Autore: Graziano Masperi

  • Magenta: ciclista perde il controllo della bicicletta nella discesa di Pontevecchio e finisce contro l’auto in sosta

    Magenta: ciclista perde il controllo della bicicletta nella discesa di Pontevecchio e finisce contro l’auto in sosta

    Un giro in bicicletta da corsa che finisce in ospedale. Brutta avventura quest’oggi, verso le 12.30, per un uomo di 52 anni che, da Pontevecchio di Magenta, ha imboccato la discesa di via Valle che porta alla Fagiana nel Parco del Ticino. Appena oltrepassato il ristorante Bellaria ha perso il controllo della bicicletta ed è finito contro un’auto in sosta. L’urto è stato molto forte.

    Il ciclista ha sfondato il lunotto posteriore del veicolo finendo parzialmente all’interno e riportando traumi importanti. Alcune persone che passavano da quel tratto lo hanno visto e hanno dato immediatamente l’allarme. Sul posto sono giunti i soccorritori della Croce Azzurra di Abbiategrasso unitamente all’autoinfermieristica. L’uomo è stato stabilizzato e trasferito, in codice giallo, al pronto soccorso dell’ospedale di Legnano. La Polizia locale di Magenta ha raggiunto via Valle per chiarire la dinamica dell’accaduto. Alcuni residenti parlano di un problema che riguarda una sporgenza di catrame sul lato destro della carreggiata che potrebbe avere tratto in inganno il ciclista.

    Il caso di questa mattina, naturalmente, è ancor al vaglio delle autorità, ma i residenti parlano di ciclisti già caduti. In ogni caso l’invito ai tanti appassionati di bicicletta che percorrono quella discesa è di prestare la massima attenzione in quel tratto. (Foto Marcello Stoppa Corona)

  • Magenta: ubriaco ed esagitato al ristorante, intervengono Carabinieri e ambulanza

    Magenta: ubriaco ed esagitato al ristorante, intervengono Carabinieri e ambulanza

    Sono dovuti intervenire i soccorsi nella serata di venerdì in un ristorante di via Cavallari a Magenta, dove una situazione di forte agitazione ha richiesto l’arrivo sia dell’ambulanza sia dei Carabinieri.

    Secondo quanto ricostruito, un giovane di 21 anni, in evidente stato di ebbrezza alcolica, stava dando in escandescenze all’interno del locale, creando disagi e preoccupazione tra i presenti. Il comportamento particolarmente agitato ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma e garantire la sicurezza.

    Sul posto è giunto anche l’equipaggio del Cvps di Arluno, che ha preso in carico il ragazzo e lo ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli per gli accertamenti del caso.

    La situazione si è fortunatamente risolta senza conseguenze gravi, tornando alla normalità nel giro di poco tempo.

  • Un video emozionale per raccontare la prevenzione: Magenta si prepara alla giornata dedicata al colon-retto

    Un video emozionale per raccontare la prevenzione: Magenta si prepara alla giornata dedicata al colon-retto

    Sarà una giornata dedicata alla prevenzione del tumore al colon-retto quella di sabato 21 marzo in piazza Liberazione a Magenta. L’iniziativa è organizzata da AICIT (Associazione Intervento contro i Tumori) e Salute Donna ODV, con il patrocinio del Comune di Magenta, sottolineando che “la prevenzione è il nostro migliore allenamento”.

    Ecco, nel video di Patrizia, la presentazione dell’evento che si terrà dalle 10 alle 17. Il video mette in risalto la figura di Simone Barlaam, campione paralimpico di nuoto e pluripremiato primatista mondiale. Barlaam è da tempo un testimonial attivo per AICIT e Salute Donna, prestando la sua immagine e i suoi successi sportivi per promuovere l’importanza degli screening e della salute.
    Viene celebrata anche la collaborazione con la Brontolo Bike, l’associazione guidata dall’ex ciclista professionista Andrea Noè, che unisce la passione per il ciclismo all’impegno sociale nel territorio magentino.

    Il video, accompagnato da una colonna sonora emozionale, alterna immagini di competizioni sportive di Barlaam a momenti di aggregazione, simboleggiando la forza e la determinazione necessarie sia nello sport che nella tutela della propria salute. L’appuntamento è dunque in piazza per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della diagnosi precoce attraverso una giornata all’insegna della comunità e dell’informazione medica.

  • Referendum costituzionale: le ragioni del ‘si’ e del ‘no’ nel convegno di Progetto Magenta in Casa Giacobbe

    Referendum costituzionale: le ragioni del ‘si’ e del ‘no’ nel convegno di Progetto Magenta in Casa Giacobbe

    Si è tenuto mercoledì presso Casa Giacobbe a Magenta un importante momento di approfondimento giuridico e civico organizzato dal gruppo Progetto Magenta. L’incontro, volto a esplorare i contenuti della riforma della magistratura e della separazione delle carriere, è stato moderato dai rappresentanti del gruppo, Valentina Campana e Marco Maggi. Il dibattito ha visto il confronto tra due autorevoli voci del mondo accademico dell’Università di Milano-Bicocca, che hanno illustrato con chiarezza le diverse sensibilità costituzionali in campo.

    Giulia Mannarini, dottoressa di ricerca in International, European and Public Law, ha sostenuto le ragioni della riforma, definendola un passo necessario verso una direzione più garantista e funzionale. Secondo Mannarini, i punti di forza della proposta risiedono nella divisione netta tra pubblico ministero e giudice per eliminare condizionamenti, influenze e “collateralità” tra chi accusa e chi giudica. La dottoressa ha rassicurato sul fatto che la magistratura requirente rimarrebbe comunque autonoma e indipendente, come esplicitamente previsto dalla riforma.

    Di segno opposto l’intervento di Federico Furlan, Professore associato di Diritto Costituzionale e Pubblico, che ha espresso forti critiche sia nel merito che nel metodo della riforma. Il testo viene descritto come “blindato” dal Governo, con limitate possibilità di modifica parlamentare, e caratterizzato da errori di coordinamento e di scrittura giuridica non consoni a una carta costituzionale. Il Professore ha avvertito che, guardando alle esperienze europee, la separazione delle carriere porta spesso, nel lungo periodo, a una sottomissione del PM all’esecutivo.

  • Magenta: i ragazzi delle scuole IV Giugno protagonisti di uno spettacolo per la Pace

    Magenta: i ragazzi delle scuole IV Giugno protagonisti di uno spettacolo per la Pace

    In occasione della Settimana della Pace, la scuola media “IV Giugno” di Magenta è diventata il palcoscenico di un evento volto a promuovere i valori della convivenza e della solidarietà. Francesco Bigogno ha introdotto il senso della giornata trascorsa con gli studenti. L’evento non ha coinvolto solo le classi del plesso “IV Giugno”, ma ha visto una partecipazione allargata che sottolinea il valore della rete educativa magentina. Come spiegato da Serena Maggioni, responsabile di plesso, alla manifestazione hanno preso parte anche le classi quarte della scuola primaria Giovanni XXIII, gli studenti del CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), rendendo l’incontro un vero momento di scambio interculturale.

    La docente Stefania Iaconeta, tra le organizzatrici, ha illustrato come la preparazione sia stata trasversale a tutte le discipline. Durante la mattinata, i ragazzi hanno dato prova della loro creatività e del loro impegno realizzando e indossando maschere create durante le ore di arte. Hanno recitato la parola “Pace” in tutte le lingue del mondo e si sono esibiti in canti e performance teatrali per rispondere simbolicamente alla guerra con la cooperazione.

    Presente all’evento anche l’assessore Giampiero Chiodini, che nel suo intervento ha voluto mettere in guardia dall’abuso della parola “pace”, spesso svuotata di significato. Chiodini ha offerto ai ragazzi una metafora musicale: proprio come le sette note, pur essendo diverse, creano una musica fantastica quando si armonizzano, così la pace deve scaturire dalla capacità di vivere serenamente le diversità nel quotidiano.

    L’assessore ha infine lodato il corpo docente per la capacità di rendere gli studenti veri protagonisti attivi, capaci di “mettere le mani in pasta” per costruire una cultura della pace che vada oltre le semplici parole. L’iniziativa si conferma come una tappa fondamentale del percorso educativo della scuola “IV Giugno”, da sempre sensibile alle tematiche sociali e civili.

  • Magenta, Piazza Mercato gremita per la festa di fine Ramadan

    Magenta, Piazza Mercato gremita per la festa di fine Ramadan

    Una Piazza Mercato gremita ha ospitato questa mattina le celebrazioni per la fine del mese sacro del Ramadan. Centinaia di fedeli musulmani residenti nel Magentino si sono ritrovati per l’Id al-fitr, il banchetto della rottura del digiuno. L’evento ha visto la partecipazione non solo di uomini, ma di moltissime donne e bambini, testimoniando la vivacità di una comunità radicata nel territorio. Accanto a loro, in un gesto di profonda vicinanza, erano presenti i rappresentanti delle realtà cattoliche e sociali di Magenta: dalla San Vincenzo alla Scuola Senza di italiano per stranieri, fino alle ACLI, a sottolineare un legame di fratellanza che va oltre la fede religiosa.

    Momento centrale della mattinata è stato l’intervento di don Federico Papini, prevosto di Magenta. Il parroco ha portato il saluto della comunità cristiana locale e ha letto un accorato messaggio dell’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini. Nello scritto, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare come le religioni debbano essere strumenti di pace. Un appello a restare uniti nel gridare “basta” ai conflitti, definiti un’assurdità per la coscienza umana. Il messaggio ha ricordato che per fermare l’odio, l’arma migliore è la misericordia di Dio. L’invito è di usare le energie raccolte durante il digiuno e la preghiera per costruire opere improntate alla fraternità.

    Don Federico ha concluso il suo intervento con un augurio personale alla comunità islamica, esortando tutti a valorizzare le diversità come una ricchezza: “Siamo invitati a scegliere ciò che più ci unisce invece che ciò che ci divide”. Il suo saluto, un beneaugurante “Pace e bene a tutti”, ha suggellato l’inizio della preghiera rituale in un clima di reciproca stima. Munib Ashfaq, per l’associazione Abu Bakar di Magenta, ha ricordato l’importanza dell’evento di oggi, la festa più importante nel mondo islamico.

  • Traffico di droga tra Legnano e Parabiago: sgominata dai Carabinieri rete di spaccio

    Traffico di droga tra Legnano e Parabiago: sgominata dai Carabinieri rete di spaccio

    Nei giorni scorsi i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Legnano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini albanesi di 27 e 38 anni, domiciliati a Parabiago e da tempo presenti sul territorio italiano. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

    L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa, sviluppata anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, che ha permesso agli inquirenti di ricostruire un’intensa rete di traffico di cocaina. In particolare, tra aprile e giugno 2024, i due indagati avrebbero gestito la distribuzione di oltre ventimila dosi di stupefacente, attraverso numerose cessioni nei comuni di Canegrate, Parabiago e San Giorgio su Legnano.

    Secondo quanto emerso, il sistema di spaccio si articolava in incontri rapidi lungo le strade urbane, con scambi veloci destinati a rifornire il mercato locale. Le forniture, spesso di ingenti quantitativi, venivano poi smistate per la vendita al dettaglio, alimentando un giro d’affari stimato in oltre 700 mila euro.

    Nell’ambito della stessa indagine, altri due uomini, anch’essi di nazionalità albanese, sono stati raggiunti da una misura meno afflittiva: per loro è stato disposto l’obbligo di firma, in quanto ritenuti coinvolti a vario titolo nella medesima attività di spaccio insieme ai due connazionali arrestati.

    L’operazione rappresenta un ulteriore intervento delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di droga nell’area dell’Alto Milanese.

  • Boffalora Ticino, Sindaco Doniselli: “Sbarra in via XXV Aprile necessaria per la tutela dell’arcata storica”

    Boffalora Ticino, Sindaco Doniselli: “Sbarra in via XXV Aprile necessaria per la tutela dell’arcata storica”

    Riceviamo e pubblichiamo dal Sindaco di Boffalora sopra Ticino Sabina Doniselli:

    La sbarra posizionata in via XXV Aprile che limita il transito ai mezzi superiori ai 2,50 metri di altezza non è stata installata casualmente, ma rappresenta una misura necessaria per la tutela dell’arcata storica situata nelle vicinanze del ponte sul Naviglio, un bene di grande valore per il nostro patrimonio.

    Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un aumento significativo di camion che, ignorando le limitazioni, andavano a urtare la sbarra posizionata a protezione dell’arcata, causando danni ripetuti alla struttura storica. Tali episodi hanno comportato interventi di restauro frequenti e particolarmente onerosi per la proprietà, con un impatto economico e conservativo rilevante.

    La decisione di posizionare la sbarra prima dell’accesso al centro storico nasce proprio dall’esigenza di prevenire questi danneggiamenti, bloccando per tempo i mezzi non idonei ed evitando che raggiungano un punto così delicato.

    Per quanto riguarda le caratteristiche della sbarra e le modalità di installazione, si precisa che sono state definite nel pieno rispetto delle normative vigenti e del Codice della Strada, garantendo quindi sia la sicurezza sia la legittimità dell’intervento.
    Si segnala inoltre che le telecamere installate nelle vicinanze consentono di individuare con precisione i responsabili degli eventuali urti, ai quali vengono conseguentemente addebitati i costi degli interventi di riparazione e di eventuale nuova installazione, oltre all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.

    Si osserva come l’attenzione si sia concentrata su alcuni episodi recenti, mentre in passato si sono verificati numerosi urti ben più gravi direttamente contro l’arcata sotto il portico, con conseguenze rilevanti.

    Il nostro obiettivo rimane tutelare il patrimonio storico del paese garantendo al contempo sicurezza e rispetto delle regole.

  • Processo Hydra, il pentito Pace: “Messina Denaro incontrava Parrino ad Abbiategrasso nello studio dell’avvocato”

    Processo Hydra, il pentito Pace: “Messina Denaro incontrava Parrino ad Abbiategrasso nello studio dell’avvocato”

    Si è svolta oggi, nell’aula bunker di piazza Filangieri a Milano, la prima udienza del maxi processo Hydra, scaturito da un’indagine che ha rivelato la presenza di una collaborazione tra Camorra, Cosa nostra e ’ndrangheta attiva in Lombardia. L’evento rappresenta un passaggio particolarmente rilevante sul piano giudiziario, ma anche un’occasione importante per richiamare l’attenzione pubblica sulla crescente infiltrazione mafiosa nel territorio lombardo. In due distinti interrogatori avvenuti nel febbraio 2026 in località protette, Gioacchino Amico e Bernardo Pace hanno formalizzato la propria volontà di collaborare pienamente con la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

    Il 3 febbraio 2026, Gioacchino Amico, originario di Canicattì, è comparso davanti ai Sostituti Procuratori Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Amico, con un passato da coordinatore cittadino per un movimento politico locale, ha avviato l’iter di collaborazione. Durante l’interrogatorio, ha confermato di voler riferire tutto quanto a sua conoscenza, sia in merito ai fatti già contestatigli nel procedimento Hydra, sia su ulteriori vicende non ancora emerse. Poche settimane dopo, è stata la volta di Bernardo Pace, 61 anni, trapanese di nascita ma attivo in Lombardia come imprenditore. Pace, soprannominato “Dino” e già detenuto per altra causa, ha richiesto il colloquio tramite il suo legale per manifestare la medesima intenzione di collaborare “in toto” con gli inquirenti.

    Nonostante abbia dichiarato di non possedere titoli di studio e di essere nullatenente, la sua posizione nel panorama investigativo milanese è ritenuta di rilievo, come testimoniato dalla recente sentenza di abbreviato emessa dal GUP di Milano nel gennaio 2026. Pace, condannato a 14 anni e 4 mesi nel processo Hydra, si è tolto la vita martedì nel carcere di Torino. E’ proprio Pace a parlare di incontri tra Errante Parrino e Matteo Messina Denaro nello studio dell’avvocato Bosco di Abbiategrasso. Pur confermando tali riunioni Pace ha però affermato di non essere mai venuto a conoscenza di cosa si parlasse in tali incontri. Pace ha anche spiegato che l’allora latitante Matteo Messina Denaro comunicava con Paolo Errante Parrino tramite videochiamate con la sorella usando messaggi in codice. L’avvocato Roberto Grittini, che oggi difende Errante Parrino, ha così commentato: “Spiace umanamente che un uomo, Bernardo Pace, sia morto in circostanze così tragiche. Tuttavia ritengo le sue propalazioni piuttosto stravaganti”.

  • Boffalora Ticino, la sbarra ‘anti camion’ diventa un caso, Ranzini: “E’ una cosa folle”

    Boffalora Ticino, la sbarra ‘anti camion’ diventa un caso, Ranzini: “E’ una cosa folle”

    A Boffalora sopra Ticino la sbarra “blocca camion” installata lo scorso novembre per impedire il passaggio dei mezzi superiori ai 2,5 metri verso il ponte sul Naviglio Grande, fa discutere non poco. Un intervento nato con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e preservare la viabilità locale, ma che, nei fatti, sembra già aver mostrato tutti i suoi limiti. La struttura, infatti, è stata demolita per ben tre volte in pochi mesi, l’ultima proprio l’altro giorno. Un dato che solleva più di un interrogativo sull’efficacia e sulla resistenza dell’opera, oltre che sulla reale capacità di prevenire il transito dei veicoli troppo alti.

    A esprimere forte perplessità è Andrea Ranzini, cittadino boffalorese già impegnato in passato nel centrosinistra. “È una cosa folle quella sbarra – commenta – qualcuno potrebbe anche farsi male e allora chi ne risponderebbe?”. Ranzini punta il dito non solo contro la fragilità della struttura, ma anche contro i rischi potenziali per la sicurezza: “Abbiamo visto, dati alla mano, che non ha una grande resistenza. Dopo pochi giorni dalla sistemazione viene regolarmente abbattuta. Forse comincerei a pensare che c’è qualcosa che non va”.

    La vicenda riapre quindi il dibattito sull’utilità dell’intervento e sulla necessità di trovare soluzioni più efficaci e durature per regolamentare il traffico in una zona delicata come quella del ponte sul Naviglio Grande. Nel frattempo, resta il problema concreto: una barriera che dovrebbe proteggere, ma che continua a cedere, trasformandosi essa stessa in possibile fonte di pericolo.