Autore: Fabrizio Valenti

  • Pronto Soccorso del “Fornaroli” di Magenta: un inferno quotidiano per chi ci va e per chi ci lavora…

    Pronto Soccorso del “Fornaroli” di Magenta: un inferno quotidiano per chi ci va e per chi ci lavora…

    Il livello della Sanità pubblica, anche quella della presunta eccellenza lombarda, e’ ormai ridotto ai minimi termini. Non pensiamo di aver fatto una nuova scoperta, però, la storia che vi stiamo per raccontare, denota il degrado in cui è caduto il nostro sistema dell’emergenza urgenza. Una situazione in cui i medici sono a loro volta vittime, ma che è di fatto offensiva dei pazienti e della loro dignità come persone.

    Mentre inizio a scrivere manca poco alle 22 di sabato primo febbraio e mio padre è da oltre 12 ore su una branda del PS del Fornaroli. Ha quasi 79 anni, è parkisoniano e stamani ha avuto l’ennesima caduta in casa con successivo collasso pressorio.

    In questi casi la chiamata al 118, pur consapevoli che stai per entrare in un girone dantesco, e’ l’unica strada percorribile. Non puoi farne a meno.-

    Va detto, onde evitare equivoci, che queste righe non sono certo un atto di accusa verso i bravissimi Volontari del 118 o verso gli addetti del PS.

    Ma e’ una denuncia rispetto al punto di non ritorno in cui siamo sprofondati.
    Dopo i controlli di rito, gli esami strumentali, la TAC, nel caso di mio padre, serve un cardiologo che metta insieme i pezzi del puzzle….. e così dalle 15 del pomeriggio inizia il pellegrinaggio tra la sala d’aspetto del 118 piena zeppa fino all’inverosimile e la zona interna del PS.

    “Quando arriva il Cardiologo? Lo abbiamo già sollecitato ma è solo su in reparto…. “.

    Mentre il tempo scorre osservi l’andirivieni del PS, un vero caos in tutti i sensi.

    Chi ci lavora e’ messo a dura prova. Già, ma intanto ci sono i malati, loro non hanno colpe, stanno male e vorrebbero essere curati. Ogni poco, incurante dei divieti che diventano elastici usando buon senso e gentilezza, mi sincero delle condizioni di mio padre ed entro nella zona dei degenti. E qui mi guardo anche attorno.

    Più che un PS sembra una camerata dove vengono portati i feriti di guerra… la metafora, mi sia concessa, perché alcuni lanciano urla, altri sono dolenti ma il personale è ridotto all’osso e dà il massimo.

    E così si fa una ‘certa’ e l’unico cardiologo che c’è in tutto l’Ospedale di Magenta ha smontato…. Sono le 21 e mo’ che facciamo???

    C’è un povero cristo (ma anche altri ndr), mio padre, che aspetta un cardiologo da ore, che sta su quella branda da ormai undici ore…. E’ lasciato ovviamente digiuno ma potrebbe bere. Ma nessuno ci ha pensato nella tranche agonistica del PS. Allora ci devo pensare io passando dall’automatico.

    Torno al front Office interno del PS. Mi scusi notizie del cardiologo??? “Guardi deve fare il passaggio di consegne quello della notte e dopo il reparto scende…. Bene”.

    Anzi, male ma questo è prendere o lasciare. Purtroppo va anche peggio perché se sei in un ospedale così spolpato come il Fornaroli può capitare anche il peggio. Il cardiologo deve gestire un infarto in corso.

    “E allora domando al medico del PS questo cosa comporta?” Almeno altre due ore di attesa ma magari potrebbe andar meglio…

    Il che significa che un uomo di quasi 79 anni con una serie di problematiche importanti, se andrà bene, sarà visto da un cardiologo attorno alla mezzanotte….. mio padre, a quel punto scalpita, vuole firmare per andarsene.

    Già ma allora cosa ci siamo stati a fare qui dalle 9 e mezza della mattinata ? Inizia una delicata fase di diplomazia… si torna in branda in attesa che arrivi il cardiologo che per fortuna si palesa fugacemente (perché deve tornar di corsa in reparto e non è certo colpa sua) dopo le 23.
    Morale della favola verbale di dimissioni alle 23.40.

    Mi fermo qui perché penso che questo racconto abbia già palesato tutta l’insufficienza del sistema dell’emergenza urgenza del Fornaroli che è fedele specchio di tutto il Paese.

    Una indecenza che non è rispettosa del malato ma anche di chi vi lavora in primis.

    Il grande malato è il nostro Sistema Sanitario. E questa storia che abbiamo vissuto e abbiamo voluto raccontarvi, certo, non si discosterà da tante altre che si ripetono quotidianamente.
    Tanto quasi da non farci più caso. Molti ci hanno fatto il callo. Ma non si può far finta di niente e non indignarsi.

    Non è questo il caso di aprire il capitolo delle liste di attesa perché su questo fronte e’ da un pezzo che abbiamo capito che se non paghi e vai nel privato puoi anche morire. Meglio mettersi il cuore in pace. E’ così. Punto.

    Ma sull’emergenza urgenza no. Certo in questa giornata abbiamo visto tanta gente arrivare in PS, moltissimi extracomunitari- e’ un dato oggettivo, detto senza polemica alcuna, è la realtà delle cose – che probabilmente, magari anche sprovvisti di un medico di base, si rivolgono al Fornaroli e finiscono per portare al collasso il tutto…

    Ma la non appropriatezza di certi accessi non basta a giustificare quello che abbiamo visto e che abbiamo vissuto.

    “Benvenuti al PS del Fornaroli, benvenuti all’inferno….”
    Non è uno slogan, e’ la realtà, e la colpa non è certo di chi vi lavora e che si fa un mazzo tanto.. Semmai della politica e di chi dovrebbe esser addetto alla programmazione e gestione delle nostre Aziende Sanitarie…

    F.V.

  • Calcio, Serie D. Magenta nell’abisso

    Calcio, Serie D. Magenta nell’abisso

    Neanche San Biagio ha fatto la grazia. Nonostante il grande supporto del tifo casalingo del Gruppo Storico, e nonostante le tantissime motivazioni che stavano dietro a questa partita, siamo qui a commentare mestamente l’ennesima sconfitta del Magenta.

    Adesso la situazione è davvero compromessa. Dopo le ultime due sconfitte con Crema e Club Milano in cui si era pensato di aver toccato il fondo, oggi, per le Aquile c’era un solo risultato: la vittoria.

    Solo così il Magenta inchiodato a 23 punti nelle sabbie mobili della retrocessione, avrebbe potuto sperare di riagganciare la zona Play Out. Perchè i veronesi del Vigasio erano a 27 punti e il Magenta con una vittoria avrebbe potuto rifarsi sotto.

    Purtroppo, è andato in scena un film già visto troppe volte. Il Magenta ci prova con le sue forze, poi, il gioco davvero brutto, raffazzonato e pieno di imprecisioni ha il sopravvento. Anche a livello di energie mentali.

    Perché è inspiegabile che una squadra che dovrebbe giocare col coltello tra i denti gli ultimi 10 minuti molli completamente e sul terreno amico lasci l’iniziativa al Vigasio.

    E’ andata così anche oggi così come con il Club Milano, il Magenta mercoledì si era fatto ribaltare a Pero. Oggi però la sconfitta è gravissima.
    Nella prima frazione il Magenta è andato in gol ma in fuorigioco con l’ultimo arrivato, il figlio del portierone di Viola e Inter Francesco Toldo presente in tribuna.

    Andrea Toldo è appena arrivato infatti dalla Pro Sesto dove faceva panchina per rinforzare l’attacco del Magenta. Debutto volenteroso ma senza squilli. Dopo poco più di un’ora di campo è andato sotto la doccia.

    Nel secondo tempo, il Vigasio si è fatto sotto e dopo 5 minuti ha avuto la grande occasione col calcio di rigore sprecato da Moras. Grande parata di Salvato che ha letteralmente salvato il Magenta.

    Poteva essere il segnale che la gara avrebbe potuto cambiare. Ma invece no.

    La partita si è trascinata avanti stancamente e con un gioco modesto fino all’8o esimo circa. In realtà anche il Vigasio sino a quel momento non aveva mostrato granché.

    Poi il crollo forse, diciamo noi, anche psicologico, che abbiamo già visto tante volte. Appena l’avversario accelera e ci mette un po’ più di convinzione il Magenta soccombe. E così è arrivata l’azione personale di Moras al 92 esimo (che ci ha ricordato molto il gol subito sempre in solitaria siglato dal Crema al Plodari l’altra settimana…) che ha condannato il Magenta.

    Botta durissima. Ci sarebbero stati ancora 3 minuti di recupero da giocare, ma non si è vista alcuna reazione se non la palla lunga. D’altronde, non abbiamo visto un’azione degna di tal nome in tutti i secondi 45 di gioco, difficile, se non impossibile pretendere il miracolo.

    Ora il Magenta è al terz’ultimo posto a 23 punti superato anche dal Fanfulla a 24. Dietro ci sono solo il Ciliverghe a 20 e l’Arconatese a 18.

    L’ultima chiamata arriverà proprio sul campo del Ciliverghe.

    F.V.

  • Calcio, Serie D. Magenta: ‘Tutta la Città domenica è convocata al Plodari’

    Calcio, Serie D. Magenta: ‘Tutta la Città domenica è convocata al Plodari’

    “Domenica tutti al Plodari! Ora più che mai, il sostegno dei tifosi può fare la differenza. I nostri ragazzi daranno tutto in campo ma abbiamo bisogno del il vostro tifo sugli spalti!
    E dopo il fischio finale, restate con noi per celebrare San Biagio: frittelle e vin brulè offerti a tutti i tifosi! Uniti si vince, FORZA MAGENTA”.

    Il messaggio lanciato via social dalla dirigenza del Magenta Calcio 1945 in vista della partita di domenica 2 febbraio è più che mai esplicito. E ci sentiamo di condividerlo appieno.

    Per il Magenta del Presidente Cerri e di Mister Lorenzi questa è una sorta di ultima chiamata dopo i pessimi risultati conquistati a gennaio con la ripresa del campionato.

    In particolar modo, le ultime due sconfitte, quella interna col Crema e quella infrasettimanale sul terreno del Club Milano, a Pero, sicuramente hanno rappresentato un’autentica mazzata. Ambiente fiaccato e tifosi delusi. Ma ora serve la riscossa.

    I gialloblù non a caso che prima di Natale si erano portati fuori dalla zona Play Out con due vittorie e un bel pareggio esterno, ora sono quart’ultimi in classifica. A questo punto servono solo i tre punti.

    Anche perché il Vigasio frattanto si è portato a quota 27, la Nuova Sondrio con la vittoria clamorosa sul campo dell’Ospitaletto a 24 e il Crema si trova a 28 con Castellanzese a 27.

    E’ lì che il Magenta deve puntare con tutte le sue forze. Occorre riagganciare questo treno che è quello della speranza che porta alla salvezza.

    Diversamente c’è gorgo della retrocessione. Perché anche il Fanfulla ora a 21 e il Ciliverghe a 20 sono lì ad un passo…. Magenta davvero vicino al baratro. E allora proprio per questo anche la Città è chiamata ad una prova di carattere. Questa sonnecchiosa bella addormentata che finora pare – a livello di comunità – non essersi troppo curata del grande risultato sportivo colto dalla “banda Cerri” capace dopo oltre 60 anni di riportare l’Aquila là dove non stava davvero da tanto tempo.

    Ora anche la Città e la sua comunità soprattutto, deve dare un segnale. Lo chiedono anche i ragazzi del Gruppo Storico che hanno già ribadito che loro ci saranno a prescindere sino alla fine. Loro, gli ultra’ daranno appoggio incondizionato alla squadra. Chapeau.

    Ma questo appoggio lo chiede ora espressamente la Società Calcio Magenta che non per nulla ha lanciato questo appello, sfruttando anche la concomitanza della festa di San Biagio.

    E allora speriamo che possa essere una festa per il Magenta in campo e sugli spalti!

    F.V.

  • Calcio, serie D. Il Magenta cade ancora con il Club Milano e adesso è all’inferno

    Calcio, serie D. Il Magenta cade ancora con il Club Milano e adesso è all’inferno

    Magenta da incubo al ‘Gianni Brera’ di Pero contro il Club Milano dove anziché sfornare una prestazione tutta garra e voglia di vincere, ancora una volta, si dimostra ingiustificatamente molle e svagato.
    Tanto dal farsi ribaltare il gol del vantaggio procurato grazie ad un rigore siglato da Gatelli al 15 esimo della prima frazione di gioco.

    Un vantaggio che dura poco a dimostrazione anche della debolezza mentale dei ragazzi di mister Lorenzi che forse non sono debitamente spronati. C’è un problema di spogliatoio? Manca la convinzione???

    Il pubblico magentino inizia a mugugnare e c’è chi comincia a pensare che per uscire da una situazione tanto complicata, serva la classifica svolta che può arrivare col cambio di allenatore. Sicuramente la presidenza Cerri ce l’ha messa tutta per fornire una squadra di livello, però, il campo poi dice tutt’altra cosa. Ma siamo ancora a livello di voci e di sfoghi sui social post partita. Tutto qui.

    Senz’altro se le sconfitte con le cosiddette ‘big’ erano accettabili. Molto meno la prova assai grigia tra le mura amiche con il Crema con annessa sconfitta e adesso la nuova caduta in quel di Pero in questo turno infrasettimanale che, tra l’altro, ha portato con sè una serie di risultati fortemente negativi per il Magenta. Molte delle concorrenti hanno vinto. Clamorosa la vittoria della Nuova Sondrio che ha battuto in trasferta la prima della classe Ospitaletto.

    Ma torniamo al Magenta che come dicevamo dopo soli sei minuti dal vantaggio si è fatto riprendere da Dioh al 21 esimo.

    Magenta che verso la fine del primo tempo avrebbe anche la palla del vantaggio ma che viene sprecata in contropiede. Il secondo tempo vede il Club Milano attendere il Magenta. La gara non è particolarmente esaltante. Soprattutto i gialloblù ancora una volta non sono capaci di pungere. Mentre il Club Milano appena decide di spingere trova la rete. Dioh a 10 minuti dalla fine si mette in proprio e inventa un gol sul quale Salvato non può nulla. Bella la giocata del singolo però la difesa del Magenta si dimostra davvero troppo arrendevole.

    Ci sarebbe ancora un quarto d’ora di gioco, visti i 5 di recupero concessi. Ma non arriva nulla. Qualche palla buttata alla rinfusa nel mucchio e niente di più. Per le Aquile malgrado il sole di questo bel pomeriggio di fine gennaio, è notte fonda.

    Domenica 2 febbraio alle 14,30 il Magenta ospita al Plodari il Vigasio che oggi ha vinto ed è scappato via a quota 27. Neanche a dirlo che serve una vittoria per tornare in carreggiata. Imperativo categorico è cercare di schiodarsi dagli attuali 23 punti. Occorre che anche San Biagio Santo Compatrono ci metta del suo e faccia il miracolo. Forza Magenta non ci si può arrendere così!

    F.V.

    (*nella foto grande un’immagine della gara d’andata al Plodari, sotto il particolare sulla classifica che vede oggi il Magenta al quart’ultimo posto)

  • Robecco. La pioggia non batte la ‘Winter’s Cup’ ‘Memorial Peppino Prisco’

    Robecco. La pioggia non batte la ‘Winter’s Cup’ ‘Memorial Peppino Prisco’

    Una bella giornata di sport in cui a vincere è stata la voglia di calcio. La pioggia ha accompagnato queste finalissime del Memorial Peppino Prisco Winter’s Cup organizzata dall’Inter club Magenta nerazzurra Kalle Rummenigge 1978.

    Un appuntamento fisso che fa il paio con quello di primavera, ossia, il ‘Memorial Enrico Cucchi’.

    Un’iniziativa che va avanti grazie all’impegno dell’Inter club ma soprattutto del suo storico presidente Luciano Cucco, oggi presidente ad honorem del sodalizio nero blu magentino.

    Ben 16 squadre al via tre settimane fa, under 12, provenienti un po’ da tutta la Lombardia.

    Nella finalissima odierna si sono ritrovati di fronte i ragazzini della Voluntas Brescia e del Casteggio.

    Sono stati i bresciani ad avere la meglio sui pavesi. Ma poco conta.

    Conta soprattutto la voglia di esserci, la disponibilità dei team a vivere tre week end intensi di calcio e naturalmente delle famiglie dei giovani calciatori che li hanno accompagnati.
    Un bel messaggio di sport.

    A testimonianza che l’Inter club, oltre che pensare al calcio dei ‘grandi’ pensa anche a chi quella passione la deve coltivare.

    Un messaggio positivo, così come quello portato dai numerosi ospiti presenti. C’era il Sindaco Fortunata Barni accompagnata dall’Assessore Noè. Quindi, per il Parlamento l’On.le Umberto Maerna che ha portato anche il saluto dell’Inter club Parlamento e del suo presidente il Senatore Ignazio La Russa, interista doc.

    Per il comune di Magenta presente il vice presidente del consiglio comunale Sandro Bertoglio così come per la Pro loco il presidentissimo Pietro Pierrettori, un altro interista con la I maiuscola….

    Non poteva mancare il consigliere regionale Silvia Scurati da Bareggio che ha portato il saluto del Presidente di regione Lombardia Attilio Fontana…pazienza se tifa per l’altra sponda del Naviglio grande…ciò che conta è che la nostra Scurati, è un’altra seguace della prima squadra di Milano.

    Quindi, il parterre del mondo del calcio. Con il sempre presente Walter Viganò da Robecco sul Naviglio, i cui fasti si ricollegano alla Cremonese ammazzagrandi, ma anche esperienze nella stessa Internazionale, quindi, Maurizio Laureri, altro ex calciatore interista sempre attento alle iniziative dell’Inter club. Così come gli esponenti della Pro Patria calcio, altra storica realtà lombarda.

    Quindi, l’ospite più importante. Il figlio dell’avvocato Prisco, cioè di colui che è stato ed è tutt’ora l’icona dell’interismo. Luigi Maria Prisco, anche lui avvocato come il papà, non manca mai a questa iniziativa che ribadisce il legame profondo tra la Magenta nerazzurra e chi per molti è ancora il vero simbolo dell’Inter.

    Che dire, arrivederci alla prossima prossima edizione della Winter’s Cup !

    LE PAROLE STORICHE DELL’AVVOCATO PRISCO … PERCHE’ C’E’ SOLO L’INTER …

    https://www.facebook.com/watch/?mibextid=wwXIfr&v=940459749367832&rdid=U1gx3lZeyhzSEwVu

  • Calcio, serie D. Magenta così non va, sconfitta interna con il Crema

    Calcio, serie D. Magenta così non va, sconfitta interna con il Crema

    Pessima prestazione del Magenta che nello scontro diretto per la salvezza con il Crema incassa un pesante – soprattutto per gli effetti – 0 a 1 interno, ma soprattutto non dimostra di aver la capacità per reagire allo svantaggio di Longo che al 16 esimo minuto del secondo tempo inventa un gol da cineteca.

    Preoccupante soprattutto questa mancanza di reazione che non si capisce bene se sia frutto di una manifesta inferiorità o di nervosismo o altro ancora.

    Sta di fatto, che chi si aspettava di vedere al ‘Plodari’ tra le mura amiche un Magenta arrembante in una sfida che valeva doppio, è tornato a casa deluso, molto deluso.

    Giocando così e con questo approccio la salvezza diventa molto, molto complicata.

    Primo tempo che si gioca sotto una pioggia incessante che andrà crescendo col passare del tempo. I gialloblù hanno un approccio alla camomilla. Tanto che visto anche il tempo, ci sarebbe da dormire. Meglio di un sonnifero …

    Unica azione degna di rilievo è quella di F. Akammadu bomber molto ‘fisicato’ del Crema che va vicino alla rete a tre minuti dal prendere il thè.

    Probabilmente, per il Crema è il segnale che si può osare contro un Magenta che non punge, totalmente bloccato e dalle idee confuse.

    Tant’è che l’approccio del Meda nella seconda frazione di gioco, è decisamente più aggressivo. I ragazzi di Mister Vullo capiscono che è possibile portare a casa il bottino pieno e andare così a + 5 sul Magenta di oggi è cosa più che fattibile.

    E allora è ancora il centravanti del Meda a farsi pericoloso in almeno due occasioni. Che sono il preambolo al gol stupendo di Longo. Che si mette in proprio e sforna una rete che si insacca alla destra di Salvato.

    Il Magenta non metabolizza e non riesce proprio a dare segnali di risveglio nonostante ci sarebbe ancora una mezz’ora più il recupero per tentare qualcosa. Ma a parte qualche mischia sporca che vede protagonista il difensore Martinez sotto rete, le Aquile non fanno altro.

    Anzi, è il Meda che potrebbe anche raddoppiare.

    Per la squadra di casa solo un impeto d’orgoglio nei minuti di recupero con un tiro del subentrato Brasolin che finisce di poco alto. Ma anche quest’azione sembra essere più il frutto del caso che altro.

    Magenta che esce a testa bassa ma che non può permettersi altri inciampi se vuole giocarsela per la salvezza. Mercoledì deve dare qualche segnale di vita sul campo del Club Milano a Pero. Serve una scossa e serve la prima vittoria di questo 2025. Perché finora i tre punti sono stati un miraggio.

    Certo, le altre avversarie erano tutte di rango ma oggi con il Crema era lecito attendersi un risultato diverso.

    Magenta che è attualmente al quint’ultimo posto a 23 punti in coabitazione col Vigasio che giocherà domani contro la Castellanzese. Tutta da seguire anche la partita che vede di fronte Nuova Sondrio a 21 punti e Club Milano a 26.

    F.V.

    IL TABELLINO

    Tabellino Magenta – Crema 1908 0 – 1

    MARCATORI: 16′ st P. Longo (C)

    MAGENTA: A. Salvato, C. Baldaro, G. Brogni, L. Gatelli, P. Martinez Cejudo, S. Grandinetti, M. Lo Monaco, N. La Vigna, F. Gerardi, A. Mazzarani, S. Mascheroni
    A disposizione: A. Cucinotta, P. Bossi, R. Squitieri, A. Raso, F. Belli, D. Brasolin, A. Strada, M. Valmori, F. Calegari
    All: Lorenzi Alessandro

    CREMA 1908: C. Maianti, N. Abbà, D. Bernardini, E. Zanoni, I. Greco, F. Davighi, P. Longo, G. Tacconi, F. Akammadu, F. Bigotto, R. Pavesi
    A disposizione: A. Freddi, S. Azzali, A. Arpini, B. Musaj, N. Bignami, A. Pallaro, M. Marano, B. Mbaye Pape, M. Varisco
    All: Vullo Matteo

    ARBITRO: L. Salvatori
    ASSISTENTI: G. Corona, F. Camarda

    STADIO: Comunale, Magenta

    (nella foto grande in evidenza i ragazzi del Gruppo Storico, l’unica cosa bella, su sponda magentina vistasi oggi al Plodari. Per il resto notte fonda)

  • Calcio, serie D. Sabato 25 il Magenta in campo contro il Crema. E’ già sfida spareggio

    E’ la gara della vita. Tanto che in casa Magenta è già partito l’appello: ‘Vogliamo vedere il ‘Plodari’ ribollire di entusiasmo e passione come il Maracanà’

    Eh sì perché in palio c’è tanto, tantissimo. Il Magenta di mister Lorenzi che sabato scorso è tornato a marciare muovendo la classifica con un punto conquistato sul terreno difficile della Pro Sesto, ospita il Crema, diretto competitor per la lotta alla salvezza.

    Il Crema dopo la serie nera dei gialloblù (anche dovuta agli avversari tutti di categoria affrontati) li ha sopravanzati di 2 punti. La situazione attuale di classifica dice dunque Crema 25 e Magenta 23 punti.

    Dunque, domani al ‘Plodari’ serve solo un risultato: la vittoria. All’andata le Aquile persero per 2 a 0 a Crema. Adesso è il momento della rivincita.

    Da rimarcare che dopo la gara interna con il Crema, i gialloblù del Presidentissimo Cerri se la dovranno vedere con il Club Milano mercoledì 29 gennaio in trasferta, mentre domenica 2 febbraio sarà la volta del Vigasio ancora al Plodari.

    Quindi, il 9 febbraio Magenta ospite del Ciliverghe e il 16 febbraio la Casatese Merate dovrà venire a Magenta.

    Gare pesanti con punti che valgono doppio.
    Dopo quel momento si potrà dire molto sul futuro salvezza delle Aquile.

    MASCHERONI CONVOCATO NELLA RAPPRESENTATIVA DI SERIE D: LA NOTA DELLA SOCIETA’

    “A.C. Magenta desidera congratularsi con il proprio calciatore della prima squadra Simone Mascheroni in merito alla convocazione in Rappresentativa di Serie D per il raduno nazionale dal 21 al 23 gennaio a Carate Brianza, fase di selezione in vista del Torneo di Viareggio che vedrà impegnata la Rappresentativa dal 17 al 31 Marzo.

    Gli atleti convocati sono attualmente impegnati in sedute di allenamento svolte presso il Centro Sportivo Leon Arena di Vimercate.

    Nella giornata di domani 23 gennaio, alle ore 11, la Rappresentativa in questione svolgerà un’amichevole contro l’Under 18 dell’Inter presso il KONAMI Youth Development Centre di Milano, a conclusione della tre giorni di raduno.

    Ancora complimenti Simone e in bocca al lupo!”

  • Speciale TN Salute. Emergenza emicranie: quando il dolore può anche proteggerti

    Speciale TN Salute. Emergenza emicranie: quando il dolore può anche proteggerti

    Nel caso delle emicranie possiamo anche dire che il cervello manda un segnale al nostro corpo in modo più o meno brutale: ‘ti devi fermare’”.

    Il tema delle cefalee o genericamente chiamato ‘mal di testa’ è senza dubbio la materia di studio professionale – praticamente da una vita, dai tempi in cui al ‘Besta’ di Milano durante il suo tirocinio fu assegnato al centro specializzato appena avviato – che fa del dottor Fabio Frediani uno dei maggiori esperti nel nostro Paese.

    Il neurologo, che risiede a Magenta ed è particolarmente legato al nostro territorio è da poco andato in pensione (dicembre 2024 ndr). Anche se per fortuna nostra, continua a mettere a disposizione passione, competenza e professionalità.

    Tanto che il suo impegno ormai storico con il Poliambulatorio Santa Crescenzia – che risale al lontano 1993 – con ogni probabilità, sin dalle prossime settimane aumenterà.
    Per adesso la giornata di ambulatorio è il mercoledì ma presto potrebbe essere inserita un’altra giornata.

    Una risorsa preziosa non solo per il Magentino, forte anche della sua esperienza che lo ha portato ad aver aperto il reparto di Neurologia al ‘Fornaroli’ ed aver concluso – come detto – il suo percorso ospedaliero come primario del San Carlo.

    La caratteristica principale di questo bravo neurologo molto assertivo e particolarmente attento alla storia clinica dei suoi Pazienti è quella di essere un autentico luminare nel campo delle Cefalee. Una patologia – questo il paradosso tipico della nostra comunità scientifica – che viene spesso banalizzata a semplice ‘sintomo’.

    Un ‘gap culturale’ tipico del nostro Paese che ha avuto come conseguenza il fatto che disponiamo di un numero di specialisti di gran lunga inferiore alla effettiva richiesta.

    “In Italia – spiega Frediani – a fronte di 7 milioni di emicranici abbiamo circa 500 medici specializzati e non più di 150/160 centri dedicati ma bene pochi di questi realmente strutturati”.

    Una carenza che, gioco forza, finisce per rendere sempre più superficiale l’approccio ad una malattia – perché le cose vanno chiamate con il loro nome – che potrebbe avere conseguenze molto pesanti per il paziente. Nei casi peggiori anche devastanti.

    “Questa carenza obbliga, di fatto, il paziente a doversi “arrangiare” da solo, inducendo una pericolosa crescita dell’automedicazione con tutti i rischi del caso…”. ‘Ma è così difficile diagnosticare un mal di testa?’
    “Certamente sì – afferma lo specialista – in quanto ci sono almeno 200 differenti tipologie di mal di testa, quindi, capirne le esatte origini è tutt’altro che semplice. Diciamo che un passo avanti significativo sarebbe già quello di sapere distinguere tra cefalea primaria e secondaria, ovvero, tra quella che è una malattia e quella che invece nasconde un’altra malattia, magari anche pericolosa”.
    Da qui il medico lancia un accorato appello ad investire di più sulla conoscenza di questa patologia. Conoscere la patologia significa poter decidere in maniera determinante l’approccio diagnostico e terapeutico da seguire. Se si sbaglia, come sempre, si possono fare danni. O comunque non risolvere il problema.

    Si badi che tra gli stessi neurologi c’è ancora una troppa generalizzazione della materia.
    Eppure, riuscire ad inviare dei messaggi di sanità precisi e puntuali in primis a livello culturale a quel popolo di 7 milioni di emicranici del ‘Bel Paese’ sarebbe davvero cosa rilevante. Così come tutto il determinante argomento della prevenzione.

    Prendiamo i cosiddetti ‘Red Flags’, segnali d’allarme che se presi nella giusta considerazione, ma più ancora con la corretta tempistica, potrebbero essere assai preziosi nel salvare vite umane o, comunque, utili ad evitare l’aggravamento di patologie con conseguenze pesanti per la persona.

    “Un forte mal di testa per chi non ne ha mai sofferto, il mal di testa peggiore della tua vita, il mal di testa che ti arriva durante uno sforzo, il cosiddetto ‘mal di testa esplosivo’ che nel 50 per cento dei casi nasconde un’emorragia … “.

    “Qui – rimarca il dottor Frediani – non c’è da perder tempo e occorre andare senza indugio in Pronto Soccorso. Anche nel caso in cui non si risponde alle terapie dopo un tot di giorni che, di norma, vengono assunte per quel tipo di mal di testa, è opportuno andare a farsi visitare tempestivamente”.

    Consigli preziosi che non ci stancheremo mai di ripetere. Perché la prevenzione è fondamentale. E di riflesso, purtroppo, la banalizzazione della malattia è nefasta in ogni senso.

    D’altronde, il fenomeno Cefalee ha un’incidenza davvero molto significativa specie nei Paesi industrializzati dove siamo al 12-13% della popolazione. Ma soprattutto, è considerata la seconda causa d’invalidità nella fascia d’età che va dai 15 ai 50 anni, che diventa anche la prima nel caso della popolazione femminile. E questa, non dimentichiamolo, è la fase maggiormente produttiva della nostra vita.

    Insomma, altro che sintomo! Altro che risolvere il problema seguendo le indicazioni di qualche ‘pubblicità martellante’ a volte, proprio come il mal di testa… Perché le emicranie – parola del dottor Frediani – ti possono davvero stravolgere l’esistenza.

    “Quando sono croniche e si ripresentano in forma ciclica hanno delle implicazioni notevoli anche a livello psicologico e comportamentale sul soggetto che ne soffre. Spesso si cancellano appuntamenti, si abbandona la vita sociale, si vive nel terrore che arrivi il prossimo mal di testa…”.

    Naturalmente anche per chi soffre di emicrania vale la regola dei corretti stili di vita. Forse in questo caso, ancora di più. Perché la regolarità per questi soggetti è un valore aggiunto. “Fare attività fisica moderata in modo costante, mangiare sempre alle stesse ore del giorno, non stravolgere le proprie abitudini nel fine settimana, proprio per non incappare nell’ormai classico ‘mal di testa da week end’…”.

    Consigli che non possiamo che girare ai nostri Lettori. Perché l’emicrania – definizione interessantissima dataci dal dottor Frediani – ‘è una patologia dell’adattamento’. Come dire che il nostro fisico, quando gli si cambia troppo la routine va in ‘crash’.

    “Questo perché il cervello di un emicranico è tendenzialmente con meno protezioni e meno benzina. Ma contestualmente la personalità di questi soggetti (ci sono studi specifici che hanno portato a tratteggiare una personalità stereotipata ma risponde al vero *ndr) li pone come iper attivi, perfezionisti, molto severi con sé stessi…”.

    Logico pertanto che se alziamo troppo l’asticella e chiediamo sempre di più, allora, il nostro corpo si ‘arrabbia’ – e qui torniamo all’inizio di questa lunga ma interessantissima intervista – e nel caso di chi soffre di cefalea giunge il messaggio di chiedere un ‘time out’ è appunto il ‘mal di testa’..

    “Sono soggetti ipersensibili e qui il dolore si trasforma in difesa. Anche se in alcuni casi può essere molto impattante per il paziente…”.

    In chiusura, lo specialista del Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia ci concede un focus sui ragazzi.

    “Innanzi tutto diciamo che la prima colazione è essenziale. Potrà sembrare una banalità, ma il nostro fisico ha bisogno di energie. Perciò molti mal di testa, specie nei giovanissimi, sono strettamente collegati a cattive abitudini alimentari.
    In secondo luogo, potrà apparire magari un po’ sorprendente, ma da recenti studi scientifici non è emersa una diretta connessione con l’utilizzo di Tablet, Smartphone, ect. Certamente sarebbe buona prassi un utilizzo moderato di queste nuove tecnologie. Di converso, ascoltare a lungo la musica con le cuffie può essere alla base dell’insorgenza di mal di testa…”.

    Certo – volendo chiudere con una battuta da Boomers concedetecelo … – con certa musica nelle orecchie che gira oggi nella ‘generazione Z’, non stentiamo a credere che si sia arrivati a queste conclusioni.

    Fabrizio Valenti

  • Calcio, Serie D. Il Magenta blocca la Pro Sesto e riparte

    Calcio, Serie D. Il Magenta blocca la Pro Sesto e riparte

    Un pareggio che dà morale. Un punto per muovere la classifica e per interrompere la serie nera dopo Natale che ha visto il Magenta costretto ad arrendersi contro corazzate del livello del Desenzano, dell’Ospitaletto e della Caratese.

    La quarta corazzata il Magenta l’ha bloccata oggi in trasferta.
    Una gara giocata a porte chiuse non nel prestigioso stadio Breda vista la contemporaneità di Alcione Padova, ma al Centro Sportivo Kennedy.

    Decisione del Prefetto che ha lasciato un po’ l’amaro in bocca nei tifosi gialloblù che pregustavano la trasferta ma che alla fine ha portato bene ai ragazzi di Mister Lorenzi che ora ripartano e finalmente potranno avere un calendario con avversarie sulla carta più abbordabili.

    Buon inizio del Magenta, che è andato in vantaggio quasi subito con Grandinetti dopo otto minuti, la Pro Sesto con Clerici alla mezz’ora praticamente sull’unica disattenzione difensiva delle Aquile l’ha messa dentro. Uno a uno palla al centro.

    Seconda frazione molto equilibrata con il pallino del gioco nelle mani dei padroni di casa che però non hanno inciso più di tanto. Il Magenta ci ha provato in contropiede con delle buone trame e creando anche qualche situazione potenzialmente pericolosa.

    Man mano che scorrevano i minuti chiaro che l’intento dei gialloblù fosse quello di portar a casa il pareggio.

    La Pro Sesto ha provato ad alzare un po’ il ritmo negli ultimi 10-15 minuti. Abbiamo contato una punizione fuori di poco e una bella parata a terra di Alessio Salvato. Nei quattro minuti di recupero non è successo nulla di rilevante.

    Alla fine il Magenta muove la classifica e finalmente lascia i 22 punti dove era bloccato da prima di Natale.

    Al momento la squadra del Presidente Gianni Cerri si trova a 23 punti ancora in zona Play Out aspettando la gara di domani pomeriggio, Crema Vigasio che mette in palio punti importanti in zona salvezza.

    A questo punto in ogni caso, attraversata la tempesta, il Magenta deve tornare alla vittoria. Sabato al Plodari arriverà il Crema che se dovesse portare a casa il bottino pieno col Vigasio si troverebbe due punti sopra i Canarini.

    E’ fin troppo evidente che si tratta di spareggi in cui il pareggio conta ben poco in chiave salvezza. Magenta ora devi vincere !!!. Perchè dopo il Crema, ci sarà il Club Milano in trasferta ancora di mercoledì, quindi, il Vigasio al Plodari e il Ciliveghe in trasferta

    Si può dire che febbraio molto potrà dire sull’obiettivo numero uno del Magenta: restare in serie D.

    F.V.

  • Progetto Magenta: tocca a Valentina Campana, nuova coordinatrice

    Progetto Magenta: tocca a Valentina Campana, nuova coordinatrice

    Cambio al vertice importante in Progetto Magenta. Ma soprattutto una boccata d’ossigeno che dà la cifra che ci sono ancora giovani, bravi e capaci pronti ad impegnarsi in politica. E contestualmente vi sono persone un po’ più esperte che con visione prospettica e lungimiranza in grado di delegare.

    E’ il caso di Valentina Campana consigliere comunale di Progetto Magenta e della sua creatrice nonchè fondatrice Silvia Minardi.

    Silvia che fa politica a Magenta dagli anni Novanta e ha creato ormai da quasi 3 lustri il suo progetto civico, ha deciso di fare un passo di lato.

    Perché ovviamente lei ci sarà, eccome se ci sarà. Ma ha altrettanto compreso bene come il suo gruppo abbia bisogno – un po’ come tutti – di un naturale avvicendamento, in grado di portare linfa e stimoli nuovi.

    Da qui la scelta di Valentina Campana che non dimentichiamocelo alle scorse amministrative di Magenta, guidava il gruppo ‘Next’ dei giovani di Progetto Magenta.

    Un’esperienza che non può e che non deve essere assolutamente dispersa. Un patrimonio da valorizzare.

    Ora dunque palla a Valentina che coordinerà il gruppo per il prossimo triennio. Di fatto, un incarico di responsabilità perché sono gli anni che porteranno alle prossime elezioni di Magenta del 2027.

    Quando i ‘civici’ dovranno decidere ancora una volta da che parte stare. Corsa autonoma e in solitaria come terzo polo, avvicinamento al centrodestra di Del Gobbo o ai colleghi di opposizione di ‘sinistra centro’ che paiono ormai aver intrapreso una deriva oltranzista verso la gauche ???

    Difficile praticamente impossibile dirlo adesso. Fatto sta però che ora inizia, anzi, prosegue un cammino che mette sempre più al centro i giovani. Scelta che non possiamo non apprezzare. Chapeau.

    F.V.