magenta.mi.it/ e l’obiettivo come rimarcato dai presenti, non è tanto quello di realizzare un sito graficamente più bello o accattivante, quanto, semplicemente, quello di realizzarne uno di più facile consultazione da parte dell’utente principe: il cittadino.

    Un sito ‘standardizzato’ per usare le parole del Sindaco Del Gobbo che risponde, dunque, a precisi paletti, così che il dialogo tra istituzione e cittadino possa essere più facile.

    Naturalmente, ha premesso, il Sindaco il sito potrà in seguito essere implementato con alcune pagine dedicate come lo era già in passato con i rimandi alla Battaglia di Magenta piuttosto che a sezioni che parlano delle bellezze del nostro territorio.

    Ma, per il momento, ed è questo l’obiettivo rimarcato dall’Assessore Cuciniello il principale obiettivo è quello – sulla scorta della misura del PNRR sfruttata dal comune di Magenta – mettere in linea l’Amministrazione di Magenta con le nuove esigenze digitali.

    Pagine chiare, facile accessibilità, maggior efficacia comunicativa, più intuibile
    rispetto alla gestione dei servizi che saranno certamente implementati. Un sito ‘user friendly’ valido per tutti i device e che saprà colloquiare in maniera interattiva con altri portali.

    E’ il caso per esempio della sezione meteo e delle previsione del tempo dove vengono caricati automaticamente gli aggiornamenti che arrivano dal sito di Regione Lombardia. Un servizio molto utile soprattutto per le ‘Allerte Meteo’ e per il lavoro della Protezione civile.

    “Il nostro sito – ha concluso ancora il Sindaco – vuole essere in primis uno strumento di conoscenza e trasparenza per il cittadino”.

  • Robecco sul Naviglio: conto alla rovescia per il gran galà dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’

    Robecco sul Naviglio: conto alla rovescia per il gran galà dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’

    E’ partito ufficialmente il conto alla rovescia per il gran galà nerazzurro. Appuntamento alla Tendostruttura di Robecco sul Naviglio il prossimo LUNEDI’ 15 APRILE dalle 20,30.

    Una serata per festeggiare ma anche per ricordare. Perchè sarà questa l’occasione per ripercorrere i primi 45 anni dell’Inter club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ guidato dal Presidente Luciano Cucchi e che in questi ultimi anni ha trovato nuova linfa e spirito, attorno all’iniziativa di un gruppo di giovani entusiasti coordinati da Oscar Frisina.

    Ma accanto ai primi 45 anni del sodalizio nero blu ci sarà anche da ricordare il compianto Enrico Cucchi, centrocampista dell’Inter strappato troppo presto alla vita da un brutto male.

    Quest’anno sui campi del Concordia Robecco tornerà il Memorial’ in suo onore con squadre giovanili anche di livello nazionale.

    Un appuntamento fisso fortemente voluto da Luciano Cucco che giunge alla sua 25 esima edizione. Dal 1996 un evento immancabile legato al Giugno Magentino e che dopo gli anni del Covid e della Pandemia torna con ancora maggior entusiasmo di prima.

    Al Gran Galà nerazzurro sono stati invitati diversi giocatori dell’Inter. A partire in primis da quelli dell’Inter di Bersellini, ovvero, del periodo in cui nacque l’Inter club Magenta.

    Appena avremo l’elenco completo con tutte le adesioni ve le comunicheremo. Intanto è già arrivata scritta di suo pugno una lettera di Kalle Rummenigge attaccante idolo per i tifosi interisti degli anni Ottanta.

    Kalle dalla Baviera ha fatto sapere di essere idealmente con la mente e con lo spirito accanto ai soci dell’Inter club Magenta per questo speciale evento.

    Dove naturalmente sarà ricordato anche Andy Brehme, il terzo sinistro dell’Inter dei Panzer, recentemente stroncato da un infarto all’età di soli 63 anni.

    Sarà ricchissimo il parterre della serata con giornalisti sportivi e dirigenti calcistici.

    Nel corso della serata sarà consegnato anche il Premio ‘Interista dell’anno’ assegnato per meriti sportivi e culturali, nonché, ci sarà l’estrazione a premi con in palio come primo premio la maglia dell’Inter autografata dal bomber e capitano nerazzurro Lautaro Martinez.

    Per tutta la serata musica rigorosamente anni ’70 e ’80 e tante altre sorprese che non vogliamo ancora svelarvi.

  • Magenta, sanità. Allarme medici al “Fornaroli” costretti a turni massacranti. C’è il rischio di nuove fughe

    Magenta, sanità. Allarme medici al “Fornaroli” costretti a turni massacranti. C’è il rischio di nuove fughe

    Qual è lo stato di salute del ‘Fornaroli’ di Magenta? Beh, la testimonianza che abbiamo raccolto stamani dal primario del reparto di Urologia dottor Matteo Maggioni, è senz’altro sintomatica di qual è la condizione del presidio sanitario locale.

    Una situazione che per molto versi rispecchia quanto emerge dalla fotografia che la stampa nazionale mostra della nostra Sanità.

    Una Sanità fatta di medici di grande competenza, ma che si ritrovano a gestire un contesto sempre più problematico, fatto di turni a ritmo serrato, carenza di personale e stress costante.

    Con il rischio che chi ha i numeri per farlo, inizi a guardarsi attorno per cercare opportunità diverse, tornando a mettere al centro il ruolo dell’attività medica da non svolgere dentro ad uno scenario di continua emergenza.

    Ma come detto è stato il dottor Maggioni a darci un’istantanea sul campo che non lascia spazi a fraintendimenti.

    “Guardi pur essendo Primario del reparto, solo nell’ultimo mese, ho accumulato qualcosa come diciotto turni di guardia. In teoria non mi competerebbero, però, vista la situazione mi sono state assegnate e io ho rispettato le consegne come sempre”.

    Questo dato, aggiunto ad un lavoro costante, pressoché in tutte le ultime festività, ci fanno capire come al ‘Fornaroli’ la situazione di emergenzialità sia diventata la regola. Il che, di fatto, non dovrebbe accadere…

    Quello che accade invece – e anche questo è un dato importante su cui riflettere quando ci lamentiamo dei nostri medici o, peggio ancora, leggiamo notizie di cronaca che parlano di aggressione al personale sanitario – e che questi professionisti non hanno di sicuro perso la passione per il loro lavoro (o forse in alcuni casi sarebbe più opportuno parlare di ‘vocazione’) che di fatto li vede in servizio ‘permanente ed effettivo’ h24.

    Questo lo diciamo a ragion veduta, avendo avuto l’occasione di sentire anche in un giorno festivo il dottor Maggioni per una questione personale e avendo avuto la riprova di quanto riportiamo in queste righe.

    Assertività, disponibilità, capacità di rassicurazione, attenzione immediata per il paziente in chi ha questa professione cucita addosso, non mancano mai.

    Anche quando potrebbe esserci la risposta di riserva, peraltro, più che legittima: ‘Ci sentiamo domani mattina (lunedì ndr) per un consulto’.

    Il caso del dottor Maggioni, affermato urologo ed andrologo milanese, che ha scelto il ‘Fornaroli’ di Magenta per riportare l’Urologia ad essere punto di riferimento per l’Ovest Milano
    (vedi intervista su TN https://www.ticinonotizie.it/magenta-sanita-parla-il-dottor-maggioni-lurologia-del-fornaroli-tornera-ad-essere-uneccellenza-ogni-martedi-sara-presente-anche-al-santa-crescenzia/) e contestualmente, mettere a disposizione del territorio le sue competenze, anche attraverso la sua consulenza presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta, è certamente paradigmatico.

    Perché la storia che vi abbiamo raccontato è la sua ma anche quella di altri colleghi.

    Quello che più preoccupa e che certamente dà motivo di riflessione, è pensare che chi sta alla guida dei nostri Ospedali – di recente ci sono state le nomine per le nuove Direzioni Strategiche delle ASST – non non sia riuscito finora a cambiare coi fatti questo pericoloso trend.

    Perchè medici preparati, appassionati e animati dagli intenti migliori, non possono essere messi nelle condizioni di operare al meglio? E anzi si muovano in un costante “rischio Burnout” ?

    Sono interrogativi a cui chi guida la Sanità e si occupa di organizzazione delle Aziende Socio Sanitarie, dovrebbe dare risposte che possibilmente portino ad azioni concrete.

    Diversamente la ‘fuga di nuove eccellenze’ dal ‘Fornaroli’ (ma non vogliamo focalizzarci solo sul caso Magenta che qui adoperiamo a mo’ di esempio) potrebbe proseguire. Con tutte le ricadute del caso per il cittadino in primis. Certo, si dice ‘mal comune mezzo gaudio…’ guardando come detto al contesto di fondo. Ma a nostro avviso è un detto che poco riguarda la Sanità. Anzi.

    Perchè se ad una sconfitta – la perdita di professionalità mediche che vanno altrove – se ne aggiungono altre alla fine avremo registrato solo un filotto di sconfitte.

    Questo usando una metafora calcistica – considerato che ‘i giocatori buoni da metter in campo la nostra Sanità ce li ha eccome’ – sarebbe davvero un peccato mortale.

  • Magenta, cedimento via Cavallari. Il Comune precisa: “Problema alle fognature, l’asfalto non c’entra”

    Magenta, cedimento via Cavallari. Il Comune precisa: “Problema alle fognature, l’asfalto non c’entra”

    Oneri e onori. Luca Del Gobbo e il Vice Sindaco Enzo Tenti non si sottraggono alle loro responsabilità. Perché indubbiamente sul fronte asfaltature con le piogge eccezionali di questi giorni ci sarà da fare parecchio. “Ciò detto – ha spiegato il Sindaco – i nostri Uffici si stanno muovendo prontamente evitando emergenze e agendo sempre in modo preventivo”.

    Lo è stato così per il caso delle scuole e di tanti altri stabili comunali, idem dicasi per il Teatro Lirico, stesso discorso per la Via Brocca e adesso su Via Cavallari. Ha aggiunto il Primo cittadino.
    “Certamente – ha detto Del Gobbo – ci rendiamo conto che tutto questo crea disagi per i cittadini. Però come dico sempre, prima di tutto viene l’incolumità pubblica”.

    A tal proposito, presto Del Gobbo insieme a Tenti presenteranno alla città una sorta di ‘master plan dei Lavori Pubblici’.

    “Abbiamo trovato una situazione difficile ma non ci lamentiamo con diverse patate bollenti. Però siamo chiamati ad amministrare la città e, quindi, a trovare soluzioni”. Quanto nello specifico su Via Cavallari, urge però rimarcare che stavolta le buche non c’entrano.

    “C’è stato – ha puntualizzato anche l’Ingegner Alberto Lanati, responsabile dell’area tecnica – un problema legato al cedimento della fognatura che è stato segnalato per tempo. In queste ore gli uomini di Cap Holding sono al lavoro ed entro sera, a meno di contrattempi, dovrebbe essere tutto risolto”.

  • Magenta: rinasce finalmente l’area ex Naj Oleari. Questa sera in Consiglio l’adozione della variante al Piano

    Magenta: rinasce finalmente l’area ex Naj Oleari. Questa sera in Consiglio l’adozione della variante al Piano

    Arriva questa sera in Consiglio comunale la Variante all’Area Ast 9 di via Novara, meglio conosciuta come area ex Naj Oleari. Simbolicamente, è come se fossimo davanti alla chiusura di un cerchio, visto che questo percorso partì nel 2007 all’epoca dell’Amministrazione Del Gobbo – bis e vedrà la luce con questo Del Gobbo -ter.

    Di tempo, viste anche le note disavventure che hanno colpito la società che gestiva originariamente quell’area, ne è trascorso parecchio. Ma ciò che conta per dirla con il Primo cittadino Luca Del Gobbo “è che questa nostra Amministrazione torna a restituire alla città una sua parte importante, levandola dal degrado”.

    Oggi in conferenza accanto al Sindaco, c’erano l’Assessore alla partita Simone Gelli (anche lui in Giunta nel 2007 ndr) insieme all’Ingegner Alberto Lanati, direttore dell’Ufficio Tecnico del comune.

    “Con quest’intervento – ha proseguito Del Gobbo – continua anche la nostra idea di un centro cittadino diffuso e policentrico. Ancora una volta tocca al centrodestra – ha aggiunto – recuperare aree dismesse”.

    Insomma, come dire…. dove eravamo rimasti. E Del Gobbo legittimamente tornando a parlare di “Rinascimento Magentino rispetto a chi guarda con sarcasmo a questa nostra espressione” ha ricordato che in un anno questa Amministrazione ha approvato il Documento di Piano, ha azzerato le attese dell’ufficio Urbanistica e adesso ecco che la Naj Oleari si avvia a prendere forma definitiva dentro ad un’idea complessiva di città.

    “Abbiamo ripreso e attualizzato la convenzione che risaliva al 2007 – ha continuato l’Assessore Gelli entrando nei dettagli del progetto – ci muoviamo in chiave più moderna. Dentro a questa logica si legge anche il nuovo regolamento edilizio che andremo a presentare domani (martedì ndr) sera”.

    Ma veniamo al progetto. La volumetria non cambia e resta fissa in 38 mila 500 metri cubi. Che diversamente che nel progetto iniziale andranno a svilupparsi in altezza (5 palazzine da 7 piani) così facendo si recuperano spazi verdi e di fruibilità per la zona. Che di fatto raddoppiano.

    A cominciare dai posti auto che diventano 127, alla nuova piazza che proseguirà in linea di continuità con l’attuale Piazza Unità d’Italia. Sparisce la possibilità di creare una media struttura e a livello commerciale si punta sui negozi di vicinato con l’8% dell’intera area destinato a commerciale. Un modo si spera anche per contrastare la desertificazione delle ‘piccole botteghe’ che però costituiscono un servizio prezioso, oltre che dei presidi sociali per un quartiere.

    Previsto poi il completamento del Parco di Villa Naj Oleari con la sistemazione dell’ultima parte confinante dove c’è l’idea assolutamente suggestiva di creare dentro al parco una sorta di ‘anfiteatro verde’ con la capienza di 400 posti che certamente potrà essere un tassello decisivo nel rendere quest’area ancora più di pregio e, soprattutto, adatta per i più svariati utilizzi.

    “Vogliamo una città migliore con attenzione per il bello” ha concluso Gelli. Quanto alle tempistiche l’Ingegner Lanati ha spiegato che dopo l’adozione in Consiglio comunale si dovrà arrivare alla convenzione vera e propria con l’operatore privato e, quindi, alla fase di cantierizzazione.

    Dunque, è verosimile oltre che auspicabile che i lavori inizino entro questo 2024. La convenzione avrà durata decennale, tuttavia, l’auspicio della Giunta Del Gobbo è quella di vedere il taglio del nastro entro la fine di questa legislatura.

  • “La corruzione elettorale politico-mafiosa in Lombardia”, il libro sulle mafie di Ersilio Mattioni: ma dalle nostre parti non è tutto da buttare. Anzi…

    “La corruzione elettorale politico-mafiosa in Lombardia”, il libro sulle mafie di Ersilio Mattioni: ma dalle nostre parti non è tutto da buttare. Anzi…

    Esce domani nelle edicole il libro del collega Ersilio Mattioni, già direttore di Libera Stampa Alto Milanese edito da RCS Group nonchè docente di Filosofia.

    Quello di Mattioni è certamente un lavoro di ricerca approfondito e ben documentato, anche grazie ai tanti anni dedicati alle inchieste di questo filone giornalistico.

    Centosessanta pagine nelle quali vengono ripercorse diverse vicende che toccano il nostro territorio, ma anche il Palazzo della Regione a cominciare dalle regionali del 2010. Vengono riproposti i rapporti tra l’allora Assessore Domenico ‘Mimmo’ Zambetti (poi finito in carcere) e il boss Eugenio Costantino.

    La ricerca parte dall’inchiesta ‘Grillo Parlante’ per arrivare alla più recente “Hydra” che ha lambito – ma senza alcuna ricaduta in ambito giudiziario il nostro territorio – con la domanda aperta lasciata da Mattioni: “In assenza di eroi leggendari chi fronteggerà la nuova Hydra prima che si divori la Lombardia?”.

    Posto che noi non saremmo così tragici nel descrivere il contesto, indubbiamente nel volume vengono fatti i nomi di diversi boss e della loro “manovalanza” che abita nel nostro territorio.

    C’è chi ‘rincasa tutte le sere a Battuello’, chi uscito dall’inchiesta ha aperto una pizzeria a Boffalora sopra Ticino… la ‘villa bunker’ di Cuggiono coi relativi pestaggi. Potremmo andare avanti ancora a lungo. Perchè di aneddoti il libro è davvero molto ricco.

    Su un punto con Mattioni siamo d’accordo al netto delle nostre posizioni che sono piuttosto diverse – lui ‘giornalista professionista dell’antimafia’, noi piu’ garantisti ma non per questo con le fette di salame sugli occhi … – ovvero, che l’uscita dell’allora Prefetto di Milano all’epoca di Expo 2015 Gian Valerio Lombardi “In Lombardia la mafia non esiste” fu quanto meno infelice.

    Per il resto a noi piace vedere il bicchiere mezzo pieno, pur concordando sul fatto che ci siano indubbiamente basi radicate della criminalità organizzata nella nostra regione.

    Ci sarebbe da domandarsi perché tutto questo? Noi crediamo che il male originario sia collegato alla cosiddetta legge sul “soggiorno obbligato” in vigore dal 1956 che indubbiamente ha contribuito in modo sostanziale a fare in modo che le famiglie dei boss iniziassero ad espandersi e a fare affari nella regione più sviluppata e prosperosa del nostro Paese e tra i ‘Quattro Motori d’Europa’. Una colonizzazione della nostra terra imposta da Roma con una legge quanto meno bislacca.

    Vengono ripercorsi i casi di Sedriano con il commissariamento del comune e relativo scioglimento, ma anche va detto con un Sindaco Alfredo Celeste prima fu ingiustamente incriminato e poi totalmente riabilitato. Questo è stato il corso della giustizia.

    Così come tra le tante vicende trattate la presenza di Paolo Errante Parrino detto ‘Zio Paolo’ in quel di Bià, con la sua parentela stretta con il boss Matteo Messina Denaro, i suoi modi per così dire ‘spicci’ nel trattare con la pubblica amministrazione, le botte che si presero i poveri dirigenti dell’Ufficio Tecnico Urbanistica del comune di Magenta Giovanni Biolzi e Angelo Schinocca da Rocco Mongiardo e Franco Rigoli per l’affaire della discoteca Dubai…

    Di retroscena ce sono a iosa. Però, al netto delle frequentazioni più o meno a loro ‘insaputa’ da parte di alcuni politici e di alcuni giudizi morali sui quali non entriamo per un motivo molto semplice – “chi scrive si è mai chiesto come avrebbe reagito se si fosse trovato seduto sulla poltrona per esempio di Primo cittadino ?” – qui ci piace rimarcare gli anticorpi che la nostra politica sa mettere ancora in campo. Certo è tutto migliorabile. Questo è assolutamente pacifico.

    Il caso di Marco Tizzoni da Rho poi diventato Consigliere regionale con la lista Maroni, che perde le elezioni della sua Città perché in un sms risponde a chi cerca di influenzarlo “non ti preoccupare andiamo avanti da soli, senza aiuti o gruppi strani…”, è emblematico.

    O ancora lo stesso caso Dubai di Magenta, dove alla fine quella discoteca verrà fatta chiudere grazie al pressing all’ultimo respiro messo in atto dall’Amministrazione di Marco Invernizzi e Paolo Razzano.

    Per non parlare del leghista Fabrizio Cecchetti braccio destro di Matteo Salvini, che quando fu candidato a sua volta a Sindaco della sua città Rho, disse a chiare lettere: “Noi i voti della mafia calabrese non li vogliamo…”.

    Simbolica è la storia dell’avvocato Guido Maria Ranzani anche lui leghista e fino ad un certo punto in corsa per le elezioni a Sedriano del 2009 (poi si ritirerà), che con una testimonianza ben raccontata nel libro dimostra come ci si comportano i galantuomini con la schiena dritta dinanzi a certe proposte indecenti.

    Il problema è che Ranzani, una figura competente che tanto servirebbe alla politica nostrana, alla fine si dice schifato e abbandona questo mondo.

    Perchè al di là di tutto e delle considerazioni etiche che emergono dal testo c’è un dato di fatto innegabile anche da chi la pensa diversamente da noi “chi accetta di giocare al gioco della politica deve sporcarsi…”.

    Il che nella nostra accezione non significa affatto essere collusi con mafiosi e personaggi della criminalità organizzata che, peraltro, ci sono sempre stati – se si ripercorresse la storia della Magenta degli anni Settanta e soprattutto Ottanta con certi boss finiti ammazzati nei bar se ne potrebbero raccontare delle belle … – quanto, piuttosto, essere in grado di non mettere in atto comportamenti penalmente rilevanti e impedire a questi ultimi uomini della ‘mala’ di fare in modo che la politica sia parte del loro business.

    Come dire guardiamo alla sostanza, e consideriamo un elemento basilare: la criminalità va sempre dove ci sono i soldi e il gioco della politica specie a certi livelli, è un gioco dove di denaro ne gira e parecchio…

    Ciò significa che questo rischio e queste tentazioni ci saranno sempre. Ciò che conta è costruire i giusti anticorpi. Ma questo lo si deve fare tutti insieme. Crediamo, infatti, che anche il giornalismo possa aiutare la politica in tal senso.

    Non solo denunciando o denigrando questo mondo, viceversa, sostenendolo e attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica difendendolo da chi “vuole mettersi solo in affari…”.

    Perchè la nostra risposta alla domanda iniziale di Mattioni è molto semplice: “In politica non ci sono eroi (quasi mai), ma uomini e donne, con le loro forze e le loro debolezze. Spesso è lo specchio di questa nostra stessa società. Quindi, inutile chiedersi chi ucciderà (metaforicamente) Hydra…”.

    Piuttosto a parte le ‘mele marce’ che vanno allontanate possibilmente per sempre a calci nel sedere, per il resto, questi uomini e donne che hanno voglia di impegnarsi per la cosa pubblica andrebbero incoraggiati.

    Diversamente, come si dice in questi casi, si rischia di gettare il bambino con l’acqua sporca.

    Ma noi crediamo che l’acqua di questa nostra terra, tutto sommato sia ancora pulita. Magari non sarà più limpida.

    Ma soprattutto riteniamo che tutti possono fare la loro parte per renderla nuovamente azzurra, come era un tempo il nostro fiume Ticino. Questa è la sfida e la scommessa per il domani partendo da quanto di buono già c’è.

  • Magenta. In ricordo di Francesca Locatelli Colombo

    Magenta. In ricordo di Francesca Locatelli Colombo

    E’ mancata in questi giorni la Signora Francesca Locatelli in Colombo. Per noi prima di tutto la moglie del Senatore Ambrogio Colombo.

    Ci spiace sinceramente non poter esser stati presenti per motivi di salute questo pomeriggio al suo funerale. Però accanto alle condoglianze di tutta la redazione di Ticino Notizie, vogliamo ancora tratteggiare il ricordo inscalfibile della Signora Francesca.

    Quando si dice, infatti, che accanto ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna, beh, questa non è una frase fatta.

    Già perché le tante volte che siamo stati ospiti, soprattutto all’inizio del nostro percorso giornalistico, a casa dell’Ambrogio – lo chiamiamo così proprio per l’affetto che gli portiamo da sempre – abbiamo percepito la sua presenza costante ma discreta.

    Una coppia legatissima, che ha fatto della fede il suo collante. Valori veri e profondi che è difficile, se non impossibile, vedere oggi.

    Già, perché quello che abbiamo sempre invidiato parlando con lui e la sua famiglia, è la serenità.

    Ossia, la capacità di accettare quello che ti dà la vita con le sue gioie ma anche le sue sofferenze e trovarne la soluzione con pacatezza. Il che non significa rassegnazione, tutt’altro.

    Una grandissima forza interiore, una vitalità che ti permette di affrontare al meglio anche le situazioni peggiori con il giusto equilibrio. Cosa affatto scontata.

    Ma che nasce – pensiamo – proprio da quel rapporto speciale con la ‘sua’ Francesca oltre che con l’Altissimo.

    Valori e ideali, che il Senatore ha saputo trasmettere ai figli Giuseppe e Carlo, due amici ai quali in questo momento ci sentiamo assai vicini.

    Sappiamo che gli ultimi tempi, quelli della malattia della Signora Francesca – una donna con tanti interessi, dedita al volontariato e sempre in movimento – sono stati difficili.

    Ma è qui che abbiamo notato ancora una volta la forza della famiglia.

    ‘Ambrogino’ è sempre stato al fianco della sua compagna di vita, ma non al contempo, con uno spirito davvero unico in un uomo della sua età, non ha mai abbandonato quella passione per la politica, intesa come ‘cosa pubblica’ e amore per il bene comune, che ti fa dare ma che ti restituisce indietro tanto.

    Dal Centro Studi Kennedy ai Quaderni del Ticino recentemente andati ancora in stampa, ha seguito la strada di sempre. Non fermandosi mai.

    Perché così avrebbe voluto Francesca e così certamente vorrà anche per il futuro.

  • In memoria di Andy Brehme, il nostro ricordo e il cordoglio dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’

    In memoria di Andy Brehme, il nostro ricordo e il cordoglio dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’

    Andy Brehme è morto a Monaco di Baviera per arresto cardiaco. Secondo la Bild Brehme, che aveva 63 anni, nella notte tra lunedì e martedì era stato portato d’urgenza in un pronto soccorso vicino a casa ma i medici non sono riusciti a salvarlo. Durante la sua carriera da giocatore Brehme aveva giocato per il Saarbrücken, il Kaiserslautern (dove in seguito è stato anche allenatore), il Bayern Monaco, l’Inter (dal 1988 al 1992 con la vittoria dello “scudetto dei record” del 1989) e il Real Saragozza. Nel 1990 aveva vinto il Mondiale con la Germania. Brehme lascia la compagna Susanne Schaefer e due figli avuti dal matrimonio con l’ex moglie Pilar.

    IL NOSTRO RICORDO:

    “Per quelli della mia generazione… “Zenga, Bergomi, Brehme, Matteoli, Ferri, Mandorlini, Bianchi, Berti, Diaz, Mathaus, Serena … questa formazione è come una filastrocca che ogni tanto, quando non riesco a prender sonno (spesso) la sera, ripeto come i bambini che contano le pecorelle….

    Perchè l’Inter dei record per noi che abbiamo vissuto intensamente gli anni ’80 resterà sempre nel cuore. Gli anni più belli, quelli in cui essere interista era difficile ma doveroso, contro il Milan che vinceva sempre. Ma noi resistevamo a testa alta, ed è per questo che quei successi valgono e pesano ancora di più.

    Anche e forse di più, lo confesso, di quelli conquistati col “Triplete”. Due magie differenti.
    Forse, perchè in quegli anni non eravamo più abituati a vincere, però, quei 58 punti sul campo con la vittoria che valeva 2, sono entrati nella storia.

    Tu Andy sei stato un grandissimo, in campo a volte, più intelligente anche di Lothar, di cui non avevi quell’esuberanza e carisma. Però calciavi in modo delizioso sia col destro che col sinistro, potevi giocare col quattro in mediana. Un giocatore universale, ecclettico con una intelligenza tattica superiore.

    Mi ricordo la prima volta in cui ti vidi calcare l’erba di San Siro. Amichevole di inizio settembre con mio padre, un vero caldo boia, si giocava ancora di pomeriggio, primo anello verde, Inter Anderlecht 3 a 1, quell’anno, infatti, il campionato iniziava ad ottobre.

    Si vedeva che non eri certo il gregario di Lothar, perchè i tuoi cambi di campo erano spettacolari. Mi ricordo anche i maledetti 7 minuti con il Bayern con te a terra…. in quella sera di Sant’Ambrogio…. così i trionfi di quel periodo.

    Sono stati quattro anni intensi….da una parte l’Inter dei Panzer, dall’altra il Milan degli Olandesi..
    Ciao Andy, insegna agli angeli come si crossa….e si calcia con entrambi i piedi”.

    IL CORDOGLIO DELL’INTER CLUB MAGENTA NERAZZURRA 1978 ‘KALLE RUMMENIGGE’

    Stupore, incredulità e dolore. Tutti i Soci dell’Inter Club Magenta Nerazzurra hanno appreso con questi sentimenti l’improvvisa scomparsa di uno degli eroi dell’Inter dei record.
    In particolare il suo Presidente Luciano Cucco che ha chiamato il figlio Andreas, proprio in onore di Brehme…
    Sicuramente Andy sarà ricordato degnamente all’interno del prossimo memorial Cucchi che sarà presentato ad aprile a Robecco sul Naviglio e che si disputerà nel prossimo giugno.

    Pubblichiamo la foto interna con Luciano e Andreas Cucco, ancora piccolo, con il grande Andy.