Autore: Graziano Masperi

  • Turbigo: automobilista colto da malore si schianta in via Nosate, trasferito a Gallarate in arresto cardiaco

    Turbigo: automobilista colto da malore si schianta in via Nosate, trasferito a Gallarate in arresto cardiaco

    E’ andato in arresto cardiaco ed è stato ospedalizzato con le manovre rianimatorie in corso un uomo di 71 anni che questa mattina è rimasto coinvolto in un incidente. Dalla dinamica riferita l’uomo stava percorrendo in auto via Nosate quando, all’altezza di via Ugo Foscolo, è finito contro un ostacolo. Probabilmente colto da un malore improvviso ha perso il controllo del veicolo.

    E’ accaduto verso le 9.30 quando sono giunti sul posto i soccorritori della Croce Rossa di Busto e l’automedica. I soccorritori hanno avviato le manovre rianimatorie continuate fino all’arrivo, con il codice rosso, all’ospedale di Gallarate.

  • Aperta la Canonica di Bernate Ticino in via eccezionale: ora i lavori al loggiato

    Aperta la Canonica di Bernate Ticino in via eccezionale: ora i lavori al loggiato

    Visitare la Canonica di Bernate Ticino è un’esperienza da fare per chi vive nel territorio. Domenica è stato aperto il loggiato in via eccezionale prima dei lavori di rifacimento voluti e resi possibili da Fondazione Cariplo, Fondazione Canonica, parrocchia di San Giorgio e comune di Bernate Ticino. Ma non solo il loggiato è stato visitato da numerosi gruppi che si sono formati nel corso del pomeriggio. Le visite sono proseguite per tutto il resto della Canonica grazie alle preparate guide dell’associazione Calavas.

    Una di queste è Fabrizio Calcaterra che ci ha mostrato tutto quello che c’è da vedere. Dal chiostro del 1400 dal quale si vede il campanile. Per poi scendere nella cripta che, in realtà, è un luogo ipogeo, andato sottoterra per due metri e mezzo con le piene del Ticino. Suggestiva, anche se completamente stravolta negli anni ‘70, mentre le colonne sono originarie dell’epoca. Le origini di Bernate risalgono al Castrum Romanum quando c’era un ponte di barche per l’attraversamento del fiume e un agglomerato di persone attorno che formavano la comunità. Nel 1185 quando Umberto Crivelli divenne Papa Urbano III tornò a Bernate notando la decristianizzazione del luogo. Vi portò i canonici, inizialmente furono sette insieme a un abate con l’obiettivo di cristianizzare quel posto di proprietà familiare.

    La cripta venne così usata come chiesta invernale. La storia continuò e dalla prima chiesa di San Giorgio ne venne costruita una seconda e poi una terza. La fortuna di quel luogo era il fiume perché portava benessere, ma anche preoccupazioni con le piene. Nella chiesa di San Giorgio c’è il famoso trittico e l’ancor più famoso quadro di Simone Peterzano con la ben nota pennellata di un giovanissimo Caravaggio. E poi ancora, continuando la visita nei locali della Canonica, ci sono le stanze tanto care ai bernatesi che negli anni ‘70 le utilizzavano come oratorio, il camino con lo stemma della famiglia Cicogna di Cuggiono, un pezzo della guglia del Duomo di Milano probabilmente dimenticato durante la seconda guerra mondiale. I segni di alcuni fregi spariti negli anni ‘80 e che, probabilmente, qualcuno si è portato via. E tanto altro che è possibile vedere da marzo a novembre grazie alla guide volontarie di Calavas.

  • Magenta, Vigili del Fuoco in festa. Don Giuseppe: “Meriterebbero il San Martino d’Oro”

    Magenta, Vigili del Fuoco in festa. Don Giuseppe: “Meriterebbero il San Martino d’Oro”

    Vigili del Fuoco in festa oggi a Magenta. I volontari del distaccamento di via Zara si sono ritrovati nella basilica di San Martino per la santa messa celebrata dal parroco don Giuseppe Marinoni. Alle 11.30, sul sagrato della basilica, sono stati benedetti i mezzi. Hanno partecipato i volontari della Croce Bianca di Magenta, la Protezione Civile, i Carabinieri con il maresciallo Simone al quale è stata donata la giacca dei vigili del fuoco, gli assessori Giampiero Chiodini e Mariarosa Cuciniello, il presidente del consiglio comunale Luca Aloi per il Comune di Magenta e l’on. Umberto Maerna.

    E tanti magentini che hanno ringraziato i volontari per il grande impegno che mettono. Applauditissima la fanfara diretta da Imerio Castiglioni. Non sono mancate le colonne di una volta del distaccamento, come Renato Confalonieri e altri ancora sempre legati alla divisa. “Il San Martino d’Oro? Sarebbe da assegnare a tutti loro. Ci vuole coraggio, tanto coraggio per fare il vigile del fuoco”, ha detto don Giuseppe.

  • Magenta: aiuti per 250 famiglie grazie alla San Vincenzo San Martino e nel 2024 si punta sui giovani

    Magenta: aiuti per 250 famiglie grazie alla San Vincenzo San Martino e nel 2024 si punta sui giovani

    Dagli alimenti al vestiario, dai farmaci alle borse di studio per i ragazzi. Le attività svolte dalla San Vincenzo Conferenza San Martino di Magenta sono molteplici. Il 2023 si è chiuso con un numero importante ed è quello delle 250 famiglie alle quali sono stati donati vestiti, passeggini o altri utensili e che periodicamente passano a trovare le volontarie dalla sede di via Santa Crescenzia. Attività rivolta spesso all’acquisto di alimenti perché il banco alimentare non è completo di ogni cosa e bisogna intervenire. Per fare un esempio recentemente mancava l’olio ed è stato acquistato.

    E poi ci sono le borse di studio per i ragazzi appartenenti a famiglie che faticano e che hanno bisogno di una mano. Molti di loro vengono sostenuti anche nella scelta della scuola. Un’attività importante che deve essere conosciuta dai magentini ai quali va il ringraziamento di tutte le volontarie. “Spesso entriamo nelle case delle persone che vengono a trovarci per conoscere le loro storie – commenta Gabriella Cellamare della San Vincenzo Conferenza San Martino – Ma la cose bella è che si è creata una rete della carità importante a Magenta con la Parrocchia, le associazioni, piccoli negozi che spesso ci danno una mano. Un’associazione che aiuta i senza tetto a Milano ci ha donato delle coperte. E’ grazie a tutte queste realtà diversificate che il nostro intervento a favore di chi ha bisogno può essere sempre più efficace”.

    C’è anche un’idea che la San Vincenzo vuole promuovere. Ed è quella chiamata dieci per dodici, ovvero dieci euro ogni mese per dodici mesi. “Trovare dieci persone che tutti i mesi rinunciano a un caffè mettendo un euro – continua Cellamare – Condividiamo quest’idea perché con un euro si potranno fare tante cose. Alla fine dell’anno relazioneremo su come sono stati spesi”. La notizia positiva dalla San Vincenzo Conferenza San Martino è che le famiglie ucraine arrivate a Magenta a causa del conflitto hanno migliorato la loro situazione. Chi è rimasto ha trovato lavoro e alloggio. L’aiuto continua, ma non siamo in presenza di un’emergenza. Ma il grande progetto sul quale vuol puntare la San Vincenzo è quello di coinvolgere i giovani. “Domenica pomeriggio saranno i ragazzi del Rotaract a consegnare beni di prima necessità che hanno raccolto – conclude – i cartelloni del recente banchetto con le patate a scopo benefico è stato realizzato dagli studenti delle Einaudi. Inoltre partiremo con altre iniziative a loro rivolte”. Per tutti coloro che volessero contattare la San Vincenzo Conferenza San Martino ecco il numero di riferimento: 3883509687.

  • Subito risolto il principio di incendio in un capannone di Mesero, nessun intossicato

    Subito risolto il principio di incendio in un capannone di Mesero, nessun intossicato

    Si temeva la presenza di alcuni intossicati ieri a Mesero a causa di un incendio. In realtà tutto si è risolto per il meglio. All’interno di un capannone di via Enrico Mattei si sarebbe verificato un piccolo incendio ad un sacchetto porta trucioli.

    Sono giunti sul posto, oltre ai vigili del fuoco di Inveruno, un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e l’automedica in codice rosso. All’arrivo dei soccorritori sul posto, per fortuna, nessuno, presentava problemi e l’ambulanza è tornata in sede vuota.

  • Le belle notizie. Inveruno, i ringraziamenti di una cittadina al medico che l’ha salvata: “Torno a vivere grazie al professor Corti”

    Le belle notizie. Inveruno, i ringraziamenti di una cittadina al medico che l’ha salvata: “Torno a vivere grazie al professor Corti”

    Susi Bailetti è una donna di Inveruno. Se è tornata a vivere è grazie al professor Giancarlo Corti che l’ha operata all’ospedale Santa Rita di Vercelli.

    “Non riuscivo più a sedermi, ero costretta ad imbottirmi di farmaci – racconta – Non avevo la possibilità nemmeno di mettermi al volante di un’auto. Questo all’età di 60 anni appena dopo la pensione. Un calvario durato sei mesi”.

    Finché Susi Bailetti conosce il professor Corti, specializzato in Ortopedia e Traumatologia. “L’intervento è avvenuto il 20 novembre e il 24 sono uscita dall’ospedale. A gennaio sono tornata come nuova. Del professor Corti vorrei sottolineare la grande umanità. Naturalmente i ringraziamenti vanno a lui e anche a Davide Garagiola che mi ha seguita con la ginnastica posturale”.

  • Magenta, all’Associazione “La Quercia” il ricavato della vendita dei 42 CD di Andrea Fusè, lo Scosso

    Magenta, all’Associazione “La Quercia” il ricavato della vendita dei 42 CD di Andrea Fusè, lo Scosso

    Sono 42 i CD che Andrea Fusè, lo Scosso, ha venduto devolvendo l’incasso all’associazione La Quercia di Magenta. “Siamo felici per questa donazione – ha commentato Roberto Ravani, presidente de La Quercia – ricevuta dal nostro amico Andrea, lo Scosso. Un connubio, legato alla musica, che dura da diversi anni. Ringraziamo Andrea anche perché sappiamo bene che questa donazione è stata fatta con amore e passione”. Da parte sua Andrea, lo Scosso, parla di un legame importante con l’associazione.

    “Sono strafelice di avere festeggiato dieci anni di attività artistica in questo modo, attraverso una donazione – ha detto – Una carriera fatta di alti e bassi, con diverse lodi, ma anche con parecchie porte sbattute in faccia. Sapere che ci sono persone meravigliose che hanno contribuito al mio sogno è uno spettacolo. E avere donato il ricavato a dei ragazzi speciali è una meraviglia. Magari un domani si potrà duettare anche insieme, perché no”.

  • Centro Missionario Magentino, continuano in Uganda i progetti partiti negli anni ’70 con don Bruno e il dottor Leone

    Centro Missionario Magentino, continuano in Uganda i progetti partiti negli anni ’70 con don Bruno e il dottor Leone

    Continua l’attività a Gulu, in Uganda, del Centro Missionario Magentino. Da circa tre anni il presidente è Paolo Meda, ovvero da quando è morto don Bruno Pegoraro. La sede è a Marcallo con Casone e accoglie all’incirca una trentina di volontari. Il CMM è nato nel 1972 per opera di don Bruno e del dottor Mario Leone ed è un aneddoto anche divertente quello che ci ricorda Paolo Meda su come si formarono i primi volontari per l’Uganda.

    “Venne nella nostra zona il Vescovo di Gulu – ricorda – per celebrare le cresime a Magenta ed era ospite del dottor Leone. Ebbe un banale imprevisto nel senso che si ruppe un bottone della tonaca e la moglie del dottor Leone gliela cucì. E’ in quel momento che al Vescovo venne l’idea della necessità di avere persone che insegnassero alle donne ugandesi lavori come il taglio e cucito”. La donna, soprattutto in quell’epoca, non era considerata in Uganda e l’arrivo dei primi volontari aveva come obiettivo proprio quello di rivalutare le condizioni di vita del mondo femminile. Il dottor Leone e don Bruno costituirono il primo gruppo di volontari che cominciarono a spedire i materiali in Uganda. “Negli anni ‘80 – continua Meda – arrivarono i primi carpentieri, falegnami, muratori, elettricisti per costruire la prima scuola, ovvero la Santa Monica’s Girl Tailoring School. Insieme ad una suora comboniana partirono i primi corsi di taglio e cucito. Un impegno notevole, ma i risultati arrivarono fin da subito. Tanto che nacque anche il Negri College, una scuola professionale maschile”.

    Il CMM continuò la sua attività nel settore agricolo per rendere autonoma la popolazione. Partì il ‘progetto pozzi’ per il recupero dei pozzi non più attivi. “Per scavare un pozzo sono necessari circa 10mila euro – aggiunge Meda – Per recuperare un pozzo già scavato ne bastano 500”. Lorenzo Beretta è un volontario che in questo periodo vive a Gulu e sta seguendo i vari progetti. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato, il CMM è arrivato a recuperare circa 800 pozzi, gli ultimi 4 recentemente. “L’attività si è un po’ fermata in periodo covid – conclude Meda – Ma stiamo riprendendo sempre con il discorso agricolo e con i pozzi. Abbiamo collaborato con i Salesiani costruendo una scuola elementare, media e superiore a 15 chilometri da Gulu. Una delle cose più belle è che gli operai che lavoravano con noi sono diventati autonomi e hanno fatto nascere un’impresa”.

  • Magenta: bimba si chiude in casa, la mamma resta fuori. Liberata dai Vigili del Fuoco

    Magenta: bimba si chiude in casa, la mamma resta fuori. Liberata dai Vigili del Fuoco

    Si era chiusa a chiave in casa lasciando fuori la mamma. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco ieri mattina a Magenta per liberare una bimba di nemmeno due anni che aveva girato tutte le mandate della porta di ingresso della sua abitazione di via Santa Teresa, mentre la mamma era rimasta fuori. La donna ha cercato l’aiuto dei vicini per tentare di entrare in casa, ma non era possibile. Non è rimasto altro da fare che chiedere l’intervento dei vigili del fuoco giunti sul posto con l’autopompa e una squadra di volontari.

    I pompieri hanno rotto la porta e consentito alla donna di riabbracciare la piccolina. La sera precedente, sempre a Magenta era accaduto un episodio analogo. Aveva per protagonisti dei ragazzi più grandi, di circa 14 anni. Si erano ritrovati al parco caduti in Russia di via Santa Crescenzia. Verso le 19 è arrivata l’addetta alla chiusura del parco che ha gridato a voce alta di uscire. Sembrava che l’area fosse deserta e, quindi, ha chiuso, andandosene immediatamente. Purtroppo erano rimasti dentro una ragazza e un ragazzo che hanno dovuto chiedere l’intervento della Polizia locale. Gli agenti hanno rotto il catenaccio consentendo ai due ragazzi di uscire.

  • Lettrice ci scrive: “Terminali al Cup dell’ospedale di Abbiategrasso fuori uso, un grazie alle guardie del Cuore”

    Lettrice ci scrive: “Terminali al Cup dell’ospedale di Abbiategrasso fuori uso, un grazie alle guardie del Cuore”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la lettera di una lettrice indirizzata alla direzione medica dell’Asst Ovest Milanese in merito al disservizio di questa mattina al Cup dell’ospedale di Abbiategrasso:

    “Caro direttore, questa mattina mi sono recata all’ospedale di Abbiategrasso dove avevo una visita. All’ingresso del Cup i terminali non funzionavano, quindi era impossibile sapere a quale sportello recarsi e quale fosse l’ordine di chiamata. Per fortuna c’era una dei Volontari del Cuore che fermava gli utenti che entravano e li indirizzava ai tre sportelli aperti, ciascuno dei quali si occupava di una prestazione diversa (radiologia, prenotazione, accettazione). Naturalmente, quando, ad entrare era un gruppo numeroso, la signora non faceva in tempo a fermare tutti e a spiegare e quindi c’era chi girovagava senza capire cosa fare e a volte veniva rimproverato a gran voce da una delle tre sportelliste (manco fossimo al mercato).

    Un plauso va ai volontari, che col loro lavoro in tanti ambiti salvano le situazioni in cui il servizio pubblico non fa la sua parte. A quanto mi è stato detto, anche ieri i terminali non funzionavano. La volontaria con grande gentilezza e pazienza assisteva gli utenti.

    Non ho trovato la stessa cordialità nella persona che mi ha servito allo sportello, che all’inizio è stata al telefono (non per motivi di lavoro ma per fatti suoi, dato che conversava dell’organizzazione di un evento dopo cena) e poi mi ha servito con fare scocciato, senza salutare.

    Il disservizio dei terminali lo patiscono anche i dipendenti. Ma proprio perché c’è un disservizio, la gentilezza nei confronti dell’utenza deve essere ancora maggiore e la mancanza di rispetto non è tollerabile (urlare dietro ad anziani che non capivano dove andare è roba da cafoni). Un plauso invece alla prestazione medica: puntualissima”.

    Lettera firmata