Autore: Redazione Online

  • Morimondo: venerdì, al Filo di Grano, emozionante viaggio gastronomico lungo la Via del Sale

    Morimondo: venerdì, al Filo di Grano, emozionante viaggio gastronomico lungo la Via del Sale

    Venerdì 20 Settembre – ore 20,30 La Via del Sale- Un viaggio gastronomico che ripercorre la Via del Sale.

    Dalle alpi al mare, dal golfo ligure alla pianura milanese: l’antica rete di mulattiere che portavano il sale dai porti liguri all’entroterra è un serbatoio di sapori, tradizioni, tecniche, saperi e materie prime ricercate legate alla cucina di mare, montagna e pianura.

    Un menù che racconta le tappe di questo percorso, come luoghi di incontro, di scambio e di contaminazione.

    L’ospite

    La via del Sale raccontata da un avventuriero

    Chi meglio di una guida ambientale, di un esploratore-scrittore può introdurre una serata su quella commistione di culture, gusti e varietà paesaggistica che è la Via del Sale?

    Christian Roccati è tutto ciò e oltre, scrittore, sportivo con all’attivo oltre 700 conferenze tra cui il TEDx.


    Un viaggio gastronomico che ripercorre la Via del Sale.

    Dalle alpi al mare, dal golfo ligure alla pianura milanese: l’antica rete di mulattiere che portavano il sale dai porti liguri all’entroterra è un serbatoio di sapori, tradizioni, tecniche, saperi e materie prime ricercate legate alla cucina di mare, montagna e pianura.

    Un menù che racconta le tappe di questo percorso, come luoghi di incontro, di scambio e di contaminazione.

    QUATTRO PORTATE DEL MENÙ DEGUSTAZIONE DI STAGIONE, ACCOMPAGNATE DA QUATTRO VINI STRAORDINARI CAPACI DI TRASMETTERE FORTI EMOZIONI SENSORIALI: UN RACCONTO DI COME I METODI TRADIZIONALI COMBINATI ALLA TECNOLOGIA PIÙ ATTUALE RAPPRESENTANO IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA NATURALE.

    Dialogano:

    Carne salata
    Salsa peverata e Shiso

    ERBALUCE “PRIMAVIGNA” CANTINE CROSIO
    Ravioli, pesto di Pentema
    Fegatini di Coniglio e Toma di Capra

    DERTHONA “MACERATIO“ VIGNETI FASSONE
    Bagnun di acciughe
    FRAPPATO MENFI DOC “FUORI ZONA” CANTINE BARBERA
    Castagnaccio
    Mousse al Cioccolato bianco e Rosmarino

    AMARO BRIDGE, LATTE DI MANDORLA E AGRUMI DELLA RIVIERA LIGURE
    65 €


    Ristorante
    Il Filo di Grano,
    Locanda con Cucina.
    Morimondo – Uno dei Borghi più belli d’Italia
    Corte dei Cistercensi 6,
    20081 Morimondo (MI)

    +39 02 9460 9067

    https://ristoranteilfilodigrano.it/

  • Legionella a Corsico, la Regione alza il livello d’attenzione

    Legionella a Corsico, la Regione alza il livello d’attenzione

    Non si ferma l’emergenza legionella. Da aprile 2024, stando all’ultimo report diffuso dall’Ats lunedì 16 settembre, tra Corsico e Buccinasco “sono stati notificati 56 casi – uno in più rispetto alla settimana precedente -, di cui 50 nel comune di Corsico e 6 nel Comune di Buccinasco, con un’età media di 72 anni. Dei casi totali, 50 presentavano fattori di rischio, 5 sono ancora ospedalizzati, 47 sono stati dimessi e 4 casi sono deceduti, pazienti di età superiore a 70 anni, affetti da comorbidità”.

    “Sappiamo bene che la legionella è un microrganismo subdolo – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Guido Bertolaso -, molto difficile da controllare e da gestire, perché si diffonde attraverso vie di contaminazione molto comuni e utilizzate”, come l’acqua del rubinetto. “Sicuramente bisogna condurre ulteriori esami e accertamenti, andando oltre quanto fatto fino a oggi per identificare esattamente la fonte del contagio e capire quali misure aggiuntive possano essere adottate per mettere sotto controllo questa situazione”.

    Dei 55 casi emersi, 49 (89%) sono stati registrati nel comune di Corsico e 6 (11%) nel comune di Buccinasco, con un’età media dei colpiti pari a 71,5 anni. Tra i pazienti con fattori di rischio, 46 sono stati dimessi e 4 sono deceduti, secondo i dati aggiornati al 9 settembre 2024, diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità.

    “Ovviamente – ha rassicurato l’assessore – stiamo prestando il grado di attenzione necessario. Siamo tutti consapevoli della gravità della situazione, e nessuno la sta trascurando o sottovalutando. Oggi intervengo personalmente, convocando tutti i tecnici per fare squadra, fare il punto e ottimizzare le informazioni e le esperienze dei nostri migliori esperti”.

  • IEO e Monzino, primi due istituti specialistici d’Italia

    IEO e Monzino, primi due istituti specialistici d’Italia

    L’Istituto Europeo di Oncologia e il Centro Cardiologico Monzino sono primi in Italia per il quinto anno consecutivo nella classifica “World Best Specialised Hospital 2025”, elaborata dal settimanale internazionale Newsweek, in collaborazione con la societa’ di ricerca Statista. A livello internazionale Ieo e Monzino balzano rispettivamente dal 16esimo al 9 posto nell’oncologia, e dal 19esimo all’11esimo in cardiologia. Rimane invariato il posizionamento al 23esimo posto in cardiochirurgia per il Monzino.

    La classifica Newsweek indica i migliori centri specialistici al mondo in 12 discipline e per oncologia e cardiologia seleziona i top 300. Le liste si basano su un’indagine globale che coinvolge decine di migliaia di professionisti della sanita’: medici, altre figure sanitarie e manager. Vengono inoltre considerati gli accreditamenti e le certificazioni internazionali e i risultati dei “Patient Reported Outcome Measures” (PROMs), questionari compilati dai pazienti per misurare la loro percezione dello stato di salute e della qualita’ di vita.

  • E’ morto Totò Schillaci, l’eroe delle ‘Notti Magiche’

    E’ morto Totò Schillaci, l’eroe delle ‘Notti Magiche’

    Salvatore Schillaci è morto nel reparto di pneumologia dell’ospedale Civico di Palermo dove era ricoverato dal 7 settembre. Aveva 59 anni e da qualche anno era in cura per un tumore che purtroppo non gli ha dato scampo.

    L’uomo dagli occhi sbarrati, simbolo indelebile delle Notti Magiche di Italia ’90, arrivò alla Juve nell’estate 1989. Una stretta di mano tra Giampiero Boniperti e Salvatore Massimino aveva certificato il trasferimento dal Messina per 6 miliardi di lire. Una scommessa. Vinta.

    Totò Schillaci sbarcò in un pianeta sconosciuto con qualche timore, un’incredibile grinta e l’incosciente semplicità che gli avrebbe consentito di scalare il mondo.

    Tecnicamente un po’ grezzo e tatticamente molto anarchico, stupì subito per la ferocia esplosiva con cui catturava i palloni e li cacciava in rete, così Zoff gli lasciò carta bianca: «Gioca come sai». Boniperti lo considerava erede di un’altra stella del Sud, Pietro Anastasi. Il primo anno segnò 15 gol e diede un contributo fondamentale alla conquista della Coppa Italia e della Coppa Uefa.

    LA SCHEDA

    Resterà per sempre l’icona delle notti magiche dello sport e di tutto il calcio italiano, di quell’Italia ‘90 dolce e amara segnata da suoi gol in sequenza e da quegli occhi spiritati e increduli, simbolo di un sogno comune bruciato dal destino nella serata di Napoli che non cancellò comunque la forza di una favola. Salvatore Schillaci, detto Totò, scomparso all’età di 59 anni, è stato tutto questo, un condensato di allegria e spensieratezza applicata al talento e ad una passione senza fine, ma anche lo sbocciare improvviso di un attaccante nato nei quartieri difficili di Palermo (lo Zen) che si è preso in un paio di anni tutta la gloria possibile. Al punto da diventare capocannoniere di quella edizione del Mondiale (sei reti) e piazzarsi al secondo posto dietro Lothar Matthaus nella classifica del Pallone d’Oro. Totò fu la fotografia di un’epoca storico-culturale del Paese, l’uomo capace di riscattarsi da una vita difficile che poteva prendere percorsi irrimediabili se non ci fosse stato il dio pallone ad indirizzarlo altrove. Fu il genio uscito dalla lampada che fece innamorare tutti, in primis i tifosi della Juventus. Palermitano classe 1964, arrivò alla Juventus dal Messina nel 1989 per 6 miliardi di lire. “Aveva una voglia di fare gol che non ho mai visto in nessuno”, disse di lui il suo allenatore nel Messina, Franco Scoglio.

    E la Signora fu il suo trampolino. Esordì in Serie A il 27 agosto nella partita in casa col Bologna (1-1) e nella sua prima stagione in bianconero conquistò subito il posto da titolare realizzando 15 gol in 30 partite di campionato. Acquisì subito il soprannome di Totò-gol e contribuì in maniera decisiva al double del club torinese nella Coppa Italia e nella Coppa Uefa, vinte superando in finale, rispettivamente, il Milan e la Fiorentina. Quell’annata segnò la svolta della carriera. Il ct azzurro Azeglio Vicini lo convocò al successivo campionato del mondo 1990 da giocarsi proprio in Italia. Dopo la rassegna iridata, Schillaci giocò altre due stagioni in bianconero, andando tuttavia incontro a una pesante involuzione e trovando poche volte la rete.

    La convivenza con Roberto Baggio non fu semplice e lui stesso raccontò di scontri non solo verbali molto accesi (“Una volta facemmo a cazzotti: anzi, fui io a rifilargli un pugno. Si è trattato veramente di una stupidaggine”) . E quando arrivò in squadra anche Gianluca Vialli , Totò trovo sempre meno spazio. Passò all’Inter nella stagione 1992-93 ma la fiamma ispiratrice si stava già esaurendo. Con i nerazzurri giocò due stagioni siglando in totale 11 gol in 30 partite. Non contento di stare ai margini prese il coraggio a due mani e accettò un cambio di vita radicale diventando il primo calciatore italiano a giocare campionato giapponese della J-League, con i Jubilo Iwata.

    I nipponici gli fornirono un interprete, un autista personale 24 ore su 24 e una bella abitazione. Per loro il Mondiale non era finito e lui ricambiò stima e affetto con i suoi gol: 56 in 78 partite. Nel 1997 vinse con la sua squadra il campionato, ma subì anche un serio infortunio che lo relegò definitivamente lontano dai campi di gioco, fino al ritiro ufficializzato nel 1999. Lasciato il calcio giocato, disputò altre ‘partite’ in nome del sociale: gestì un centro sportivo per ragazzi per toglierli dalla strada e allontanarli dalla delinquenza, fondò la prima squadra di migranti, il club Asante, che militò in terza categoria, si buttò anche in politica riuscendo a farsi eleggere come consigliere comunale della sua città tra le file di Forza Italia.

    Una certa nostalgia dei tempi che furono lo riportarono sulla scena mediatica. Non mancarono le comparsate in tv, dall’’Isola dei Famosi’ a ‘Quelli che il calcio’, in cui era spesso ospite e dove tornò scherzosamente a vestire i panni di calciatore con la formazione dilettantistica dell’Altamura, disputando la partita conclusiva del campionato pugliese di Eccellenza. Interpretò anche il ruolo di un boss in una puntata della serie ‘Squadra antimafia – Palermo oggi”. Due anni fa fu ospite di ‘Pechino Express’, quando la malattia aveva già fatto la sua apparizione. Ma Totò fino all’ultimo ha sempre reagito prendendo la vita di sponda, mai di petto, provando a regalare e regalarsi allegria, gioia, senso della vita, trovando sempre il modo di sorridere e fare centro, come in area di rigore. Ha vissuto con la fiamma dentro e una passione senza fine. Per tutto, il pallone e la vita.

    Schillaci: il cordoglio della Juventus, Ciao Totò

    “Ciao Totò”. Con queste breve messaggio sui social e una foto in maglia bianconera la Juventus esprime il suo cordoglio e ricorda Totò Schillaci. L’ex centravanti siciliano è morto oggi all’età di 59 anni per una brutta malattia. In bianconero dal 1989 al 1992, Schillaci ha disputato 90 partite segnando 26 gol.

  • La curva interista dopo l’omicidio Bellocco: tempo di cambiare rotta

    La curva interista dopo l’omicidio Bellocco: tempo di cambiare rotta

    “Si è deciso di modificare la rotta. Dopo una lunga riflessione, abbiamo ritenuto fosse necessario dare un segnale chiaro, mettendo con più vigore al centro di tutto il nostro impegno”. Lo scrive la curva nord interista in un post sui social, dopo l’omicidio di Antonio Bellocco, erede dell’omonima cosca della ‘ndrangheta, per il quale un paio di settimane fa è finito in carcere Andrea Beretta, ormai ex capo ultrà nerazzurro, sostituito al vertice della curva da Renato Bosetti, dopo una riunione degli ultras nei giorni scorsi.

    “Ripartire insieme, per il bene dell’Inter e della sua gente – si legge nel messaggio su Instagram – ci siamo presi un doveroso periodo di riflessione dopo i drammatici avvenimenti che, sebbene non abbiano a che fare con le dinamiche dei frequentatori della curva, hanno inevitabilmente sconvolto tutto il nostro ambiente”.

    Il “recente passato e in particolare gli ultimi due anni di incessante impegno di chi ha guidato la nord sul campo – proseguono gli ultrà – ha mostrato dove siamo stati capaci di portare la qualità del nostro sostegno e i risultati sono davanti agli occhi di tutti ma nonostante ciò si è deciso di modificare la rotta”. E parlano di una “nuova guida motivata e pronta ad assumersi il peso di una così importante responsabilità”. E ancora: “adesso, sebbene siamo certi che la macchina del fango contro di noi e di ciò che rappresentiamo non si fermerà, continueremo per la nostra strada”.

  • Milano, incendio in palazzo di 19 piani

    Milano, incendio in palazzo di 19 piani

    Incendio all’ottavo piano di una palazzo di 19 a Milano via Privata Trasimeno 18. L’allarme e’ giunto alla sala operativa di via Messina 35 intorno alle 5:30. Le fiamme si sono sviluppate in un bilocale all’ottavo piano dove in quel momento si trovava una ragazza di origini italiane.

    Fortunatamente non ha riportato gravi ferite, avrebbe respirato i fumi prodotti dalla combustione ed e’ stata affidata alle cure dei sanitari. In questi minuti le squadre dei Vigili del fuoco ( sette in tutto per un totale di una quarantina di uomini ) stanno facendo rientrare lentamente le famiglie che in un primo momento erano state opportunamente allontanate. La situazione pertanto e’ sotto controllo. Oltre all’appartamento dove e’ avvenuto l’incendio, sono stati dichiarati inagibili per ora a scopo precauzionale gli appartamenti corrispondenti ai piani superiore e inferiore

  • Peste suina, nuovo caso nel Novarese

    Peste suina, nuovo caso nel Novarese

    Il nuovo bollettino dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, pubblicato ieri mattina, indica la presenza di un nuovo focolaio di peste suina africana in un allevamento di maiali, ancora in provincia di Novara, verso il confine con il Vercellese, a Casalvolone.

    Del probabile arrivo dell’infezione in questo allevamento, in realta’, si era gia’ avuto notizia domenica scorsa 8 settembre. Si trattava ancora di casi sospetti, poi confermati martedi’ 10 dall’Asl di Novara, troppo tardi per inserirlo nel precedente bollettino dell’Izs, che viene compilato la domenica e diffuso tra lunedi’ e martedi’.

    Nell’allevamento di Casalvolone erano presenti poco meno di 3000 capi. Secondo quanto conferma all’AGI il dirigente del servizio sicurezza alimentare della Regione Piemonte Bartolomeo Griglio, gli abbattimenti sono gia’ iniziati e sono in corso in questi giorni. Sono cosi’ ufficialmente sette i focolai registrati in provincia di Novara: uno a Olengo, frazione del capoluogo, uno a Castellazzo Novarese, uno a San Pietro Mosezzo, uno a Vinzaglio, due a Trecate. Un ottavo caso riguarda il Comune di Lignana, appena al di la’ del confine amministrativo della provincia di Vercelli.

    Il nuovo bollettino dell’Istituto segnala anche tre nuove positivita’ tra i cinghiali, di cui una in provincia di Alessandria, a Viguzzolo, e due in Liguria, in provincia di Genova.

  • Due extracomunitari arrestati a Malpensa per furto

    Due extracomunitari arrestati a Malpensa per furto

    La polizia di frontiera di Malpensa ha individuato e denunciato due cittadini extracomunitari, irregolari sul territorio nazionale, in relazione a due episodi distinti di furto, avvenuti entrambi all’interno del Terminal 1 dell’aeroporto. Nel primo caso, un giovane di 22 anni ha approfittato di un momento di distrazione di un viaggiatore per sottrargli una borsa contenente indumenti di alto valore economico. Dopo aver raccolto la denuncia della vittima e visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza, gli agenti del Settore Sicurezza sono riusciti ad identificare l’autore del furto, già noto alle forze dell’ordine, ed il soggetto è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

    Nel secondo episodio, un viaggiatore si è recato presso gli uffici della Polaria per segnalare lo smarrimento del proprio zaino nella zona arrivi dell’aeroporto. L’esame delle immagini catturate dalle telecamere ha permesso di appurare che non si trattava di una perdita accidentale, bensì di un vero e proprio furto, perpetrato da un individuo che, approfittando della distrazione della vittima, gli aveva sottratto lo zaino. La Polizia ha identificato e rintracciato il ladro presso l’area autonoleggi del Terminal 1, recuperando anche il bagaglio, che lo stesso aveva nascosto in un bagno vicino.

    Il bagaglio è stato restituito al legittimo proprietario, mentre il colpevole, un uomo di 29 anni, è stato denunciato in stato di libertà per furto aggravato, nonché per i reati di resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale, per il comportamento fortemente ostile tenuto nei confronti degli operanti durante le fasi di identificazione.

  • Corsico: uomo carbonizzato nell’incendio del suo appartamento

    Corsico: uomo carbonizzato nell’incendio del suo appartamento

    Un uomo di 58 anni è rimasto carbonizzato stanotte in un incendio scoppiato poco prima delle due del mattino in un appartamento al quinto piano di una palazzina a Corsico in via Di Vittorio. Sul posto cinque squadre dei Vigili del fuoco che hanno provveduto a sgomberare la palazzina per le operazioni di messa in sicurezza.

    33 le persone evacuate di cui sette sono state ospitate nel vicino comando di polizia locale. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento. Al momento l’edificio non è fruibile dagli altri occupanti.

  • Tifoso del Liverpool muore sull’A4

    Tifoso del Liverpool muore sull’A4

    Aveva in tasca il passaporto e un biglietto per la partita Milan-Liverpool di Champions League in programma stasera allo stadio Meazza di Milano il tifoso irlandese di 51 anni travolto e ucciso la notte scorsa mentre attraversava l’autostrada A4 a piedi nel tratto tra Dalmine e Bergamo.

    Dalle prime indagini risulta che l’uomo – atterrato a Orio al Serio poche ore prima con un volo da Manchester – abbia scavalcato la recinzione per raggiungere l’albergo sull’altro lato dell’autostrada. Non lontano si trova però un sottopasso, del quale probabilmente il 51enne ignorava l’esistenza.

    Con l’uomo c’erano altre due persone che a loro volta si sono avvicinate all’A4 per poi decidere di non attraversarla, come un testimone ha riferito alla polizia stradale, che ora è alla ricerca dei due uomini che potrebbero essere denunciati per omissione di soccorso.