Autore: Massimo Moletti

  • Faccia da ludopatia. A cura di Max Moletti

    Faccia da ludopatia. A cura di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, in un servizio fotografico fatto nella splendida Milano mi è venuto in mente di fare un video Zona Corso Como pieno centro.
    Sono con il fotografo Donato Veneri e la bravissima attrice Valentina Aceto … Abbiamo fatto insieme un video virale per un noto brand e ci siamo ritrovati in questo servizio leggero Lei non ha ricevuto il pagamento!!!! Io si !!! E da un po’ di tempo Le dico di telefonare subito; il pagamento è stato fatto ma su iban sbagliato. Mi scatta la scintilla; video simpatico
    Tiro subito fuori i nuovi microfoni presi in offerta su un sito noto per i grandi affari in line
    Donato da fotografo diventa operatore e scatta la scenetta ; un padre riceve il pagamento della figlia sul suo conto
    Non dice nulla e gioca tutto !!! Una scena simpatica per fare capire che quando una persona ha il demone non ha più una scala dei valori reali e giusti. Ho visto persone giocarsi tutto pure le mutande sporche
    Un verme che uccide ogni difesa dalla dignità. Molto spesso non se ne parla abbastanza o con sufficienza

    Lo Stato è molto spesso complice e boia per aver creato una filiera della disperazione.
    La tassa sulla speranza; ignoranza ! Molto spesso mettere sul tragico porta all’ auto difesa o allo spostare il problema. Molto spesso si resta in silenzio e non si pensa; vivendo nella speranza
    Io ho sempre usato ,molto spesso creandomi nemici; l’ironia.

    Una scenetta dove il padre non ha nessun pentimento perché preso dal suo tormento mentre la figlia cerca di farlo ragionare portando la realtà nel suo cuore. Ma quando giochi non hai più testa nè cervello ; il tuo unico amore è l’ adrenalina e foga nella tensione. Portare in rete questo video è un modo per fare ridere di un problema. Perché molto spesso una risata fa capire più di 100 pistolotti o sermoni.

    Sentirsi ridicolo fa riflettere più di ogni altra situazione; la sana e semplice vergogna.
    La realtà cruda e vera ma sincera …può dare molto di più al cambiamento. Ridere fa bene al sangue e alle finanze. In un Paese dove questo problema porta solo povertà e disperazione…con un unico vincitore: lo Stato e qualche privato.

    Una marea di soldi che potrebbe essere investita in altre attività più giuste e decorose per i nostri borghi, cittadine e città. Spero di trovare appoggi per questa iniziativa video che potrà mettere in risalto con forza una situazione tenuta molto spesso nascosta.

    Buona visione con la speranza di truccare; attori e attrici e tutti il resto ; soprattutto sponsor …
    Con i soldi buttati via nel giogo potrei dare un Titanic. Molto spesso vediamo solo la punta dell’iceberg mentre la nave affonda nei debiti.
    Non chiedere mai perché uno gioca. Non chiedere mai perché non smette.

    Mettere in risalto il problema crudo e semplice può render il problema più facile da capire

    GUARDA IL VIDEO:

  • Faccia da Trump; no bel…. ma sempre uno di noi

    Faccia da Trump; no bel…. ma sempre uno di noi

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, un premio Nobel ….Il massimo riconoscimento per ogni categoria. Una patente di stima e prestigio. Un grande fiore all’occhiello di una carriera.
    Una fortuna di cui coltivare un orto di occasioni. La vita ti darà sempre un credito
    Una spinta per le prossime volte. Ma c’è pure un premio che molti di noi hanno; no bel detto in dialetto
    Ovvero ; no bello.

    Vuole dire che non piaci; non sei nella manica giusta. Trump no bel perché non piace. È il simbolo della nostra sfida al nulla per vivere. Un premio a lui è come un premio a noi. Una riconoscenza che non ci saranno mai per noi che non siamo simpatici. Non possiamo avere riconosciuti i nostri meriti. Anzi molto spesso sono demeriti. Sminuiti anzi ridicolizzato o non considerati
    Cerchiamo di fare e proporre.

    Mettiamo la nostra praticità per fare piacere agli altri. Ma non siamo nel gruppo degli eletti
    Un giorno un uomo mi aveva fatto i complimenti per un servizio fatto ma l’eco del saggio riporto tutto a posto. Navigheremo senza essere profeti in patria. In un villaggio globale ed eterno provincialismo del bene. La cosa più brutta e che mettono contro e ti mettono contro persone e situazioni.

    Nessuno considera !!! Ma piuttosto di non dare un riconoscimento a te lo danno a chi non hanno mai considerato. Un affronto che porterebbe una caduta di stile. Pure nelle scelte contro di te si dimostrano abili. Come il peccato originale che non sai di avere commesso; criticare e ostacolare il sapere assoluto. Riuscire dove loro hanno fallito o neanche tentato.

    Dove hanno detto che riusciranno o di avercela fatta. Squillo di tromba per le proteste e annunci e silenzio per i tuoi risultati e trionfi. No bel !!! Un premio che mi accomuna col grande Trump.

    La cosa più brutta di queste situazioni sono tre: la prima che non ti daranno mai l’onore delle armi
    La seconda che non vogliono farti ricordare. La terza che vogliono dimenticarti.

    Ma la cosa più importante; tutte queste figure ti danno la forza di andare avanti così fatti

    Perché ci sono due tipi di persone: quelli che hanno tutto dovuto e chi non ha nulla di regalato.
    No bel ma si fat…parleranno i fatti .. Alla fine i premi perderanno valore se hanno un solo scopo.
    Anzi due: premiare gli amici e punire i nemici. Forza Donald …uno di noi. Meglio non avere nulla in regalo così non avrai mai nessuno da ringraziare”.

    Massimo Moletti

  • Una società dove non si deve più ridere. Di Max Moletti

    Una società dove non si deve più ridere. Di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, nel nome della rosa lo avevano già scritto.
    Anche se molti non hanno visto questo film avvincente. Ridere fa male; abbonda sulla bocca degli stolti
    Si! Poco furbi; ridere farà buon sangue …. amaro. Perché in una società integralista religiosa, bisogna soffrire, lamentarsi e accusare. Trovare un nemico a tutti i costi !!!! Troverai in grande tesoro.
    Non abbandonare un nemico; puoi tradire tuo marito ma non il tuo nemico. L’amore passa ma l’odio è per sempre perché tiene unita la gente. Un pianto sincero e pieno di commozione per una scelta giusta non ha parole.

    La persona felice e positiva va bene solo nel depliant o in pubblicità; forse neanche più lì ormai.

    La cosa peggiore oltre ad essere tacciati di fascismo o razzismo??? Superficiale ed indifferente.
    I grandi problemi del mondo devono entrare in ogni nostro sfogo di giornata. Il cambiamento globale, diritti e lotte per la società più giusta. Mentre magari il tuo vicino muore di fame in silenzio.

    I piccoli gesti in silenzio non fanno notizia poi se non ti lamenti e accusi figurati.
    Sono bravo, sono stressato, sono impegnato … Chiedimi se sono felice ???
    La gente porta in giro le proprie ferite come Gesù Cristo la croce … Tutti questi nuovi martiri laici lottano come apostoli del buco creato dalle nostre colpe.

    Ma se non trovi un nemico da offendere, sbeffeggiare, oltraggiare ma soprattutto odiare …come fai?
    Tre fatti vorrei raccontare …
    Un tipo mi chiama ancora col nomignolo delle superiori; Una prof mi ricorda ancora l’interrogazione poco brillante. E un’ altra persona ha dopo 35 anni un misto di sbeffeggio,odio e oltraggio nei miei confronti.

    Bisogna essere meno lunghi nel giudizio come quello sti paladini contro i loro avversari; pardon nemici giurati

    Forse con questo pezzo mi sono giocato i favori da qui all’eternità in ambiente sempre più a senso unico Ma in effetti non sono credibile. Neppure da infartato …rido troppo …un grande peccato in un paese che sta diventando sempre più integralista del nulla”.

    Massimo Moletti

  • Faccia da Grande Fratello …il ‘trash’ che uccide la TV gia` morta

    Faccia da Grande Fratello …il ‘trash’ che uccide la TV gia` morta

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, voglio confessare !!!tutte le mie colpe di provini e casting. Ho fatto una no due no tre ma sette volte, ben sette volte il casting per entrare al Grande Fratello !! Diventare famoso a fare niente, era un bel serpente sulla pianta del pomo dello spettacolo. La tentazione era tanta e pure la partecipazione di ragazze da conoscere e conquistare. Io ci credevo??? Mi illudevo come posso non essere scelto tra il nulla ??

    Erano gli anni d`oro della TV che stava suonando l`agonia, ma viaggiava di grandi numeri e i locali da ballo erano la svolta d`uscita per i reduci. La casa !!! era il luogo dove poter coltivare tra una litigata e un perizoma qualche topless e amore sincero o in luce di riflettori. Giornali e riviste e serate in discoteca popolavano le successive iniziative degli inquilini.

    Giravano tante leggende e voci e pure i casting erano diventati degli eventi di spettacolo; siate voi stessi. Consigli di vita tra i consigli per gli acquisti.

    Che bella la TV di una volta: intanto tra talent e reality, non puoi non vederlo. La TV perdeva il suo ruolo di intrattenimento e viveva di emozioni finte e drogate fino allo sfinimento. Erano gli anni 2000 l`inizio di una nuova era perché stava cambiando il mondo e noi non ne eravamo consapevoli.

    Il sito: il candidato che era un arcaico social cercava nuovi inquilini …
    Certo, con i tempi che corrono di occupatori abusivi o morosi non so quanto possa essere ancora utile un Grande Fratello. Non ho sentito di casting ne ho visto serate provino tra un veste Prada e un Giorgio Armani … La TV sta andando ad annegare o finendo il treno dei social, perché non ha più senso fare un reality 24 su 24 …ormai siamo tutti connessi 24 ore al giorno.

    Forse, sperano nell`effetto che porta in auge San Remo …la critica in gruppo o la mania e la voglia irresistibile di commentare e criticare. Cinque punti che fanno capire o evincere di poca connessione col tempo. Primo i numeri della TV si assottigliano sempre più. Secondo le ragazze sono sempre in perizoma sul web.

    Terzo ormai non ci piace più vedere litigare, ma essere noi i cattivi litigiosi …in prima persona su facebook. Quarto è un programma da vecchi per un mezzo vecchio che bada al risparmio. Quinto, i locali sono morti e sepolti o in cattive condizioni.

    Questa TV che per stare in piedi si butta sul risparmio insicuro è come l`uomo che si muove per annegare in un litro di fango. Come 20 anni fa si gridava alla TV spazzatura e trash …per poi andare avanti con questo andazzo. Anche perché chi gridava al lupo era il lupo stesso.

    Certo ultime tre cose: la D`Urso era trash ???? e rifai Grande Fratello e altri programmi affini? Secondo, ormai la TV é per vecchi, fatta da vecchi, ogni giorno va al cimitero o allo ospizio un cliente.

    Terzo Mediaset canta tanta gloria, ma più che pubblicità interrotta dai programmi non fa. Unica salvezza le repliche di un tempo che non tornerà` più. Non chiedere mai se hai fatto il casting del Grande Fratello. Non chiedere mai se hai guardato il Grande Fratello. Lo guardi ancora …allora il web è proprio peggio della realtà”.

    Massimo Moletti

  • Faccia da Christian e quegli anni ’80 leggeri. Di Max Moletti

    Faccia da Christian e quegli anni ’80 leggeri. Di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, nella mia vita ho conosciuto molti personaggi famosi
    Molto intervistati, altri no. Forse, le mie forze non erano all’altezza del personaggio.
    Forse non c’è stata la giusta occasione. La morte del cantante Christian è un po’ un ritorno ai ricordi degli anni ’80 spensierati e all’ inizio del mondo dello spettacolo.

    Le TV private nascevano e prosperavano, noi giovani eravamo fantastici davanti alla TV. Consigli per gli acquisti. I San Remo erano rampanti e intriganti.

    Le nostre madri non in perizoma come oggi e mamme a tempo pieno avevano tra telenovele e lavoro i propri idoli. Christian era un bell’uomo sempre elegante e raffinato. Cantava il canto leggero e amorevole
    Cara !!! La prima sera … A la scuola .. Daniela ..un’altra vita in altro amore ti darò.
    Aria e musica c’era nelle nostre giornate piene di speranza.

    Canterai a San Remo come Christian; in TV sono andato ma non per il canto e i miei capelli.
    Un uomo che aveva la fama del Julio Iglesias italiano ma lui aveva una sua storia.
    Amore! Ultima volta al festival del 1990 dove l’Italia era al massimo del proprio albore e onore.
    Tempi da anni ’80 dove per fare felice la mamma gli regalai l’album del suo cantante anche se non aveva tempo per sentirlo. Non sono mai riuscito ad intervistarlo; non abbiamo mai avuto l’occasione.

    Quella bambina è diventata donna come le sue fans ; donne e madri magari pure nonne.
    Anche quando non era più presente come negli anni ’80 mettevo su le sue canzoni per fare pace o chiedere piaceri a mia madre. Poi you tube mi permetteva di metterle direttamente dallo smartphone.
    Era un bel omm diceva la mia mamma. Perché per mia madre era sempre quello: un uomo elegante e piacente.
    Lo vedeva sempre con quegli occhi di una donna che ripensa al suo vecchio amore impossibile o immaginario. Passavano gli anni ma per lei restava sempre giovane. Forse in quei momenti io ritornavo bambino o ragazzino …Un altro pezzo della mia giovinezza che vola in cielo.

    Caro Christian, troverai tante tue amiche e fans: adesso canta sempre per loro le tue canzoni.
    Hai regalato leggerezza e speranza …Troverai anche la mia mamma per lei canta; aria e musica
    Oggi che l’aria è pesante e la musica liquida.

    La tua figura resterà sempre nell’immaginario collettivo di noi ragazzi anni’80 come il fidanzato della mamma morganaticamente o immaginario”.

    Massimo Moletti

  • Faccia da Claudia, c’erano una volta le dive. A cura di Max Moletti

    Faccia da Claudia, c’erano una volta le dive. A cura di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, ogni giorno dobbiamo sentire il vento che passa sulla nostra vita. Dobbiamo essere orgogliosi di avere avuto grandi personaggi. Italia di terra bella uguale ….cantava Mino Reitano.
    Le belle italiane hanno dominato e conquistato il mondo. Ah, il nostro paese ha rappresentato la vita, la società, il bel canto, le belle donne, l’arte.
    Cos’era questo ??? Il bel Paese. Oggi !!! Il Paese è arrabbiato e diviso.
    Le dive di un tempo che i nostri genitori ci hanno donato come un regalo prezioso da non mettere in soffitta. C’era una volta l’Italia che dominava il mondo. Forse, torneranno quei bei tempi. La Repubblica del bidet. Il Mondo non capisce. Noi che abbiamo subito lezioni di esterofilia e sudditanza verso il mondo.

    Tutto erano davanti a noi ??? Nessuno è più grande di noi. Claudia ci lascia senza averci avvertito.
    Forse, perché la sua discrezione era solo inferiore alla sua presenza scenica. Mai nessuna attrice riempiva tutto come lei. Simbolo di un Paese eclettico e polifunzionale, ma soprattutto cosmopolita no genuflesso. Resteranno le foto, i film e tutti i premi.

    Partiamo da quello che questo Paese è riuscito a fare in tutti i campi. Portiamo al livello attuale.
    Per molti era la malattia !!! Altri la cura. Poi tutti a piangere Claudia ma non quel periodo d’oro.
    Perché ora ??? Non bisogna essere pessimisti ma pur realisti.
    Dobbiamo essere sognatori come i giovani dell’epoca quando sognavano la Cardinale.
    Perché questa donna ha fatto battere il cuore e molto altro a tanti uomini. Un rispetto e sana reverenza nei suoi confronti. Quello che non esiste più: il tributo dell’arte e dei risultati.
    Bella Italia ; ok Italia . C’era una volta l’Italia.
    Tranquilli; domani sarà un’altra giornata peggiore di questa.

    In un Paese che non sa più staccarsi di dosso la rabbia e la spocchia del professore di provincia.”

    Massimo Moletti

    (*foto credit ANSA)

  • Faccia da Ceranza! Di Max Moletti

    Faccia da Ceranza! Di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, c’era un tempo dove noi Ceranesi trasformavano ogni termine americano in dialetto. Continuiamo questa tradizione… prima di andare al museo dei nativi Ceranesi. Così oggi per stare sull’attuale, trasporto il termine molto in voga di Maranza in Ceranza…

    Una nuova generazione di abitanti quasi sempre non imputabili, che scorrazzano per le vie del borgo.
    Sporcano, ruttano, mangiano e lasciano resti chimici in giro per il paese come se niente fosse.

    Fumano in tenera età ma questo fa parte del progresso. Il lancio della ciabatta o il pallone per la piazza è la loro cultura. Dove sono i genitori?? Saranno tutti lavoratori che si spaccano la schiena …magari a pregare per un futuro migliore. Bello il tempo dove bastava dire: guarda che lo dico a tuo papà. Oggi se ti va bene, ti becchi un bel: ‘fatti i c…. Tuoi’. Forse, pure un bel cazzotto o piede nelle terga. Molto spesso abbiamo pure la paura di parlare e denunciare certi fatti e dire certe frasi.

    Io però voglio raccontare un episodio che mi è accaduto. Questo non segna solo la loro prepotenza e cafoneria ma pure un po’ di ignoranza. Tornando a casa dal mio giretto per abbassare la glicemia sono stato circondato da un gruppo di minorenni. Ciao, c’hai 10 euro??? Ogni persona può essere recuperata ma non miracolata…

    ‘Vieni a chiedere 10 euro a mia???? Ma neppure in banca li tengo !!!’ Queste persone cosa possono dare al futuro; nemmeno i ladri possono fare.

    I Maranza rubano in centro a Milano non vivono alla posta di Cerano. Poi se sbagli così la tua preda; cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori???

    Io fin da piccolo sapevo chi aveva i soldi e chi no… Questi giovani ragazzi sono senza guida e ideali.
    Non potranno fare nulla: tranne sporcare e lanciarsi le ciabatte e ruttare a cielo aperto…

    Certo, che se io a 12 anni avessi chiesto 20 Mila lire a un paesano…Dopo 5 minuti mia madre mi avrebbe preso a bastonate.. La dignità della parsimonia. Il “non ce lo possiamo permettere”.

    Ma poi dove spendi 10 euro ??? A Cerano. Un paese senza tentazioni.. Eppure, esiste un grande problema di disagio e disperazione. Certo che aggiungiamo anche un po’ di ritardo: domandare 10 euro al Moletti è a TSO immediato. Qui, un intervento dell’assistenza sociale non sarebbe fuori luogo.
    Molte famiglie sono alla canna, ma qui manca pure gas… per dare una svolta a questa malata società”.

    Massimo Moletti

  • Faccia da giocatore: il triste primato di Cerano

    Faccia da giocatore: il triste primato di Cerano

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, in un paese dove non si fanno neanche più le giostre; primo caso dopo 60 anni, in un paese dove non esiste un’area commerciale; parlano da anni di supermercati…. Il mondo va verso i centri commerciali…In un paese dove hanno tutti auto nuova, ma non ci sono concessionari. In un paese senza negozi di abbigliamento.
    Dove pure il mercato settimanale ha problemi ed assenze continue .. con un mondo abituato ad andare in centri più grandi…beh siamo primi in Piemonte con un record davvero poco glorioso.

    Il paese di Cerano ha un primato nella terra sabauda …Il gioco !!! On line !!! O fisico

    Volevo diventare un giocatore ma non ho mai praticato tanto. Forse ho fatto meno azzardo che sport
    Tre i motivi ; primo non ho e non avevo soldi. Secondo mi arrabbio quando non vinco
    Terzo andar in loco??? Ma ora si può giocare pure tranquilli da casa.
    Mentre la moglie fa il risotto giallo…il marito in camera prosciuga il conto

    Un tempo era il casinò; partivano le ammiraglie dei play boy della piazza come andare sulla luna.
    Negli anni le tabaccherie sono diventate dei veri centri di gioco ad ogni minuto; mi rovino sotto casa Adesso direttamente a domicilio.
    Il gioco uccide ? Sicuramente arricchisce pochi. Nel calcolo delle grandi probabilità; non si recupera mai … Comunque è pazzesco il numero di denaro buttato nel fumo del vizio.

    Un fiume che se fosse riversato sul paese porterebbe sicuramente un’altra faccia alla nostra cittadina di confine. Il primato fa male ma è una caratteristica dei piccoli centri che devono essere rivalutati e monitorati.

    Lo Stato deve intervenire per arginare e creare situazioni di aiuto. Anni fa molto ciclisti puntavano alla maglia nera del Giro d’Italia. Oggi un primato del gioco può essere il fuoco di una ripartenza.
    Giolitti la chiamava: la tassa sulla speranza

    La speranza è sempre l’ultima a morire, forse, però finiscono prima i soldi”.

    A cura di Max Moletti

  • Faccia da Iacchetti. Quando si esce fuori dal vaso

    Faccia da Iacchetti. Quando si esce fuori dal vaso

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, ho sempre avuto un grande affetto per Enzino Iacchetti Vedevo un uomo che cercava di fare ridere e molto spesso ci riusciva. Non vogliono entrare nelle sue doti e tecniche, ma il risultato era buono. La prima volta l’ho visto nell’antologica serie anni ’80 Don Tonino. Dove vestiva il giubbotto di pelle di un disperato e trasgressivo batterista rock. Un’interpretazione a pennello su di lui.

    L’aria stralunata e simpatica da finto duro era un marchio di fabbrica portato avanti nel tempo.
    Ottima spalla trovò la piena consacrazione nella trasmissione ‘Striscia La Notizia’; una irriverenza simil seria e vincente. Una battuta non pronta ma preparata ad effetto. Un artista con i suoi alti e bassi, magari, con difficoltà ad affermarsi. Storie d’amore con bellissime donne giovani, ma in questo sono fatti suoi.

    Comunque, un personaggio che era riuscito ad entrare nel cuore di tutti perché parlava a tutti.
    Una comicità garbata e sempre educata ad effetto lento ma costante. Perché ultimamente è diventato un aspirante ‘influencer’ schierato. Un uomo può fare quello che vuole, ma la sua veemenza nel parlare non combacia più col personaggio artistico. Un attore deve recitare i ruoli non essere un personaggio.

    Sicuramente può avere delle idee e, forse, la popolarità può essere usata per i diritti civili e battaglie sociali. Comunque, ultimamente, mi sembra più un politico o un capopopolo rivoluzionario.

    Lui potrà dirmi; pensa ai baffi tuoi. Ma la sua presa di posizione e il suo tono molto aggressivo e forte nell’esprimere il concetto determina tre cose.

    1) La prima che non c’è più ironia ed imparzialità nello spettacolo;
    2) Secondo il clima è diventato pesante pesante se pure un uomo spensierato e tranquillo come Enzino usa certi termine;
    3) La terza; spero di sbagliarmi.

    Marcare il territorio e farsi vedere come sempre dalla parte giusta. Forse, danno bene perché molte opportunità le ho perse per la mia propensione di stare o fare evincere di essere dalla parte sbagliata. Ma sono credibile? Se parlo di cose serie? Si! Se uno vuole fregarti il posto.

    Spero che non sia questo il motivo di un eccessivo schieramento con parole e gesti molto forti di tanti artisti. Vengo lì e ti dò un pugno.

    Sembra uno ‘scheck’ anni ’80 forse pure ’90. Come la paura di oggi di perdere la scena”.

    A cura di Max Moletti

  • Faccia da ‘Il Migliore’: omaggio a Robert Redford

    Faccia da ‘Il Migliore’: omaggio a Robert Redford

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, il migliore è volato in cielo. L’attore che ha recitato più degli altri con passione. Robert Redford un attore,regista e produttore con premi Oscar e numerose altre effigie.

    Un uomo vero con uno sguardo duro ma penetrante. Il classico a cui nessuna può resistere.

    Il papà ideale o una stangata di marito magari amante. La mia generazione ha fatto in tempo a godere degli idoli dei nostri genitori o fratelli maggiori. Questo era lui per Hollywood; il maggiore.

    Non un signore della truffa ma un come eravamo. Come siamo conciati ora; milioni di post per un mito.
    Io lo voglio ricordare forse nel film meno famoso ma dove ha dato tutto se stesso. Un giocatore che non è mai riuscito a sfondare a pieno. Un uomo puro e non in vendita che deve sempre dimostrare.

    Nessuno gli regala nulla perché non è nella manica giusta. Un atleta che gioca per dimostrare sempre di essere il più forte. Ogni partita e ogni giorno.

    Un appello a molti presuntuosi che vivono di spinte, scorciatoie ed eccessivi meriti. Ma la sua vita è sempre in salita perché ogni singolo momento deve sempre fare vedere. Lui non ha ricordi perché il pubblico non viene influenzato da quelli che contano. Ma nella partita più bella fa uno dei fuori campo più epici della storia.

    La scena finale lo vede giocare con il figlio dove lui giocava col padre. Non dimentica le sue origini anche se molti vogliono fargliele dimenticare. Credo che il successo quando è sano, onesto e puro è la cosa più bella e gratificante ma soprattutto istruttiva per i giovani.

    Ciao Robert!!! Nessuno ti ha mai regalato nulla per questo sei stato amato veramente dal tuo pubblico. Sarai sempre il Migliore ….il più grande!