Autore: Graziano Masperi

  • Magenta, concerto di Natale nella basilica di San Martino per il restauro dell’Assunta: appuntamento sabato 2 dicembre

    Magenta, concerto di Natale nella basilica di San Martino per il restauro dell’Assunta: appuntamento sabato 2 dicembre

    Si terrà sabato 2 dicembre alle 21 nella basilica di San Martino il concerto di natale a scopo benefico per il restauro della chiesa dell’Assunta. Il programma è denso e l’evento è imperdibile considerando il calibro dei partecipanti di fama mondiale. Si comincia con il Te Deum per continuare con O mio Signor e l’Ave Maria di Schubert.

    La serata continuerà con tantissime altri pezzi di grandissimo livello. Comporranno il gruppo concertistico Kiyomi Higaki all’organo, Takayuki Kiryu alla tromba, Akiko Koga soprano leggero, Raffaella Lee soprano, Vito Martino tenore, Giorgio Valerio baritono, Fabio Moretti direttore del coro, Emiko Kubota soprano.

  • Infortunio sul lavoro alla Lindt di Magenta: 20enne trasferito al pronto soccorso in codice giallo

    Infortunio sul lavoro alla Lindt di Magenta: 20enne trasferito al pronto soccorso in codice giallo

    Incidente sul lavoro questa mattina alla Lindt di strada Boffalora a Magenta. Verso le 8.30 sono giunti sul posto i vigili del fuoco di Inveruno e Legnano, insieme ad un equipaggio della Croce Bianca e all’autoinfermieristica con il codice rosso.

    Dalle prime informazioni un ragazzo di 20 anni avrebbe subito un grave trauma al piede. E’ stato stabilizzato per essere trasferito al pronto soccorso con il codice giallo. Purtgroppo, dalle prime informazioni, il piede del ragazzo è stato amputato all’ospedale di Legnano. Seguiranno ulteriori informazioni

    Lo spaccio Lindt ha aperto ufficialmente la realtà aziendale nel dicembre 2015 all’interno dell’area ex Saffa.Qui si possni acquistare più di 1.000 prodotti differenti, sia Lindt che Caffarel, e anche l’inimitabile Gianduia 1865, che proprio nel 2015 ha celebrato il 150° anniversario dalla sua nascita.

  • Presentati i lavori di consolidamento del loggiato della Canonica di Bernate Ticino, uno degli edifici più ammirati del territorio

    Presentati i lavori di consolidamento del loggiato della Canonica di Bernate Ticino, uno degli edifici più ammirati del territorio

    La Canonica di Bernate Ticino è un bene di inestimabile valore che riguarda tutta la nazione e non solo il piccolo comune sul Naviglio Grande.

    Venerdì sera sono stati presentati i lavori di consolidamento del loggiato con don Germano Tonon, parroco di Bernate Ticino, Mariapia Colombo, sindaco a Bernate e il dotto. Gian Paolo Leoncini, consigliere della Fondazione Canonica di Bernate Ticino.

    “Questa sera, abbiamo presentato l’ultima tranche dei lavori di recupero e valorizzazione della Canonica. – ha commentato Leoncini – Opera artistica e storica è precedente all’anno mille quando venne costruita su un’antica chiesa pagana che poi è cresciuta con una cripta e una chiesa diventando cristiana”.

    Il punto di svolta fu nel 1185 quando Papa Urbano III Crivelli di Cuggiono diventato proprietario dell’area creò la Canonica, struttura ecclesiastica dove si potessero celebrare messe e diffondere la fede cristiana nella zona. Vivevano in canonica dei monaci agostiniani collegati con Roma, autonomi dal vescovo locale. Questo fu l’inizio di una lunga storia che continua ancora oggi. Una struttura bellissima all’interno della quale ci sono opere d’arte importante, come il quadro di Peterzano con una parte attribuita a Caravaggio.

    L’ideatore del lavoro di restauro avvenne con don Angelo Ripamonti, parroco della parrocchia bernatese, e così nel 2012 nacque la fondazione Canonica Bernate Ticino. “Una struttura che necessitava di lavori di restauro che non hanno inciso sul bilancio locale – continua Leoncini – Con l’aiuto di Fondazione Cariplo, e della fondazione Canonica siamo arrivati in fondo. Mancano i lavori di messa in sicurezza al loggiato”.

    Loggiato che dovrà avere un pavimento capace di reggere la portata di tante persone con i lavori che dovrebbero finire nell’estate del prossimo anno. Dal sindaco Mariapia Colombo un commento: “E’ un progetto ambizioso al quale l’amministrazione ha risposto positivamente. E’ un bene che per i bernatesi è molto caro e che vorremmo far conoscere sempre di più. Oltre alla fondazione sono coinvolte, con un ruolo attivo, le associazioni locali”.

    La professoressa Marzia Bognetti dell’associazione Calavas ha aggiunto: “Parteciperemo al progetto del loggiato preparando eventi e visite guidate. Far visitare la Canonica sarà il nostro compito. Ci occuperemo di formare le nuove guide, sia ragazzi che adulti”.

    Oltre alla messa in sicurezza del loggiato approvata dalla soprintendenza c’è la seconda parte con una serie di azioni per far conoscere e riscoprire la Canonica, e prevede la partecipazione attiva dei cittadini che volessero aderire. E’ stato condiviso un piano di interventi che si rivolge a tutti, anche a enti e associazioni esterne a Bernate perché si vuole creare una rete del patrimonio culturale del territorio.

    Anche don Germano, parroco a Bernate, è intervenuto sul recupero della Canonica: “E’ un bene prezioso a disposizione della collettività e non solo della comunità cristiana. Stiamo studiando il progetto per recuperare anche l’antico presbiterio della chiesa medioevale”.

  • Magenta, il 2 dicembre ripartono Cooperativa Rinascita ed ex Ideal: ecco i componenti del consiglio direttivo

    Magenta, il 2 dicembre ripartono Cooperativa Rinascita ed ex Ideal: ecco i componenti del consiglio direttivo

    La Cooperativa Rinascita riparte il 2 dicembre. A tutti gli effetti sarà una gestione diretta che il consiglio direttivo si assume in prima persona controllando e gestendo due spazi ben individuati nel locale di viale Piemonte.

    Il piano terra sarà destinato alle feste, sale prove, spettacoli serali e altro ancor. Uno spazio chiamato green house. Al primo piano ci sarà uno spazio che sarà una sala polifunzionale per eventi musicali, concerti, sfilate di moda, eventi esterni.

    “Ognuno di noi ha un compito ben preciso – ha detto il neo presidente Carlo Acri – che dovrà svolgere. Per noi è importante perché questa è una cooperativa storica riconosciuta da Regione Lombardia come attività sociale”. Nata nel 1954 con la fusione di due cooperative l’attività vera e propria è partita il primo giugno 1956. “Noi ci prefiggiamo di essere un punto di riferimento anche culturale – aggiunge – infatti alcuni soci si occuperanno di tale attività. Per le mostre di pittura, per esempio, intendiamo valorizzare gli artisti locali. Ma di questo parleremo in seguito quando predisporremo un apposito programma. Oltre all’aspetto commerciale è l’attività sociale che ci interessa particolarmente. Senza questo locale la zona in cui ci troviamo è morta e noi ci prefiggiamo di farla tornare quello che era, un locale che ha visto fior di artisti esibirsi e non solo a livello locale”.

    Ecco i componenti del direttivo presieduto da Carlo Acri. Natalia Vignati consigliere, Maria Teresa Oldani vice presidente, Giovanni Esposito consigliere, Francesco Anile consigliere, Natalia Iannone consigliere, Pietro Peloso consigliere, Angelo Terraneo vice presidente, Ezio Valisi consigliere.

  • Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Un automobilista è finito nel fosso adiacente la strada nella frazione di Cascinazza a Robecco sul Naviglio. Il veicolo è stato ritrovato dai passanti, in via fratelli Bandiera, questa mattina verso le 8.

    E’ stato allertato il 118 che ha inviato sul posto un equipaggio della Ata di Zelo, ma nessuno era presente all’interno del veicolo. Giunti sul posto anche i Carabinieri per chiarire l’accaduto. Si presume che il sinistro sia avvenuto nella notte appena trascorsa.

  • Sgarbi ‘benedice’ nuovamente l’arte della corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Biennale di Milano

    Sgarbi ‘benedice’ nuovamente l’arte della corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Biennale di Milano

    Dopo aver esposto a New York, divulgando così uno spaccato dell’arte italiana a livello globale, l’artista ritorna ad esporre in Italia nel capoluogo lombardo. Le sue opere, che sono presenti nel catalogo acquisito della New York Library e nelle principali gallerie del mondo sono ora presenti in una location di prestigio: Palazzo Stampa di Soncino, a pochi passi dal maestoso Duomo di Milano nel fiore all’occhiello dell’arte contemporanea. Si tratta della Biennale di Milano, ovvero I’International Art Meeting presentata da Vittorio Sgarbi, un evento artistico internazionale dal 24 al 28 novembre 2023.

    L’artista utilizza la pietra inerte che nell’opera acquista un anima sua, si ispira alla storia e alla realtà, trasferendo la storia in opera artistica contemporanea cosicché il passato possa continuare ad esistere nel presente portando in sé la sua importanza morale. Questa mostra ha quindi uno spirito libero e cosmopolita come, infatti, dichiarato da Vittorio Sgarbi: “Si propone di concorrere alla maggiore conoscenza del grande patrimonio artistico che l’Italia possiede, in modo da suscitare su di esso la giusta e meritata considerazione in ambito mondiale. Un patrimonio di cui andare fieri e orgogliosi e perciò da tutelare e conservare con cura”.

    Tantissimi gli illustri ospiti presenti alla Kermesse tra cui: Console della Norvegia Barbara Rossi, Console Generale della Polonia e della Russia, Giulio Alberoni, Edoardo Raspelli giornalista, Don Franco della Curia Duomo di Milano, Luciano Simonelli, Giada Eva Elisa Tarantino, Pino Farinotti, Daniela Testori, Massimo Ciaccio, Maria Lorena Franchi, Filippo Vitta Zelman, Franco Margari, Dona’delle Rose, Dott. Franco(Service di grandi nomi),Maria Lorena Franchi.

    La mostra ha il contributo di Vittorio Sgarbi, storico e critico d’arte, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Paolo Liguori, direttore TGCOM 24,Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore e reporter, Giuseppe Cruciani (nella foto in evidenza), giornalista, Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale di D’Annunzio, Mattia Carlin, vice presidente Consoli Italiani, Massimo Giletti, conduttore televisivo, Alessandro Sallusti direttore Il Giornale, Silvana Giacobini, scrittrice e direttrice di “Chi”, Cristina Cattaneo giornalista, Katia Ricciarelli, soprano internazionale, Jean Blanchaert, critico d’arte, Piero Chiambretti, conduttore televisivo, il cantante Morgan, Pippo Franco, attore e presentatore, Marco Columbro, conduttore televisivo, Alviero Martini, stilista internazionale, l’attrice Marzia Risaliti, Mario Luzzati Fegiz, critico musicale Corriere della Sera, Tony Capuozzo giornalista, Maria Rita Parsi, scrittrice, Yari Carrisi Power polistrumentista, Claudia Pavone, soprano, Carolyn Smith, Alessandro Meluzzi, opinionista televisivo, Maria Lorena Franchi curatrice d’arte di Montecarlo, Alda Urbani gia’Ass. alla Cultura e Senatrice.

  • Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Era il mese di settembre del 2019 quando gli investigatori che indagavano sul caso irrisolto dell’abbiatense Marco Perini pensavano di essere arrivati, finalmente, alla pista giusta. Assassinato nel mese di maggio del 2000 il responsabile o i responsabili del delitto sono rimasti sempre senza nome. Finchè Giulia S., figlia di Ekrem, famiglia nomade che dimorava nei pressi dell’abitazione di Perini, dichiarava di sapere chi fossero gli assassini. Indicandoli nei tre fratelli del padre. Le indagini successive nei loro confronti (gli indagati sono poi diventati due, Franko S. e Safet. S. bosniaci, per il decesso di uno di loro), purtroppo, non hanno portato a nulla di concreto. Tre fratelli nomadi sono stati sentiti dagli investigatori, così come Chiara Maria S., Giulia S., Walter S. e il loro padre Ekrem.

    Le due donne hanno clamorosamente ritrattato. Giulia ha detto agli investigatori che la sorella aveva mentito facendo crollare così il castello che ormai si era creato. La stessa le aveva confessato di avere raccontato una menzogna, sia a lei che alle forze dell’ordine.
    Anche la stessa Giulia avrebbe all’epoca mentito alla polizia giudiziaria al solo fine di vendicarsi con Safet per avere lo stesso tradito e violentato Chiara e per avere in più occasioni percosso e maltrattato la loro madre.

    Chiara sosteneva di avere inventato tutto di sana pianta al solo fine di vendicarsi con Safet. Tuttavia ora non poteva più reiterare la menzogna perché adesso aveva una figlia e non voleva metterla nei guai. Naturalmente per Chiara è scattato il deferimento per le dichiarazioni false rese nel 2020. Gli inquirenti hanno ascoltato il padre dei tre fratelli che si dichiarava del tutto estraneo ai fatti. Hanno tentato di rintracciare un altro uomo più volte citato nel corso delle sommarie informazioni, ma non è mai stato rintracciato. Ne in Italia ne in Francia dove si pensava si trovasse. Gli investigatori non hanno mollato la presa e hanno cercato un’altra strategia stimolando alcune delle persone più vicine a Safet. Venivano ascoltate quattro persone, ma senza successo. Hanno fatto un ultimo tentativo ascoltando i fratelli S. in qualità di indagati.

    Safet e Franko sono stati convocati nel mese di maggio di quest’anno per essere sottoposti ad interrogatorio. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e anche quel tentativo è andato a vuoto perché perfino dalle intercettazioni non è emerso nulla. E così considerato che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentivano di formulare una ragionevole previsione di condanna il sostituto Chiara Giuiusa ha chiesto al gip presso il tribunale di Pavia di disporre l’archiviazione.

  • L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    Sette mesi e mezzo a San Vittore. Lui è un ragazzo del territorio del magentino, che vuole rimanere anonimo e desidera raccontare la sua esperienza nel carcere milanese. Oggi è ai domiciliari. Venne arrestato il 15 novembre dello scorso anno. Di quel giorno i ricordi sono terribili e non potranno mai andarsene. “E’ venuto a prendermi il comandante dei Carabinieri di Magenta, maresciallo Massimo Simone. Sono stato portato dapprima ad Abbiategrasso per le formalità di rito, impronte, foto, altezza per poi tornare a Magenta. Mi dicono che mi dovevano mettere le manette, era la procedura”. Arriva a San Vittore e l’impatto è devastante. Viene messo in una cella di quattro metri per tre con 5 nordafricani.

    “Non c’era dialogo tra di noi. Ricordo che i Carabinieri mi avevano regalato del tabacco e gli altri detenuti me lo hanno rubato tutto”. Cominciano i colloqui con gli educatori e per il magentino si rivelano una fortuna. Ha esperienza a contatto con la gente e viene visto di buon occhio. “Comincio ad entrare in una commissione – racconta – Mi piaceva, mi era stato affidato l’incarico nell’ambito del Cineforum. Insieme al bibliotecario era stata creata una lista di film e io selezionavo i detenuti che potevano assistere alle proiezioni”. Il giovane ha trascorso il Natale e la Pasqua a San Vittore. Un carcere dove si tengono corsi di italiano per stranieri, corsi di inglese, si può persino ottenere il diploma da Oss.

    Al di là di questi aspetti positivi, la casa circondariale di San Vittore è durissima per tutti. Una palestra di criminalità dove si trasmettono le tecniche per commettere una truffa o una rapina. I detenuti vengono sistemati nei vari raggi, ci sono le persone con problemi psichiatrici e i tantissimi che sono finiti dentro per spaccio. Sono quasi tutti marocchini o egiziani. L’ottanta per cento dei detenuti di San Vittore, forse di più, sono nordafricani.

    “E poi abbiamo le nostre spese – continua – in un mese arrivavo a spendere 400 euro, mentre quello che facevo io era tutto volontariato”. Oggi il ragazzo sta continuando a scontare la sua pena ai domiciliari in una città diversa da Magenta. Ma se dovesse dire se è meglio scontarla a casa o in carcere, non ha dubbi: “Meglio in carcere. Lì se hai un mazzo di carte puoi trovare qualcuno che gioca con te. A casa sei da solo”.

  • Stage Pro Fighting per Aicit Magenta, sport e solidarietà vanno a braccetto

    Stage Pro Fighting per Aicit Magenta, sport e solidarietà vanno a braccetto

    Si è svolto questa mattina nella palestra di via Caracciolo a Magenta lo stage organizzato da Pro Fighting Magenta il cui ricavato verrà devoluto ad Aicit Magenta. Stefano Pirovano, insieme agli altri membri della Pro Finghting hanno pensato, ad un’associazione locale molto conosciuta e stimata. All’evento ha partecipato il professionista Marco Antognaccetti che abbiamo conosciuto. Sportivo vero e appassionato, con il volto da duro, ma con il cuore grandissimo.

    “Marco avrebbe dovuto ricevere un compenso come rimborso spese per questo evento – ha spiegato Pirovano – in realtà ha voluto che venisse destinato in beneficenza. L’idea è partita proprio da lui e direi che si merita un grande applauso”. Lo steso Marco ha ricordato che soltanto poco tempo fa avevano destinato una somma, pari a circa 1400 euro al reparto pediatrico dell’ospedale di Brescia. Soldi raccolti tra stage e donazioni. “Penso che capisci l’importanza di associazioni come questa quando vivi direttamente il problema – ha detto – da parte mia sapere che attraverso lo sport si può fare anche del bene è la cosa più gratificante”.

    Presenti quest’oggi i consiglieri del direttivo Tommaso Ausili e Giuseppe Garanzini. “Ringraziamo la Pro Fighting per quanto detto – affermano – e Marco. Il nostro servizio è rivolto ad aiutare i pazienti oncologici che trasportiamo quotidianamente da Magenta all’ospedale San Raffaele per le terapie radianti. Facciamo anche donazioni di materiale all’ospedale piuttosto che agli enti che ne hanno necessità e attività informativa sul territorio. Ci sovvenzioniamo con il 5 per mille o con eventi come questo. Il nostro ringraziamento a tutti voi”.

  • Anche Magenta presente a Palazzo Bovara per i cento anni di vita del Rotary Milano

    Anche Magenta presente a Palazzo Bovara per i cento anni di vita del Rotary Milano

    A Palazzo Bovara, presso la sala delle colonne di corso Venezia è andato in scena sabato sera il cocktail party per il secolo di vita del Rotary Milano. E’ il più antico in Italia essendo nato nel 1923. Per il Rotary Magenta erano presenti Lorenza ‘Windsor’ Castiglioni. Luca Parazzini, Pietro Bonfiglio, Raffaella Cav. Mastaglia insieme al presidente Andrea Ranzini.

    Un evento di prestigio che ha avuto il suo prologo venerdì sera il concerto in Duomo al quale hanno preso parte, sempre per il Rotary Magenta, Paolo Grassi, la signora Viviana ed Edoardo Baronchelli.