Autore: Graziano Masperi

  • Abbiategrasso: accoltellamento nella notte, 38enne finisce al pronto soccorso

    Abbiategrasso: accoltellamento nella notte, 38enne finisce al pronto soccorso

    Un uomo di 38 anni è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta in codice giallo, con dei tagli al braccio. Il fatto, sul quale sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri, è avvenuto verso la mezzanotte in via Giacomo Carini ad Abbiategrasso dove si sarebbe verificata una violenta lite.

    All’arrivo dei soccorsi, allertati con il codice rosso della massima urgenza, è stato trovato in strada un uomo di 38 anni che presentava delle ferite provocate da un probabile accoltellamento. E’ stato sottoposto ai primi medicamenti sul posto e trasferito al pronto soccorso. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

  • Magenta, pronta la nuova area senologica all’ospedale Fornaroli: inaugurazione il 21 marzo

    Magenta, pronta la nuova area senologica all’ospedale Fornaroli: inaugurazione il 21 marzo

    L’area senologica dell’ospedale Fornaroli di Magenta è una realtà. Verrà inaugurata giovedì 21 marzo alle 11.

    La struttura, costituita da due sale diagnostiche con mammografi di ultima generazione ( dotati di tomosintesi e CESM), una sala ecografica dedicata allo studio della mammella e agli approfondimenti con agoaspirati e biopsie, una sala refertazione con ambulatorio per la consegna “brevi manu” dei reperti istologici (per supportare le Pazienti con nuovo riscontro oncologico nei percorsi diagnostici-terapeutici di secondo livello) e una accogliente sala d’aspetto decorata dai ragazzi del liceo artistico Einaudi di Magenta.

    Sala d’aspetto abbellita grazie alla disponibilità di Aicit, l’associazione intervento contro i tumori, che ha incontrato i docenti e gli studenti del liceo Artistico proponendo loro di farsi parte attiva di questa iniziativa.

    Da parte dei ragazzi l’idea è stata accolta con entusiasmo e hanno realizzato dei bellissimi lavori. Uno è stato scelto da un’apposita commissione, ma tutti i pannelli sono stati sistemati sulle pareti della sala d’aspetto.

  • Castelletto di Cuggiono, fiume Ticino in piena e le sponde crollano: reportage di Andrea Azzimonti

    Castelletto di Cuggiono, fiume Ticino in piena e le sponde crollano: reportage di Andrea Azzimonti

    Piogge incessanti ed ecco come si presenta il fiume Ticino in località Castelletto di Cuggiono dove, in passato, Andrea Azzimonti aveva segnalato più volte la presenza dei problemi.

    Azzimonti è tornato a fare un sopralluogo nei terreni di sua proprietà in condivisione con la famiglia. Ha voluto sincerarsi dell’erosione del fiume e il risultato è tutt’altro che tranquillizzante. E’ stata opportunamente messa una sbarra dal Comune che, purtroppo, viene ignorata dai ciclisti e dai camminatori che anche in questi giorni ci passano incuranti del problema. Qualcuno ha perfino rotto il nastro che impediva il transito. E altri si avvicinano al dirupo fregandosene dei segnali di pericolo. “Io sto entrando come proprietario per verificare la situazione – ha detto Azzimonti – negli anni passati sono stati scritti articoli e ho presentato denunce affinché si facesse qualcosa, ma non si è mai fatto nulla. Ad oggi la situazione è quella di un fiume che sta letteralmente disintegrando parte della sponda”.

    E’ la forza della natura, si dirà. Contro la quale ben poco si può. Secondo Azzimonti qualcosa si poteva fare, quanto meno per impedire il peggio. Le immagini parlano chiaro e c’è chi sfida il pericolo. Un rischio enorme perché, in queste condizioni se crolla la sponda si finisce nel fiume in piena. In mezzo al fiume c’è un isolotto, l’ultima punta delle due difese rimaste.

    Azzimonti mostra la situazione che potrebbe accadere. “Se l’acqua dovesse riuscire a girare dietro anche all’altro, avremo una copia simile e una parte di terreno verrà distrutta ed eliminata. La forza dell’acqua crea un vortice che non farà altro che aumentare il disastro. L’isolotto in mezzo al fiume andava eliminato quando il fiume era basso. Oggi la corrente spinge verso la sponda lombarda aumentando il disastro”.

  • Sanità pubblica lombarda addio, il calvario di una magentina alle prese con gli esami

    Sanità pubblica lombarda addio, il calvario di una magentina alle prese con gli esami

    Sanità pubblica addio, lo smantellamento è partito anni fa e adesso siamo arrivati al dunque. Le testimonianze di persone che, purtroppo, sono costrette a frequentare gli ospedali per visite di controllo continue, parlano chiaro. Ma la cosa peggiore è che il paziente viene costretto a veri e propri tour de force che, quando va bene, ti portano ad andare nei comuni dell’hinterland milanese. Centinaia e centinaia di chilometri che si aggiungono allo stress. “Dopo il Covid sono stata costretta ad una serie di esami legati alla mia patologia e ad altre problematiche che si sono aggiunte – commenta una donna – Ebbene, da un paio di anni a questa parte non solo non ho mai visto l’ospedale di Magenta, ma nemmeno un altro dell’Asst ovest milanese”. E gli esami da fare per chi ha subito interventi importanti sono parecchi. Per prevenzione e perché spesso subentrano altri problemi.

    “Ti devi armare di pazienza e quando ti colleghi in internet per trovare una struttura scopri che il pubblico è sparito. – aggiunge – Solo strutture private. Se non hai l’auto o qualcuno che ti accompagni hai un problema in più. Meno male che ci sono le associazioni di volontariato”. E’ sempre la magentina che, poco tempo fa, si è imbattuta nella casa di comunità al Fornaroli di Magenta. Un breve colloquio con la persona che l’ha accolta, ma pressoché inutile.

    “Necessitavo di una semplice visita neurologica – spiega la magentina – eppure, anche per quella, sono stata inviata a Rozzano, alla casa di comunità. Struttura che ho visto funzionare molto bene. Sapete cosa mi ha detto il medico che mi ha visitata? In tutta la giornata non ho ancora visto un paziente di Rozzano, tutti che arrivavano da fuori. Molti da lontano”. Stressa cosa per la tiroide. Nulla a Magenta e negli altri ospedali. Si va di nuovo a Rozzano, questa volta all’Humanitas. E la Moc? Fondamentale per prevenire l’osteoporosi esiste da sempre a Magenta. “Ho cercato di prenotarla un mese fa, hanno detto che stanno prendendo adesso gli appuntamenti per il 2026 – conclude – Cercherò, per forza una struttura. Che sarà sempre privata e lontana da Magenta. Mi sembra di essere una pallina nella roulette”.

  • Magenta, Bersaglieri in festa: fanfara si esibisce sul sagrato della Basilica di San Martino

    Magenta, Bersaglieri in festa: fanfara si esibisce sul sagrato della Basilica di San Martino

    Bersaglieri di Magenta in festa quest’oggi per la giornata del tesseramento. La fanfara si è esibita in una serie di applauditissimi pezzi durante un corteo per le vie della città e sul sagrato della basilica di San Martino.

    All’evento, e alla messa in basilica celebrata dal parroco don Giuseppe, hanno partecipato anche il sindaco Luca Del Gobbo, il Vice Enzo Tenti e gli assessori Mariarosa Cuciniello e Giampiero Chiodini. Alla fine della messa il presidente Roberto Grassi ha letto la preghiera del Bersagliere.

  • Magenta, buca enorme in via Cavallari: intervengono Polizia locale, Protezione civile e Vigili del fuoco

    Magenta, buca enorme in via Cavallari: intervengono Polizia locale, Protezione civile e Vigili del fuoco

    Una buca profondissima e pericolosissima quella che si è formata in via Cavallari a Magenta. Questa mattina sono intervenuti tempestivamente Polizia locale, volontari di Protezione Civile e Vigili del Fuoco per risolvere la situazione, insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Enzo Tenti. La buca si era formata mercoledì scorso. L’ufficio tecnico comunale ha fatto intervenire immediatamente Cap che ha sistemato una lastra d’acciaio in modo da metterla in sicurezza.

    Nei giorni seguenti la situazione è andata peggiorando con il continuo passaggio dei veicoli che hanno spostato la lastra e le piogge che hanno aumentato la profondità della buca arrivata a superare il metro e mezzo. E così questa mattina la viabilità è stata bloccata dalla Polizia locale e dalla Protezione Civile, mentre i vigili del fuoco stanno mettendo in sicurezza la buca.

  • Via Dante a Magenta nel tratto finale, quando piove si trasforma in un lago

    Via Dante a Magenta nel tratto finale, quando piove si trasforma in un lago

    Via Dante a Magenta, nel tratto dopo la fonderia Parola andando verso la statale 11, è sicuramente una delle strade di Magenta messe peggio. In questi giorni di pioggia si sono aperte buche, che in realtà sono delle vere e proprie voragini, in diversi punti della città. Ma il tratto di via Dante fa veramente paura. Anche oggi, giornata di pioggia, si è formato un lago che permette a fatica il passaggio delle auto e non fa certo piacere a chi vive in quella zona.

    Costretti a sopportare disagi enormi. Ecco, nelle foto di Paolo Chianura, come si presenta via Dante oggi, giornata di pioggia. Una pozza d’acqua che oltrepassa il limite della carreggiata e arriva fino a metà strada. Gli interventi degli operai del Comune ci sono, ma non sono sufficienti per pensare di risolvere un problema che continua da anni e sta diventando sempre più grave.

  • Magenta, villetta occupata. Una residente ci scrive: “Ci lasciano soli. Perché la legge italiana permette tutto questo?”

    Magenta, villetta occupata. Una residente ci scrive: “Ci lasciano soli. Perché la legge italiana permette tutto questo?”

    Riceviamo da una residente di via Del Carso a Magenta una lettera in merito a quanto sta accadendo in quella zona. La villetta occupata abusivamente sta generando preoccupazioni enormi tra di loro che è giusto, anzi doveroso, ascoltare:

    “Vorrei capire il motivo per cui è permessa questa situazione di anarchia e possesso indebito di una proprietà privata. La domanda che dovremmo porci è solo una. Chi trae vantaggio da questo disordine sociale? Esiste il giusto e lo sbagliato, esiste anche la legge che dovrebbe farsi valere. Le forze dell’ordine sono rappresentate dai Carabinieri e dalla Polizia. La donna Rom nel servizio di Mediaset ha affermato che, se il Comune fornisce un’abitazione, loro se ne andranno. Ma scherziamo? Da quando pensano di essere in grado di contrattare? Non credete che la popolazione abbia paura: ha rabbia di essere lasciata sola in questa situazione. Come sempre accade e accadrà ancora, le persone agiscono in base alle proprie necessità e nella maggior parte dei casi, usufruiscono del bene comune tramite la lotta di singoli individui, Questo per dire che attualmente, molti si lamentano seduti nei loro soggiorni, senza alzare il sedere e prendere una posizione concreta. Possiamo anche ribellarci, ma poi chi va in galera siamo noi, i cittadini che si alzano alle 5 del mattino e rientrano a casa alle 21, per lavorare, pagare le tasse, il mutuo e tutti gli obblighi sociali. La legge avrebbe dovuto, insieme ai Carabinieri, agire nello stesso giorno dell’invasione. La rom dice di avere non 1, non 2, non 3, 4, 5, 6, ma addirittura 7 figli e pretende di avere una casa gratis dal Comune.

    Perché la legge italiana permette tutto questo? Ricordo che i bambini vanno protetti. Perché chi di dovere non interviene con tutta la sua moralità e forza? Perché solo le persone per bene devono subire questi disagi? Nel servizio di Mediaset il reporter ha chiesto a una signora se riusciva a dormire con il rumore del generatore. Lei ha risposto che era meglio non dire niente, come se fosse una forma di ‘rabbia e paura sottintesa’. Quello che si dovrebbe chiedere è: come questo fatto ha cambiato la vostra vita?. Quello che avrei risposto è: il rumore è altissimo; anche con le finestre chiuse si riesce a sentirlo, ma non è soltanto questo il problema. E’ anche a livello psicologico e salutare. Psicologico perché ha cambiato la mia routine di vita; non posso più aprire le finestre di casa e sedermi a leggere un libro, oppure, mentre cucino, cambiare l’aria. Ti assale un nervosismo inconscio che porta all’esasperazione. Adesso fa ancora freddo, ma penso già alle belle giornate, come faremo? Lavoriamo molto per riuscire ad essere delle persone in regola.

    E chi ci protegge da questo furto di pace e benessere che dovremmo avere? Salutare, perché giorno e notte, tramite la combustione di benzina o diesel, vengono rilasciati nell’aria inquinanti nocivi, come anidride carbonica, ossido di zinco e particolato, che possono avere ripercussioni sulla salute. Se l’invasione fosse vicina alla residenza del sindaco, o delle persone che hanno il potere per agire, ne dubito che la situazione non sarebbe già risolta. Qui non c’entra il discorso di destra e di sinistra, di razza o di credo, c’entra la legge che non sta tutelando il cittadino. Non esiste un motivo valido per il furto di una proprietà privata”.

    Una residente di via Del Carso a Magenta

  • Magenta, miglioriamo la piattaforma ecologica? Le proposte di Bigogno: “Che resti aperta tutti i giorni”

    Magenta, miglioriamo la piattaforma ecologica? Le proposte di Bigogno: “Che resti aperta tutti i giorni”

    La piattaforma ecologica di via Murri è fondamentale per Magenta. Perché non migliorarla? Le proposte di Francesco Bigogno vogliono solo dare suggerimenti per cercare di rendere le cose più semplici per i cittadini e rappresentano un po’ le idee di molti. Che siano fattibili o meno, ovviamente, non spetta a noi stabilirlo. “Per una realtà come Magenta sarebbe importante tenere aperta la piattaforma tutti i giorni – afferma – è una realtà troppo importante. Inutile lamentarsi delle discariche nelle campagne se troviamo chiusa la piattaforma”. Nei primi anni duemila venne creata la raccolta differenziata. Un grande passo avanti. Adesso c’è chi si aspetta un altro scatto in avanti. “Oltre all’apertura quotidiana – continua – , mio avviso mancano due cose. Per la raccolta degli ingombranti oggi è necessario fare una segnalazione. Mi fanno un preventivo e passano per il ritiro. Io penso che, oggi, non si possa proporre un servizio a pagamento, ma deve essere gratuito. Mi diranno che è impossibile organizzare un servizio gratuito a questo livello. Io penso che per un paio di giorni al mese Aemme, per chi ha gli ingombranti, possa organizzarne il ritiro tranquillamente.

    Lavatrici, divani e altro. Non penso che ogni mese ci siano così tanti ingombranti da intasare il sistema. Il cittadino si prenota e gli operatori eseguono il ritiro. Stessa cosa vale per la raccolta del verde che a Magenta manca. Anche in questo caso spero che, almeno per una volta al mese, si possa organizzare la raccolta”. Costi, spese. Queste sono certamente le grandi incognite. “Altra cosa che mi sento di suggerire – continua – riguarda l’informazione per i cittadini. Ricordo che con Asm si facevano opuscoli che oggi potrebbero riguardare la piattaforma con gli orari e una cartina che indica le piattaforme interne dove scaricare i rifiuti. La piattaforma è una bella risorsa che, secondo me, va valorizzata. Quelle che suggerisco non sono cose mirabolanti, ma fattibili. Mi auguro che vengano ascoltati anche nel breve termine”.

  • Fuori dal Coro torna a Magenta per la villetta occupata: Ticino Notizie nel servizio, il collega di Mediaset preso a getti d’acqua

    Fuori dal Coro torna a Magenta per la villetta occupata: Ticino Notizie nel servizio, il collega di Mediaset preso a getti d’acqua

    Tornano a Magenta per la seconda volta in una settimana i colleghi di Fuori dal Coro, la trasmissione di Mario Giordano andata in onda mercoledì sera. Sempre per parlare, con il giornalista Francesco De Luca, della villetta occupata abusivamente da una famiglia rom di origine serba in via Del Carso. Anche noi di Ticino Notizie abbiamo dato il nostro, seppur piccolo, contributo al servizio e siamo rimasti senza parole nel vedere il trattamento ricevuto dal collega De Luca. La donna che stava occupando la villetta, incalzata dalle sue legittime domande, ha risposto aprendo il rubinetto, afferrando la canna per gettargli addosso getti d’acqua continui e bagnarlo completamente. Non contenta gli ha perfino augurato un tumore.

    “Ti faccio la doccia, vieni, vieni”, diceva. Aggiungendo: “Che ….. vuoi, mi stai disturbando”. Per concludere: “Ti prendi la broncopolmonite, ti prendi il tumore”. Con fermezza condanniamo queste frasi. Crediamo che queste minacce non faranno altro che allungare la vita al collega di Mediaset, ma restiamo perplessi di fronte ad una situazione di illegalità che appare assurda. Nessuno vuole metterci la faccia in questa vicenda, primi fra tutti i politici di Magenta. Eppure sta scatenando un allarme sociale non indifferente nel territorio e, prima di tutto, in un quartiere che ha sempre vissuto nella massima tranquillità. Popolato da famiglie, bambini e anziani che hanno tutto il diritto di vivere in pace.

    E’ legittimo avere paura, ma se tutti abbiamo paura non si risolverà mai niente in questo dannato mondo. E’ stata staccata la corrente in quella casa e hanno rimediato con un generatore che disturba la quiete del quartiere. Hanno detto che da quella casa non se ne andranno mai. Hanno ripulito, imbiancato e sistemato il giardino come se fossero a casa loro. Hanno minacciato un giornalista che stava semplicemente ponendo delle domande di fronte ad una situazione di palese illegalità. Cos’altro deve accadere per considerarlo un problema di ordine pubblico da risolvere con priorità assoluta?