Autore: Graziano Masperi

  • Magenta: parcheggio selvaggio in via Pusterla, i residenti chiedono più controlli

    Magenta: parcheggio selvaggio in via Pusterla, i residenti chiedono più controlli

    Il parcheggio selvaggio continua a essere un problema quotidiano in via Pusterla, nel pieno centro di Magenta. A segnalarlo sono i residenti della zona, esasperati da una situazione che si ripete ogni giorno e che crea disagi alla circolazione e alla sicurezza di pedoni e automobilisti.

    Auto lasciate in divieto rendono spesso difficoltoso il transito, soprattutto nelle ore di maggiore afflusso. Una condizione particolarmente critica se si considera che via Pusterla si trova a pochi metri dal palazzo municipale, in un’area sensibile e molto frequentata della città. E la sosta selvaggia avviene proprio a lato dell’ufficio postale, spesso da parte di utenti che si recano proprio in posta.

    “Non si tratta di episodi sporadici, ma di un’abitudine ormai consolidata”, spiegano alcuni residenti, che auspicano un aumento dei controlli e interventi più incisivi per scoraggiare comportamenti scorretti. Il timore è che, oltre al disagio quotidiano, possano verificarsi situazioni di pericolo, soprattutto per anziani e bambini.

    La Polizia locale, dal canto suo, è già impegnata su più fronti per contrastare il fenomeno del parcheggio irregolare in diverse zone di Magenta. Un’attività complessa, che richiede risorse e presenza costante sul territorio, ma che resta fondamentale per garantire il rispetto delle regole e una migliore vivibilità urbana.

  • Magenta, incivili in piazza mercato: vetri e rifiuti mettono a rischio cittadini e animali

    Magenta, incivili in piazza mercato: vetri e rifiuti mettono a rischio cittadini e animali

    La nuova Piazza Mercato di Magenta, inaugurata da poco dopo un importante intervento di riqualificazione, avrebbe dovuto rappresentare un luogo rinnovato di incontro e convivialità per cittadini di tutte le età. A poco tempo dalla sua restituzione alla comunità, però, la realtà appare già diversa. Soprattutto nelle ore serali e notturne, la piazza viene utilizzata da alcuni come area per consumare cibo e bevande, senza alcun rispetto per lo spazio pubblico. Al mattino, il risultato è evidente: rifiuti sparsi, lattine, cartacce, tappi di bottiglia e frammenti di vetro abbandonati sull’asfalto, che trasformano alcune zone della piazza in aree potenzialmente pericolose.
    La situazione desta particolare preoccupazione tra i numerosi proprietari di cani che frequentano Piazza Mercato per passeggiare in tranquillità.

    I cocci di bottiglia, spesso difficili da notare, rappresentano un serio rischio per gli animali, che potrebbero ferirsi alle zampe. A raccontare il malcontento è Titti, residente della zona: “Capita spesso di attraversare la piazza e accorgersi solo all’ultimo momento dei cocci per terra. Il rischio di ferirsi è reale”. Una condizione che mette in pericolo non solo i passanti, ma anche bambini, anziani e animali domestici. Il rammarico è ancora maggiore se si considera che la riqualificazione di Piazza Mercato è stata realizzata con risorse pubbliche e con l’obiettivo di valorizzare il centro cittadino. Un progetto pensato per migliorare la qualità della vita urbana che oggi rischia di essere compromesso da gesti di inciviltà e dalla mancanza di rispetto per uno spazio che appartiene all’intera comunità.

  • Magenta piange il professor Luca Vigna: stimato docente al liceo Artistico Einaudi

    Magenta piange il professor Luca Vigna: stimato docente al liceo Artistico Einaudi

    Magenta e il mondo della scuola sono in lutto per la scomparsa del professor Luca Vigna, stimato docente del Liceo Artistico dell’Istituto di Istruzione Superiore Einaudi di Magenta, venuto a mancare all’età di 64 anni. Una notizia che ha profondamente colpito colleghi, studenti ed ex studenti, che in queste ore si stringono nel ricordo di un insegnante capace di lasciare un segno autentico, umano e professionale.

    “In lui abbiamo sempre riconosciuto una figura di grande professionalità e umanità, oltre a un costante impegno nel lavoro educativo”, ricordano i docenti e gli studenti dell’Einaudi. “La sua presenza, la dedizione all’insegnamento e la passione per l’arte che ha saputo trasmettere lasciano un segno indelebile in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui. In questo momento di grande dolore ci stringiamo ai familiari con sincera partecipazione e affetto, condividendo il lutto e conservando con riconoscenza il ricordo del suo prezioso contributo alla nostra comunità”.
    Perché questo era il professor Vigna: una persona semplice, disponibile, che non si tirava mai indietro quando veniva coinvolta in iniziative pensate per il bene di tutti. Un docente molto amato nell’ambiente scolastico, capace di instaurare un rapporto autentico con gli studenti e di trasmettere non solo competenze, ma valori.

    A ricordarne il talento è anche Francesco Bigogno, che rievoca i bozzetti realizzati da Vigna raffiguranti i luoghi di Santa Gianna, preparati in occasione della realizzazione dell’annullo filatelico e delle cartoline commemorative. Un esempio di quel talento unico nel disegno che lo ha sempre contraddistinto e che ha reso il suo contributo artistico prezioso ben oltre le aule scolastiche. Negli ultimi anni, Luca Vigna aveva collaborato anche con AICIT e con l’associazione Salute Donna, realtà che conserveranno per sempre il ricordo di una grande persona. “Una notizia che ci addolora profondamente – commentano –. Luca è stato il docente che, insieme alla sua classe, ha abbellito lo spazio dei nostri ambulatori al quarto piano dell’ospedale Fornaroli. Magenta lo ricorderà sempre”.

    I funerali si terranno venerdì 23 gennaio alle ore 10 presso la chiesa Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, in via San Donato a Torino. Alla famiglia e ai suoi cari va l’abbraccio sincero di un’intera comunità che oggi perde un insegnante, un artista e soprattutto una persona di grande valore.

  • Boffalora Ticino, Niccolò Bombonati torna alle gare di Triathlon: “Nuove motivazioni, nuove sfide”

    Boffalora Ticino, Niccolò Bombonati torna alle gare di Triathlon: “Nuove motivazioni, nuove sfide”

    Dopo due anni lontano dalle linee di partenza, Niccolò Bombonati, triatleta di Boffalora sopra Ticino, è pronto a rimettersi il pettorale. Non è stato un addio allo sport, ma una pausa necessaria, dettata dalla mancanza di quelle motivazioni profonde senza le quali, per lui, gareggiare è difficile. ”Sono uno che ha voglia di fare gare solo se ha forti motivazioni – confessa – ed ero arrivato a un punto in cui facevo fatica a buttarmi in una gara”. E così, per due stagioni, Niccolò ha scelto di fermarsi dalle competizioni. Ma non dall’allenamento. Nuoto, bici e corsa non sono mai usciti dalla sua quotidianità, anche se con volumi ridotti rispetto al passato. Il ritorno sarà simbolico e carico di significato. Ad aprile Niccolò sarà a Palma di Maiorca, al Triathlon di Portocolom, la stessa gara (un mezzo Ironman circa) che aveva disputato due anni fa, l’ultima prima dello stop. Da lì ripartirà una stagione che prevede qualche altra competizione e culminerà a settembre con il mezzo Ironman di Cervia, vero obiettivo dell’anno. Ma non è solo la gara a riaccendere la fiamma. C’è anche l’amicizia. “Porterò un amico a fare la sua prima gara – racconta – ed è stato anche grazie a lui che mi è tornata la voglia di gareggiare”.

    Condividere il percorso, accompagnare qualcuno all’esordio, ha ridato senso a tutto. Nel frattempo, Niccolò ha aperto un nuovo capitolo della sua vita sportiva. Sta studiando per diventare coach di triathlon attraverso il percorso formativo della FITRI. “Sto già seguendo un paio di ragazzi, ma vorrei far diventare questa passione un’attività più strutturata. L’obiettivo è diventare un vero coach”. Un ruolo che ha già cambiato anche il suo modo di allenarsi: più attenzione alla forza, alla palestra, a quegli aspetti che prima tendeva a trascurare. “Mi sono tirato la mazza sui piedi da solo – scherza – da coach ora devo fare cose che prima non facevo”. Accanto all’attività di allenatore, è nato anche un podcast dedicato al mondo del triathlon e dell’endurance. Insieme ad alcuni amici, Niccolò ha scelto di raccontare questo sport da un punto di vista diverso.

    “Non parliamo tanto di numeri o di tecnica, ma della parte spirituale del triathlon… la parte dell’anima, se così possiamo dire. I numeri sono una conseguenza”. La prima puntata è già online disponibile su Spotify e ne uscirà una al mese, con interviste, fino al grande appuntamento di Cervia. Oggi Niccolò vive a Bernate. Si allena incastrando le sedute nella vita quotidiana: circa un’ora a mezzogiorno e un’altra la sera, alternando nuoto, bici, corsa e palestra. Un equilibrio diverso rispetto al passato, ma più consapevole. A luglio compirà 40 anni, un’età che nel mondo delle lunghe distanze non spaventa. Anzi. “Più vai avanti con l’età e più esce il carattere rispetto alla freschezza della gioventù. È il bello dell’endurance, dice. Nel suo passato sportivo ci sono gare in mezzo mondo: Spagna (Maiorca), Grecia, Polonia, Sudafrica, Stati Uniti, Svizzera, Francia, tra distanze sprint, olimpiche e prove più lunghe. “Mi piace viaggiare e cerco sempre di unire le due passioni”.

    Ora, con nuove motivazioni, nuovi progetti e uno sguardo più maturo sullo sport, Niccolò Bombonati è pronto a tornare dove tutto aveva senso: sulla linea di partenza. Non per inseguire un tempo, ma per raccontare, ancora una volta, una storia di endurance, carattere e anima.

  • Magenta: trova documenti smarriti e li consegna alla Polizia locale, un piccolo episodio che ricorda l’importanza del senso civico

    Magenta: trova documenti smarriti e li consegna alla Polizia locale, un piccolo episodio che ricorda l’importanza del senso civico

    L’altro giorno, a Magenta, davanti alla scuola elementare Santa Caterina, sono stati ritrovati alcuni documenti personali. Erano in un portafogli, forse smarrito, forse rubato e poi gettato dopo averci tolto i soldi. All’interno c’erano la patente, la carta di identità, la tessera sanitaria. Una cittadina li ha visti, li ha raccolti e consegnati alla polizia locale, che a sua volta li ha restituiti in breve tempo alla legittima proprietaria. Un episodio ordinario, senza clamore, che non ha bisogno di elogi o riconoscimenti particolari. Proprio per questo, però, merita una riflessione più ampia.

    Il rispetto delle regole di convivenza e il senso di responsabilità verso gli altri sono alla base del vivere comune. Ritrovare un oggetto smarrito e restituirlo non è un atto eroico, ma un dovere civico: un comportamento corretto che contribuisce, nel suo piccolo, a mantenere saldo il patto di fiducia tra i cittadini. Quando questo avviene in modo naturale e spontaneo, significa che quel senso di comunità è ancora vivo. Episodi come questo dimostrano quanto siano importanti i gesti quotidiani, spesso invisibili, che tengono insieme una città. Non servono grandi azioni per migliorare la qualità della vita collettiva: basta riconoscere che ciò che appartiene a un altro va rispettato e tutelato, così come vorremmo fosse fatto per noi. La restituzione di documenti, in particolare, evita disagi concreti, perdita di tempo, costi e preoccupazioni per chi li ha smarriti. E non è cosa da poco.

    Un ruolo fondamentale lo svolgono anche le istituzioni locali. La rapidità con cui la polizia locale di Magenta ha gestito la situazione e restituito i documenti alla proprietaria mostra come il corretto funzionamento dei servizi pubblici sia un tassello essenziale del dovere civico. Cittadini e istituzioni, infatti, non sono entità separate: il senso civico dell’uno rafforza l’efficacia dell’altro. La Polizia locale ha provveduto ad informare la cittadina che il suo comportamento era andato a buon fine. Una piccola e grande soddisfazione.

    Il fatto che l’episodio sia avvenuto nei pressi di una scuola elementare aggiunge un ulteriore spunto di riflessione. I luoghi frequentati dai più giovani sono anche spazi simbolici, in cui l’esempio conta più di molte parole. Vedere comportamenti corretti, anche indirettamente, contribuisce a trasmettere valori come il rispetto, l’onestà e la responsabilità. In un periodo storico in cui spesso si parla di disinteresse, individualismo o mancanza di fiducia, ricordare la normalità del dovere civico è importante. Magenta, come molte altre città, è fatta anche di questi episodi silenziosi. Non solo di episodi gravi che salgono alla ribalta, come è accaduto anche di recente. Episodi sconosciuti alla cronaca e, forse, ancora tanto importanti.

  • Magenta, emergenza freddo al liceo Quasimodo: l’assessore Chiodini fa il punto tra soluzioni immediate e nodi istituzionali

    Magenta, emergenza freddo al liceo Quasimodo: l’assessore Chiodini fa il punto tra soluzioni immediate e nodi istituzionali

    Dopo le recenti proteste e lo sciopero degli studenti del Liceo Quasimodo, causati da temperature interne scese fino a 15°C, la situazione del riscaldamento sembra essere tornata a una temporanea normalità. Tuttavia, il dibattito tra il Comune di Magenta e la Città Metropolitana di Milano resta acceso. L’Assessore Giampiero Chiodini è intervenuto per precisare alcuni aspetti cruciali che vanno oltre il semplice ripristino del benessere termico. Contrariamente a quanto inizialmente riportato, il problema principale non risiederebbe in una centrale termica sottodimensionata. L’Assessore ha spiegato che la caldaia attuale è la stessa che per anni ha servito contemporaneamente il Liceo, il Palazzo Comunale e il Teatro Lirico (quest’ultimo ora indipendente).

    Il vero ostacolo è la vetustà dell’impianto del Quasimodo. Questo a causa di diverse problematiche. Tubature vecchie: Accumuli di calcare e sedimenti rallentano il passaggio dell’acqua. Classi terminali: Il calore arriva solo “tiepido” nelle aule più lontane dalla centrale. Dispersione: Gli infissi datati non permettono di trattenere il calore, un intervento che spetterebbe alla Città Metropolitana. Per far fronte all’emergenza, il Comune di Magenta ha ottenuto dal Ministero la possibilità di trattenere e gestire direttamente 400.000 euro di fondi statali ottenuti grazie all’emendamento del senatore Massimo Garavaglia (originariamente destinati alla progettazione di una nuova sede). Questi fondi saranno utilizzati per sdoppiare l’impianto e installare due caldaie distinte, una per il Comune e una specifica per il Liceo. Oltre ad aumentare le ore di accensione: L’amministrazione ha già autorizzato il prolungamento dell’orario di riscaldamento per mitigare il freddo nelle aule. Nonostante Città Metropolitana abbia dichiarato che “la collaborazione prevale sulle polemiche”, Chiodini lamenta una mancanza di confronto diretto.

    L’Assessore sottolinea che le comunicazioni avvengono quasi esclusivamente via email e che le richieste di incontri “faccia a faccia” con i tecnici e i responsabili politici milanesi sono rimaste spesso senza risposta. Il tema del riscaldamento ha riaperto la ferita sulla necessità di una sede unica per il liceo. Nonostante il Quasimodo sia considerato un’eccellenza e il Comune stia cercando di supportarlo (ad esempio mettendo a disposizione il nuovo Palamagenta per le ore di educazione fisica), la Città Metropolitana non sembrerebbe considerare la nuova sede una priorità. Quindi, sebbene la nuova caldaia rappresenti un passo avanti, l’Assessore e il Sindaco Luca Del Gobo avvertono: senza un intervento strutturale sugli impianti e sugli infissi, e senza una visione lungimirante per una sede definitiva, il problema del Liceo Quasimodo resterà solo parzialmente risolto.

    Per quanto riguarda la convenzione con Città Metropolitana per l’uso del plesso di via Colombo non si chiederà l’affitto a Città Metropolitana in cambio di manutenzioni, in particolare l’intervento sul tetto che richiede un rifacimento per la presenza di amianto non volatile che non causa una immediata situazione di pericolo. (Non abbiamo notizia se interverranno e se esiste tale intervento nel piano delle opere”, conclude Chiodini.

  • “C’eran ragazzi che come noi”: la musica e il cuore di Magenta in un libro a favore di Aicit

    “C’eran ragazzi che come noi”: la musica e il cuore di Magenta in un libro a favore di Aicit

    C’è un’epoca, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, in cui il mondo sembrava vibrare a un ritmo diverso. A Magenta, quel ritmo era scandito dalle chitarre delle band emergenti, dai negozi di dischi storici e da una voglia di fare che oggi, nell’era digitale, appare quasi leggendaria. Questa atmosfera è stata racchiusa tra le pagine di “C’eran ragazzi che come noi”, il nuovo libro fotografico e di memorie firmato da Maurizio Fiameni. L’opera (ne rimangono ancora poche copie in circolazione) non è solo una cronaca musicale, ma un vero e proprio atto d’amore verso la propria città. Maurizio Fiameni, magentino di nascita che da anni vive oltre il Ticino, ha sentito l’esigenza di “lasciare qualcosa” per evitare che storie, aneddoti e volti del passato andassero perduti per sempre. Il libro ripercorre la storia delle band e dei personaggi del “suonante magentino”, partendo dai mitici anni ’60. Ma c’è di più: è un affresco sociale che parla di dove ci si vestiva, di chi tagliava i capelli e dei luoghi simbolo, come il celebre negozio di Ugo Codini, ricostruito nel libro attraverso i ricordi dei cittadini poiché non esistevano più fotografie originali.

    Tra le scoperte più affascinanti citate dall’autore durante l’intervista ci sono Il Cantagiro a Magenta (1966): Fiameni è riuscito a ricostruire il passaggio della storica carovana musicale lungo via Garibaldi, con un’illustrazione che ritrae Gianni Morandi sulla sua auto dell’epoca, sopperendo alla mancanza di foto originali. Il Teatro di Pontenuovo: Un luogo caro alla memoria, ricordato per i concerti sempre “sold out” in un’epoca in cui la passione superava di gran lunga i mezzi tecnologici. All’incontro ha partecipato anche Walter Bassani (storico fondatore dei Meccano), che ha ricordato come allora la musica fosse l’unica vera alternativa ai giochi semplici o al calcio: “Allora c’erano le chitarre, nient’altro… il desiderio era quello di imparare a suonare”. Si suonava ovunque: oratori, matrimoni, sale da ballo, con una dedizione che portava i giovani a studiare solfeggio e musica con una serietà professionale, anche quando gli strumenti erano “di fortuna” (come batterie fatte con fustini di detersivo).

    Oltre al valore storico, il progetto ha un’anima profondamente altruista. L’intero ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’AICIT (Associazione Intervento Contro i Tumori) di Magenta. Un gesto che trasforma il ricordo del passato in un aiuto concreto per il presente della comunità. Il libro è stato realizzato con il supporto di amici e collaboratori come Silvano Cattaneo, che ha curato l’impaginazione e la correzione di bozze. La presentazione ufficiale si terrà Sabato 24 Gennaio nella Sala Consiliare di Magenta alle 10. Maurizio Fiameni promette una presentazione “particolare”, più simile a un racconto che a una conferenza formale, per onorare quello spirito di amicizia che, come dice lui stesso, è la vera essenza della musica. (Foto e video Marcello Stoppa Corona)

  • Disordini al Pronto Soccorso di Magenta: la sicurezza delle guardie giurate e del personale sanitario non è più rinviabile

    Disordini al Pronto Soccorso di Magenta: la sicurezza delle guardie giurate e del personale sanitario non è più rinviabile

    I gravi fatti accaduti nei giorni scorsi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Fornaroli di Magenta rappresentano l’ennesima, preoccupante dimostrazione di una situazione ormai fuori controllo. Disordini, interruzione di pubblico servizio e danneggiamenti hanno messo seriamente a rischio la sicurezza di pazienti, operatori sanitari e del personale di vigilanza. “Ero presente in prima battuta come guardia giurata durante quelle interminabili quattro ore, – ha commentato Luca Pellicani, rappresentante sindacale Flai – vissute in un contesto improvvisamente degenerato, pericoloso e del tutto inaspettato. Momenti di forte tensione che hanno evidenziato, ancora una volta, quanto le attuali condizioni di sicurezza negli ospedali siano inadeguate e pericolose”.

    Pellicani ribadisce quanto più volte sostenuto: “Da anni, come lavoratori e come sindacato, denunciamo con forza la crescente esposizione al rischio delle guardie giurate impiegate in ambito ospedaliero. Una sola guardia giurata al Pronto Soccorso e una sola a presidio dell’intero ospedale sono palesemente insufficienti a garantire la sicurezza, soprattutto in situazioni di emergenza o di forte afflusso di persone. È doveroso sottolineare un aspetto fondamentale: se quanto accaduto si fosse verificato in orario serale o notturno, ad esempio alle ore 21, le conseguenze sarebbero potute essere drammatiche. La presenza delle forze dell’ordine sarebbe stata numericamente inferiore e non sarebbe stato possibile garantire un adeguato livello di sicurezza per pazienti e personale sanitario”. Solo grazie al massiccio intervento dei Carabinieri, giunti in gran numero, e al supporto delle altre forze di Polizia, è stato possibile ristabilire l’ordine. “A loro va il mio più sentito ringraziamento per la professionalità e la tempestività dimostrate. – aggiunge Pellicani – Come sindacato Flai abbiamo immediatamente scritto alla ASST Ovest Milanese e a tutti gli enti preposti al controllo e alla vigilanza, Prefettura, ATS e Regione Lombardia, in qualità di mandataria della gara d’appalto, richiedendo un incontro urgente per affrontare in modo concreto e risolutivo il tema della sicurezza. Chiediamo di essere parte integrante di un tavolo di discussione permanente. È arrivato il momento di dire basta agli appalti al massimo ribasso e a condizioni di lavoro che sono diventate non solo inaccettabili, ma estremamente pericolose”.

    Quanto accaduto al Pronto Soccorso di Magenta deve far riflettere seriamente. L’elevata concentrazione di persone, unita alla carenza di personale di sicurezza, ha messo tutti in grave difficoltà, creando una situazione ad alto rischio. “Episodi simili sono già avvenuti in passato e continueranno a ripetersi se non si interviene con decisione. – conclude – Ora chiediamo a gran voce un incontro urgente con la Direzione Sanitaria e con tutti gli enti competenti. La sicurezza non è un costo da ridurre, ma un diritto fondamentale da garantire”.

  • Magenta: studentessa investita in via Brocca, elitrasportata al Niguarda

    Magenta: studentessa investita in via Brocca, elitrasportata al Niguarda

    Momenti di grande apprensione questa mattina a Magenta, dove una studentessa è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada per recarsi a scuola. L’incidente è avvenuto in via Brocca poco prima delle 8.30, in un orario di forte passaggio di studenti e pendolari.

    Le condizioni della giovane, nei primi istanti dopo l’impatto, sono apparse serie, tanto che sul posto è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso, oltre ai soccorsi della Croce Bianca e dell’autoinfermieristica. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza per consentire le operazioni di emergenza e i rilievi.

    Secondo quanto emerso, la ragazza era cosciente al momento dell’arrivo dei sanitari: è stata rapidamente assistita, stabilizzata e successivamente elitrasportata all’ospedale Niguarda di Milano in codice giallo, segnale di condizioni importanti ma non tali da far temere, al momento, un pericolo di vita immediato.

    Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale di Magenta, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Sono in corso le indagini e le verifiche su eventuali responsabilità. Dai primi accertamenti, l’attraversamento sarebbe avvenuto sulle strisce pedonali, elemento ora al centro degli approfondimenti.

  • Magenta celebra i suoi Vigili del Fuoco volontari al suono delle sirene

    Magenta celebra i suoi Vigili del Fuoco volontari al suono delle sirene

    Si è svolta questa mattina la tradizionale festa dei Vigili del Fuoco del distaccamento volontario di Magenta, un appuntamento sentito e partecipato che ha unito istituzioni, associazioni e cittadini nel segno del servizio alla comunità. I mezzi dei Vigili del Fuoco sono stati disposti sul sagrato della basilica di San Martino, dove i volontari hanno preso parte alla Santa Messa officiata dal parroco don Federico Papini. Alla celebrazione erano presenti numerose autorità cittadine, tra cui il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo e l’onorevole Umberto Maerna, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni al prezioso lavoro svolto quotidianamente dai pompieri volontari.

    Hanno partecipato alla cerimonia anche i comandanti delle forze dell’ordine del territorio: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, insieme ai Vigili del Fuoco che hanno recentemente terminato il servizio, accolti con riconoscenza e affetto. Numerosa anche la presenza del mondo associativo e del volontariato: la Croce Bianca, la Pro loco con il presidente Pietro Pierrettori, il Gruppo comunale di Protezione Civile e la Protezione Civile del Parco del Ticino hanno affiancato i Vigili del Fuoco in un momento di condivisione e ringraziamento per l’impegno profuso a favore della sicurezza e del soccorso.

    Al termine della funzione religiosa, don Federico Papini ha impartito la tradizionale benedizione ai mezzi, invocando protezione per tutti coloro che ogni giorno operano in situazioni di emergenza a tutela della popolazione. Una mattinata intensa e partecipata, che ha ribadito il forte legame tra i Vigili del Fuoco volontari di Magenta, le istituzioni e la comunità locale, uniti dai valori della solidarietà, del servizio e del senso del dovere.