Autore: Redazione Online

  • Robecco sul Naviglio: questa sera si presenta la lista con l’avvocato Fabio Barenghi candidato Sindaco

    Robecco sul Naviglio: questa sera si presenta la lista con l’avvocato Fabio Barenghi candidato Sindaco

    Tempo di elezioni anche in quel di Robecco sul Naviglio. Alla Sindaca uscente Fortunata Barni più che mai determinata a restare alla guida del suo paese, il centro destra risponde con la Lista Civica Robecco e Frazioni – Barenghi Sindaco.

    Fabio Barenghi, è avvocato di professione, con alle spalle importanti incarichi alla guida anche di uno studio legale in una società d’interesse nazionale. Barenhi maturerà la pensione proprio dal prossimo primo di giugno.

    Notevole l’impegno amministrativo nel suo passato: come Assessore e anche Giudice Conciliatore. Pronto a mettersi in campo “con il cuore per il suo paese”.

    “Impegno e aiuto per i suoi concittadini – così si presenta Barenghi – vorrei essere un Sindaco a tempo pieno. Perchè serve un impegno totale per gestire l’impegno politico e la macchina amministrativa in un comune ormai di 7 mila abitanti”.

    Dunque, un Sindaco per 365 giorni e, soprattutto con la porta sempre aperta per i cittadini “con la persona al centro del programma elettorale”.

    In campo con Barenghi, altri nomi conosciuti della politica locale come quelli di Lele Cavallotti, Anna Cislaghi, Mattia Ceriotti, Attilio Mandonico e delle novità che potrete conoscere meglio questa sera

    Appuntamento dunque alle 21 per conoscere nel dettaglio il programma della lista elettorale e tutti i suoi componenti.

  • Marcallo con Casone: doppia presentazione per la lista “Marina Roma Sindaco” pronta al bis

    Marcallo con Casone: doppia presentazione per la lista “Marina Roma Sindaco” pronta al bis

    Tutto pronto per il Marina Roma bis. La squadra di governo della Lega che quest’anno ha aperto anche alle altre forze politiche del centrodestra si presenterà ai Marcalcasonesi in un doppio appuntamento in agenda per questo fine settimana:

    – Sabato 18 maggio alle ore 17.30 a Casone, presso Alexander Bar, via Jacini 161

    – Domenica 19 maggio alle ore 18.30 a Marcallo, presso la Sala San Marco in via Roma, si terrà
    la presentazione alla cittadinanza dei canditati e del programma elettorale della lista Marina Roma
    Sindaco.

  • Abbiategrasso: lettera ai Sindaci e ai candidati dal comitato per il rilancio dell’ospedale Cantù

    Abbiategrasso: lettera ai Sindaci e ai candidati dal comitato per il rilancio dell’ospedale Cantù

    Riceviamo e pubblichiamo, da parte del gruppo promotore dell’ospedale Cantù di Abbiategrasso, la seguente lettera:

    Il Comitato per l’Ospedale, propone ai sindaci del territorio dell’Abbiatense e in particolare ai candidati a sindaco dei 9 dei 14 Comuni che l’8 e 9 giugno rinnoveranno la propria amministrazione, l’adesione alla lettera d’intenti predisposta per chiedere a Regione Lombardia un intervento sostanziale per riportare l’Ospedale Cantù di Abbiategrasso nelle condizioni che aveva fino al 2015, con i servizi fino ad allora offerti ai cittadini. Considerate le scarse risorse a disposizione di Regione Lombardia, ma anche dello Stato in questo periodo, si propone l’attivazione di un affidamento della gestione a un soggetto privato, mantenendo la struttura e i controlli in mano pubblica; esperienze già in atto non solo in Regione Lombardia. Seppur risaputo, vale la pena ricordare ancora una volta che all’ospedale C. Cantù, ritenuto obsoleto negli anni ’90 e a rischio chiusura, è stata data nuova vita tra il 2009 ed il 2015 con la realizzazione di 3 palazzine nuove e attrezzate con apparecchiature di ultima generazione, dal P.S. alle sale operatorie, grazie al finanziamento pubblico di 30 milioni di euro da Regione Lombardia.

    Nel 2016 invece del rilancio annunciato è iniziato un lento, progressivo, inarrestabile depotenziamento. Si è assistito alla chiusura del P.S. dalle 20 alle 8, alla chiusura della sala gessi, la perdita del servizio di ortopedia chirurgica, la soppressione della presenza h24 dell’anestesista rianimatore, ora disponibile solo a chiamata da Magenta e oltre, una carenza importante, una decisione incomprensibile, che non garantisce sicurezza agli utenti. Una volontà di depotenziare che non sta risparmiando neanche le tanto citate eccellenze, quali il piede diabetico di cui rimane solo l’ambulatorio mentre il reparto è stato destinato al Fornaroli di Magenta e l’oculistica che continua a perdere medici che lasciano il Cantù, considerato senza futuro, per strutture in cui sono più garantiti e ritengono di poter crescere professionalmente. L’ospedale C.Cantù è stato definito più volte ‘una margherita che, uno alla volta, sta perdendo tutti i petali’. Più che un ospedale ora la struttura è sempre più un poliambulatorio, altrettanto impoverito, recentemente ha perso anche il servizio dentistico, trasferito a Magenta. I tempi degli esami clinici, sono sempre più lunghi e costringono a cercare soluzioni alternative altrove con disagi di ogni genere, costretti a un ‘turismo sanitario’ che non tutti possono permettersi. La fornitura di servizi quindi lascia in generale, a desiderare.

    Inoltre la scelta effettuata da Regione Lombardia di modificare gli azzonamenti dei distretti, togliendo le aree di Trezzano sul Naviglio e di Corsico, e scegliendo Legnano come sede di riferimento, non ha fatto altro che ostacolare l’accesso ai servizi da parte dei residenti. Questa premessa spiega, almeno in parte, la richiesta di valutare un processo di trasformazione dell’ospedale pubblico C.Cantù in un ospedale che, pur rimanendo di proprietà pubblica, venga affidato a una gestione privata. Si è voluto approfondire tale possibilità, prevista da Regione Lombardia, incontrando gli amministratori del Comune di Suzzara che sperimenta con successo per il suo ospedale, dal 1994 l’affidamento a una gestione privata. Riportiamo un sunto di tale esperienza, descritta con dovizia di particolari nell’assemblea pubblica che si è tenuta il 12 febbraio 2024 nella sala consiliare del castello visconteo di Abbiategrasso. “All’inizio degli anni 2000 l’ospedale di Suzzara seppure di recente costruzione, con l’avvento delle AO e la necessità di razionalizzare, iniziava a perdere servizi. Il progressivo impoverimento e la ventilata chiusura del P.S. hanno spinto la popolazione a mobilitarsi. Si è fatta strada l’idea di affidare l’ospedale, pur restando di proprietà pubblica, alla gestione di un privato. I dubbi di chi temeva di ‘svendere’ l’ospedale sono stati superati dalla consapevolezza che non ci fosse altro modo di mantenere i servizi. Insieme, 6 Comuni (50.000 abitanti), Azienda Ospedaliera, imprese e associazioni hanno intrapreso la strada della sperimentazione pubblico- privato (sperimentazione, già attiva con D.G.R. n. VIII/18575 del 05.08.2004 “Linee guida per l’attivazione di collaborazioni tra Aziende sanitarie pubbliche e soggetti privati”; confermata e regolata dal DGR 22/1/2024).

    Gli stessi soggetti nel 2003 hanno costituito la Fondazione Presidio Ospedaliero F.lli Montecchi che, tramite gara, ha affidato la gestione dell’ospedale al gruppo Kos con un contratto di 18 anni, a condizione che fossero riattivati tutti i servizi, che il personale in toto venisse assorbito e che venissero effettuati gli investimenti necessari per ammodernamenti. Il gruppo Kos ha pagato annualmente un canone di concessione di € 150.000, versato alla Fondazione che, a sua volta, ha utilizzato per finanziare progetti sociali per il territorio. Dalla partenza della sperimentazione nel 2004 al 2020, il privato non solo ha assicurato all’ospedale di Suzzara tutti i servizi base ma ha ampliato l’organico, offerto un’Ortopedia eccellente, al 2° posto a livello nazionale e ha continuato ad investire, arrivando a 26 milioni di euro in 18 anni, scaduti i quali, Regione Lombardia ha permesso la continuazione dell’esperienza, attualmente una nuova gara è in corso. I servizi possono ancora migliorare ma la popolazione di Suzzara e la sua amministrazione sono orgogliosi della scelta fatta, l’alternativa sarebbe stata perdere l’ospedale. La scelta della Fondazione permette al territorio di esercitare il controllo; non si tratta di una clinica privata: è il pubblico tramite ATS a decidere i servizi che devono essere erogati, poiché l’ospedale rimane pubblico, Regione Lombardia può, se il contratto non viene rispettato, ritirare la concessione.

    Le prestazioni offerte agli utenti sono le stesse di un ospedale pubblico per costo e modalità d’accesso.” Vista l’importanza di garantire a tutti i cittadini, da parte del SSN, i L.E.A. ( livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni e i servizi sanitari primari che devono rispondere ai bisogni dei cittadini) in questo caso, per la comunità del territorio abbiatense, si chiede innanzitutto di conoscere l’eventuale progetto della Direzione Sanitaria dell’ASST ovest milanese e di R.L. per ripristinare i servizi tolti dal 2015 con i relativi tempi previsti. Qualora tale richiesta non fosse esaudibile in tempi accettabili, si propone di valutare la proposta di trasformazione sovra citata che ha come obiettivo principale rendere di nuovo il Cantù un vero e proprio ospedale, con i servizi persi che corrispondevano fino al 2015, a quelli elencati nel DM70 , relativi a un P.S. base, da sempre presente. Si propone un percorso di valutazione da condividere con ASST, ATS, Regione Lombardia, gli operatori sanitari del Cantù.

  • Verde Pulito, Ozzero dice grazie ai volontari

    Verde Pulito, Ozzero dice grazie ai volontari

    Bella domenica a Ozzero in occasione dell’edizione 2024 della Giornata del Verde Pulito, il 12 maggio. Ad Ozzero, nelle vicinanze di Abbiategrasso, alla presenza del primo cittadino Guglielmo Villani e di tanti volontari, sponsorizzata da Mc Donald’s la mattinata ecologica aveva come tema “Insieme a te per l’ambiente”.

    “Si è trattato di una lodevole iniziativa organizzata ogni anno da Mc Donald’s in collaborazione con il nostro Comune – spiega il sindaco Villani, a sinistra nella foto in altro con il volontario Enea Rizzi – . Abbiamo effettuato una “passeggiata” nel territorio cercando di avere cura dell’ambiente in cui viviamo tutti i giorni. Ci siamo arrabbiati parecchio recuperando incredibili rifiuti, ma ci siamo fatti promotori della pulizia e di rendere gradevole ciò che ci circonda, un bene di tutti i cittadini”. Alla mattinata del verde pulito hanno partecipato circa 30 ragazzi di Ozzero, parecchi i chilogrammi di rifiuti raccolti nelle campagne del paese, nelle cascine, nei fossi e lungo la strada statale S494.

    (grazie a Enea Rizzi per la collaborazione)

  • Bareggio: 3.750.000 euro dal PNRR per palazzo Casanova

    Bareggio: 3.750.000 euro dal PNRR per palazzo Casanova

    I 3.750.000 euro di fondi PNRR per la riqualificazione di Palazzo Casanova sono stati riconfermati. “Quando a marzo è uscita la circolare del Ministero relativa ai progetti finanziati ma non ancora pronti – sottolinea il sindaco Linda Colombo – ci siamo subito attivati secondo le disposizioni contenute nel documento e, nei giorni scorsi, abbiamo ricevuto notizia che il Ministero ha riconfermato i fondi per quanto riguarda il Comune di Bareggio”.

    La somma sarà utilizzata per un completo restyling di Palazzo Casanova con ampliamento della biblioteca inglobando anche l’ala in disuso lasciata libera dall’ASST: “Un progetto fondamentale – aggiunge il sindaco Colombo – per migliorare l’accessibilità e la funzionalità dell’edificio sia per i dipendenti comunali che ci lavorano sia per gli utenti della biblioteca”. Nella seduta di Giunta di stasera, i fondi sono stati reinseriti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Si tratta del secondo importante progetto finanziato con fondi PNRR a Bareggio: il primo riguarda la riqualificazione del bocciodromo e dell’area circostante, all’interno dell’ex cartiera, che è già in fase avanzata di esecuzione. Nell’aggiornamento del Triennale delle Opere Pubbliche sono stati inseriti anche i nuovi serramenti della scuola secondaria di San Martino: l’intervento era già in programma ma c’è stato un incremento dei costi.

  • Maltempo: Lombardia e Milano, oltre 500 interventi

    Maltempo: Lombardia e Milano, oltre 500 interventi

    Prosegue senza pause il lavoro dei Vigili del fuoco in Lombardia, che da ieri hanno svolto oltre 500 interventi, per far fronte ai danni causati dalle forti che hanno colpito la regione. A Milano sono stati effettuati 340 soccorsi: maggiori criticità a Bellinzago Lombardo, Masate e Gessate. Nella provincia di Monza Brianza sono stati svolti 180 soccorsi, per lo più per allagamenti e prosciugamenti di scantinati allagati. Disposto dal Centro Operativo Nazionale dei Vigili del fuoco l’invio di squadre esperte nel pompaggio di acqua e specialisti sommozzatori dalla Liguria.

    Situazione critica, ancora oggi, oltre che lungo tutta la Martesana, nella zona Nord di Milano, dove il Naviglio ieri è uscito dagli argini creando gravi problemi, anche in tutto l’hinterland Nord, mentre è stato riaperto al traffico, anche se viene costantemente monitorato, il ponte sul Lambro tra Cologno Monzese, Brugherio e Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

    Più a Sud invece (sempre nel quadrante Est della città) ancora difficoltà tra San Donato Milanese, Melegnano, Linate, Pieve Emanuele, Locate Triulzi e Peschiera Borromeo, tutte variamente colpite dalle esondazioni. Numerose le aziende agricole chiuse. I Carabinieri non segnalano nuovi salvataggi dopo quelli messi in atto ieri nei momenti più critici.

    A Milano, intorno alle 9, nel quartiere Ponte Lambro livello dell’acqua ancora alto in via Rilke e via Camaldoli, dove sono in azione le idrovore. Tutte le altre strade sono state riaperte ad eccezione di via Palmanova in direzione centro, a causa del fumo provocato dall’incendio di un mezzo dell’Amsa, e via Turati, dove è in corso la ripulitura del manto stradale dall’olio lasciato da un mezzo pubblico a cui il manto dissestato ha causato la rottura della coppa dell’olio.

  • Monza, presunta frode da 20 milioni; in manette il numero uno cinese di Aumai

    Monza, presunta frode da 20 milioni; in manette il numero uno cinese di Aumai

    – Guai giudiziari per Aumai, la piu’ nota catena di supermercati cinesi che ha punti vendita in tutta Italia. La Guardia di Finanza di Monza ha arrestato il suo proprietario Chen Wenxu con l’accusa di frode fiscale attraverso fatture false con un’evasione delle imposte quantificata in oltre sei milioni di euro. Un manager e’ ai domiciliari e altri tre sono stati raggiunti dalla misura dell’interdizione all’attivita’ imprenditoriale e dal divieto di espatrio. I finanzieri stanno dando esecuzione nelle province di Monza e della Brianza e di Brescia a un provvedimento di sequestro preventivo di oltre 6 milioni di euro, pari ai presunti profitti illeciti, e a un sequestro impeditivo di disponibilita’ finanziarie nei confronti delle venti imprese ‘cartiere coinvolte. Nel complesso la frode ammonterebbe a 20 milioni di euro.

    L’indagine della Procura di Monza ha ricostruito un presunto sistema di frode nel settore del commercio dell’abbigliamento, organizzato attraverso una fitta rete di societa’ ‘filtro’ create per l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, distribuite in tutto il territorio nazionale e gestite da cittadini cinesi incensurati. Queste imprese ‘filtro’, individuate dai finanzieri sulla base di perquisizioni e analisi contabili e informatiche, avrebbero avuto un’apparenza operativa e legale ma di fatto sarebbero risultate prive di strutture aziendali come locali, magazzini, uffici e lavoratori dipendenti e beni per l’esercizio delle attivita’ imprenditoriali dichiarate. Il loro unico fine sarebbe stato quello di operare, sotto la regia degli indagati per consentire l’evasione alle societa’ titolari dei supermercati, 14 imprese che, a fronte di un fatturato annuo di 60 milioni, avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti per oltre 20 milioni evadendo tra il 2019 e il 2020 imposte per 6 milioni.

  • Riparte oggi Cucine da Incubo: Cannavacciuolo (anche) a Pavia

    Riparte oggi Cucine da Incubo: Cannavacciuolo (anche) a Pavia

    Ripartono le avventure da incubo, in giro per l’Italia, di Antonino Cannavacciuolo: sono le nuove Cucine da incubo, protagoniste del ciclo di episodi inediti attesi da giovedì 16 maggio in esclusiva su Sky Uno e su Now.

    Per lo chef da 7 Stelle Michelin in totale (di cui tre per il suo ristorante Villa Crespi) e dalle grandi capacità imprenditoriali – è arrivato il momento di vestire i panni del “supereroe” delle Cucine da incubo di tutta Italia: vere e proprie missioni impossibili nelle quali visiterà ristoranti con un servizio, uno stile e una qualità del cibo che vengono giudicati deludenti dai clienti insoddisfatti, e incontrerà i ristoratori e il personale di cucine in cui regnano liti, improvvisazione e cattiva gestione. Situazioni talmente insostenibili, rese insopportabili da incuria o indolenza, che sembrano destinate inesorabilmente a causare la chiusura delle attività: Antonino Cannavacciuolo, con decisione, creatività ed empatia, porterà la sua esperienza da Chef e da imprenditore per consigliare gestori e dipendenti e aiutarli a trovare una soluzione.

    In questo ciclo di episodi, le avventure da mission impossible saranno a Tursi (Matera), Avezzano (L’Aquila), Rivoli (Torino), Modena, Tropea (Vibo Valentia) e Pavia. Il primo ristorante da provare a salvare sarà “Il Rifugio del Ghiottone”, attività di Scarlino Scalo, in provincia di Grosseto, di Yaqueline nata a Cuba e cresciuta con il mito di Raffaella Carrà.

    In ogni episodio di Cucine da Incubo, show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy – al via dal 16 maggio, tutti i giovedì per sette settimane, alle 21.15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su Now, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go, Chef Cannavacciuolo arriverà nel locale per provare in prima persona il menù e valutare cibo e servizio, osserverà poi lo staff al lavoro e, in base ai problemi emersi, darà la sua consulenza, fornendo anche consigli per un nuovo menù. Il locale sarà sottoposto a un make over totale, una ristrutturazione completa da compiere in tempi record, che darà alla location un aspetto e un’atmosfera del tutto nuovi, capaci di renderla più accogliente, funzionale e vivibile rispetto alla precedente: una struttura che adesso sarà finalmente a misura di cliente.

    Dopo questi interventi, lo staff sarà poi pronto a ricominciare: con la passione per la ripartenza e la forza dei consigli ricevuti dallo chef, ma anche con la fondamentale consapevolezza degli errori passati, tutte le persone al lavoro in sala e cucina potranno tornare al lavoro, riaprendo le porte alla clientela.

  • Coldiretti Lombardia: campi allagati, semine in tilt

    Coldiretti Lombardia: campi allagati, semine in tilt

    Semine in tilt per mais e riso, orzo e frumento a rischio asfissia, prati danneggiati dalla troppa pioggia e trapianti di pomodoro bloccati. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia sugli effetti della nuova ondata di maltempo che sta interessando la regione.

    Situazione molto difficile tra Milanese e Lodigiano – precisa l’associazione degli agricoltori – dove in alcune zone si registrano gia’ oltre 100 millimetri di pioggia cumulata ieri e secondo i dati Arpa e le rilevazioni effettuate dagli stessi agricoltori. Anche in provincia di Pavia la nuova ondata di maltempo aggrava il ritardo delle semine del riso. A causa delle continue piogge – spiega la Coldiretti – i trattori non riescono a entrare in campo per le lavorazioni, e questo potrebbe comportare sia un rinvio nei raccolti sia una diminuzione degli ettari coltivati. Se le condizioni meteo avverse dovessero proseguire, gli agricoltori non riusciranno a lavorare e seminare in tempo le risaie e saranno costretti a cambiare coltivazione, con conseguenze negative anche in termini di redditivita’.

  • Dalla Barona a Rozzano, ecco le famiglie che gestiscono il traffico della droga

    Dalla Barona a Rozzano, ecco le famiglie che gestiscono il traffico della droga

    I gruppi “criminali” hanno agito “principalmente nei territori di alcuni quartieri popolari milanesi, quali Barona, Gratosoglio, Quarto Oggiaro e in altri luoghi, come i Comuni di Rozzano e Lomazzo”, con a capo “elementi di notevole caratura e spessore criminale, legati a famiglie ‘storiche’ della malavita organizzata, quali Nazzareno Calajò, Luca Calajò, Walter ‘Chicco’ Pagani e Antonio Maiolo”.

    Lo scrive il gup di Milano Mattia Fiorentini che in oltre 700 pagine di motivazioni traccia il quadro della maxi indagine su un traffico di droga, tra cui cocaina, nel capoluogo lombardo, diviso tra sette gruppi criminali e gestito in quartieri periferici della città, ma anche in altri Comuni del Milanese. Lo scorso 16 febbraio, infatti, il gup, con rito abbreviato ha inflitto quindici condanne, di cui tre a 20 anni di reclusione, in un filone della maxi inchiesta, condotta dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria e coordinata dai pm della Dda Gianluca Prisco e Francesco De Tommasi.

    A fine aprile 2023 erano stati eseguiti una trentina tra arresti e fermi e dall’indagine era emersa la figura del presunto “ras della Barona” Nazzareno Calajò, non condannato in questa tranche, oltre che un presunto traffico di stupefacenti nel carcere di Opera. Nel processo abbreviato, che vedeva al centro componenti di due presunte associazioni criminali dei quartieri Barona e Gratosoglio e di Rozzano, sono stati condannati, in particolare, a 20 anni Rocco Mandaglio, Luigi Ruggiero e Graziano Valesella, che avrebbe avuto un ruolo di “coordinatore in Spagna dei traffici dell’organizzazione” con “periodiche importazioni” di droga in Italia.

    Un’indagata che era finita in carcere, Emilia Abello, difesa dall’avvocato Amedeo Rizza, ha ottenuto i domiciliari dopo la sentenza, che ha riconosciuto un suo ruolo di “partecipe” ma non di “promotrice” dell’associazione. E’ stata condannata a 8 anni e 10 mesi con le attenuanti generiche.