Autore: Graziano Masperi

  • Cercasi urgentemente lavoro per un uomo, a Magenta con moglie e figlie piccole, per regolarizzare la sua posizione

    Siamo alla disperata ricerca di un lavoro in regola per un uomo di nazionalità marocchina di 30 anni, che si trova a Magenta con la moglie e due bimbi piccoli. L’ultima, di soli 5 mesi, nata a Magenta quest’anno. Sono arrivati nella nostra città due mesi fa per essere intercettati dalla rete della carità che è riuscita a sistemare il problema dell’alloggio trovandolo presso la Casa dell’Accoglienza. Adesso, per regolarizzare la loro posizione, è necessario che lui lavori.

    MAGENTA – “Ci rivolgiamo a tutti coloro che possano aiutare questa famiglia – spiegano le volontarie della San Vincenzo che lo stanno tuttora aiutando – In questo periodo abbiamo conosciuto quella persona. E’ un uomo per bene, umile e con tanta voglia di fare. E’ sveglio e agile. Adesso serve un lavoro per lui affinchè possa essere regolarizzato”.

  • Rapina al Dolce Vita di piazza Liberazione armato di pistola: arrestato dai Carabinieri grazie alla collaborazione dei cittadini

    Erano all’incirca le 22 di martedì quando al Dolce Vita di piazza Liberazione, il noto locale di food and drink, a Magenta è entrato un uomo vestito da imbianchino e armato di pistola. Ha minacciato il ragazzo al banco pretendendo l’incasso ed è uscito a piedi dirigendosi verso la statua della Vittoria Alata distante non più di trecento metri.

    MAGENTA – A quel punto il ragazzo al banco e alcuni giovani presenti lo hanno seguito riuscendo a raccogliere alcuni elementi importanti che hanno trasmesso ai carabinieri. Un lavoro che si è rivelato importantissimo perché i militari, immediatamente allertati, lo hanno individuato a Corbetta. Ad arrestarlo sono stati i Carabinieri di Corbetta, unitamente al radiomobile di Abbiategrasso.

    Nel tragitto l’uomo si era liberato della pistola che è stata poi recuperata e posta sotto sequestro. La pistola, rivelatasi un’arma giocattolo, era priva del tappo rosso. La refurtiva, ammontante a circa duemila euro, è stata interamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Ad essere stato arrestato è un uomo italiano, classe 1961, residente a Corbetta con precedenti. Ora si trova nella casa circondariale di San Vittore a disposizione dell’autorità giudiziaria.

  • Zone calde di Abbiategrasso nel mirino della Polizia locale: identificati 4 giovani, seguestrati 70 grammi di hashish

    Zone calde di Abbiategrasso monitorate con assiduità dalla Polizia locale che, negli ultimi giorni, ha svolto servizi mirati in collaborazione con il nucleo cinofili di Milano. Le aree passate al setaccio sono quelle del parco della Fossa, la stazione e viale Mazzini. Proprio in viale Mazzini un uomo è stato segnalato come assuntore.

    ABBIATEGRASSO – Ma l’intervento più importante è stato portato a termine l’altro giorno, come ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Chiara Bonomi. Sempre nella cosiddette aree sensibili sono stati sorpresi e identificati quattro ragazzini con dei quantitativi di hashish. Uno di loro è stato deferito, gli altri tre sottoposti alle relative sanzioni. “Nel complesso – sottolinea l’assessore Bonomi – sono stati sequestrati 70 grammi di hashish. Insieme alla Polizia locale e al nucleo cinofili di Milano stiamo lavorando con i giovani per prevenire il ripetersi di reati connessi all’uso di stupefacenti. Abbiamo già tenuto due incontri, uno con il commissario capo Marco Luciani che ha spiegato ai ragazzi a quali conseguenze vanno incontro, dal punto di vista legale, se vengono scoperti con la droga. Un secondo incontro ha previsto la dimostrazione pratica con i cani anti droga in azione”.

    L’attività della Polizia locale sta crescendo notevolmente. E’ sempre l’assessore Bonomi a ricordare un episodio recente. Quello del soccorso, prestato da due agenti ad un medico dentista colto da infarto. C’è poi l’attività di sgombero di 4 abusivi perpetrata alle case Aler. “Inoltre – conclude l’assessore – oltre al Patto locale e al progetto Smart di Regione Lombardia, abbiamo attivato il terzo turno serale. Per una volta alla settimana dalle 18 alle 24 e per tre volte dalle 20 alle 24. Un ottimo risultato per garantire maggiore sicurezza ai cittadini”.

  • Il magentino Emanuele Confalonieri nel primo museo delle maglie dei fuoriclasse del calcio a Madrid

    Il giorno 19 Giugno è stato inaugurato a Madrid “Legends”, il primo museo della storia dedicato interamente a maglie da calcio usate in partita. Al sue interno vengono esposte 680 maglie da calcio, raccolte dall’argentino Marcelo Ordas (collezionista privato dal 1990, la cui collezione vanta 5000 pezzi) tutte rigorosamente certificate, accompagnate da altri cimeli quali medaglie, scarpe e palloni, il tutto affiancato da un cinema 4d, visori in prima persona e tante altre tecnologie.

    Il museo, sponsorizzato da Uefa, Fifa, Conmebol e La Liga è stato inaugurato nella centralissima Puerta Del Sol, dopo ben 5 anni di lavori, in uno degli edifici storici di Madrid, dove oltre un secolo fa dormivano i primi calciatori del Real Madrid.
    Al suo interno sono presenti maglie che hanno davvero segnato la storia del calcio, su tutte quella di Maradona della finale di Messico 1986, Paolo Rossi 1982 contro il Brasile, Pele mondiali 1970, Van Basten finale degli europei 1988 e tantissime altre, includendo le incredibili collezioni complete di squadre vincenti per ogni singola edizione di tutte le piu’ grandi competizioni club e nazionali.
    All’inaugurazione erano presenti 25 media spagnoli e internazionali (tra cui la Gazzetta dello Sport) oltre a calciatori del calibro di Caniggia, Kempes, Zanetti, Figo, Morientes, Villa, Matthaus e Futre.
    In poche settimane dall’apertura, il museo conta gia’ una media di 200 visitatori al giorno con picchi di 350 nel weekend e numeri in costante crescita.
    Ma perché, voi dite, vi raccontiamo tutto questo?
    Perché nello staff di Legends è presente un nostro concittadino, Emanuele Confalonieri, 32 anni, nipote di Renato che e’ stato fondatore degli scout sezione Magenta, pompiere per 40 anni, volontario e magentino d’oro 2019.
    Emanuele, che ha il doppio ruolo di guida ufficiale del museo e ricercatore di maglie, ci ha rilasciato un’intervista.

    Ciao Emanuele, come sei entrato a far parte di Legends?
    Ciao ragazzi!
    Ho conosciuto l’argentino Fernando Vaccaro, uno degli organizzatori, nel 2020 su Facebook, quando mi parlo’ dell’idea di allestire un museo di maglie da calcio e mi mando’ la lista delle maglie che mancavano in collezione, promettendomi una percentuale in caso di ritrovo.
    Ne ritrovai 7, un paio delle quali molto rare, ben aiutato dai miei contatti in tanti paesi, e da li la nostra amicizia divenne molto intima.
    Negli ultimi anni spesso mi accenno’ l’opportunita’ di poter lavorare per Legends e a Marzo di quest’anno ho ricevuto la proposta di lavoro ufficiale, che ho accettato in un nanosecondo.

    Di cosa ti occupi in Legends?
    Ad oggi sono l’unica guida del museo.
    Mi occupo dei tour in: spagnolo, inglese, portoghese e italiano, raccontando curiosita’ su ogni maglia, includendo anche i bizzarri modi in cui a volte sono state ottenute.
    Parallelamente, oltre a continuare a prepararmi sull’argomento, sono sempre attento alla ricerca delle maglie e a trovare buoni contatti.
    E’ un lavoro davvero divertente, mai noioso e pieno di gratificazioni.

    In che modi si puo’ recuperare una maglia usata in partita?
    Per prima cosa va detto che negli anni 90 era molto piu’ facile ed economico.
    Oggi collezionare maglie e’ diventata una malattia per molti e calciatori ed ex calciatori vengono continuamente avvicinati da collezionisti che chiedono loro qualche cimelio.
    Servono ottimi contatti e anche diplomazia e intelligenza.
    Le maglie, oltre che in mano ai calciatori, possono essere dappertutto: il fondatore Marcelo e’ andato a recuperarne una addirittura negli scantinati di una chiesa in Brasile.

    Com’e’ avere a che fare con calciatori e addetti ai lavori di un mondo che ti ha sempre affascinato ma avevi solo potuto osservare da lontano?
    Il calcio e’ sempre stata la mia passione, tanto che dedico buona parte del mio tempo libero alle ricerche, insieme a un team, sulla storia della Juventus, pubblicando anche dei libri.
    Avere a che fare con un calciatore in carne e ossa all’inizio e’ stato strano, come entrare per la prima volta in qualcosa che vedevi soltanto da lontano e ti sembrava irraggiungibile, ma poi, come a un po’ tutto, ci si abitua.
    Sono diventato in confidenza con il mio idolo Claudio Caniggia, a cui spesso fornisco sue vecchie foto e ritagli di giornale e a cui dico sempre che sembra uno dei Guns and Roses!

    Ho potuto anche fare amicizia con un milanese doc trapiantato come me a Madrid, Federico Meazza, nipote del grande Peppino, di cui tra l’altro custodiamo la maglia della finale del 34.

    Che progetti avete per il futuro?
    L’idea e’ di aprire altri musei, per poter esporre le oltre 4000 maglie della collezione che non sono in mostra, ma al momento siamo molto concentrati che qua a Madrid vada tutto per il meglio, poi si vedrà.

    A proposito, come si vive a Madrid?
    La Spagna e’ tutta bella, e Madrid nello specifico è davvero una città molto vivibile.
    I prezzi sono umani, i trasporti funzionano, il traffico e’ ben canalizzato, si mangia bene con poco (anche se per noi vegani si potrebbe fare molto di piu’) e la gente e’ molto cordiale.
    Questa, insieme all’amata Buenos Aires, è la città più’ù bella in cui ho vissuto e dire che sono stato in decine di citta’ tra Sudemerica, Australia, Nuova Zelanda, Inghilterra e il Portogallo.
    Comunque potro’ dare una risposta definitiva solo la prossima primavera, dopo aver passato il mio primo inverno madrileno, da tutti temuto (ride).

    Come si lavora a Legends?
    Legends è un’azienda molto moderna, con un’impostazione più americana che europea di lavoro.
    A regole ferree si prediligono flessibilità mentale e buonsenso, le buone maniere sono indispensabili, vi è la possibilità di guadagnare extra ogni mese attraverso vari tipi di bonus e Marcelo e’ davvero un capo in gamba, gentile e innamoratissimo del suo progetto, amore con cui ha contagiato a tutti noi.
    Infine devo dire che il mio stipendio e’ molto soddisfacente.

    Quali sono le tue maglie preferite?
    Le mie preferite sono quelle della Juventus (alcune le ho anche recuperate io) delle due Champion’s (una e’ quella di Jugovic usata a Roma nel 1996 per calciare il rigore decisivo) e delle due Intercontinentali (tra cui quella di Platini del 1985), mentre quelle che mi emozionano di piu’ sono quella della Chapecoense sopravvissuta al disastro aereo del 2016 e quella di Paolo Rossi con cui segno’ due dei tre gol al Brasile, di fronte alla quale ammetto di aver versato qualche lacrimuccia.
    La gente invece ama soprattutto le maglie di Maradona, Cruyff e Pele’.

    Cosa cambia tra un museo di arte e un museo di maglie da calcio?
    A mio avviso a livello concettuale non cambia nulla, ma noi abbiamo due grossi vantaggi.
    Il primo e’ quello di avere un range di tutte le eta’, compresi i bambini dai 4 anni in su, che sovente (come d’altronde il sottoscritto da bambino) si rifiutano invece di visitare i musei di arte, non capendoli.
    Il secondo è dovuto a una normativa, che probabilmente in pochi conoscono, che impedisce di raccogliere nello stesso museo tutti i piu grandi capolavori della storia dell’arte.
    Noi di Legends invece, possiamo vantarci di aver raccolto e di esporre tutte le maglie che hanno fatto parte della storia del calcio.

    Come ci si sente a fare della propria passione un lavoro?
    Far parte di una qualcosa a cui si crede veramente è una sensazione meravigliosa, che a 32 anni ho provato per la prima volta.
    Figuriamoci, ho finito le scuole malvolentieri, cambiandone 4 in 6 anni, e poi ho fatto i lavori Piu disparati in vari paesi del mondo: cameriere, impiegato, oss in casa di riposo, agricoltore, muratore, addirittura parcheggiatore.
    Tutti mi hanno insegnato qualcosa, ma ammetto di non essere mai andato a lavorare sereno, spesso anche per la poca riconoscenza ricevuta dai capi e le paghe misere.
    A Legends è tutto diverso, tanto che lavoro volentieri anche dopo il lavoro senza che nessuno me lo chieda.

    Un messaggio per i magentini al seguito
    Sono sempre legatissimo alla mia città di origine, la mia famiglia e i miei migliori amici sono li, il contatto è costante e almeno tre volte all’anno torno a casa.
    Sono anche molto amico del Boss, Stefano Calcaterra, che nelle sue varie telefonate settimanali, mi aggiorna in anteprima della gente venuta a mancare (ride).
    In ogni caso, chiunque o capiti per Madrid o anche possegga una maglia da vendere, mi avvisi che verrà ricevuto personalmente dal sottoscritto con grande felicità e orgoglio.
    Un Saluto tutti voi della Redazione e uno ai miei mitici nonni Renato e Agostina.

  • Lite tra due donne fuori da un bar di Abbiategrasso: 54enne finisce in ospedale

    Tre pattuglie di Carabinieri e un’ambulanza della Croce Bianca di Magenta sono dovute intervenire questa mattina in via Legnano ad Abbiategrasso. Fuori da un bar due donne hanno avuto una discussione per futili motivi, ancora tutta in fase di chiarimento.

    ABBIATEGRASSO – La discussione è degenerata e una 54enne è stata accompagnata, con il codice verde, al pronto soccorso di Magenta. I militari stanno tuttora ricostruendo l’accaduto. Via Legnano è considerata zona ‘calda’ posta sotto il controllo delle forze dell’ordine.

    L’Amministrazione ha scelto di intervenire per combatterne il degrado prevedendo la realizzazione di un nuovo parco inclusivo, quello noto come parco dell’amicizia. I lavori inizieranno nel mese di settembre per un importo di circa 38.600 euro.

  • Amaga Abbiategrasso, i video della conferenza stampa con i commenti del Sindaco Nai e del Presidente Bonasegale

    Amaga si rinnova, non solo nei nomi. L’andamento della società è stato illustrato in una conferenza stampa tenutasi l’altra sera ad Abbiategrasso alla presenza del Sindaco Cesare Nai e del Presidente Piero Bonasegale. Ai soci storici che sono Motta Visconti e Vermezzo si sono aggiunti Albairate, Bareggio e Castano Primo. “Un buon messaggio per il futuro e per il prosieguo di Amaga”, ha commentato il Sindaco.

    Ecco il video integrale della conferenza stampa nella ex sala consiliare di Abbiategrasso:

    Il commento del Sindaco Cesare Nai:

    Il commento del Presidente di Amaga Piero Bonasegale:

  • Incidente lungo corso Europa a Magenta, donna di 48 anni finisce al pronto soccorso

    Un incidente si è verificato questa mattina, poco prima delle 8, lungo corso Europa a Magenta. A scontrarsi, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia locale, sono state un’auto e una moto.

    MAGENTA – Sul posto sono giunti un equipaggio della Croce Bianca di Sedriano, oltre alla Polizia locale di Magenta per i rilievi e per la gestione della viabilità. L’auto, condotta da una donna, era in svolta verso Marcallo. Mentre la moto era diretta verso Novara. La donna di 48 anni, alla guida della moto, è stata trasferita, in codice verde, al pronto soccorso del Fornaroli.

  • Trasporto scolastico a Bareggio: Gibillini e Casorati chiedono spiegazioni

    Dopo i problemi con il centro estivo comunale ecco che a Bareggio arriva quello del trasporto scolastico. Questione sollevata dalla lista civica di opposizione Bareggio 2013 con Monica Gibillini e Davide Casorati che hanno presentato un’interrogazione in merito. La gara bandita per individuare il gestore è in corso e coinvolge anche i comuni di Arcore, Bellusco, Usmate Velate e Lentate sul Seveso.

    “Tra questi – sostengono Gibillini e Casorati – soltanto Bareggio ha scelto di appaltare la durata del servizio per un solo anno scolastico, dal primo settembre 2023 al 30 giugno 2024”. L’interrogazione è rivolta alla Sindaca Linda Colombo. “Desideriamo conoscere il motivo per cui la durata è di un solo anno e quale progetto ha in mente l’Amministrazione per il futuro di questo servizio”. La stessa interrogazione prevede di conoscer,e inoltre, entro quando le famiglie sapranno con certezza se il servizio continuerà per il prossimo anno scolastico e se saranno introdotte delle fasce Isee.

    “Altra richiesta – continuano – è evitare che riaccada, a giungo prossimo, quel che è appena successo. Ovvero, per soli 4 giorni di servizio le famiglie hanno pagato 25 euro di tariffa. Le risposte le vogliamo in forma scritta. A giugno il consiglio comunale non è stato convocato e non sappiamo nulla per il mese di luglio. Nei servizi alle famiglie la Giunta comunale fatica ad organizzare le attività in modo adeguato con gravi ripercussioni per i cittadini”. La risposta della Sindaca Colombo è stringata e rimanda tutto ai prossimi giorni: “Risponderemo all’interrogazione in maniera puntuale per iscritto entro i termini previsti dalla legge”.

  • Villa Allavena: approvato il progetto definitivo dello storico edificio di Sedriano

    Il progetto definitivo di Villa Allavena è stato approvato dalla Giunta Comunale di Sedriano. Come già deciso lo scorso anno la ristrutturazione dello storico edificio servirà ad ospitare la biblioteca civica, ma ci saranno anche ulteriori aspetti innovativi che andranno ad arricchirlo.

    SEDRIANO – Si tratta di un intervento finanziato con i fondi del Pnrr per un totale di circa due milioni e trecentomila euro per un immobile che si torva in condizioni di grande degrado e vincolato dalla Soprintendenza. La delibera di giunta pone fine ad anni di polemiche e di critiche da parte dei cittadini per un edificio che rappresentava un pugno nell’occhio per il paese intero. “Il progetto – riferisce il Sindaco Marco Re – risponde alla primaria necessità di conservazione del bene. Con i funzionari della Soprintendenza abbiamo avuto almeno 5 incontri, durante i quali abbiamo ascoltato le loro valutazioni e preso atto delle disposizioni da seguire, prima di arrivare alla stesura del progetto definitivo da parte del settore opere pubbliche del Comune e dell’assessorato alla partita”. Le numerose prove tecniche si sono rese necessarie per verificare la tenuta dei muri e le travi dell’edificio esistente.

    “Ritengo questo un progetto di grande valore – continua il primo cittadino – e prossimamente lo presenteremo alla popolazione”. Due sono le novità contenute nel progetto. “Si tratta dell’ascensore panoramico per la parte interna – afferma il Sindaco Re – e del dehor esterno tutto vetrato, affacciato sul parco. Consentirà di leggere libri e svolgere attività al coperto, quali eventi, con la sensazione di sentirsi nel parco. Due aspetti alquanto innovativi che, penso, faranno piacere ai cittadini”. Il prossimo passo sarà la pubblicazione dell’avviso della gara che dovrebbe avvenire a breve. Quindi, dopo aver visto l’esito, partiranno i lavori.

  • Dal Marocco alla StraMagenta per vincere nella corsa. La storia di Said e il tifo del connazionale Jawad

    Compaesani in Marocco che si ritrovano a Magenta. C’è un’altra bella storia da raccontare emersa durante la recente StraMagenta, la corsa di 10 chilometri che si è disputata martedì sera della scorsa settimana. Il vincitore è un atleta che si sta imponendo per risultati eccellenti. Si chiama Said El Otmani, nato a Fraita, ha vissuto a Beni Meskine, una cittadina del Marocco centrale.

    MAGENTA – E’ arrivato in Italia nel 2000 con la famiglia quando era un bambino (adesso ha 31 anni) e ha cominciato a correre per numerose società, prima di approdare al centro sportivo Esercito grazie alla cittadinanza italiana arrivata nel 2015. Una storia, la sua, come quella di tante famiglie e bambini marocchini arrivati in Italia in cerca di una vita migliore. Solo che Said sapeva correre forte e allora molti allenatori hanno cominciato a seguirlo. Si è migliorato tantissimo, al punto da arrivare a correre i 10.000 in 28’26”, i 5.000 in 13’19”. Quest’anno ha corso anche la mezza di Trecate in un’ora e 8 minuti. Sembra che le distanze che fanno per lui siano proprio quelle dei mezzofondo, cinque e diecimila.

    Dopo la premiazione che lo ha incoronato come il vincitore di questa edizione della StraMagenta lo abbiamo visto parlare nella sua lingua madre, l’arabo, con un giovane, anche lui originario del Marocco, ma che vive da anni a Magenta e di mestiere fa l’ambulante. “Conoscevo Said e sto seguendo le sue imprese sportive – commenta Jawad – quando ho letto che sarebbe venuto a Magenta a correre non ho perso l’occasione per venire a conoscerlo e a salutarlo”. Said e Jawad sono originari di paesi poco distanti del Marocco centrale. Un paese che ha sfornato tanti talenti, soprattutto nel mezzofondo. Giovani che si sono riscattati nell’atletica, come accade anche per molti keniani, etiopi e altre nazioni povere. “Auguro a Said tutta la fortuna di questo mondo – ha concluso Jawad – sono contento di averlo conosciuto e scoperto che è una anche una bravissima persona, oltre ad essere un grande atleta”.