Autore: Graziano Masperi

  • Magenta: odore di bruciato sotto i portici di via San Biagio, intervengono i vigili del fuoco

    Magenta: odore di bruciato sotto i portici di via San Biagio, intervengono i vigili del fuoco

    Nella serata del 23 luglio, i vigili del fuoco sono intervenuti in una zona molto frequentata di Magenta. Tutto è iniziato quando una donna ha chiamato il 112, segnalando un forte odore di bruciato e uno scoppiettio elettrico provenienti dai portici di via San Biagio, vicino al CAF CGIL. I vigili del fuoco si sono prontamente recati sul posto per verificare la situazione. Al momento, le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite completamente, e le autorità stanno conducendo le indagini per capire cosa abbia provocato l’odore di bruciato e il rumore di scoppiettii.

    Fortunatamente, grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, non si sono registrati danni né feriti, e la zona è stata messa in sicurezza. La vicenda ha suscitato preoccupazione tra i residenti e i passanti, ma anche un senso di sollievo nel sapere che i vigili del fuoco sono intervenuti prontamente per garantire la sicurezza di tutti. (Foto Marcello Stoppa Corona)

  • Magenta, via al recupero delle piccole aree: l’attenzione al piano tra via Garibaldi e Villoresi

    Magenta, via al recupero delle piccole aree: l’attenzione al piano tra via Garibaldi e Villoresi

    Non solo le grandi aree. A Magenta, accanto ai grossi progetti contenuti nel documento di piano si affiancano gli altri, quelli più piccoli per i quali l’assessorato all’urbanistica sta prestando attenzione. I due provvedimenti portati in consiglio comunale riguardano il piano di recupero tra via Villoresi e via Garibaldi. “In quella zona c’è un terreno abbandonato, di fronte alla chiesa di San Rocco – ha commentato l’assessore Simone Gelli– La nostra azione sarà volta a ricostruire ricostruire il tessuto urbano”. Gelli spiega che azioni di questo genere danno risposte al territorio e anche ad aziende che si vogliono insediare proprio in quegli spazi.

    “Il recupero di luoghi piccoli – continua – hanno, da parte nostra, la giusta attenzione, come le grandi aree di sviluppo”. Il secondo provvedimento è la continuazione della delibera del 2022 denominata ‘variante al piano delle regole per l’individuazione degli insediamenti agricoli dismessi’. “La ricognizione fatta a suo tempo aveva indicato una serie di infrastrutture rurali verso il Parco del Ticino – continua – e così, insieme al Parco abbiamo costruito un percorso che portammo in consiglio comunale volto a dare la possibilità a chi aveva una cascina di risistemarla. A questa azione hanno risposto quattro proprietari. Tre istanze avevano i requisiti per l’approvazione”. Le tre istanze riguardano la cascina Gomarasca, la cascina Ermenegillda e del Mulino Magenta.

    “Il tessuto urbano non vive solo delle aree strategiche, – conclude Gelli – c’è anche un tessuto più piccolo molto interessante. Questo per rendere Magenta bella anche dal punto di vista architettonico”.

  • Magenta: cane abbandonato in casa da mesi nel degrado assoluto salvato dalla Polizia locale

    Magenta: cane abbandonato in casa da mesi nel degrado assoluto salvato dalla Polizia locale

    Una storia che commuove il cuore quella che arriva da Magenta, dove un povero cane è stato salvato dalla polizia locale grazie a una segnalazione anonima. Tutto è iniziato quando alcuni agenti hanno ricevuto una chiamata misteriosa, che segnalava la presenza di un cane abbandonato in una piccola casa di corte nel centro città, in condizioni di degrado assoluto. Quando gli ufficiali sono arrivati sul posto, hanno trovato un ambiente in condizioni difficili. L’alloggio era occupato da un uomo e una donna, due disperati, che avevano abbandonato l’alloggio in affitto da mesi, senza preoccuparsi dell’animale lasciato lì.

    La Polizia locale ha avviato indagini meticolose, cercando di capire cosa fosse successo. Grazie a approfondimenti e a una serie di verifiche, sono riusciti a individuare la proprietaria dell’immobile, che vive a Milano e non era a conoscenza di quanto accaduto. Durante le indagini, è emerso che il cane era sopravvissuto solo grazie alla dedizione di una donna anziana del quartiere, che portava cibo all’animale per aiutarlo a sopravvivere in quelle condizioni estreme. La polizia locale, con l’aiuto delle guardie zoofile, ha quindi individuato i due occupanti che avevano abbandonato il cane, e ha preso immediatamente in carico il piccolo animale. Il cane è stato affidato alle cure del servizio veterinario, che ha assicurato tutte le attenzioni necessarie per il suo recupero.

    Ora sta bene, e grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e delle associazioni di tutela animale, ha una seconda possibilità di vivere una vita felice e serena. Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia importante la collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine e associazioni per proteggere gli animali e combattere l’abbandono.

  • Sala d’attesa all’Istituto dei Tumori inaugurata con Salute Donna, i ragazzi di Brera e Aicit Magenta

    Sala d’attesa all’Istituto dei Tumori inaugurata con Salute Donna, i ragazzi di Brera e Aicit Magenta

    Un progetto speciale realizzato da Salute Donna. E’ stata inaugurata lunedì la nuova sala d’attesa presso l’Istituto dei Tumori di Milano, in collaborazione con i talentuosi ragazzi dell’Accademia di Brera e con Aicit Magenta. La sala, pensata per offrire un ambiente più accogliente e rassicurante ai pazienti e alle loro famiglie, è stata arricchita da opere d’arte create dai giovani artisti di Brera.

    Un vero e proprio spazio di speranza e bellezza, che testimonia come arte e solidarietà possano unirsi per fare la differenza. Un merito alle volontarie di Salute Donna che hanno fortemente voluto tutto questo. La partecipazione di Aicit, è stata fondamentale, in qualità di referenti, ricordando con affetto e entusiasmo l’esperienza meravigliosa con i ragazzi del liceo artistico Einaudi, che ha lasciato ricordi indelebili e tanta ispirazione.

    Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra diverse realtà possa portare a risultati significativi, portando un sorriso e un po’ di conforto a chi affronta momenti difficili. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questa bella opera, dimostrando ancora una volta che la solidarietà e l’arte sono strumenti potenti per diffondere speranza e positività.

  • Magenta: scontro auto bici in via Gramsci, ciclista in ospedale in codice giallo

    Magenta: scontro auto bici in via Gramsci, ciclista in ospedale in codice giallo

    Un uomo di 46 anni è stato accompagnato al pronto soccorso, in codice giallo, a causa delle ferite riportate in un incidente nel quale è rimasto coinvolto. E’ accaduto a Magenta tra via Gramsci e via IV Novembre. L’uomo era in sella alla sua bicicletta, quando è avvenuto lo scontro con un’auto per cause ancora in fase di chiarimento da parte della Polizia locale di Magenta.

    Gli agenti sono giunti sul posto insieme all’equipaggio di turno della Croce Bianca e all’autoinfermieristica. Il passaggio dei veicoli è stato momentaneamente deviato da via Gramsci verso via IV Novembre fino alla rimozione dei mezzi coinvolti.

  • L’impegno della San Vincenzo Rho Magenta nel mondo: ecco il sostegno a distanza per due bambini

    L’impegno della San Vincenzo Rho Magenta nel mondo: ecco il sostegno a distanza per due bambini

    La San Vincenzo Consiglio Centrale Rho Magenta continua con il suo impegno nel settore solidarietà e gemellaggi nel mondo, aiutando due bambini attraverso il progetto di sostegno a distanza. Questa attività rappresenta un modo concreto per aiutare i bambini meno fortunati creando un ponte di solidarietà tra le comunità.

    Uno dei bambini beneficiari vive nel distretto di Idukki, in India, dove opera padre Vito Lipari, un sacerdote rogazionista di Nalgonda, nello stato di Telangana. Ha 7 anni, è simpatico ed energico, e proviene da una famiglia molto povera. I suoi genitori sono entrambi contadini e non riescono a sfamare tutti e cinque i figli. Attualmente frequenta la scuola materna, e grazie al sostegno ricevuto, può avere accesso a un’istruzione e a un futuro migliore. Accanto a lui, c’è anche una bambina, anch’essa beneficiaria del sostegno a distanza, che rappresenta un’altra speranza di crescita e di opportunità per il suo futuro. Questa attività di solidarietà è molto importante per il Consiglio Centrale di Rho Magenta, che da tre anni sostiene anche un villaggio in Albania, rafforzando così il suo impegno nel portare aiuto e speranza a diverse parti del mondo.

    “Il sostegno a distanza non è solo un gesto di generosità, ma un vero e proprio investimento nel futuro di questi bambini, – spiegano le volontarie – che grazie a questo aiuto possono frequentare la scuola, ricevere cure e vivere con più serenità”.

  • Sedriano, il sindaco Re risponde alle minoranze su via Pessina: “Corte dei Conti? Abbiamo solo affrontato un problema”

    Sedriano, il sindaco Re risponde alle minoranze su via Pessina: “Corte dei Conti? Abbiamo solo affrontato un problema”

    Il sindaco Marco Re replica alle accuse del centro destra in merito all’annosa questione di via Pessina. I consiglieri di minoranza hanno ipotizzato il ricorso alla Corte dei Conti per una serie di motivazioni che vanno dalla manleva per i vizi occulti al collaudo mai avvenuto. Ma Re replica immediatamente: “L’attuale amministrazione ha ereditato la difficile situazione della via Pessina. L’ha affrontata e ha attuato una soluzione”. Secondo il centro destra il collaudatore incaricato dall’attuale amministrazione, con molto ritardo, conclude dicendo che non può certificare positivamente il collaudo.

    “Quindi abbiamo una strada pubblica in uso senza il relativo collaudo: e la sicurezza dei cittadini?”, si chiedono. “Il centro destra – replica Re – pare animato solo dalla volontà di riversare responsabilità sull’amministrazione in carica parlando dell’esclusione di responsabilità dell’impresa appaltatrice. I consiglieri di minoranza sanno benissimo che i problemi di via Pessina non sono ascrivibili all’impresa che, sia a parere del Rup (responsabile unico del procedimento) che a parere del collaudatore, ha eseguito i lavori come da progetto”. Ma allora a chi dovrebbero essere addebitati i problemi? E’ sempre il sindaco ad aggiungere che “sono da imputare all’inadeguatezza della scelta fatta, idonea forse per zone pedonali, ma non al contesto di via Pessina”.

    Il gruppo di Fratelli d’Italia di Sedriano afferma poi che gli interventi necessari per risolvere i gravi ammaloramenti ammontano ad oltre 500mila euro. Cifra contestata dal primo cittadino. “Anche qui – conclude – si vogliono solo confondere i cittadini, in quanto il costo dell’intervento sostenuto dall’attuale amministrazione per la sostituzione della pavimentazione ammonta a 153mila euro risultante dal quadro economico, più 17.763,20 per spese di progettazione”.

  • Casa di comunità a Vittuone: sarà pronta entro la fine dell’anno

    Casa di comunità a Vittuone: sarà pronta entro la fine dell’anno

    Un progetto molto attesa nel territorio vittuonese, ma purtroppo bisognerà aspettare ancora alcuni mesi per vederlo realizzato. I lavori per la costruzione della casa delle comunità in via Isonzo a Vittuone sono iniziati con la posa della prima pietra avvenuta lo scorso ottobre, alla presenza dei vertici di Asst Ovest Milanese e degli amministratori dei comuni di Vittuone, Sedriano e Arluno. Inizialmente, la data prevista per il completamento dei lavori era il 27 luglio, ma purtroppo i lavori si protrarranno fino alla fine di quest’anno, salvo eventuali proroghe.

    La casa di comunità rappresenta un punto di riferimento importante per un ampio bacino di utenza. Sarà dotata di servizi come gli infermieri di famiglia e di comunità già attivi a Magenta, laboratori infermieristici, consultori, studi professionali per i medici e molto altro ancora. Questo progetto mira a migliorare l’assistenza sanitaria e i servizi sociali nella zona, offrendo un punto di riferimento vicino alle persone e alle famiglie. Dai comuni interessati l’auspicio che i lavori possano concludersi nel più breve tempo possibile, per poter mettere a disposizione della comunità tutte queste importanti risorse.

  • Magenta, don Maurizio intervistato da Francesco Bigogno: Chiesa, vocazioni in calo, poca gente a messa. Cosa fare?

    Magenta, don Maurizio intervistato da Francesco Bigogno: Chiesa, vocazioni in calo, poca gente a messa. Cosa fare?

    Una lunga riflessione insieme a don Maurizio e a Francesco Bigogno nel ruolo di intervistatore. Attualmente don Maurizio è cappellano all’ospedale Fornaroli di Magenta, incarico che ricopre da sette anni. Ha recentemente festeggiato il 25esimo di sacerdozio, un traguardo importante. Francesco lo incalza con una domanda. Come è cambiato fare il sacerdote in questi anni? “Da Busto Arsizio, dove sono nato e cresciuto mi sono trovato nelle valli al confine della Svizzera – ricorda poi ho fatto 9 anni in Albania, un altro mondo. Un altro modo di essere cristiani con un altro stile di vita”. Per approdare a Magenta, in ospedale, ma anche nelle parrocchie. A contatto con la sofferenza, con la malattia. Don Maurizio entra anche in carcere a Busto. E’ un sacerdote in prima linea. Con il parroco don Federico ha un ottimo rapporto. Una conoscenza di lunga data che cominciò in seminario. Tocchiamo il tasto delle vocazioni in calo che riducono sempre di più il numero dei sacerdoti per una comunità di fedeli. Perché? “Sono tornato dall’Albania nel 2018, ho trovato un’Italia diversa – racconta – fredda e solitaria. Sono nemico della tecnologia, gli smartphone non aiutano a stare con gli altri. E poi l’ultimo Concilio Vaticano II è di 60 anni fa. Oggi serve urgentemente il Concilio Vaticano III per rendersi conto che il mondo è cambiato. Dobbiamo rivedere la chiesa come comunità”.

    Anche il modo di celebrare va rinnovato perché vecchio, secondo don Maurizio. Ma quali sarebbero le modifiche da fare? “Il Papa che ci ha appena lasciato dice che siamo tutti fratelli, insieme possiamo dire che possiamo dare una spinta al mondo”, afferma. E a coloro che non vanno più in chiesa, pur credendo in Dio, cosa ti senti di dire? “Come dissi un po’ di anni fa, mi spiace per loro – dice – rinunciate a qualcosa. Gesù venendo sulla terra ha portato una mentalità diversa. Guardare all’altro come una risorsa. Se faccio del bene a te faccio del bene anche a me. Sembrano cose scontate, ma se non fosse passato Gesù non ci saremmo arrivati”. Non dobbiamo vivere come in una campana di vetro, raccomanda don Maurizio. Si pensa alle persone cristiane che frequentavano la chiesa e poi se ne sono allontanate. Come tornare a coinvolgerle? “Hanno bisogno di fare esperienze forti – aggiunge – tornando alle celebrazioni per il mio 25esimo sono arrivati anche un gruppo di albanesi che avevano preparato un canto per la messa. Abbiamo conosciuto un modo di essere chiesa bello”.

    E i sacramenti? Sono considerati ancora importanti? “Nella mia vita ho vissuto alcune confessioni particolari e guai se non le avessi vissute – ricorda – e alcune confessioni fatte in ospedale a chi ha conosciuto al sofferenza. Per tante persone è stata una svolta, come quelle nella comunità per tossicodipendenti e alcolisti. Confessioni che hanno cambiato la loro vita”. In questi 25 anni ci sono stati momenti in cui ti sei chiesto ‘chi me lo ha fatto fare di diventare prete?’ “Certo, tante – spiega – momenti difficili durante i quali mi sono sentito solo. O in Albania, quando vivevo situazioni dure, mancanza d’acqua o di corrente. Ma non rinnego niente, perché dopo quei momenti è sempre arrivato l’aiuto giusto”. Figlio del cardinal Martini per il quale la parola era tutto. Don Maurizio, chiede Francesco, senti di essere un punto di riferimento? “Io dico di si – dice – ancora più nei luoghi della sofferenza il passaggio del prete è gradito. All’epoca del covid ero io il parente perché loro non potevano entrare”. Ha tanti amici che gli vogliono bene don Maurizio.

    Oggi non ci va tanta gente in chiesa, non è più come una volta. “Se riesci a fare delle esperienze in posti dove la parola di Dio è sentita ti lascia il segno – assicura – altrimenti tutto sembra uguale e monotono. Vivere una settimana di servizio a Lourdes per esempio, dove vedi tante persone malate o una giornata mondiale della gioventù. Serve, come dicevo, il Concilio Vaticano III per rinnovare anche lo stile delle celebrazioni”. L’intervista si conclude. “ovunque andiamo dobbiamo sentirci a casa, in questo modo riesci a rendere questo servizio più pieno possibile”, dice. E un suggerimento: “Ovunque tu andrai per queste vacanze una chiesa la vedrai. Un modo per ricordarti di pregare”. Ascoltiamo la video intervista di Francesco a don Maurizio.

  • Magenta, cittadina denuncia: “Arnesi da lavoro abbandonati lungo i vialetti del cimitero. Sono un pericolo”

    Magenta, cittadina denuncia: “Arnesi da lavoro abbandonati lungo i vialetti del cimitero. Sono un pericolo”

    Si reca tutti i giorni al cimitero di Magenta ed è molto attenta alle cose che non vanno. Una donna ha segnalato un problema che ha riscontrato all’interno del campo santo e che potrebbe rappresentare un pericolo per i visitatori, soprattutto per quelli più anziani. La segnalazione riguarda il corridoio centrale del primo ingresso, nei pressi della fontanella, dove ha notato una situazione che potrebbe causare incidenti. Durante i lavori di manutenzione svolti dagli operai, sono stati lasciati in mezzo al viale di passaggio una carriola e dei ferri avanzati.

    Questi oggetti, se non rimossi, rappresentano un rischio perché le persone, specialmente gli anziani, potrebbero non vederli e inciampare, mettendo a rischio la loro sicurezza. La donna ha commentato: “Quando si è finito il lavoro, si mette via e si pulisce, non si lascia tutto in giro soprattutto durante il fine settimana quando il cimitero riceve parecchie visite”. La segnalazione della magentina sottolinea l’importanza di mantenere il rispetto e la cura degli spazi pubblici, specialmente in luoghi di grande affluenza come il cimitero, dove la sicurezza di tutti è fondamentale. “Speriamo che le autorità e gli operai – conclude – possano intervenire prontamente per rimuovere i materiali lasciati e garantire un ambiente sicuro per tutti i visitatori. Il cimitero appartiene a tutti noi che teniamo al rispetto per i nostri cari”.