Autore: Graziano Masperi

  • Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Un automobilista è finito nel fosso adiacente la strada nella frazione di Cascinazza a Robecco sul Naviglio. Il veicolo è stato ritrovato dai passanti, in via fratelli Bandiera, questa mattina verso le 8.

    E’ stato allertato il 118 che ha inviato sul posto un equipaggio della Ata di Zelo, ma nessuno era presente all’interno del veicolo. Giunti sul posto anche i Carabinieri per chiarire l’accaduto. Si presume che il sinistro sia avvenuto nella notte appena trascorsa.

  • Sgarbi ‘benedice’ nuovamente l’arte della corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Biennale di Milano

    Sgarbi ‘benedice’ nuovamente l’arte della corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Biennale di Milano

    Dopo aver esposto a New York, divulgando così uno spaccato dell’arte italiana a livello globale, l’artista ritorna ad esporre in Italia nel capoluogo lombardo. Le sue opere, che sono presenti nel catalogo acquisito della New York Library e nelle principali gallerie del mondo sono ora presenti in una location di prestigio: Palazzo Stampa di Soncino, a pochi passi dal maestoso Duomo di Milano nel fiore all’occhiello dell’arte contemporanea. Si tratta della Biennale di Milano, ovvero I’International Art Meeting presentata da Vittorio Sgarbi, un evento artistico internazionale dal 24 al 28 novembre 2023.

    L’artista utilizza la pietra inerte che nell’opera acquista un anima sua, si ispira alla storia e alla realtà, trasferendo la storia in opera artistica contemporanea cosicché il passato possa continuare ad esistere nel presente portando in sé la sua importanza morale. Questa mostra ha quindi uno spirito libero e cosmopolita come, infatti, dichiarato da Vittorio Sgarbi: “Si propone di concorrere alla maggiore conoscenza del grande patrimonio artistico che l’Italia possiede, in modo da suscitare su di esso la giusta e meritata considerazione in ambito mondiale. Un patrimonio di cui andare fieri e orgogliosi e perciò da tutelare e conservare con cura”.

    Tantissimi gli illustri ospiti presenti alla Kermesse tra cui: Console della Norvegia Barbara Rossi, Console Generale della Polonia e della Russia, Giulio Alberoni, Edoardo Raspelli giornalista, Don Franco della Curia Duomo di Milano, Luciano Simonelli, Giada Eva Elisa Tarantino, Pino Farinotti, Daniela Testori, Massimo Ciaccio, Maria Lorena Franchi, Filippo Vitta Zelman, Franco Margari, Dona’delle Rose, Dott. Franco(Service di grandi nomi),Maria Lorena Franchi.

    La mostra ha il contributo di Vittorio Sgarbi, storico e critico d’arte, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Paolo Liguori, direttore TGCOM 24,Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore e reporter, Giuseppe Cruciani (nella foto in evidenza), giornalista, Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale di D’Annunzio, Mattia Carlin, vice presidente Consoli Italiani, Massimo Giletti, conduttore televisivo, Alessandro Sallusti direttore Il Giornale, Silvana Giacobini, scrittrice e direttrice di “Chi”, Cristina Cattaneo giornalista, Katia Ricciarelli, soprano internazionale, Jean Blanchaert, critico d’arte, Piero Chiambretti, conduttore televisivo, il cantante Morgan, Pippo Franco, attore e presentatore, Marco Columbro, conduttore televisivo, Alviero Martini, stilista internazionale, l’attrice Marzia Risaliti, Mario Luzzati Fegiz, critico musicale Corriere della Sera, Tony Capuozzo giornalista, Maria Rita Parsi, scrittrice, Yari Carrisi Power polistrumentista, Claudia Pavone, soprano, Carolyn Smith, Alessandro Meluzzi, opinionista televisivo, Maria Lorena Franchi curatrice d’arte di Montecarlo, Alda Urbani gia’Ass. alla Cultura e Senatrice.

  • Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Era il mese di settembre del 2019 quando gli investigatori che indagavano sul caso irrisolto dell’abbiatense Marco Perini pensavano di essere arrivati, finalmente, alla pista giusta. Assassinato nel mese di maggio del 2000 il responsabile o i responsabili del delitto sono rimasti sempre senza nome. Finchè Giulia S., figlia di Ekrem, famiglia nomade che dimorava nei pressi dell’abitazione di Perini, dichiarava di sapere chi fossero gli assassini. Indicandoli nei tre fratelli del padre. Le indagini successive nei loro confronti (gli indagati sono poi diventati due, Franko S. e Safet. S. bosniaci, per il decesso di uno di loro), purtroppo, non hanno portato a nulla di concreto. Tre fratelli nomadi sono stati sentiti dagli investigatori, così come Chiara Maria S., Giulia S., Walter S. e il loro padre Ekrem.

    Le due donne hanno clamorosamente ritrattato. Giulia ha detto agli investigatori che la sorella aveva mentito facendo crollare così il castello che ormai si era creato. La stessa le aveva confessato di avere raccontato una menzogna, sia a lei che alle forze dell’ordine.
    Anche la stessa Giulia avrebbe all’epoca mentito alla polizia giudiziaria al solo fine di vendicarsi con Safet per avere lo stesso tradito e violentato Chiara e per avere in più occasioni percosso e maltrattato la loro madre.

    Chiara sosteneva di avere inventato tutto di sana pianta al solo fine di vendicarsi con Safet. Tuttavia ora non poteva più reiterare la menzogna perché adesso aveva una figlia e non voleva metterla nei guai. Naturalmente per Chiara è scattato il deferimento per le dichiarazioni false rese nel 2020. Gli inquirenti hanno ascoltato il padre dei tre fratelli che si dichiarava del tutto estraneo ai fatti. Hanno tentato di rintracciare un altro uomo più volte citato nel corso delle sommarie informazioni, ma non è mai stato rintracciato. Ne in Italia ne in Francia dove si pensava si trovasse. Gli investigatori non hanno mollato la presa e hanno cercato un’altra strategia stimolando alcune delle persone più vicine a Safet. Venivano ascoltate quattro persone, ma senza successo. Hanno fatto un ultimo tentativo ascoltando i fratelli S. in qualità di indagati.

    Safet e Franko sono stati convocati nel mese di maggio di quest’anno per essere sottoposti ad interrogatorio. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e anche quel tentativo è andato a vuoto perché perfino dalle intercettazioni non è emerso nulla. E così considerato che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentivano di formulare una ragionevole previsione di condanna il sostituto Chiara Giuiusa ha chiesto al gip presso il tribunale di Pavia di disporre l’archiviazione.

  • L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    Sette mesi e mezzo a San Vittore. Lui è un ragazzo del territorio del magentino, che vuole rimanere anonimo e desidera raccontare la sua esperienza nel carcere milanese. Oggi è ai domiciliari. Venne arrestato il 15 novembre dello scorso anno. Di quel giorno i ricordi sono terribili e non potranno mai andarsene. “E’ venuto a prendermi il comandante dei Carabinieri di Magenta, maresciallo Massimo Simone. Sono stato portato dapprima ad Abbiategrasso per le formalità di rito, impronte, foto, altezza per poi tornare a Magenta. Mi dicono che mi dovevano mettere le manette, era la procedura”. Arriva a San Vittore e l’impatto è devastante. Viene messo in una cella di quattro metri per tre con 5 nordafricani.

    “Non c’era dialogo tra di noi. Ricordo che i Carabinieri mi avevano regalato del tabacco e gli altri detenuti me lo hanno rubato tutto”. Cominciano i colloqui con gli educatori e per il magentino si rivelano una fortuna. Ha esperienza a contatto con la gente e viene visto di buon occhio. “Comincio ad entrare in una commissione – racconta – Mi piaceva, mi era stato affidato l’incarico nell’ambito del Cineforum. Insieme al bibliotecario era stata creata una lista di film e io selezionavo i detenuti che potevano assistere alle proiezioni”. Il giovane ha trascorso il Natale e la Pasqua a San Vittore. Un carcere dove si tengono corsi di italiano per stranieri, corsi di inglese, si può persino ottenere il diploma da Oss.

    Al di là di questi aspetti positivi, la casa circondariale di San Vittore è durissima per tutti. Una palestra di criminalità dove si trasmettono le tecniche per commettere una truffa o una rapina. I detenuti vengono sistemati nei vari raggi, ci sono le persone con problemi psichiatrici e i tantissimi che sono finiti dentro per spaccio. Sono quasi tutti marocchini o egiziani. L’ottanta per cento dei detenuti di San Vittore, forse di più, sono nordafricani.

    “E poi abbiamo le nostre spese – continua – in un mese arrivavo a spendere 400 euro, mentre quello che facevo io era tutto volontariato”. Oggi il ragazzo sta continuando a scontare la sua pena ai domiciliari in una città diversa da Magenta. Ma se dovesse dire se è meglio scontarla a casa o in carcere, non ha dubbi: “Meglio in carcere. Lì se hai un mazzo di carte puoi trovare qualcuno che gioca con te. A casa sei da solo”.

  • Stage Pro Fighting per Aicit Magenta, sport e solidarietà vanno a braccetto

    Stage Pro Fighting per Aicit Magenta, sport e solidarietà vanno a braccetto

    Si è svolto questa mattina nella palestra di via Caracciolo a Magenta lo stage organizzato da Pro Fighting Magenta il cui ricavato verrà devoluto ad Aicit Magenta. Stefano Pirovano, insieme agli altri membri della Pro Finghting hanno pensato, ad un’associazione locale molto conosciuta e stimata. All’evento ha partecipato il professionista Marco Antognaccetti che abbiamo conosciuto. Sportivo vero e appassionato, con il volto da duro, ma con il cuore grandissimo.

    “Marco avrebbe dovuto ricevere un compenso come rimborso spese per questo evento – ha spiegato Pirovano – in realtà ha voluto che venisse destinato in beneficenza. L’idea è partita proprio da lui e direi che si merita un grande applauso”. Lo steso Marco ha ricordato che soltanto poco tempo fa avevano destinato una somma, pari a circa 1400 euro al reparto pediatrico dell’ospedale di Brescia. Soldi raccolti tra stage e donazioni. “Penso che capisci l’importanza di associazioni come questa quando vivi direttamente il problema – ha detto – da parte mia sapere che attraverso lo sport si può fare anche del bene è la cosa più gratificante”.

    Presenti quest’oggi i consiglieri del direttivo Tommaso Ausili e Giuseppe Garanzini. “Ringraziamo la Pro Fighting per quanto detto – affermano – e Marco. Il nostro servizio è rivolto ad aiutare i pazienti oncologici che trasportiamo quotidianamente da Magenta all’ospedale San Raffaele per le terapie radianti. Facciamo anche donazioni di materiale all’ospedale piuttosto che agli enti che ne hanno necessità e attività informativa sul territorio. Ci sovvenzioniamo con il 5 per mille o con eventi come questo. Il nostro ringraziamento a tutti voi”.

  • Anche Magenta presente a Palazzo Bovara per i cento anni di vita del Rotary Milano

    Anche Magenta presente a Palazzo Bovara per i cento anni di vita del Rotary Milano

    A Palazzo Bovara, presso la sala delle colonne di corso Venezia è andato in scena sabato sera il cocktail party per il secolo di vita del Rotary Milano. E’ il più antico in Italia essendo nato nel 1923. Per il Rotary Magenta erano presenti Lorenza ‘Windsor’ Castiglioni. Luca Parazzini, Pietro Bonfiglio, Raffaella Cav. Mastaglia insieme al presidente Andrea Ranzini.

    Un evento di prestigio che ha avuto il suo prologo venerdì sera il concerto in Duomo al quale hanno preso parte, sempre per il Rotary Magenta, Paolo Grassi, la signora Viviana ed Edoardo Baronchelli.

  • Tenta di buttarsi dal cavalcavia, agenti della Polizia Stradale di Magenta lo salvano

    Tenta di buttarsi dal cavalcavia, agenti della Polizia Stradale di Magenta lo salvano

    Aveva deciso di togliersi la vita gettandosi dal cavalcavia della SS336 Boffalora Malpensa all’altezza di Gallarate. Ma per fortuna è stato salvato grazie ad un provvidenziale intervento della pattuglia in servizio lungo la superstrada della Polizia Stradale di Magenta. E’ accaduto oggi verso mezzogiorno quando sono giunti sul posto la pattuglia di Magenta composta da due persone, i vigili del fuoco e l’equipaggio di un’ambulanza.

    Dalle testimonianze di persone che hanno assistito all’evento i due poliziotti hanno, prima di tutto, cercato di intrattenere un colloquio con la persona, al fine di farla desistere. Successivamente uno dei due poliziotti ha bloccato il transito dei veicoli posizionando 4 tir sotto il cavalcavia per cercare di attutire un’eventuale caduta dell’uomo di circa 60 anni. L’altro, nel frattempo, sempre stando alle testimonianze raccolte, è salito sulla cabina del camion per arrampicarsi sulla rete metallica. Un’azione che ha messo a rischio la sua stessa incolumità, ma che ha consentito di impedire il gesto estremo del 60enne di nazionalità italiana.

    Quell’uomo è stato così messo in salvo, preso in carico dall’equipaggio dell’ambulanza e trasferito, in codice verde, al pronto soccorso di Gallarate per i controlli di rito. Il traffico, in quel tratto, è rimasto bloccato per circa 20 minuti.

  • Boffalora sopra Ticino soffoca nel traffico delle ore di punta: oltre tremila veicoli in due ore passano sul ponte del Naviglio

    Boffalora sopra Ticino soffoca nel traffico delle ore di punta: oltre tremila veicoli in due ore passano sul ponte del Naviglio

    Il centro di Boffalora sopra Ticino soffoca nel traffico delle ore di punta. Basta transitare dal bellissimo comune di 4000 abitanti per rendersene conto. Il problema esiste da sempre, ma si è accentuato negli ultimi tempi con una mole enorme di veicoli che intasano il ponte sul Naviglio nelle ore di punta, tra le 7.30 e le 8.30 e tra le 17 e le 18 per intenderci. “Ci troviamo in una zona bellissima, tra la storica Villa Giulini, il Naviglio, la piazzetta del paese, il ponte e l’alzaia – commenta un residente – rovinata da questo traffico pazzesco e insostenibile”.

    Una zona che è percorsa quotidianamente da tantissimi ciclisti, ovviamente soprattutto nel periodo primaverile ed estivo che, arrivando dall’alzaia, devono usare tutte le precauzioni possibili prima di attraversare la strada sul ponte dove gli automobilisti provenienti dalla Magnana hanno l’obbligo di fermarsi. Questo accade perché gli automobilisti che arrivano dal Piemonte, giunti in località Magnana, per evitare di proseguire lungo la statale 11, svoltano verso via XXV Aprile. Stessa cosa per coloro che arrivano dal senso opposto e vogliono evitare la statale, usando la sp 117. E così nel centro del paese è il caos durante le ore di punta. Lunghe code e rischio per i pedoni.

    La Polizia locale è impegnata quotidianamente nel mettere in sicurezza i passanti, soprattutto i bambini accompagnati che si recano a scuola e devono attraversare il ponte. Una ventina di anni fa le statistiche parlavano di circa duemila auto al giorno che transitavano sul ponte del Naviglio tra le 7 e le 9. Un numero enorme già allora, che oggi è decisamente aumentato. Arrivando a superare i tremila. Cosa fare? La variante, il cui ricorso è stato discusso giovedì, potrà servire? Occorre trovare una strada alternativa, ma pare proprio che sia un problema quasi irrisolvibile.

  • I Ragazzi dell’altro ieri, la compagnia dialettale di Pontenuovo che si esibirà il primo dicembre a Magenta per l’Aicit

    I Ragazzi dell’altro ieri, la compagnia dialettale di Pontenuovo che si esibirà il primo dicembre a Magenta per l’Aicit

    I Ragazzi dell’altro ieri di Pontenuovo. Una compagnia teatrale che sta ottenendo grandi successi e il prossimo primo dicembre proporrà uno spettacolo inedito al Cinemateatronuovo di Magenta a favore di Aicit, l’associazione intervento contro i tumori. Si intitola ‘I misteri di Villa Gaia’ ed è ambientato in una casa di riposo dove la routine quotidiana sarà sconvolta da una serie di eventi e sparizioni. Curiosi di sapere cosa succederà? L’unico modo per scoprirlo è di andare a vedere lo spettacolo il primo dicembre.

    Intanto siamo andati a Pontenuovo a conoscerli nello spazio dell’oratorio dove si ritrovano per le prove. “Siamo nati nel 2015 – spiegano – come compagnia dell’oratorio proponendo piccole cose. E abbiamo continuato scrivendo testi per commedie dialettali molto divertenti. Abbiamo recitato anche al teatro Lirico di Magenta, a Busto Arsizio e, ovviamente nella nostra Pontenuovo”. Ma il bello della compagnia I ragazzi dell’altro ieri è che recitano sempre a scopo benefico. Questa volta per l’Aicit. In passato lo hanno fatto per tante altre associazioni o situazioni che lo richiedevano. Hanno destinato l’incasso per la missione di Maristella Bigogno in Togo, per la Parrocchia di Pontenuovo e per la casa dell’Accoglienza di Magenta.

    Insomma, tanto divertimento e possibilità di aiutare qualcuno. Nel video conosciamo la maggior parte delle attrici e degli attori che compongono la compagnia.

  • Magenta saluta Giulio Calcaterra, il bidello delle scuole Santa Caterina

    Magenta saluta Giulio Calcaterra, il bidello delle scuole Santa Caterina

    Se ne è andato un altro personaggio della Magenta di una volta conosciuto da molti. E’ Giulio Calcaterra, il bidello alle scuole elementari Santa Caterina. Il suo carattere buono è rimasto sempre nei ricordi dei tantissimi bambini che lo hanno conosciuto, così come delle insegnante della scuola magentina.

    Giulio il bidello se ne è andato all’età di 88 anni. I funerali si svolgeranno a Magenta lunedì 27 novembre alle 15.30basilica di San Martino. Non fiori, ma eventuali offerte da devolvere all’Hospice di Abbiategrasso.