Autore: Fabrizio Valenti

  • Un ‘Magenta Jazz Festival’ lungo un anno intero

    La rassegna che celebra il primo quarto di vita di quest’evento unico per la provincia di Milano, si è aperta lo scorso 15 giugno con il concerto Avis e proseguirà fino al prossimo 13 gennaio

    MAGENTA – “Magenta sempre più Città della Musica, grazie ad una proposta musicale che si è consolidata negli anni e che è frutto di un lavoro proficuo e costante. Il mio grazie alla Maxentia Big Band che rappresenta il cuore pulsante di questa iniziativa che a parte l’anno del Covid, per ovvie ragioni, non si è mai fermata in tutto questo tempo”.
    Parole del sindaco Luca Del Gobbo che giustamente ha ben sintetizzato questo grande e incessante sforzo con una frase oggi quanto mai in voga: “Tanta roba”.

    Eh sì tanta roba quanto anche quest’anno il Magenta Jazz Festival propone al territorio. Con un chiaro obiettivo come ha ben spiegato la prof.ssa Eugenia Canale vera anima del progetto artistico musicale: “Cercare di uscire dalla cerchia degli addetti ai lavori. Portare il Jazz in mezzo alla gente e far conoscere così questo stupendo genere musicale anche a chi ne ha solo sentito parlare”.

    A parte, infatti, il concerto in piazzetta Avis dello scorso giovedì, l’abbraccio con Magenta, sarà favorito dai due primi eventi in tabellone, rispettivamente il 29 giugno e il 10 settembre, sempre alle 21, entrambi nel cortile di Casa Giacobbe.
    I primi ad essere di scena sarà un quartetto calabrese di talenti emergenti guidati da Andrea Mellace, mentre a settembre toccherà al Lorenzo De Finti Quartet. “Anche qui la nostra proposta è stata quella di puntare su artisti che si stanno affermando e che hanno davanti a loro un grande avvenire” ha aggiunto Canale.

    A novembre si tornerà al classico con la Chicago Dixieland Brass Band in piazza Liberazione alle 16 del pomeriggio. Mentre per il 13 gennaio, nuovo appuntamento al Lirico, sempre alle 21, con la Maxentia Big Band con un programma dedicato al grande Fred Buscaglione.

    Gianni Papa ha posto l’accento su quanta gente coinvolga a Magenta il ‘movimento musicale’. “Non sono parole fatte – ha detto Papa – pensate solo alle Bande che abbiamo in città. Ho l’immagine di quanti erano all’Ossario per il 4 Giugno e non c’erano neanche tutti….”. Insomma, un grande risultato. Soprattutto perché ci sono anche le nuove leve che si affiancano a chi già da anni porta avanti questa bella tradizione.

    Infine il Maestro Stefano Barbaglia ha portato un paio di indicazioni di natura tecnica: per i concerti che sono in agenda nel cortile di Casa Giacobbe, considerato che i posti sono limitati è sempre preferibile la prenotazione a info@maxentiabigband.it. Inoltre sul sito www.maxentiabigband.it è possibile trovare tutte le informazioni e approfondimenti del caso sui concerti.

  • Magenta, lavori alla scuola di Ponte Vecchio. Del Gobbo: “Noi lavoriamo qualcun altro fa solo caciara…”

    Il primo cittadino: “Ormai il PD è alla sbando. A livello locale sono la falsa copia dei loro colleghi più famosi. Pochissime idee e solo polemiche tanto per far rumore. Ma la gente ormai lo ha capito da tempo…”

    MAGENTA – “Ci sarà un motivo per il quale la sinistra (poi PD) a Magenta negli ultimi trent’anni ha vinto solo ed esclusivamente quando il centrodestra si è diviso… beh il caso dell’ultima polemica da caciara fine a se stessa sui presunti ritardi alla scuola di Ponte Vecchio è lì da vedere. Il problema è che non hanno capito che non se li fila più nessuno. La gente ha capito da un pezzo chi lavora e ha a cuore la città e chi invece parla e basta….”.

    Luca Del Gobbo, sarà perché fresco dalla partita di ieri tra Vecchie Glorie del Magentino e Nazionale Magistrati, non smette di andare all’attacco. E da buon ‘falso nueve’ agisce da puntero nella querelle innescata dai ‘dem’ sulla scuola di Pontevecchio.

    Oggi peraltro dopo l’approvazione in Giunta del provvedimento e il successivo incontro con la dirigente scolastica dott.ssa Cristina Dressino e una rappresentanza dei genitori tutto è molto più chiaro. Sia per quanto riguarda i tempi dell’approvazione che per i costi che non sono affatto poca cosa.

    Ma andiamo con ordine.
    Tanto che è stato lo stesso Sindaco a voler riavvolgere il nastro temporale di questa vicenda. Nei mesi scorsi l’Amministrazione Del Gobbo (la prima in assoluto) dà mandato per un’indagine sui materiali contenuti nelle piastrelle del polo scolastico della frazione. Sia ben chiaro nessuno rischio amianto, dato che questo diventa un problema serio per la salute solo nel caso in cui si sbricioli e venga disperso nell’aria. Ma è evidente che parlando di salute pubblica – il cui primo referente in città è proprio il Sindaco – e a maggior ragione in considerazione che le potenziali vittime di questa situazione potrebbero essere soggetti fragili (bambini e ragazzi in primis) è fin troppo evidente che l’attenzione da parte della Giunta è altissima.

    Si provvede così ad un trasferimento dalla frazione degli studenti di primaria e medie alla 4 Giugno di Magenta.

    “Le minoranze insorgono – incalza ancora Del Gobbo – addirittura, c’è qualche giovane consigliere del PD che ci consiglia cosa fare senza neanche leggere le carte, informarsi, chiedere di poter visionare il tutto. Nessun cenno di richiesta contestualizzata in consiglio comunale….”.

    Già, perchè c’è un già. Che il Sindaco insieme agli Assessori Enzo Tenti e Giampiero Chiodini ha illustrato in conferenza stampa. “Solo lo scorso 5 maggio ci è arrivato l’esito definitivo delle indagini sui materiali. E la situazione obiettivamente è diventata molto più complessa. Siamo passati da 300 metri quadrati di piastrelle da sostituire con una spesa stimata di 100 mila euro, a 1.700 metri quadrati con una spesa stimata di 255 mila euro….”.

    Una differenza sostanziale non di poco conto. Che ha fatto ripetere a Del Gobbo: “Dal PD un polverone per nulla”. “Ci siamo messi a lavorare a testa bassa e rispettando la burocrazia e tutti gli step da essa imposta per un ente pubblico, siamo pronti a partire. Particolare non di poco conto, affatto marginale, abbiamo trovato anche i soldi senza piangerci addosso e senza fare quelli che dicono sempre che i soldi non ci sono….”.

    Naturale che l’esecutivo di Piazza Formenti abbia dovuto fare delle scelte.
    “Abbiamo dovuto agire secondo priorità – ha osservato il Sindaco – in questo momento il tema scuola di Pontevecchio per noi è un focus. Pertanto, alcuni lavori che avrebbero dovuto partire in quel di Pontenuovo slitteranno al 2024. Del resto non siamo ancora in grado di fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci….”.

    Del Gobbo inoltre ha rincarato la dose andando a tutto campo: “Questa è una città abbandonata da 10 anni. Il caso della scuola di Pontevecchio è solo uno. C’è il tema del Cimitero per il quale ci siamo già scusati coi cittadini, prendendoci responsabilità che non sono nostre, che è clamoroso. Ma i temi sarebbero tantissimi. Fate qualche indagine giornalistica e ve ne accorgerete da soli. Quello che chiediamo al centrosinistra è almeno un po’ di onestà intellettuale”.

    E a proposito di onestà intellettuale, l’ultima “panzana estiva” che sta girando è quella che Del Gobbo & soci vorrebbero chiudere la scuola della Frazione.

    “Questa è davvero grossa – ha rimarcato il Sindaco – per chi nel suo PGT non ha fatto alcun riferimento a questo polo scolastico. Peccato che noi abbiamo l’ambizione ma vogliamo credere anche che ci saranno le condizioni per fare in modo che Pontevecchio possa avere in un futuro prossimo un nuovo polo scolastico moderno e funzionale. Altro che chiusura noi nel nostro documento di Piano che è propedeutico al nuovo PGT lo diciamo chiaramente e lo ha ribadito in una conferenza recente anche l’Assessore Simone Gelli”.

    Insomma, saremmo davvero a livello di ‘balle spaziali’.
    Ma veniamo ai fatti. Il Vice Sindaco Tenti ha spiegato che appena ci sarà il benestare di ATS si inizierà a svuotare le scuole, quindi alla sostituzione delle piastrelle.
    “Qui non ha dormito nessuno – ha avvertito l’esponente di Forza Italia – anzi abbiamo corso e parecchio. Tanto che la scuola sarà riconsegnata entro la fine dell’anno solare, ovvero, entro il prossimo 31 dicembre”.

    Uno slittamento di tre mesi che è giustificato dai numeri. Perché la superficie su cui si dovrà andare ad intervenire è decisamente superiore rispetto a quella preventivata. Quanto ai servizi per gli studenti, l’Assessore Chiodini ha confermato che si cercherà in ogni modo di limitare al massimo i disagi per le famiglie. Quindi, tutto confermato a livello di navette per gli spostamenti, così come a livello di didattica.

    “Crediamo così tanto – ha concluso Chiodini – sulle potenzialità delle scuole di Pontevecchio che quest’anno faremo partire alla primaria anche una sezione dove (teoricamente) non sono stati raggiunti il numero di iscritti previsti dal ministero. Sarà nostra cura, infine, trasferire a Magenta il laboratorio di robotica che rappresenta un’eccellenza per il polo della frazione. Anche questo cercheremo di farlo nei dovuti modi, facendo in modo di tutelare al meglio tutta la strumentazione”.

  • Magenta: il gruppo ANC dell’Arma sempre in campo. I ringraziamenti del Pres Renzo Tiberini

    L’Arma dei Carabinieri è sempre vicina ai cittadini e al territorio e questo è l’ennesimo esempio

    MAGENTA – Se c’è una caratteristica che da sempre connota l’Arma dei Carabinieri, rispetto agli altri corpi militari è l’estrema vicinanza ai cittadini e alle sue comunità. Non a caso dai tempi dell’Unità d’Italia, i Carabinieri con le loro stazioni, presidiavano il territorio. Una familiarità coi cittadini, che li ha resi, oltre che molto popolari e amati, soprattutto il vero ‘filo diretto’ per la popolazione. Sono passati ormai parecchi anni, ma sarà anche il motto ‘Nei secoli fedele’ e l’Arma coi suoi uomini e donne (oggi), è sempre qui ligia alla sua Missione.

    Una missione fatta di piccole e grandi cose. E’ il caso del gruppo Associazione Nazionale Carabinieri di Magenta capitanato dall’inossidabile Renzo Tiberini.
    Una realtà viva e parte integrante del nostro tessuto cittadino. Sempre al servizio della Comunità.

    Un esempio tangibile sono i servizi che i ‘ragazzi’ di Renzo garantiscono al giovedì sera, in occasione dell’apertura estiva dei negozi. Un bel momento della città, con l’iniziativa oggi denominata I LOVE SHOPPING. Ma anche un momento in cui è necessario che accanto alle Forze dell’Ordine, ci sia chi può dare una mano ai cittadini in caso di bisogno. Loro ci sono sempre, così come è stato l’altra settimana, quando hanno garantito l’assistenza stradale accompagnando la Processione Eucaristica partita dalla Chiesa Sacra Famiglia per arrivare alla Basilica di San Martino. E ci saranno naturalmente anche domani sera.

    Il GRAZIE al loro piccolo ma grande lavoro, lo diciamo anche noi di TICINO NOTIZIE.
    Il volontariato e l’associazionismo sono il collante di comunità come Magenta. Un valore aggiunto e un aiuto insostituibile per chi è chiamato ad amministrare la nostra città.

  • Cornaredo, la Rosticceria di Mamma Marzia: un sogno diventato realtà

    Cornaredo, la Rosticceria di Mamma Marzia: un sogno diventato realtà

    Marzia Piattelli da Ragioniera a gourmet: perché la passione fa sempre la differenza

    CORNAREDO – A volte i sogni si realizzano. Ma soprattutto se la passione diventa anche il tuo lavoro, allora, sei disposta a superare ogni ostacolo e ad affrontare ogni sacrificio. E’ il caso di Marzia Piattelli, origini marchigiane ma nata e cresciuta a Milano, prima di trasferirsi il quel di Cornaredo.
    Lei è una ragazza di 45 anni che dopo aver portato avanti l’attività di famiglia, fatta di paghe e contributi, forte del suo diploma di Ragioneria, ha deciso di farsi condurre là dove ti porta il cuore…. E in questo caso il cuore voleva dire cucina e fornelli.


    “Ho sempre avuto una grande passione – racconta Marzia a TN – poi ad un certo punto della mia vita con mio figlio ormai 15 enne, ho deciso di provarci”. Marzia inaugura così la sua seconda vita professionale. Si forma, segue corsi, fa tutto quello che serve per diventare un’esperta gourmet dal cuore marchigiano. Già perchè la tradizione culinaria, legata alle sue radici, diventa il valore aggiunto da mettere in quest’attività. Nel 2005 intanto, si trasferisce con la famiglia a Cornaredo. Una realtà alle porte di Milano, ma certamente più a misura d’uomo. Ed ecco che quest’anno decide di compiere il grande salto.


    “Ho pensato ad un negozio – spiega Marzia – che fosse consono alla cittadina in cui vivo. Quindi, una cucina con prodotti di qualità e genuini certamente, ma in cui c’è sempre quell’elemento familiare”. Non a caso il nome della Rosticceria è appunto questo… di Mamma Marzia.
    “Il lavoro sta arrivando – continua tracciando un bilancio di questi primi mesi – all’inizio ero vista come una novità da provare, adesso c’è chi sta iniziando a fidelizzarsi”. Il lavoro va, ovviamente anche in questo caso senza orari e giorni. Perché è la passione a comandare e a spingerti verso un ‘lavoro in proprio’ che significa anche orari molto, ma molto flessibili.

    “Lavoro parecchio su ordinazione anche nei comuni limitrofi a Cornaredo. Le feste a casa, i banchetti, mi stanno dando parecchie soddisfazioni”. E’ qui nella cura dei dettagli per feste e cerimonie che viene fuori l’amore per ciò che si fa e ovviamente anche il valore aggiunto di una professionista come Marzia.

    “Ogni giorno cerco di variare la cucina, propongo almeno 3/4 primi freschi, idem per i secondi. Cercando di accontentare un po’ tutti i gusti, e proponendo spesso specialità della mia terra di origine”.

    Qual è il segreto di Marzia? “Una cucina molto semplice ma dove la cura e la qualità dei prodotti è essenziale”. Naturalmente, Marzia propone spesso anche i piatti tipici della tradizione lombarda: Ossobuco, risotto, cassouela….

    Insomma, una cucina da leccarsi i baffi, rigorosamente fatta in casa!

    La Rosticceria di ‘Mamma Marzia’ la trovate aperta dal martedì al sabato nei seguenti orari: 10,00 – 14,30 e 15,30 – 19,30. Più la domenica dalle 10,30 alle 13,00.

    Seguitela su Facebook e Instagram perché ne vale davvero la pena… perché vi verrà l’acquolina in bocca !!!

    https://www.facebook.com/profile.php?id=100090323524145

    https://www.instagram.com/rosticceria_mamma_marzia/

    Per ulteriori info
    via San martino 20, Cornaredo, Italy

    320 221 1383

    rosticceriamammamarzia@gmail.com

  • Magenta, Elisa e i suoi fiori: quando la passione ti fa superare ogni traguardo

    Magenta, Elisa e i suoi fiori: quando la passione ti fa superare ogni traguardo

    Elisa Carcano racconta a Ticino Notizie come un lavoro iniziato quasi per gioco è diventato per lei molto più di una professione

    MAGENTA – Nonostante Elisa sia una ragazza bella e simpatica, oltre che molto brava nel suo mestiere, chi direbbe mai che ha già sulle spalle ben 23 anni di esperienza in questo settore??? E invece sì!.

    Elisa Carcano, lavorava nel campo pubblicitario, quando all’età di 23 anni è letteralmente scattato il colpo di fulmine per i ‘suoi’ fiori. Lo abbiamo messo tra virgolette, perché lei ormai ha una passione tale per il suo lavoro (oltre che una competenza grazie ad una formazione costante e continua) tanto che li tratta come se fossero i suoi i ‘figli’.
    “All’epoca – ci svela – il mio ragazzo lavorava in questo settore, occupandosi di giardinaggio. Così mi sono buttata. Ho fatto un’esperienza davvero formativa per un’estate presso un fiorista di Inveruno”. E lì verrebbe da dire è scattata la scintilla.

    Elisa, anche con il sostegno della famiglia, perchè ‘buttarsi’ e mettersi in proprio non è certo una scelta facile, ha così deciso di percorrere questa strada.

    “A gennaio del 2003 ho aperto il mio negozio (all’epoca era spostato un po’ più avanti sempre in via 4 Giugno), consapevole che quando diventi un libero professionista o hai una tua attività, non ci sono orari, devi essere sempre disponibile con il cliente”.

    Ma in Elisa l’amore per quest’attività cresceva sempre di più. La sua passione, unita alla sua creatività, sono letteralmente sbocciate come delle rose. Mi sono specializzata anche in matrimoni, in allestimenti particolari, quindi, l’oggettistica, con i vetri di Murano, le candele realizzate a mano da lei. Una vera artista nel suo genere. Che non si ferma mai.
    “Perchè questo – ci spiega – è un settore dove devi sempre stare al passo coi tempi. Devi interpretare mode e gusti che cambiano di continuo. Di sicuro sotto questo profilo non ci si annoia mai”.
    Ma Elisa oltre ad essere un’autentica stakanovista del suo lavoro, ha anche una cura maniacale per i dettagli.
    Tanto che è lei che sceglie e cambia di continuo i materiali tecnici che adopera per l’ottima riuscita dei suoi prodotti. Un lavoro di ricerca incessante.

    Eppoi ci sono loro, i protagonista incontrastati: “Perchè i fiori vanno guardati come bambini…”.

    “Sono davvero molto soddisfatta di questo percorso intrapreso. Amo follemente i miei fiori. Sono esseri viventi…. Quanto al lavoro oggi certamente è più complicato di prima. Il Covid – sottolinea Elisa che in quell’epoca ha sempre lavorato con le consegne a domicilio – ha cambiato le persone. Però, il segreto è ‘coccolare’ il cliente, personalizzare la proposta floreale, consigliare la persona in tutto e per tutto…”.

    Ma torniamo per un attimo all’epoca del Covid. All’epoca l’attività svolta da Elisa ha avuto anche una funzione sociale assai preziosa.

    “Sì perchè – ricorda – era bellissimo, ti apriva il cuore vedere persone che uscivano di casa con la mascherina per ritirare un mazzo di fiori. Sotto quella maschera s’intravedeva un grande sorriso. In quel momento i fiori, avevano un significato profondo, era un modo per far sentire di meno l’isolamento, la solitudine che attanagliava molte persone”.

    E torniamo ancora a quanto propone la nostra Elisa: bomboniere personalizzate, piante grasse, candele bio, ma anche caramelle personalizzate. Insomma, da Elisa oltre ai fiori c’è molto di più.

    “Oggi – chiosa – i matrimoni restano ciò che mi appaga di più in termini professionali”.
    E lo potrete ben vedere dalla creatività che emerge dalle foto che pubblichiamo.

    Grazie Elisa, perché dietro ai fiori ed ad un negozio ed un’imprenditrice, ci hai dimostrato che c’è sempre tanto altro.

    La trovate in via Via IV Giugno, 76, Magenta, è aperta dal lunedì al sabato (consegne su richiesta telefonica anche alla domenica)

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  • Dopo la finale di Istanbul una sola certezza: l’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ sempre più protagonista

    I fans della Beneamata del nostro territorio, si sono ritrovati in massa al Soccer Five di via Casati. Per la finalissima è arrivata anche gente da Pavia e da Torino

    MAGENTA – Andata in archivio non senza (la necessaria e comprensibile) delusione, per la finalissima di Champions persa contro un City, che alla prova dei fatti non si è dimostrato quella macchina schiaccia sassi descritta alla vigilia, gli iscritti dell’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ ripensano con orgoglio alla serata organizzata sabato al Soccer Five di via Casati. Già, perchè la casa del club nerazzurro in terra magentina, che vede tra i suoi soci il ‘Principe’ Enzo Battistella da Pontevecchio e Daniele Tosi a sua volta presidente del Pontevecchio Calcio, si è tinta dei “colori più belli del mondo” fin dal pomeriggio.

    Quando un gruppo del direttivo capitanato dal nostro “mediano alla Lele Oriali’ Oscar Frisina si è ritrovato per addobbare al meglio la struttura che per la serata ha offerto ai tifosi la possibilità di seguire la partita anche su un maxi schermo collocato all’esterno.

    Così tra un panino alla salamella – con i ‘grigliatori nerazzurri’ all’opera – e una pinta di birra è cresciuta l’attesa per il fischio d’inizio.
    Ticino Notizie che da sempre è MEDIA PARTNER delle iniziative dell’Inter Club cittadino, ha fatto la sua parte.
    Tanto che grazie ad un nostro articolo sulla ‘chiamata a raccolta’ per la finale con il City si sono ritrovati in quel di Magenta anche due amici: uno di Torino e l’altro di Pavia accomunati dalla passione per l’Inter. Volevano trovare il modo di vedere la partita assieme in un contesto particolare e hanno scelto di venire proprio a Magenta. Complimenti ragazzi!!! Ma di gente ne è arrivata un po’ da tutto il circondario. C’erano anche diversi esponenti dell’Inter Club I Templari tra i più attivi negli anni passati al primo anello arancio con i loro bandieroni.

    Così almeno un centinaio di persone ha riempito il FIVE.
    E’ stata realizzata anche una maglia commemorativa per la serata con la scritta “Istanbul 10 Giugno 2023”. Perché al di là di tutto, questa data per i cuori nerazzurri resterà scalfita nelle mente. In primis, perché in finale di Champions non si arriva tutti i giorni.
    Quanto al Club presieduto da Luciano Cucco, è stata una gran bella iniezione di fiducia per il futuro.
    Perché se il risultato di Istanbul non è stato quello che tutti sognavano, la verità parla di un Club in salute e in forte crescita. “La campagna tesseramento procede bene – spiega Oscar Frisina – ricordiamo che per tutti i tesserati sarà a disposizione il ‘kit del benvenuto’ fornito dall’Inter con le relative agevolazioni sull’acquisto dei biglietti. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo preso parte l’altra settimana anche alla riunione del Centro coordinamento Inter Club. Per quest’anno un grande traguardo sarebbe quello di sfondare il muro dei 100 tesserati. Ci trovate qui al FIVE al mercoledì e al giovedì sera. Oppure seguiteci e contattaci sui social”.

    Il ‘Presidentissimo’ Luciano Cucco, aggiunge per nulla scalfito dagli sfottò, più che prevedibili, arrivati da chi in finale non ci è arrivato e anzi per quelli che stanno dall’altra parte del Naviglio, è stato pure preso a “pallonate’ in semifinale di Coppa: “Abbiamo l’orgoglio e l’onore di rappresentare questi meravigliosi colori, c’è solo l’Inter!”.

    Già, a Magenta a livello di Club organizzati, tanto più dopo la prova organizzativa (con relativa risposta) di sabato scorso, C’E’ SOLO L’INTER….su questo non ci sono dubbi.

  • Ciao Silvio, hai fatto la Storia di questo Paese e non solo- di Fabrizio Valenti

    L’ex Premier e leader di Forza Italia, se ne è andato stamani all’età di 86 anni. Piaccia o no, ecco perché il Presidente Berlusconi ha segnato un’epoca

    MAGENTA – E’ dalle 10.30 che le agenzie hanno battuto la notizia. Il Corsera è già a tutta pagina con quella che con il corso delle ore si stava materializzando come una certezza: il presidente Silvio Berlusconi non c’è più. Se ne è andato a 86 anni. Il secondo ricovero improvviso al San Raffaele di venerdì sera, purtroppo, non aveva fatto presagire nulla di buono. Così come il massimo riserbo con cui era stata trattata in questo fine settimana la notizia dai media.
    Stamani la conferma di quello che era un brutto presentimento.
    Berlusconi, quello che non perde mai, l’emblema dell’uomo di successo e vincente, ha dovuto anche lui soccombere davanti alla nera mietitrice.

    Ma di lui resterà inscalfibile il ricordo per quello (tantissimo) che ha fatto come imprenditore, politico e presidente di calcio. Perché il Silvio, amava come il sottoscritto il ‘giuoco’ del calcio.
    Il suo Milan ha raggiunto livelli ineguagliabili, così come l’avventura brianzola con il Monza, ha dimostrato che lui e i suoi amici di sempre (in primis Adriano Galliani), ci sapevano fare eccome anche in questo mondo globalizzato del pallone.

    Qui non vogliamo fare, perché sarebbe troppo riduttiva e, soprattutto, c’è chi riesce a farla meglio di noi, una biografia della vita di quest’uomo che ha cambiato l’Italia (e non solo) in tanti suoi aspetti.

    Il nostro intendimento è unicamente quello di porre l’accento sui tanti cambiamenti che “Il Silvio” ha portato nella nostra Società. I mitici e per noi unici anni 80 e 90.
    Berlusconi è stato in primis il Comunicatore per eccellenza.

    Quando Berlusconi iniziò la sua carriera televisiva negli anni Ottanta, con l’epopea di Telemilano divenuta poi Canale 5, l’acquisizione di Italia 1 e Rete 4 e la scalata alla platea nazionale, lo fece forse principalmente per assecondare il suo ottimismo imprenditoriale, la sua voglia di riuscire in tutti gli ambiti. Lo fece anche per lottare contro lo status quo, l’immobilismo della Rai, l’impermeabilità alle meraviglie estere.

    Nelle nostre case ha portato Corrado, Mike Bongiorno, Sandra & Raimondo, Dallas, Drive In, e poi ecco i Tiggì finalmente in alternativa a quelli di Stato dove si ragionava secondo l’ottica del Pentapartito e della lottizzazione.

    Il mondo dei paninari, bim bum bam, i ragazzi della Terza C, e potrei andare avanti ad oltranza è tutta roba sua. Ha cambiato usi e costumi di questa Società. Si era anche inventato il Mundialito per Club che andava in onda su Canale 5. Formidabili quegli anni con i grandi campioni in passerella al Meazza al mese di giugno. San Siro era pieno anche per quei derby, così come per assistere alle gesta del Flamengo o del Santos…

    In tutto questo e molto di più – quello che poi sarebbe diventato il Presidente del Milan, dopo il travagliato periodo di Giusy Farina – è stato un uomo a cui dare una Laurea (dopo quella in Scienze della Comunicazione) in Sociologia Honoris Causa.
    Perché ha capito un mondo e lo ha influenzato, personalmente, credo in modo positivo. La bilancia tra il dare e avere in questo pende pesantemente da questa parte.

    Qualcuno dirà l’epoca del consumismo…. Ma il mio ricordo è quello di anni dove l’Italia (pur con tutti i suoi limiti e contraddizioni) era una Paese migliore. Più felice, meno incazzato e meno rancoroso. Dove si stava meglio, dove c’erano i mesi interi di ferie e dove molte famiglie andavano avanti con uno stipendio e c’erano le casalinghe. Una fetta di pubblico che il Silvio ha sempre tenuto in grande considerazione

    Lui insieme ad Ernesto Pellegrini prima e Massimo Moratti dopo – per il Silvio l’Inter era la sua seconda squadra, lo ha sempre detto e manifestato, perché il concetto di Milanesità veniva prima di tutto – hanno scritto pagine uniche per il calcio di questa città. Il Trofeo Luigi Berlusconi, con il giusto ricordo per il suo papà che aveva creduto in lui.

    Una sana rivalità ma anche tanta, tantissima sportività nei derby meneghini.
    Il Milan di Sacchi per lui “un amico geniale al quale devo tutto” ovvero il Milan degli Olandesi contro l’Inter del Trap, o meglio quella dei panzer tedeschi. Che anni, quegli anni. San Siro pieno, dove non ci stava neanche uno spillo.
    Abbonamenti quasi sold out e senza restrizioni e senza tetti come nell’epoca attuale, dove il profitto regna sovrano nel calcio, in cui le nostre Società sono sempre più in mano straniera e senza un’anima vera.

    Poi ovviamente c’è il Berlusconi che ha cambiato la Politica, la discesa in campo e il discorso del 1994. Anche qui gli schemi sono saltati completamente. Tutti parlavano di Forza Italia come di un partito di plastica destinato ad esplodere (o implodere) a seconda dei punti di vista.
    Oggi Forza Italia insieme alla Lega è il partito più longevo che siede in Parlamento…. Adesso si sprecano i pronostici dei ‘gufi’ sul futuro del partito.
    Ma è questo non è il momento, né la sede per parlarne.
    Quello che preme rimarcare è come un grande uomo di marketing aveva applicato queste categorie alla politica, ha inventato lui la comunicazione e il marketing politico.
    Ha capito che c’era uno spazio, una richiesta non soddisfatta per un pezzo di Italiani che diventerà sempre più consistente (con il PDL si arriverà al 40% e rotti dei consensi). Ha senso adesso guardare alle prospettive? Non crediamo.

    Ci limitiamo ad osservare quanto ha fatto per quasi 40 anni incidendo nella Storia di questo Paese e anche oltre.

    Ciao Silvio, oggi siamo tutti un po’ più soli e orfani delle tue barzellette.

  • Magenta, addio a Emilio Bolciaghi, per tutti ‘Il Salame del Nonno’

    A 85 anni se ne va un pezzo di storia del commercio della vecchia Magenta. Martedì presso il cimitero di Buscate verrà recitato un momento di preghiera

    MAGENTA – “E’ morto l’Emilio”. Questa mattina passando in bicicletta da Pontevecchio mi è parso di intravedere quella carta mortuaria. Purtroppo non mi sbagliavo, Emilio Bolciaghi, per tutti ‘il Salame del Nonno’ non c’è più. Aveva 85 anni, abitava a Buscate, dove si celebrerà un momento di preghiera, presso il cimitero cittadino, martedì mattina, è stato un’immagine simbolo del commercio locale.
    In particolare del Quartiere Nord, o meglio per noi autoctoni Magentini, “Giò bas da la stasion”. Già perché chi ha avuto la fortuna di nascere negli anni ’70 ha avuto ancora modo di vedere e capire che cosa fosse anche nei successivi ’80 (fino alla metà dei Novanta diciamo) la zona Nord della città.
    Un’entità ancora a sè, non solo geograficamente parlando, perché tagliata in due longitudinalmente rispetto al resto di Magenta, causa il passaggio della Ferrovia con relativi sottopassi (il secondo era ancora da venire) e passaggi a livello (che all’epoca esistevano ancora).

    Una piccola comunità che commercialmente parlando insisteva lungo la Via Espinasse che era la porta di accesso a Magenta per chi arrivava da Marcallo con Casone e dintorni.
    Lungo quell’asse non c’era solo ‘lo Stoppa’, ovvero, quello che è l’attuale Centro Moda in formato già centro commerciale – che arriverà in seguito come preludio ma in forma ancora assai ristretta, ai cosiddetti ‘Non Luoghi’ di Marc Augè, leggasi i super centri commerciali dove oggi la gente ci va d’estate più perché c’è l’aria condizionata e d’inverno perché non fa freddo a fare quattro passi … – ma una sequela di negozi e botteghe. Dove ci si chiamava tutti per nome e, soprattutto, ci si conosceva quasi tutti.

    Tra di loro, c’era anche l’Emilio con la sua insegna ‘Alimentari’. In realtà da sempre Emilio Bolciaghi aveva una netta predilezione per gli insaccati. Li trattava, e poi li esponeva quasi fossero dei suoi figli. Non a caso, veniva anche chiamato ‘Al Masadur’. Un’antica professione e se vogliamo, anche un’arte, di cui andava orgoglioso. Numerosi i premi vinti, innumerevoli le gare a cui aveva preso parte, fiere comprese, così come le foto con le celebrità anni 80 (ma anche più di recente vedi foto sotto con Matteo Salvini) ma non solo a cui aveva regalato uno dei pezzi più pregiati.
    Da lui ovviamente non andavi solo per prendere il salame. Nella Magenta di quegli anni, appunto, era un alimentari a tutti gli effetti. Immancabile con il suo ‘camice bianco’ che avrebbe indossato anche nella sua ‘seconda vita’ quando fino agli anni del Covid, accanto al figlio Carlo, ha dato vita ad una “Ristobottega &Prosciutteria”.
    Un progetto ambizioso, forse troppo, per il tessuto commerciale Magentino, tanto più in un periodo compreso tra la crisi del 2009 e il periodo della Pandemia che ha tagliato le gambe a tante attività. Ma anche in quell’ultima esperienza era lui, sul timone di comando. Mi ricordo che quando mi recai da lui per fargli i complimenti per la nuova attività mi disse: “Qui è tutto mio, questa è la mia bottega. E’ un peccato lasciarla chiusa”
    Aveva investito e non poco in quella che era la sua ‘creatura’. Ma come dicevamo sopra non erano più gli anni ’80. Quando “Giò bas da la stasion” era qualcosa di più di un quartiere.
    Oggi i cosiddetti “Millenials” non possono capire come cantava qualche estate fa Gabry Ponte cosa fosse la Via Espinasse.
    Già ‘Che ne sanno i 2000’ dell’Emilio Bolciaghi e della sua bottega?

    Noi, quel pezzo di Magenta con l’Emilio sulla porta della sua bottega in ‘scusà’, magari con tanto di ‘cadrega’, per scambiar quattro chiacchiere con quelli che prima erano amici e poi clienti, ce lo teniamo stretto come un ricordo geloso della nostra infanzia.

    Ciao Emilio, fai buon viaggio. Di sicuro anche lassù il tuo Salame del Nonno sarà apprezzato.

  • L’Inter Club Magenta Nerazzurra chiama a raccolta tutti gli Interisti: sabato sera tutti al Five per la finalissima!

    L’Inter Club Magenta Nerazzurra chiama a raccolta tutti gli Interisti: sabato sera tutti al Five per la finalissima!

    Conto alla rovescia verso la finalissima di Istanbul. Fervono i preparativi

    MAGENTA – E’ iniziata un’autentica settimana di passione per il popolo interista. Sabato 10 Giugno, infatti, alle 21, a Istanbul, andrà in scena l’attesa finale di Champions League tra gli ultimi vincitori della Coppa Italia e della Supercoppa italiana, contro il Manchester City di Pep Guardiola, compagine di altissimo livello e con disponibilità economiche smisurate , visto quello che ha investito sul mercato in questi anni.

    Per gli Interisti esserci a Istanbul è già un premio inatteso. Dopo una stagione tribolata, con una falcidia di infortunati eccellenti (Lukaku, Brozovic, Skrinjar, ect.) e un girone eliminatorio con Barcellona e Bayern di Monaco, era difficile se non impossibile, pronosticare i ragazzi di Simone Inzaghi in finale. E invece no.
    L’undici interista, sarà il clima di coppa o la passione trainante del suo pubblico, dopo un campionato concluso al terzo posto (ma con 12 sconfitte sul groppone), nelle partite secche riesce a trasformarsi. Vedi la goleada quasi umiliante sul Milan in Supercoppa (3 a 0 secco), e ancora il doppio Euroderby che valeva la finale, concluso con un passivo pesante per i cugini milanisti (2 – 0 e 1-0). Per non parlare della semifinale di coppa Italia, in cui l’Inter ha mandato a casa l’odiata Juventus, con tanto di rissa sul campo nel primo round a Torino, quasi a rimarcare che questa per molti interisti resta la Partita con la p maiuscola, per una serie di ragioni che non basterebbe un articolo intero per spiegare in modo esauriente.

    Adesso arriva il momento più difficile, ma di cui gli Interisti non vogliono parlare. C’è la speranza, e il fatto che trattasi di gara secca. Sanno e sentono di avere contro il resto d’Italia. Juventini e Milanisti terrorizzati che possa ancora succedere e si possa materializzare l’incubo del 2010. Anche se obiettivamente la situazione in cui l’Inter arrivava alla finale con gli ‘Eroi del Triplete’ era totalmente diversa da quella attuale. Ma non si sa mai. Se la chiamano Pazza Inter ci sarà un motivo…

    Intanto, c’è chi anche da Magenta volerà a Istanbul spendendo cifre pesanti (ma quelle ci sono sul mercato…) rincorrendo un sogno razionalmente quasi impossibile, c’è chi vorrà seguire la finale nella casa dell’Inter, ossia, sul maxi schermo del Meazza (da domani sono in vendita i biglietti su vivaticket.com), chi cercando aiuto nella scaramanzia ha deciso di seguire la partita nel salotto di casa sua, non cambiando nulla rispetto al ‘menù’ degli altri pre partita.
    E poi c’è l’Inter club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ che ha deciso di chiamare il popolo interista di Magenta e dintorni a raccolta, presso il Five di via Casati. Il Pub e centro sportivo, per l’occasione chiuderà al pubblico alle 19.

    Da quel momento in poi si potrà entrare per assistere alla partita solo previa prenotazione. Ovviamente, si potrà cenare (vedi locandina sottostante) e poi tutti insieme tifare per l’F.C.Internazionale. Non mancheranno altre novità e sorprese che però al momento non vi vogliamo ancora svelare.

    Il direttivo è al lavoro per rendere comunque magica una serata che per l’Inter e gli Interisti, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è già un premio. Poi quello che sarà…. sarà.

  • Magenta, 26 esima rievocazione storica salva: un grande spettacolo per la gente

    Un tiepido sole ha baciato il pratone di Villa Naj Oleari, tanta gente per l’atteso ritorno del dì della Battaglia

    MAGENTA – Alla fine è andata bene, anzi benissimo verrebbe da dire. Perché dopo il nubifragio di ieri e la pioggia di stamani con ‘ribattino’ (molto più soft) all’ora di pranzo, c’era da fare gli scongiuri. Ma tutto era pronto. E noi che abbiamo la fortuna di avere la redazione a due passi da Villa Naj Oleari, abbiamo visto con quale impegno, quasi maniacale, nella cura dei dettagli, tutto era stato predisposto da giorni grazie al lavoro sodo di Comune e Pro loco.

    Dio Pluvio, è stato clemente. E così proprio nell’inframezzo pomeridiano, moltissime persone sono tornate a vivere l’emozione della Battaglia risorgimentale. La voce narrante di Pietro Pierrettori, Presidentissimo della Pro loco, e autentico ‘papà della rievocazione’ ci ha accompagnato in quest’oretta di spari di cannoni, assalti alla baionetta, ma soprattutto, di una fedele ricostruzione di come andarono le cose quel giorno. Con la riproposizione corretta dei movimenti militari sul campo.

    Quando, a Magenta iniziò la storia dell’Unità d’Italia. Oltre 15 mila morti, si calcola restarono subito a terra o morirono per le ferite riportate nei giorni successivi. Un’enormità verrebbe da dire. Ma in realtà perfettamente in linea con le stime dell’epoca per quanto riguarda gli scontri bellici. E allora perché ricordare questo ‘bagno di sangue’?
    Pierrettori, se mai ne ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta, ha ribadito le ragioni di questa rievocazione incruenta: “Da un lato capire e diffondere ciò che è scritto sui libri di storia, dall’altro lato, ricordare il sacrificio di così tante vite umane. Alcuni di loro, la maggior parte, non sapeva neanche dove si trovasse Magenta sulla cartina geografica, eppure, sono stati mandati qui a combattere e a morire”.

    Dunque, un modo per ricordare quei Caduti, una parte di questi, si trova nel nostro Ossario – un luogo sacro, che purtroppo, talvolta, alcuni ‘stolti’ non troviamo aggettivo più morbido, non trova niente di meglio da fare che imbrattarlo e oltraggiarlo – ma anche per parlare di Europa dei popoli unita.
    Non è un caso che al termine di ogni rievocazione storica, i figuranti si ritrovino schierati uno fianco all’altro e si eseguano gli inni nazionali. Un segno di Pace e di Speranza per l’avvenire.

    Oggi da segnalare anche l’esemplare accompagnamento da parte della Banda musicale dei Vigili del Fuoco, guidata dal maestro Imerio Castiglioni. E naturalmente, la presenza dell’ormai storico comandante di campo Antonello Rota, un amico della nostra Città. In tribuna accanto al Sindaco Luca Del Gobbo, anche questo pomeriggio, era presente l’On.le Umberto Novo Maerna, che ha partecipato al momento finale della consegna dei riconoscimenti. Con lui in tribuna anche Christian Garavaglia da Turbigo, oggi esponente del nostro territorio di FDI al Pirellone. La Giunta magentina, pressoché al completo, ma soprattutto, come dicevamo sopra, tanti, tantissimi Magentini che erano rimasti orfani di questo momento per troppo tempo causa Covid. Ora si può dire che siamo davvero tornati alla normalità definitiva. Ne sentivamo tutti il bisogno.

    (Si ringrazia per il contributo fotografico Marcello Stoppa)