Autore: Massimo Moletti

  • Faccia da Novara Pride! Il Reportage del nostro “Duca”

    Questo pomeriggio sfidando il caldo torrido il nostro corrisponde dal Piemonte Orientale sul campo per la cronaca dell’Onda Arcobaleno arrivata in quel di Novara

    NOVARA – Il mio Direttore mi ha detto di andare a Novara per fare servizio sul Pride!!! Io come Garibaldi: obbedisco…
    Oggi mi alzo e devo già decidere come andare: pullman o auto o treno ? In macchina e pullman il problema del cavalcavia rotto e il parcheggio…
    Come un bravo soldato mi dirigo in auto a Trecate e poi aspetto il treno per la città di San Gaudenzio.
    Non voglio dire, ma ero minoranza allora metto in mostra mio frak multicolore e tuba dei tempi di “faccia d’artista ” …
    La mia vecchia telecamerina ha tirato il gambino allora vai di telefonino.

    Non vedo neppure Signora in Giallo tanto ho Infinity… Arrivo all’autostazione con la lingua fuori perché per me il passo è
    pesante . Vado al supermercato lì vicino e prendo due bottigliette. La cassiera mi chiede se ho la tessera e già mi guardo in giro.
    Poi, me la vuole fare ma io diniego perché in quella zona di mie ex trionfi amorosi non tornavo da 30 anni.
    Dopo aver scolato un litro d’acqua anche perché io ero un po’ vestito pesante per l’occasione e il sole era in un lungo mese d’agosto …
    Nel piazzale c’ero solo io circondato dalla polizia e “caramba ” intorno a me.

    Poi arrivano vigili e croce rossa.. Intanto la piazza si popola e vedo arrivare persone di ogni colore e aspirazione… Un gruppo di ragazzi in attesa dell’esame di maturità mi riporta al mio
    esame con birra e occhiali da sole. Qualcuno ha paura della bocciatura o dell’esame all’ università..
    Un discorso che non manca mai: la pensione pure qui si parla di bollino… Bandiere con tanti colori e non manca Anpi e i city Angels…
    Io vengo preso dalla foga agonistica del video e foto.

    Riempio la memoria del primo cellulare Tragedia !!! Fortunatamente ne ho portato un altro…
    La musica è a palla e la gioventù e bella! Io intono bandiera gialla da solo. Attiro attenzione dei fotografi e divento un modello…
    Un pomeriggio dove il percorso per me è proibitivo … Vivere l’attesa è forse il piacere più grande da preliminari …
    Però, la sfilata parte e io la seguo… Ho intervistato da record dell’ora e i partecipanti sono assai partecipi ed educati.

    Ecco! Tre cose che porto casa di questa giornata: una ottima musica da ricordi coi capelli… Una folla educata e civile e colorata.
    Tre ormai il telefonino ha sostituito la telecamera perché molto più maneggevole. Un fatto che mi distingue dal primo giorno di servizio tv è la capacità di
    creare filmato da fare tre film. Ogni attimo era una vita o un battito. Perché vivendo l’attesa ho sentito e visto persone che hanno problemi e
    sogni e malori e acciacchi di tutti i giorni…!!! Parenti serpenti o soddisfacenti o amori finiti e iniziati…
    Trent’anni sono tanti come mi hanno detto molti giustamente la strada è lunga ma non più come in passato…
    Tra grande città e piccole e paesi forse si sente ancora la gradazione ma ormai la società è pronta o tollerante…

    Ultime tre cose; non c’era nessuna trasgressione eccessiva, secondo il divertimento era dentro e assicurato, terzo non ho più fisico ed età per saltare però lo scambio e conoscenza porta sempre bene.
    Vado in stazione a prendere il treno senza togliere il frak colore arcobaleno …

    Le macchine guardano pure la gente…… Il momento più brusco all’ arrivo a Trecate dove due ragazzi picchiano sui muri del sottopasso. Non so se per l’abbonamento o altro ma poi girano per prendere il binario.

    Comunque un’ultima considerazione le stazioni devono essere più controllate. Ah la mia macchina era un vero forno tolgo tutto e vado a casa …..al
    fresco del condizionatore…..
    Caro Direttore, grazie per avermi smosso a conoscere un’altra realtà che avevo sotto casa…e non riuscivo a vedere….
    Certo che la faccia di Novara è cambiata! E sicuramente in meglio. Finisco con un pediluvio la mia fatica …alla prossima!

  • Faccia da felicità: grazie Al Bano, hai fatto felici tante mamme, anche la mia!

    80 anni o alla francese 4 volte 20 il nostro mito pugliese è sempre in auge

    Non ci fa sentire soli ne tanto vecchi ne giovani. Il limbo del tempo o fermato sul quadrante dell’orologio dove le lancette tornano sempre in dietro.
    Rivivere i bei momenti di quando per dare felicità a mia mamma cantavo le sue canzoni magari con qualche sana parola fuori posto dialettale.
    Felicità la faceva venire scherzosamente ….Vado a fare all’amore. Però lo sempre visto sulle riviste che mia cugina portava il giovedì mattina e in tv.
    Era l’esempio dell’ uomo fatto dal niente e dalla campagna arrivato al successo solo per le sue doti e bravura.
    Aveva sposato una donna bella e famosa!!! Esempio vivente dell’ascensore sociale vigente in Italia in quegli anni. Mia madre e un po’ tutte le mie donne di casa erano sue fans …

    Oltre a rappresentare l’artista era anche un uomo, padre, marito e figlio. Uomo per tutte le stagioni e signore di casa.
    Il matrimonio per antonomasia finì con la coppia delle coppie ma in mia madre rimase sempre “Al Bano”. Era sempre quel ragazzo pugliese venuto a Milano per cantare prima a gratis in fabbrica e poi a pagamento.
    Le sue canzoni sono state in parte la mia colonna sonora ma soprattutto di mia madre. Il cd in macchina verso le visite e le canzoni del cantante del sud …
    Mia madre le cantava erano le uniche che conosceva insieme a quelle di Claudio Villa. ‘Canta anche tu mi diceva perché un giorno canterai con lui…’
    Un sogno che rimase tale…avevo pure fatto la foto con un sosia per farla contenta ma lei non era convinta…

    Grazie Al Bano in ogni tua canzone c’è un pezzo di dolce ricordo…
    Ma un ragazzo degli anni ottanta verso la fine resta sempre …’nostalgia canaglia’…
    Comunque fino a quando canti va tutto ok !!! Anche mia mamma non più in terra, approva. Lasciamola convinta che ho cantato con te

  • Faccia da… “The Best”. Ciao Tina. Il ricordo del Duca

    “Caro Direttore, non voglio recitare a memoria un coccodrillo con lacrime finte e di scena per la completa dipartita da questa triste terra di Tina…”

    Sì, Tina perché la Turner aveva qualcosa di familiare perché era artista e non aveva bisogno di ostentare per facili applausi o consensi.
    Non aveva bisogno di quote o parti per afro/ o altro, lei era Tina Turner..
    La sua vita la potete leggere su Wikipedia l’attimo di battito di ali sui nuovi potenti mezzi e per la chiacchierata da bar gretto e inetto oppure per dire qualcosa…
    Ma il vuoto che lasciano i grandi personaggi sono i vuoto del futuro che non avremo di ricordi…
    Spesso vediamo la nostra vita abbinata alle canzoni che ci portiamo dietro per l’eternità ma i nostri figli avranno memoria per ricordare l’idea usa e getta di oggi …
    Un eterno usa e getta non puoi superare le tot battute o secondi..
    Milioni di video, culo, seno e frasi per l’effimero del nostro ego. The best quando sa che è una cover il successo infinito della Turner del 1989.

    L’ultimo boccone squisito degli anni 80 che come diceva Ligabue quando la radio passava la musica giusta sembrava aver capito chi eri …..
    Girare tutte le stazioni radio per trovare la mitica canzone da amputare il braccio a chi cambiava frequenza e canale…mentre andava il pezzo …
    Da bestemmiare quando lo trovavo verso la fine o saltare come un pazzo in camera o cucina quando la sentivi …
    Sogni, sogno e desideri!!! Fanno applausi al cuore e dolci momenti di nulla divertente e coinvolgente..
    Era partecipe di qualcosa di bello pur restando pubblico…
    Oggi la morte dei grandi è un bene di uso e consumo per poi buttarlo nella pattumiera del presente.
    Vivremo fino all’ultimo sogno magari un granello do sabbia da espandere e portare con sé…Usa e getta non con Tina !!! Ad onore del vero le scene erano rare per lei negli ultimi anni.
    Ma arriva la diva morte e dobbiamo mettere una foto, una frase o un bel pensiero…del domani non so ….
    Però noi avevano Tina Turner ora …..Non voglio diventare villano ….
    Ma i ricordi sulle note della sua canzone all’ingresso della discoteca della domenica pomeriggio sono infiniti…Non liquidabili in un effimero e superficiale post…

  • Succede a Novara. Faccia da nudista. Una riflessione oltre le immagini

    Pensavamo ad una fake, ma la notizia è vera: fermato e accompagnato in ospedale dalla Polizia locale

    NOVARA – La foto mi arriva sul telefonino ma penso sarà un fake. Il mio amico Rocco mi vuole prendere in giro e fare la catena di San Antonio virtuale.
    Una foto di un uomo di mezza età o della mia classe nudo per le strade della città di San Gaudenzio.
    Novara giornata calda per il corso Cavour un uomo corre come mamma lo ha fatto. La gente guarda o non vede ma poi viene portato in ospedale.
    Una grassa risata ? O una riflessione ? Voleva fare una corsa di spirito o aveva tanta afa addosso ?
    Il ragazzo era molto scosso e sopra le righe ?
    Resta il fatto che dalla goliardia al dramma e tragedia il passo è veramente breve.
    Sul nostro smartphone gira ornai di tutto e non riusciamo più a capire la realtà dalla fake news.
    Mangiamo tutto come affamati a dentate via giga … Non ci chiediamo cosa ci sta dietro ad un gesto del genere. I problemi e le criticità?
    Una riflessione più lunga di una condivisione o di risata interattiva
    Queste scene le vedevo nei film e nel video dei Blink 182 …
    Per apparire avevo fatto anch’io canzoni nude per Cattelan.
    Una scelta mia personale senza pudore ne vergogna …
    Un fascino e un mistero ma vergogna e malessere questo ritrae una figura poco vestita.
    Interesse al femminile o maschile con la bilancia ancora a favore del secondo?
    Dai tempi di colpo grosso dove una ragazza dovette cambiare paese per aver mostrato le sue nudità …
    Quando certe cose sono lontane le vediamo con più leggerezza, ma ormai il web ha portato tutto alla portata di tutti e tutto.
    Una famiglia e amici o conoscenti saranno in apprensione e quindi un giusto riguardo e oblio. Ma con la consapevolezza che oggi siamo sempre più soli e nudi alla meta della vita.
    Ascoltiamo di più certi segnali senza telefono in mano?
    Oggi ? Ieri ? I problemi sono sempre esistiti solo che finivano nel cestino o per fare su il pesce.
    Oggi è l’eternità e l’immediatezza di avere sempre carne fresca da esporre e girare al fuoco veloce del nostro ingordo appetito di news…
    La nudità deve essere una scelta non imposta o condizionata altrimenti è un problema che non possiamo fare passare con un commento leggero e via…

  • Faccia da ritorno al futuro: Via Vigevano e la storia infinita. La ‘Battaglia’ del Duca

    Un video che spopola su Tik Tok mi ha riportato alla mente che la via Vigevano. Sarebbe chiusa ma intanto ci passano le automobili…

    CERANO NO – Ma le macchine passano sempre anzi chiedono pure agli incaricati se non possono passare. La pericolosità è poi un’ altra cosa molto negativa…
    Poi su un canale tematico ho visto la bella puntata della trilogia “Ritorno al futuro”.
    La prima puntata dove il protagonista tornava in dietro di trent’anni e vedeva una città diversa dalla sua realtà abituale.
    La Via Vigevano a Cerano è chiusa dal 1989 quindi ben 34 anni fa.
    In un mio personale ritorno al passato: frequentavo le scuole medie anzi avevo appena dato orale all’esame di terza, c’era la prima Repubblica e i paninari, no internet niente telefonini…


    Un’altra epoca. Il protagonista del film ne aveva a mala pena 17. Un esempio piccolo di un mondo fermo e immobile.
    Sono passati ben 5 sindaci e ben 7 giunte ma nulla si muove.
    Anzi, non se ne parla con il vecchio adagio DC non parlare del problema ma allontanalo per lo più…
    In questi 34 anni sono stato l’unico e il solo a chiedere lumi.
    Ma le risposte sono state buie e senza soldi…
    Un esempio italico di portare avanti e fare finta di non vedere anzi a chi interessa tanto la gente passa o passava.
    Ti fanno pure sentire in colpa da quanto è la sufficienza delle facce e risposte di compatimento estremo.
    Forse, prima di fare un castello nuovo mettiamo in ordine il fossato.
    Certo !!! La mia domanda è doppia: quante via Vigevano ci sono in Italia? Ma se fosse stata nel Sud non sarebbe diventata un esempio e scherno per il popolo?
    Ritorno nel futuro!!!!
    Almeno lì l’orologio 30 anni indietro funzionava bene…

  • Faccia da Rai: quarant’anni di Fazio e adesso?

    Fabio Fazio ha tagliato il traguardo dei quarant’anni in Rai. La tv pubblica, ma questo servizio lo ha effettivamente assolto ?

    Quarant’anni sembra il periodo di un impiegato postale o al catasto non di un artista o personaggio televisivo. Beh il primo Fazio era straordinario ma il secondo molto di più…
    Pensare a Fabio Fazio mi riporta al periodo delle superiori e pure all’Università, quando, il pallone stava uscendo dai suoi confini.
    Inventò una trasmissione dove il calcio era il contorno e la risata e il buon umore la regola ! Andava a prendere i personaggi più strani e ricercati e dimenticati…un Paolo Limiti giovane !

    Il periodo da lui più battuto era il settanta/inizio anni ottanta. Il suo capolavoro più grande e premiato …: Anima mia dove il suo ego bambino veniva fuori…
    Trasmissione perfetta con bellissima colonna sonora e un abbinamento con Baglioni eccezionale
    ..riportò in auge i Cugini di campagna e rese simpatico come un compagno di scuola Il Claudio nazionale.

    Sì, perché Fazio era il compagno di liceo pieno di idee e avventure sul sofà o l’amico dell’Università sempre pronto ad organizzare rimpatriate e pizzate.
    Portava tutti belli e brutti, ma pure simpatici ed antipatici perché lui andava d’accordo con tutti.
    Ma poi dopo gli studi resta allegro ma la vita lo porta ad essere serio e ingessato non più innovativo e semplice artista eclettico.
    Purtroppo, l’alternanza porta troppa paura del voto in più ed in meno e ogni situazione viene vista con sospetto.

    Però la Rai fa servizio pubblico? Cosa fa in più per giustificare il canone? Certo una questione annosa troppo tirata per le lunghe.

    Però le prime trasmissioni di Fazio erano servizio al cuore pubblico perché ci riportava bambini sempre sul treno della vita tra liceo e laurea parlando a iosa dei nostri piccoli ricordi…
    Un cambio potrebbe essere un ritorno alle origini ….o al raccogliere momenti dove era il numero uno

  • Faccia da allarme… faccia da sciacallo. La puntura di spillo del Moletti

    Le immagini della terra di Romagna sommersa dall’acqua mi riportano al lontano 1994 quando con la scuola superiore dell’istituto di Romentino ero andato a dare un piccolo aiuto alla popolazione della città di Alessandria…

    Un colpo al cuore e attacco di panico e tristezza. Ma io come avrei reagito? Una città devastata e sommersa dal fango. Una tragedia enorme che rivedo in questi giorni sugli schermi della tv e tablet…Io non so se avrei la forza di rialzarmi e ricominciare. Perdere tutto o quasi e pure affetti e gatti in questa tragedia. Il 1994 è quasi a tre decenni ma queste brutte cose erano successe anche anni prima.
    Non voglio sapere di chi è la colpa è fare dello sciacallaggio mentale o elettorale. Le facce da emergenza dovrebbero, passata questa situazione, iniziare a fare un serio e
    preventivo piano.
    Il cambio climatico? Sarà un aggravante ma vedendo la storia (poco studiata) queste tragedie sono avvenute nel corso degli anni a ripetizione.
    Dopo l’emergenza bisogna agire, ma non solo col taglio del nastro perché molto spesso le cose che servono di più non sono visibili dopo la loro messa in opera.
    A tutti i politici e amministratori rivolgo una domanda:’A cosa serve fare un castello e festa per poi farlo sommergere dalle acque? Forse meglio fare
    le fondamenta, non saranno visibili ma potranno aiutare se non a scongiurare almeno a limitare queste calamità’.

    Una cosa che ricordo bene di quei tre giorni alessandrini …erano gli sciacalli che rubavano anche piccole cose: anche la mia pala sparita.
    Ecco in queste situazioni non comportiamoci come quelle bestie perché poi tirano fuori il brutto dell’uomo.
    Io li presi a palate… Forse è anche per questo che me l’hanno fatta sparire….

  • Faccia da pendolare

    Faccia da pendolare

    Perché gli studenti non viaggiano e invece piazzano le tende?

    Il ‘caro affitti’ mi fa pensare che in Italia i problemi si portano avanti e non si risolvono mai !!! Però, mi vengono tre domande a vedere le tende
    fuori dalle Università. La prima perché adesso credo che il problema c’era pure negli anni passati? Secondo ma se non necessita di presenza per interazione non si può
    ampliare l’uso delle tecnologie. Terzo ma questi ragazzi non possono fare i pendolari ?

    In questo Paese dove i mezzi pubblici sono migliorati anche se non ancora a livello giusto molte persone fanno avanti in dietro per portare a casa il pane e pure salame.
    Questi ragazzi non possono fare come facevamo noi e oscillare tra casa e studio.

    Nel mio andare e scendere dal capoluogo lombardo ho affrontato sceglie all’Alba e ritorno a notte fonda per poi ripartire…Bus, tram, filobus e treno non esiste un mezzo pubblico che non ho preso.

    Una cosa negli ultimi 20 anni si sono insediate un Po ovunque le università dando la possibilità di studiare vicino casa. Vero che l’insenatura e diversità di questo paese porta le distanze molto spesso ad essere molto impegnative.

    Ma unendo tre fattori si può di molto limitare il problema: una vera costruzione di alloggi per studenti. Una ricerca di utilizzo di nuove tecnologie.

    Terzo fare i pendolari perché molto spesso basta spostarsi di 20/30 km e i prezzi e qualità dello spazio migliora notevolmente…con la possibilità di riavviare le province creando sobborghi studenteschi. Ah però per gli studenti alcune cose dovrebbero essere gratuite tipo l’abbonamento sui mezzi pubblici.

  • Faccia da batterista…con tiramisù. Una domenica diversa a Cerano

    Una Domenica italiana o una Domenica strana !!!

    CERANO NOV – Cento batterie in un arena per la gioia di grandi e bambini e adulti. Alziamo il volume e facciamo rumore.
    A Cerano in provincia di Novara ho assistito alla 4 edizione di una manifestazione che mi ha riportato ragazzino.
    Erano gli anni ’90 e in tutti i cortili e cantine del paese del Beato Pacifico usciva musica e parole.
    Ogni gruppo aveva il suo front man e chitarrista e basso con tastiera. Ma il batterista !!!! Era seduto ma era il più rumoroso.

    La fisiognomica dello strumento musicale …era una caratteristica per chi sognava il successo eterno.
    Vedere nell’oratorio sotto l’arena simbolo di quegli anni. Li c era il campo di basket dove si giocava poi il campo da calcetto e sala giochi e primo bacio e battito di cuore…
    Una struttura adatta a una bellissima manifestazione che ha unito il mito della batteria con una associazione ” la cometa ” che con i propri ragazzi e membri ha illuminato la bellissima giornata…
    Si alzi in piedi chi non ha mai voluto fare il batterista o almeno una volta non ha provato a suonare come l’assessore Albanese del comune delle risaie ( padre chitarrista Giancarlo compositore dell’inno del Novara) ..ma dopo tanto suonare ci vuole un tiramisù…
    Ma non un dolce qualunque perché la pasticcera è Marina Summa campionessa A Treviso dello splendido dolce…
    Rivedere il padre compagno di serate e capire che il tempo passa mi riporta agli anni in cui il parroco Don Egidio era coadiuvante e io bambino con caschetto biondo …
    Come rivedere il musicista Cusaro mi riporta a quelle feste dell’ oratorio…..e le scorpacciate di cioccolata…dove mi sporcavo sempre per la disperazione di mia madre…
    Il batterista il piu ribelle del gruppo?? Il piu in ombra …il più comodo ???
    Il batterista è parte del gruppo e quando tutti suonano a dovere e insieme viene fuori una mitica giornata…..e che tiramisù….
    I lati belli della provincia.